Il Ponte del Diavolo (o Ponte del Roch di Lanzo)
di Mariano Salvatore
In Val di Lanzo un satanasso
con quaranta indiavolati
combinava un gran sconquasso
per trovare altri dannati.
Ma la caccia fu infruttuosa
perché un santo intraprendente
alla gente laboriosa
insegnò ad esser credente.
Un dì, Satana infuriato
sulla riva di un torrente
scorse il santo venerato
e con fare prepotente
disse: "frate, hai esagerato,
non lasciando che la gente
compia più alcun peccato!"
Il sant'uomo molto astuto
raggirò, senza esitare,
quel gran demone cornuto,
convincendolo a creare
un passaggio imponente
per poter attraversare
in un attimo il torrente;
concedendo a quel "Caronte"
di portar con se, dannato,
chi per primo sul suo ponte
fosse, tosto, transitato.
Il demonio compiaciuto
abboccò a quel tranello
ed il santo molto astuto
spinse sopra un bel vitello.
Numerose sono le leggende (non solo in Piemonte, ma in tutta Italia) sorte intorno alla costruzione di ponti sorprendenti. Tra queste una delle più celebri è la leggenda del Ponte del Diavolo di Lanzo.
Molti secoli fa, si era stabilita nei dintorni di Lanzo una colonia di diavoli, in cerca di peccatori da condurre negli inferi. La presenza di un santo pellegrino aveva però intralciato i piani dei demoni che da tempo vagavano senza trovare alcuna anima a loro devota. Un giorno, il diavolo in capo alla colonia si imbatté sulla riva del torrente Stura nell'esile ma impavida figura del santo. A quel tempo diavoli e santi non disdegnavano talora di scambiare qualche parola. Il satanasso iniziò a lamentarsi per l'infruttuosa ricerca, ma il santo scaltro e intraprendente subito lo interruppe per proporgli un accordo. Con lusinghe e una sapiente dialettica il sant'uomo convinse il diavolo a costruire un ponte robusto, per consentire alla povera gente di Lanzo di attraversare l'impetuoso torrente. In cambio gli promise l'anima del primo che avesse attraversato il ponte. Il diavolo rinfrancato dall'insolito patto, appena calato il sole, si mise all'opera, aiutato dalla terribile orda di demoni. Lavorarono l'intera notte, mentre un inaspettato temporale li aiutò a tenere lontani i curiosi. L'indomani, di buon ora, Belzebù si nascose tra le fronde di un cespuglio a pochi passi dal nuovo manufatto, in attesa dell'ignara preda. Il santo, che aveva previsto ogni cosa, spinse sul ponte un pasciuto vitello: vedendo l'animale poggiare per primo il suo zoccolo sul ponte il diavolo trasalì dall'ira, ma altro non poté fare che accettare la sconfitta e svanire in una nuvola di zolfo. Prima di ricadere nel suo regno infernale, però, sferrò, in segno di sfregio, un calcio poderoso alla piccola cappella di S. Rocco posta nelle vicinanze del ponte, dove ancora oggi si può scorgere un'impronta rotonda alla base di uno dei muri. Il ponte dopo lunghi secoli e vicissitudini ancora resiste per la gioia di turisti e viandanti mentre il diavolo, fortunatamente non ha più fatto ritorno.
Approfondimento
Il personaggio: protagonista di questo breve racconto è l'antico Ponte del Roch. Costruito presumibilmente nel 1378, per volontà del consiglio comunale di Lanzo, questo piccolo capolavoro di ingegneria scavalca il torrente Stura, unendo i fianchi del Monte Buriasco e del Mombasso. Il ponte, il cui ardito profilo ad arco a volta ribassata si eleva di sedici metri sul livello del fiume, con una luce di 37 m, ha resistito in modo egregio al tempo e a numerose e violente piene del fiume e questo aspetto ha contribuito ad alimentare l'atmosfera leggendaria che aleggia intorno alla sua "diabolica" realizzazione.
Il contesto: all'uscita delle Valli di Lanzo il Torrente Stura si incunea in una stretta gola rocciosa, sulla cui sommità si trova il nucleo originario del paese e il monumento simbolo della zona, il Ponte del Diavolo. Dal 1993 l'area circostante il ponte è divenuta parco regionale, confinante con la Zona di salvaguardia dello Stura di Lanzo. Le due aree sono affidate allo stesso ente che gestisce il Parco regionale La Mandria.
Appuntamento con la leggenda: il Parco Mandria organizza ogni anno, in primavera, una visita guidata alla scoperta dell'Area di salvaguardia della Stura e del Ponte del Diavolo. Un'ottima occasione per rivivere storie e leggende che hanno reso famosi questi luoghi. Per maggiori informazioni tel. 0114993381, ino@parcomandria.it
Rischio di estinzione: pur conservando un prudente entusiasmo, si può affermare che la leggenda del ponte "luciferino" è molto ben salvaguardata dai rischi di oblio o estinzione, opera e area circostante sono tutelate da legge regionale e sulla sua misteriosa genesi numerosi sono i testi e i racconti prodotti. il Ponte del Diavolo è un classico esempio di ingegneria naturalistica ante litteram. Opera bella, mirabile e duratura, non solo non crea alcun impatto sul paesaggio ma, anzi, contribuisce a impreziosirlo, caratteristica sempre più rara tra i moderni manufatti. Chissà se tra settecento anni qualcuno proporrà di creare un parco a tutela di uno degli attuali ponti in ferro e cemento?