Partendo da Asti è possibile raggiungere la Riserva Naturale Speciale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande seguendo le indicazioni per l'autostrada Asti - Ovest. Una volta raggiunto l'imbocco dell'autostrada non è necessario immettersi ma si prosegue ancora per 7 km fino a vedere sul lato destro della strada il cartello indicante la frazione di Valleandona. Giunti a questo punto si svolta a destra fino ad arrivare alla piazza principale dove è possibile parcheggiare. Poco prima di arrivarvi è presente la sede operativa dell'Ente Parchi Astigiani dove su richiesta è possibile visitare un'interessante saletta museale ricca di reperti fossiliferi.
La notevole presenza di resti paleontologici (soprattutto conchiglie di molluschi marini) rende particolare e caratteristica l'area protetta, che rientra tra i rari casi concreti, a livello nazionale, di località destinate alla protezione di questo particolare patrimonio scientifico e culturale. I reperti fossili che affiorano negli strati sabbiosi sono costituiti dai resti di organismi sepolti nei sedimenti del mare, che occupava tutta la Pianura Padana fino all'arco alpino durante il periodo Pliocenico (5-1,8 milioni di anni fa): un'ampia insenatura di mare poco profondo delimitata a Sud dai rilievi delle Langhe, ad Ovest dal Golfo Cuneese, a Nord da una bassa isola corrispondente all'attuale Monferrato settentrionale, mentre ad Est comunicava con il Mare Padano. I fossili sono concentrati in particolari strati che si possono osservare lungo le pareti delle incisioni vallive. I numerosi ritrovamenti, dalle conchiglie a resti di vertebrati marini e terrestri, hanno richiamato fin dal 1700 l'attenzione di numerosi studiosi e ricercatori, che hanno contribuito a diffondere la curiosità e l'interesse per la paleontologia. Si tratta di centinaia di specie di molluschi marini, le cui conchiglie presentano un'ottima conservazione. Ai molluschi si associano brachiopodi, echinidi, coralli e rari resti di vertebrati. I primi insediamenti antropici, in questo territorio, risalgono a oltre 10 mila anni fa. In base al ritrovamento di raschiatoi, coltellini bifacciali, fondi di capanne, parti di piroghe ed altri oggetti, si presume che i primi uomini, forse d'origine ligure, siano arrivati in queste zone seguendo il corso del Tanaro.
Oltre all'importante patrimonio paleontologico, l'area protetta di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande offre lo spunto per interessanti osservazioni naturalistiche. L'originale copertura boschiva dell'area (querceto-carpineto) è stata profondamente alterata dall'uomo con l'introduzione di nuove specie, come il castagno e la robinia, oltre che con il cambiamento di destinazione d'uso di vaste superfici, recuperate alla viticoltura. Ora i boschi della zona sono caratterizzati dalla presenza di robinia, farnia, carpino, tiglio e acero. Pochi, ma preziosi, i pini silvestri, relitti di epoche più fredde: un esemplare bifido svetta nei boschi della Painastra. Nel sottobosco la vitalba, rampicante molto robusto, forma cascate di liane, disputandosi lo spazio con caprifoglio, fusaggine, sanguinello, nocciolo. Macchie fiorite insistono dalla primavera all'autunno grazie a pulmonarie, primule, anemoni, gerani selvatici, denti di cane, salvie. Non mancano le farfalle, la cui bellezza si riassume nella presenza di esemplari come il podalirio, il macaone e varie ninfalidi. Con un po' d'attenzione si possono riconoscere coleotteri (cervo volante) e uccelli (gruccione, gheppio, upupa, ghiandaia, picchi verdi e picchi rossi minori). Gli scoiattoli sono di casa, così come volpi, tassi, donnole, faine, ramarri, serpenti non velenosi (come il saettone). Nelle pozze d'acqua formate dalle piogge primaverili gli anfibi (raganelle, rospi comuni, rane agili e rane verdi, tritoni con la caratteristica livrea nuziale nel periodo della riproduzione) si ritrovano per accoppiarsi o deporre le uova. L'accesso al percorso paleontologico in Valle Botto è consentito solamente su prenotazione e con visita guidata. Sono presenti affioramenti fossiliferi appositamente attrezzati per le visite.
Per i visitatori: sentieri segnalati, percorsi per mountain-bike e a cavallo, aree picnic.
Per le scuole: visite guidate e attività per le scuole (Laboratorio di Paleontologia "Paleolab") gestite dalla Cooperativa La Pervinca (prenotazioni: A. Fassio tel. 3393880614).
Visite: l'ingresso nell'area di Valleandona, in cui prevale l'aspetto naturalistico ambientale, è libero. L'accesso al percorso paleontologico in Valle Botto, invece, è consentito con visita guidata e su prenotazione. L'Ente Parchi Astigiani organizza escursioni guidate gratuite nell'ambito del programma annuale di Europarc.
Strutture ricettive: il centro visite dotato di biblioteca tematica si trova nella ex scuola elementare di Valleandona, che ospita anche la sede operativa. L'ostello (25 posti letto), situato al centro d'educazione ambientale di Villa Paolina, si trova nei boschi di Valmanera ad Asti.