Regione Piemonte - Sito ufficiale

Sommario:

 www.regione.piemonte.it

Versioni alternative:



PIEMONTE INFORMA

SCENARI

Un “buono formazione” per giovani e disoccupati

Potrà essere speso liberamente sul mercato
La Regione istituirà un “buono formazione”, che i ragazzi in età scolare e i disoccupati piemontesi potranno spendere liberamente sul mercato.Il vicepresidente e assessore al Lavoro e Formazione professionale, Roberto Rosso, lo ha annunciato intervenendo al convegno “Orientamento: dal Rapporto nazionale alle esperienze locali, con uno sguardo all’ottica di genere e alle pari opportunità”, che si è tenuto il 28 maggio a Torino.

L'intervento dell'assessore QuagliaLa Regione istituirà un “buono formazione”, che i ragazzi in età scolare e i disoccupati piemontesi potranno spendere liberamente sul mercato.

Il vicepresidente e assessore al Lavoro e Formazione professionale, Roberto Rosso, lo ha annunciato intervenendo al convegno “Orientamento: dal Rapporto nazionale alle esperienze locali, con uno sguardo all’ottica di genere e alle pari opportunità”, che si è tenuto il 28 maggio presso il Centro Congressi di corso Stati Uniti 23 a Torino.

“Il buono - ha spiegato Rosso - renderà ancora più importante il ruolo del sistema di orientamento, che intendiamo potenziare per evitare che le persone, e soprattutto i giovani, vengano lasciati soli nel decidere come utilizzare al meglio questo strumento e come cogliere tutte le opportunità a disposizione”.

Ad aprire la seduta pomeridiana, invece, è stata l’assessore alle Pari opportunità, Giovanna Quaglia, che ha sottolineato come sia importante leggere i dati sull’orientamento in chiave di genere, per capire quali percorsi di istruzione e formazione seguano le donne e con quali competenze entrino nel mercato del lavoro: “Questo perché persistono ancora differenze rilevanti di trattamento e di opportunità per le donne rispetto agli uomini – ha sostenuto Quaglia Le donne, in particolare, incontrano la strada in salita per raggiungere le posizioni apicali e ancora oggi percepiscono in media il 17% in meno di stipendio rispetto agli uomini. E ciò, nonostante siano molto più brave nel percorso di studi: le percentuali di donne diplomate e laureate sono sempre maggiori rispetto agli uomini, così come il numero di donne che accedono ai concorsi pubblici. I problemi nascono una volta entrate nel mondo del lavoro, che non è in grado di valorizzare appieno questo capitale, con il rischio che molte di loro siano penalizzate o debbano addirittura rinunciare alla carriera lavorativa. Lavoreremo in questo senso, per concertare politiche attive e trasversali tra i diversi assessorati e per fare in modo che gli investimenti, in particolare quelli sul lavoro, tengano realmente conto delle caratteristiche e delle scelte delle giovani donne chi si affacciano al mondo del lavoro”.

manastasia

28 maggio 2010

 



La regione WEB 2.0


Regione Piemonte - Piazza Castello, 165 Torino - tel. 011-432.11.11 - Partita Iva 02843860012 Regione Piemonte © 2009