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Stabilizzazione dei precari in sanità

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Accordo raggiunto il 5 novembre tra l'assessorato alla Tutela della salute e Sanità della Regione e le organizzazioni sindacali del comparto sanità (Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl, Fsi-Usae, Fials-Confsal) sulle modalità di stabilizzazione del personale precario non dirigente delle aziende sanitarie piemontesi, in applicazione di una precedente intesa siglata l'8 giugno scorso.

Il documento prevede che le aziende sanitarie, entro i limiti di spesa complessiva per il personale fissati dalla legislazione statale, provvedano all'assunzione a tempo indeterminato del personale non dirigente con rapporto di dipendenza a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa che abbia maturato un'anzianità di servizio di almeno tre anni. Dalla data di recepimento dell'accordo da parte della Giunta regionale, le aziende sanitarie avranno 30 giorni di tempo per effettuare una ricognizione delle posizione lavorative ricoperte da personale precario e quindi per definire un piano triennale di stabilizzazione. Successivamente, i vertici di Asl e Aso potranno procedere anche alla stabilizzazione del personale che presti attività con rapporto di prestazione d'opera intellettuale o di borsa di studio, con carattere di continuità e in aree strettamente riconducibili all'erogazione dei livelli essenziali di assistenza.

L'assessore regionale alla Tutela della salute e Sanità, Eleonora Artesio, ha rilevato con soddisfazione: "Siamo tra le prime Regioni in Italia a procedere all'applicazione in sanità della norma prevista dalla Finanziaria del 2007 sul precariato, che rappresenta un elemento di qualificazione non solo del mercato del lavoro, ma anche del sistema sanitario stesso, visto che una dotazione organica stabile consente una miglior programmazione e organizzazione delle attività".

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Torino, 06/11/2007