Per visitare la zona che Davide Lajolo amava chiamare "Il mio mare verde" dobbiamo addentrarci nella Riserva Naturale Speciale della Val Sarmassa. Partendo da Asti si imbocca la tangenziale in direzione Cuneo e si esce a Isola d'Asti. Qui arrivati si segue la strada in direzione Montegrosso e giunti al semaforo del paese si gira prima a sinistra e poi a destra. Proseguendo si giunge ad una rotonda dove si gira a sinistra per salire al paese di Vinchio. Arrivati a Vinchio dobbiamo proseguire in macchina (5 minuti) o a piedi (20 minuti), in direzione Cortiglione, fino a giungere ad uno spiazzo dove vediamo un'apposita bacheca di legno che indica uno degli accessi alla Riserva. Qui possiamo parcheggiare ed incamminarci nell'Area Protetta.
Quest'area, istituita con Legge regionale 21 giugno 1993, n° 21, è situata nell'Alto Monferrato orientale, in provincia di Asti, e comprende un'area collinare di circa 234 ettari che si estende tra i comuni d'Incisa Scapaccino, Vaglio Serra e Vinchio. Tra le finalità della Riserva, oltre alla tutela e miglioramento delle caratteristiche naturali e paesaggistiche dell'area, vi è la valorizzazione del patrimonio archeologico, paleontologico e delle attività agricole, il recupero forestale e la fruizione del territorio ai fini scientifici, culturali e ricreativi. La valle era abitata dall'uomo preistorico, come testimoniano le asce litiche ritrovate a Serracorta e Monte del Mare. La Riserva è interamente compresa dal punto di vista geologico in quello che gli esperti hanno definito "Bacino Terziario Ligure- Piemontese". Vi affiorano terreni che appartengono alle formazioni delle "Argille di Lugagnano" (Pliocene Inferiore) facilmente identificabili per il caratteristico color grigio o grigio cenere, talvolta con sfumature azzurre con un contenuto paleontologico caratterizzato dalla presenza di molluschi e, in misura inferiore, di resti vegetali, di coralli, di granchi. Le sovrastanti "Sabbie di Asti" (Pliocene Medio) formano il corpo delle colline e si presentano generalmente di colore giallastro, talvolta grigio o rossastro, sono molto fossilifere con prevalenza di molluschi e più raramente di vertebrati marini.
L'area protetta offre scorci paesaggistici di grande suggestione: dalle sommità collinari si spazia con lo sguardo sino ad incontrare l'imponente catena alpina da un lato e i rilievi appenninici dall'altro. Sui dossi, i nuclei boschivi più interessanti, dal punto di vista naturalistico, si presentano come querceti cedui, dominati da giovani esemplari di rovere (Quercus petraea) e roverella (Quercus pubescens), con presenza significativa dell'orniello (Fraxinus ornus). Sono presenti inoltre aree a castagneto ceduo, dove si inserisce in modo indicativo la roverella, con sottobosco molto povero a causa del fitto ombreggiamento della copertura arborea e dell'acidificazione del substrato. Nei fondovalle, caratterizzati dalla presenza costante e invasiva del robinieto e di estese aree coltivate a pioppo, si osservano inoltre comunità mesoigrofile frammentarie e sporadiche dominate dalla farnia (Quercus robur), carpino bianco (Carpinus betulus) e frassino maggiore (Fraxinus excelsior). Queste oasi di vegetazione autoctona appartengono potenzialmente al Querco-carpineto planiziale, tipico delle residue aree boschive della Pianura Padana. Si tratta di un querceto misto di natura ripariale dove alla farnia si accompagnano specie arboree secondarie quali l'acero campestre (Acer campestre), l'olmo (Ulmus minor) e, nelle stazioni più umide, anche pioppo nero (Populus nigra) e pioppo bianco (Populus alba). Sempre nei fondovalle a margine dei pioppeti, lungo i piccoli corsi d'acqua, vegetano sporadici nuclei boschivi, caratterizzati dalla presenza di ontano (Alnus glutinosa) e salice bianco (Salix alba).
Per i visitatori: sentieri segnalati, percorso ginnico ed equestre, pista ciclabile, aree picnic, punti sosta attrezzati.
Per le scuole: per ogni ordine e grado i guardiaparco e la Cooperativa La Pervinca predispongono annualmente alcuni progetti didattici.
Per informazioni
tel./fax 0141-644714, 0141-950237, e-mail: vigilanza.pnrt@virgilio.it.
Info: Cooperativa "La Pervinca" Valentina Mazzola 339 5315104, e.mail:info@lapervinca.it.
Visite: libere tutto l'anno, guidate su prenotazione.
Strutture ricettive: ostello (24 posti), nell'ex asilo di Vinchio, per bambini e adulti.