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Le suggestioni di WiMu

A Barolo un viaggio emozionale tra produzione, cultura e tradizione del vino

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Non la classica esposizione con i tini, le botti e le bacheche zeppe di tappi e vecchie bottiglie, ma un viaggio emozionale tra la produzione, la cultura e la tradizione del vino attraverso un percorso di evocazioni e suggestioni che partono dal ruolo che, come archetipo di vita, esso riveste da millenni nella cultura umana, nelle religioni, nell’immaginario delle arti e della creatività.

Sono le caratteristiche del WiMu, il Wine Museum aperto dal 12 settembre nelle sale del Castello Falletti di Barolo (Cuneo) secondo l’allestimento curato dallo scenografo francese François Confino e che rappresenta la realizzazione di un accordo fra Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comune di Barolo, Unione di Comuni Colline di Langa e Barolo ed Enoteca regionale del Barolo che si avvale del sostegno di Fondazioni Cassa di Risparmio di Cuneo e Torino, Compagnia di San Paolo e Camera di Commercio di Cuneo.

Pensato per offrire un complemento ludico all’esperienza del turista che nello spazio di pochi chilometri può godere di un’esperienza indimenticabile che va dalla visita alle cantine e produttori del territorio alla scoperta di un paesaggio punteggiato di castelli medievali e di un’offerta enogastronomica fra le più celebrate d’Italia, il percorso di visita di WiMu è una celebrazione del vino in 25 sale disposte su cinque piani. Un viaggio emozionale fra buio e luce, fra realtà e mito attraverso i colori e i suoni delle stagioni, dei tempi del giorno e dell’anno che mescola rigore scientifico e divertissement puro, citazioni colte e ironiche, trovate a volte spiazzanti ma mai banali. Un museo in cui si viene immersi in atmosfere avvolgenti, colpiti dalle suggestioni di installazioni multimediali, diorami, teatrini e cappellette, macchine e pulsanti che il visitatore può mettere in moto e azionare di persona.

“Una realtà unica al mondo - lo definisce il presidente della Regione, Roberto Cota - il cui valore turistico è strettamente connesso con quello enologico e culturale che ruota attorno all'intero mondo del vino. Un viaggio intenso, che parte dal Piemonte per raccontare una storia fatta dei colori e dei profumi della terra e di uomini e donne che hanno dedicato la propria vita alle vigne”. “Non solo un'attrazione per gli enoturisti di tutto il mondo - aggiunge l’assessore al Turismo, Alberto Cirio - ma anche una tappa imperdibile per coloro che in viaggio su queste splendide colline, candidate a diventare Patrimonio dell’Umanità Unesco, vogliano conoscerne a fondo il prodotto simbolo che le ha rese celebri nel mondo”.


ggennaro

08 settembre 2010

 



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