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"Ciciu" è il nome utilizzato localmente per indicare le colonne di erosione di Villar San Costanzo.
Secondo un'antica leggenda i "ciciu", sarebbero soldati romani pietrificati dall'intervento divino, mentre si accingevano a linciare San Costanzo, l'evangelizzatore della zona.
Il termine significa "pupazzo, ometto" perché le colonne di terra, sovrastate da grossi massi, ricordano uomini con il cappello.
Oggi se ne contano 400 con diametro compreso tra 2 e 7 metri e con un'altezza che in alcuni casi raggiunge i 10 metri.
Il processo di modificazione naturale del paesaggio, iniziato 12.000 anni fa, è tutt'ora in corso.
La zona, sino a poche decine di anni fa, era caratterizzata da coltivazioni di vigneti e ortaggi, mentre oggi l'aspetto è completamente selvaggio, con una vegetazione composta da querce, castagni, betulle, aceri e da alcune conifere, frutto di rimboschimenti artificiali.
La fauna è rappresentata dalla poiana, dal picchio rosso e verde, da cinghiali, volpi e tassi.