Etnopoli
Un lungo percorso: gli incontri preparatori
Il lungo lavoro di analisi e ricerca è partito nel 2005 e ha visto l’organizzazione di numerosi incontri e la gestione di alcuni gruppi di lavoro. Nell’ottobre 2005 viene organizzato il seminario “Intercultura: le parole per dirlo. Alla ricerca di un territorio linguistico da condividere”, durante il quale esperti di semiotica, giornalisti e comunicatori si sono confrontati sul tema dell’uso dei termini “giusti” quando si parla di fenomeni migratori e di società multiculturali. Obiettivo dell’incontro è stato sottolineare la necessità di un linguaggio condiviso in grado di rispettare le diverse culture e di promuovere il dialogo.
Dall’incontro sono emerse alcune significative riflessioni: la nostra identità si definisce grazie al confronto con chi è differente; “il mondo dei migranti” è particolarmente dinamico ed è composto da persone molto diverse tra loro, ricche di valori e di competenze differenti; il dialogo può essere stimolante se si lanciano messaggi di collaborazione a chi è in grado di raccoglierli. Al termine di questo momento di confronto “esterno”, i gruppi “interni” del Network hanno convenuto di lavorare sul tema dell’intercultura partendo da alcuni dei concetti emersi.
In particolare:
- le differenze sono un valore e non un problema
- la conoscenza delle diverse culture è fondamentale per superare le barriere
- la presenza di molti migranti ha già di fatto cambiato la nostra società e la nostra cultura.
Ma se il concetto base (la conoscenza come elemento fondamentale per migliorare il dialogo tra culture) e la convinzione che era necessario utilizzare uno strumento nuovo fossero ormai condivisi, molto discussa era la scelta dello strumento da utilizzare per comunicare con un pubblico diverso e articolato. Attraverso numerose discussioni e un acceso dibattito – al quale partecipano alcuni giornalisti, mediatori culturali ed esperti di culture diverse – si decide di progettare e realizzare un gioco di ruolo.
Le Giornate di Etnopoli
Questa soluzione appare a questo punto la migliore perché consente di presentare diverse situazioni e personaggi. Permette inoltre di “mettersi nei panni dell’altro” e quindi di cercare di capire quali possono essere i valori e i problemi di coloro che arrivano nel nostro Paese per vivere, lavorare, studiare.
Ma l’idea del gioco di ruolo andava verificata: per proseguire il lavoro si decide quindi di organizzare un momento di incontro con persone provenienti da culture ed esperienze diverse. Intellettuali, saggi, professionisti, mediatori culturali provenienti da dieci diversi Paesi e da dieci diverse culture, tutti residenti da anni in Italia. Una due giorni di confronto, chiamata “Le Giornate di Etnopoli”, finalizzata a verificare se le idee elaborate all’interno del Network fossero corrette.
Il prodotto finale
Erano stati raccolti tanti stimoli e moltissime suggestioni, ma bisognava metterli in fila, organizzarli, renderli vivi. Nessuno dei componenti del Network era un esperto di giochi di ruolo anche se alcuni avevano, nelle loro esperienze lavorative, progettato prodotti simili. E certamente nessuno aveva mai realizzato un gioco che avesse come finalità quella di promuovere il dialogo tra culture diverse.
Il gioco di ruolo doveva partire e bisognava decidere una storia attorno alla quale costruire il meccanismo, le situazioni, i personaggi, le regole. Una storia che potesse interessare coloro che avrebbero in futuro utilizzato il gioco ma che fosse nello stesso tempo in grado di trasmettere il messaggio che il Network intendeva veicolare, nasce così nel 2007 Etnopoli: un gioco che non è un gioco per capire l’intercultura.