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Situato tra il verde dei boschi sulla sommità di uno sperone roccioso a picco su Varallo, il più antico Sacro Monte piemontese è costituito da 50 Cappelle parte isolate, parte inserite in complessi monumentali, popolate da più di 800 statue in legno e terracotta policroma a dimensione naturale che raccontano vita, passione, morte e resurrezione di Cristo.
La realizzazione del Sacro Monte si deve all'opera di celebri architetti (G. Alessi. B. Alfieri), pittori e scultori (G. Ferrari, Giovanni D'Enrico, Tanzio da Varallo, E. Prestinari, il Tabacchetti, il Morazzone).
È forse il più importante Sacro Monte sia dal punto di vista artistico-religioso sia per la componente naturalistica ricca di piante autoctone ed esotiche organizzate secondo lo schema dei giardini rinascimentali italiani, con l'obiettivo di dar risalto all'apparato architettonico.
La componente floristica è ricca e diversificata: un censimento condotto recentemente ha individuato 421 specie.
All'interno del recinto sacro l'ambiente naturale, fortemente antropizzato, ha assunto l'aspetto di un giardino rinascimentale, da segnalare un boschetto di faggi a canna d'organo oltre ad alcuni individui secolari di diverse specie quali bosso, tasso, ilex e olmo campestre.
L'avifauna, tipicamente pre-montana, non è particolarmente caratterizzante.