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Il fringuello

Nome italiano: Fringuello
Nome latino: Fringilla coelebs
Ordine: Passeriformi
Famiglia: Fringillidi

 

Altitudine:

Altitudine

Habitat principale:

Habitat principale

Dimensioni indicative:

Dimensioni indicative

Quando si può trovare: Quando si può trovare

(tutti i mesi)


Il riconoscimento
Il Fringuello è un uccelletto granivoro molto comune. E' grande circa come un Passero (15 cm.).
Il maschio in estate (abito estivo) è molto caratteristico: generalmente è bruno tendente al rosso, con testa blu ardesia e groppone (parte iniziale della coda) verdastro. La femmina è bruno-olivastro sopra, molto più chiara nelle parti inferiori. Entrambi i sessi presentano becco grigio e massiccio, due evidentissime barre alari (strisce sulle ali) e timoniere esterne (penne esterne della coda) bianche, che contrastano molto sul corpo dell'animale, specie in volo. In inverno sia il maschio che la femmina perdono di brillantezza nel piumaggio, ma il disegno tipico resta più o meno uguale.
Un birdwatcher alle prime armi potrebbe confondere questa specie con alcune altre simili, in particolare con la Peppola (Fringilla montifringilla). Un fattore da non sottovalutare per la corretta identificazione è che la Peppola in Italia è osservabile solo nel periodo invernale; inoltre, osservandola bene, si nota il groppone bianco, il petto arancio e il becco giallo. Nella parte conclusiva dell'inverno in maschio acquista un inconfondibile "cappuccio" nero.

Il canto
Il canto del Fringuello è molto caratteristico, consiste in una corta e vigorosa cascata di circa dodici note, che suonano all'incirca come un "ciui" terminante con un "ciu-i-o".
In volo emette un riconoscibile "chup-chup" strascicato, interrotto da qualche "tzip-tzip".

Habitat e osservazione
Nidifica in una grande varietà di ambienti boschivi, apprezzando anche siepi, parchi urbani e giardini. In montagna si rinviene nei boschi di conifere fin oltre i 2000 m. s.l.m. In inverno preferisce le zone più aperte ricche di campi e prati dai 1500 m. s.l.m. al piano. L'osservazione non prevede nessuna difficoltà e anche in volo si riconosce grazie alle barre alari e al verso.

La distribuzione
Nel mondo è distribuito dall'Asia centrale fino a tutta l'Europa e in parte dell'Africa settentrionale. E' assente solo in Islanda , in Medio Oriente e in Siberia. In Italia è estremamente comune ovunque, esclusa una parte della Sicilia e delle isole minori. La distribuzione piemontese rispecchia quella italiana. Non è molto diffuso nelle zone prive di boschi (pianure intensamente coltivate). In inverno è più comune alle basse quote e abbandona le aree più settentrionali del continente (Scandinavia e Russia).

La riproduzione, lo svernamento, la migrazione
Questo fringillide inizia a riprodursi da metà Aprile in poi. Il nido è costruito da entrambi i genitori e consiste in una profonda coppa di muschio rivestita da licheni e piume. Le uova sono 4-5, di colore azzurro sfumato, lievemente macchiettate. Sono lunghe poco meno di due centimetri e sono covate dalla sola femmina. I pulcini sono nidicoli e ricoperti da un fitto piumino grigiastro. Sono allevati da entrambi i genitori per 15 giorni.
Il Fringuello è un migratore a corto raggio. All'inizio del periodo invernale molti individui scendono a valle dalle montagne e si ricongiungono con le popolazioni dell'Europa nord-orientale; infatti, durante l'inverno, questa specie forma grandi gruppi che possono contare anche migliaia di individui, spesso misti ad altri uccelli granivori, quali la Peppola.

L'alimentazione
I pulcini vengono alimentati con insetti, che nella bella stagione non sono disdegnati neanche dagli adulti.
Durante il periodo invernale l'alimento prevalente è composto da semi e granaglie, che vengono spezzati con il forte becco.

Una curiosità
Durante la migrazione, non è difficile udire Fringuelli che cantano in modo notevolmente diverso rispetto a quelli italiani, quasi con un altro accento. Questi individui; infatti, provengono da altri luoghi europei, dove nidificano popolazioni che hanno voce diversa: è quasi come la diversità di linguaggio degli esseri umani.


di Giacomo Assandri
Liceo Scientifico Statale "Blaise Pascal" di Giaveno (TO)

 

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