Il territorio del Parco è compreso nelle regioni Piemonte e Valle d'Aosta, ma i dati riportati sono riferiti al solo settore piemontese
È il primo esempio di salvaguardia naturalistica ed ambientale non solo del Piemonte ma d'Italia.
Il paesaggio di imponenti montagne e di profonde vallate, dà vita ad una vegetazione ricca ed articolata.
I licheni sono le prime forme di vegetazione che s'incontrano a partire dalle alte vette: sulle rupi e nelle zone detritiche crescono sassifraghe, semprevivi e artemisie, seguiti dalle praterie alpine, dai pascoli e dai boschi di larice e di latifoglie.
Lo stambecco è l'animale più noto: simbolo del Parco è legato alla sua stessa istituzione.
Infatti, l'esigenza di tutelare la zona scaturì dalla necessità di conservare un ambiente montano adatto alla sopravvivenza della Capra ibex che agli inizi del Novecento era in serio pericolo di estinzione.
È presente una fauna molto variegata.
Tra gli altri mammiferi si segnala: camoscio, marmotta, volpe, cinghiale, ermellino, tasso, donnola, lepre variabile.
Fra l'avifauna: l'aquila reale, poiana, sparviero, astore, gufo reale, pernice bianca. Le vallate sono solcate da numerosi rii e torrenti che ospitano una ricca ittiofauna, costituita soprattutto dalla trota nelle tre varietà: comune, iridea e fario.