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marzo 2007

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La cinciallegra

Cinciallegra

Famiglia

Paridi

Genere

Parus

Specie

Parus major

Ordine

Passeriformi
È la più grande delle Cince

Caratteristiche

La cinciallegra (Parus major) è lunga circa 15 cm ed ha un piumaggio verdastro nelle parti superiori e giallastro in quelle inferiori, il vertice e la gola sono nere, le guance bianche ed una striscia nera longitudinale attraversa l'addome. Molto attiva, curiosa e allegra, la cinciallegra scende di rado al suolo. Il suo canto è semplice, ma non sgradevole, e le sue note sono limpide e chiare come suoni di campanelli. Nonostante abbia un'indole socievole si dimostra poco tollerante con gli altri uccelli. Si è assistito ad episodi in cui un esemplare debole o malato fosse assalito e maltrattato a morte da un suo simile. Non di rado attacca anche uccelli di dimensioni maggiori, ai quali può provocare gravissimi danni assalendoli di sorpresa nel tentativo di fratturare loro il cranio con il becco. Caratteristico risulta il suo continuo svolazzare tra i rami e l'appendersi a testa in giù per beccare formiche e pidocchi delle piante lungo i rami.

Diffusione

È diffusissima in tutta l'Europa ed è presente anche nell'Africa nord-occidentale, nelle Canarie e nell'Asia centro-meridionale. In Italia è molto diffusa, anche in Sardegna, ed è ovunque stazionaria e di passo. In Campania è presente nel Parco Nazionale del Vesuvio.

Habitat

Vive sia nei boschi misti che in quelli di conifere. Si trattiene non di rado nei frutteti e nei giardini dove però non nidifica. Evita quasi sempre la vicinanza dell'uomo.

Cinciallegra

Riproduzione

Entrambi i coniugi covano da 6 a 14 uova, di colore bianco macchiate di rossiccio, e se la stagione è favorevole la femmina depone una seconda volta. Le uova vengono covate per 13-14 giorni dalla femmina, alimentata dal maschio. I giovani vengono alimentati da entrambi i genitori e lasciano il nido dopo 18-20 giorni.

Alimentazione

È un uccello voracissimo, si ciba prevalentemente di insetti, e delle loro larve, e continua ad ucciderne anche quando è sazio. Nel periodo invernale arriva a snidare le api rinchiuse negli alveari. Sminuzza il cibo con il becco tenendolo saldo con le zampe come fanno corvi e cornacchie. Quando il cibo abbonda ne tiene da parte delle riserve per i giorni di magra. Completa la sua dieta con ragni, piccoli molluschi, lombrichi, frutti e semi. Se ne ha l'occasione non esita ad uccidere i nidiacei di altri uccelli.

Boccellato Alice e Laurano Chiara 1°H
(Fonte: motore di ricerca google)

 
 

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