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Nel carcere “Lorusso e Cutugno” di Torino sarà introdotta e sviluppata la pratica sportiva del rugby.
A dettare le regole dell’iniziativa un protocollo d’intesa firmato il 10 giugno in Regione dal presidente dell’associazione “L’ovale oltre le sbarre”, Walter Rista, e dal direttore della casa circondariale, Pietro Buffa, alla presenza dell’assessore alla Cultura, Michele Coppola, e del consigliere Antonello Angeleri.
Con questa iniziativa l’associazione vuole perseguire con il gioco del rugby il recupero fisico, sociale ed educativo dei detenuti e dei disadattati. Come riporta lo statuto, “proprio in virtù dei principi fondamentali dello sport del rugby - considerato che negli aspetti ludici di resistenza-contatto-energia si associano inscindibilmente una serie di valori etici, quali l'osservanza delle regole, la lealtà, la solidarietà, il sostegno reciproco ai compagni, il rispetto dell'avversario nel contrasto fisico - è possibile agevolare le future relazioni col mondo esterno, aiutando i detenuti a risolvere le loro attuali difficoltà, permettendone un recupero sociale: l'ovale, il mitico pallone che calciato oltre la traversa dei pali segna i punti, è la metafora del riscatto, il superamento ideale delle sbarre del luogo di detenzione”.
“Questo risultato - ha commentato Coppola - rappresenta una tappa importante di una laboriosa attività che ho sostenuto fin da quando ero in Consiglio comunale a Torino e in cui credo molto. Si tratta della fase di start up che consentirà l’avvio di una serie di iniziative che vedranno lo sport con i suoi valori come metodo di rieducazione all’interno delle carceri”.
Lo scorso gennaio, insieme alla Federazione italiana di rugby, erano già stati avviati dei corsi per i detenuti delle Vallette ed a febbraio era stata organizzata una partita dimostrativa tra Settimo e Cus Torino nel campetto interno della carcere.
dactis
10 giugno 2010