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Alla vigilia di Vancouver 2010 rivive la passione delle Olimpiadi invernali di Torino. A quattro anni dall’evento che ha cambiato la città e il Piemonte, il 3 febbraio è stato inaugurato il primo Museo olimpico italiano.
Un ricordo permanente ed un cammino nel segno delle emozioni che Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino e Torino Olympic Park hanno allestito per il suo esordio nel Museo regionale di Scienze naturali, location scelta non solo per la posizione centrale ma anche per l’efficiente gestione e la consolidata rete di visitatori, in cui rientra anche il circuito scolastico. Qui la memoria olimpica avrà casa per due anni, prima di intraprendere un viaggio che la porterà sul territorio piemontese e nelle altre città olimpiche italiane e del mondo.
Riprendendo il felice e sempre attuale slogan del 2006, il percorso di visita si sviluppa secondo il concetto di “passione”. Una passione che guida il visitatore a uno slalom, come su una pista da sci, e che accende sezioni tematiche pensate come capitoli di un grande libro virtuale che si sviluppano all’interno di gigantesche pagine tridimensionali costituite da totem mobili montati su ruote e alti 3,5 metri: la torcia (storia delle olimpiadi invernali, viaggio della torcia, tedofori, bandiera), la città e la montagna (dalla candidatura agli impianti, la Medals Plaza, lo Sponsor Village e il “look of the city”). i riflettori (media, televisioni, giornali e giornalisti), le emozioni (le cerimonie, gli atleti, i volontari, i cittadini e i turisti), l’agonismo (le discipline e i 15 giorni di gare, con immagini, video, cimeli e attrezzature), l’entusiasmo (le Paralimpiadi con discipline, atleti, cerimonie, gare e medaglie), il futuro (l’eredità olimpica e i grandi eventi sportivi post 2006, dalle Universiadi ai mondiali di pattinaggio di figura). Ogni pagina/totem contiene video, foto, testi e cimeli, come lo slittino e la tuta di Zoeggler, la tuta per il pattinaggio di velocità di Fabris, i pattini da short track di Hernoff, tuta, copricasco e pattini di Marta Capurso, pattini e costume di gara indossati da Carolina Kostner.
Utilizzate anche tecnologie d’eccellenza, ancora mai usate in Italia in questo contesto: un ologramma presenta, con due testimonial d’eccezione come Stefania Belmondo e Carolina Kostner, il calendario dei principali eventi sportivi in programma in Piemonte; un monitor autostereoscopico (effetto 3D senza occhialini) accoglie il visitatore come mappa visiva all’ingresso.
“La passione non poteva che essere l’anima di questo museo - ha dichiarato la presidente della Regione, Mercedes Bresso, durante la cerimonia di inaugurazione alla quale sono intervenuti anche gli assessori Giuliana Manica e Gianni Oliva - Da quella dei volontari agli atleti, e poi il pubblico, i cittadini, i riflettori, i media e la festa. Un luogo della memoria ma anche del futuro, che non a caso abbiamo voluto rendere itinerante, per portare in viaggio da Torino attraverso il Piemonte, e speriamo presto anche in Italia e nel mondo, la passione contagiosa che le Olimpiadi e le Paralimpiadi del 2006 hanno lasciato in eredità al nostro territorio”.
Bresso ha quindi sostenuto che “anche la fase post-olimpica si chiude senza lasciare alcun debito ai cittadini torinesi e piemontesi. Anzi, nascono adesso straordinarie opportunità dalla gestione del patrimonio degli impianti. Le Olimpiadi sono state un caso eccezionale e la Fondazione 20 marzo ha appena assegnato la gestione degli impianti lasciando un saldo attivo che verrà utilizzato per la pista da bob, slittino e skeleton di Cesana. Gli impianti di Torino 2006 sono stati finora ben utilizzati, con un impiego di 180 giorni all’anno e nuove opportunità nel campo dello sport e dell’intrattenimento sono garantite dall’affidamento della gestione a una società privata”.
| La passione olimpica rivive ancora (foto di G. Mariotti) | |||||||
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jurso
03 febbraio 2010