Non è facile far emergere le buone idee in una manifestazione articolata e complessa come il Compa di Bologna, il salone della Comunicazione Pubblica appena concluso. Il Network per lo Sviluppo della Comunicazione Sociale ci è riuscito grazie al forte grado di innovazione che vede coinvolti circa 160 soggetti attivi in Piemonte nel settore della comunicazione.
Uno stand minimalista ma di forte impatto quello del Network che ha colpito la giuria per due motivi: l'efficienza della presentazione del progetto (un filmato inserito in una "scatola nera" dove immagini e parole scandivano l'attività di 3 anni di lavoro) e l'innovazione nella modalità di collaborazione.
Il "Premio Qualità" ha riconosciuto il valore di un lavoro che da anni vede impegnati tanti soggetti diversi coordinati dalla Regione Piemonte.
› foto dello stand ‹
Torino, 5 novembre 2005
"La nostra identità si definisce grazie al confronto con chi è differente": un principio che vale in particolare quando si parla di realtà in continuo divenire dove culture diverse vivono insieme. Questa ed altre interessanti riflessioni sono emerse durante il seminario "Intercultura: le parole per dirlo. Alla ricerca di un territorio linguistico da condividere" promosso dal Network per lo Sviluppo della Comunicazione Sociale in Piemonte lo scorso 18 ottobre a Torino e organizzato da Koinètica, agenzia per la comunicazione etica e sociale.
L'evento è stato aperto da un saluto di Enzo Cucco del Segretariato Sociale Rai (che ha dato il patrocinio all'iniziativa) e da Roberto Salvio, direttore Comunicazione Istituzionale della Regione Piemonte, che ha illustrato le finalità del Network, sottolineando il valore strategico del progetto, e presentato gli obiettivi di "Etnopoli", la nuova campagna che sarà realizzata nei prossimi mesi.
L'introduzione teorica al tema è stata affidata a Guido Ferraro, semiologo dell'Università di Torino, che ha ricordato come l'altro venga percepito come un "diverso" che suscita diffidenza e paure soprattutto quando non ci sono strumenti che ne possano mediare e "tradurre" i messaggi, rendendoli a noi comprensibili.
La discussione tra giornalisti nativi e migranti (Francesca Paci, Maurizio Crosetti, Audifac Ignace, Karim Metref, Alvaro Duque) presenti alla tavola rotonda si è accesa quando si è parlato di "integrazione". Cosa significa per un migrante essere integrato? E integrato rispetto a cosa? Audifac Ignace di Tam Tam Times ha provocatoriamente affermato che chi lavora e vive nel nostro Paese è di fatto "integrato" e che il termine integrazione dovrebbe essere sostituito da "interazione", una parola positiva che trasmette il senso dello scambio.
Raccontare un percorso, come quello dell'inserimento di tanti migranti nella vita sociale, è spesso più difficile che raccontare un avvenimento. Secondo Francesca Paci de La Stampa i giornalisti sono costretti a dare spazio a singoli eventi nella logica di un sistema mediatico che privilegia la "notizia" all'approfondimento. Maurizio Crosetti de La Repubblica ha voluto ricordare che "poche cose sono equivoche come le parole". Il giornalista dovrebbe per la natura del suo mestiere essere sempre alla ricerca della differenza anche per capire le sfaccettature di una nuova cultura in trasformazione. Karim Metref di Piemondo ha invece ricordato che "le parole non devono far paura; devono spaventare piuttosto i comportamenti che stanno dietro le parole e che possono ferire di più chi si trova in una posizione di svantaggio". Secondo Alvaro Duque di Vision Latina la diversità fa più paura quando è associata alla povertà. È quando il diverso è anche povero che si alzano maggiori barriere di difesa.
Ambrogio Artoni direttore creativo del progetto "Extracampus", la televisione universitaria che ha ripreso l'evento, ha anche ricordato l'importato del "baratto" tra culture diverse come momento di scambio e di crescita per tutti.
Dall'incontro è emersa la dinamicità di quello che viene chiamato "il mondo dei migranti": persone molto diverse tra loro, ricche di valori e di competenze differenti che stanno promuovendo il dialogo e il confronto in modo stimolante lanciando messaggi di collaborazione a chi è in grado di raccoglierli.
Il progetto del Network ha risposto a questa sollecitazione anche attraverso la creazione di momenti e strumenti di comunicazione non tradizionali: per esempio con l'ideazione e la realizzazione di "Etnopoli", un gioco di ruolo che favorirà la conoscenza di culture diverse. Alla definizione di Etnopoli parteciperà un gruppo di esperti provenienti da Iraq, Iran, Cina, Senegal, Marocco, Giappone, Colombia e Cile che aiuterà il Network a mettere a punto i contenuti e le metodologie più efficaci per trasferire di questo messaggio ad un ampio pubblico. Le "Giornate di Etnopoli" si svolgeranno a Torino il 28 e il 29 ottobre con l'obiettivo di presentare il gioco entro dicembre 2005.
Torino, 19 ottobre 2005
Seminario del Network per lo Sviluppo della Comunicazione Sociale in Piemonte
Il 18 ottobre 2005 alle 10,30, presso il Centro di Produzione della
Rai di Torino (via Verdi 16) si discuterà di un tema di grande
attualità.
"Intercultura: le parole per dirlo. Alla ricerca di un territorio
linguistico da condividere" è il titolo dell'incontro nel
quale esperti di semiotica, giornalisti e comunicatori si confronteranno
sul tema dell'utilizzo dei termini "giusti" quando si parla
di fenomeni migratori e di società multiculturali. Obiettivo dell'incontro
è, infatti, identificare un linguaggio condiviso in grado di rispettare
le diverse culture e di promuovere il dialogo.
L'evento sarà aperto da un saluto di Enzo Cucco del Segretariato
Sociale Rai, che ha dato il patrocinio all'iniziativa.
Roberto Salvio, direttore Comunicazione Istituzionale della Regione Piemonte,
illustrerà le finalità del Network per lo Sviluppo della
Comunicazione Sociale promosso dalla Regione e presenterà gli obiettivi
della nuova campagna "Etnopoli".
Il professor Guido Ferraro, docente di semiotica all'Università
di Torino, proporrà una riflessione sul tema al quale da tempo
dedica attenzione.
Seguirà una tavola rotonda con giornalisti nativi e migranti (Francesca
Paci, Maurizio Crosetti, Paolo Girola, Audifac Tchountcha, Karim Metref,
Alvaro Duque) che discuteranno dell'utilizzo di alcuni termini particolarmente
"critici" e del ruolo che la comunicazione potrà avere
nella ricerca di un modello interculturale legato alla storia e alla tradizione
del nostro Paese.
E' previsto un contributo del professor Ambrogio Artoni e dei giovani
del progetto Extracampus, la televisione universitaria che dedicherà
all'intercultura uno spazio specifico.
Durante l'incontro alcuni professionisti della comunicazione aderenti
al Network, che hanno partecipato allo sviluppo del progetto "Etnopoli",
illustreranno gli strumenti e l'articolazione della nuova campagna che
prenderà il via nelle prossime settimane.
Il seminario si concluderà con una riflessione generale propedeutica
allo sviluppo di un gioco di ruolo per la definizione del quale un gruppo
di esperti di diverse culture si riunirà a Torino il prossimo 28
e 29 ottobre.
Cos'è il Network
Il Network per lo Sviluppo della Comunicazione Sociale in Piemonte è un'iniziativa promossa dalla Regione Piemonte. Nasce da un accordo libero e volontario tra soggetti che operano nel mondo della comunicazione e rappresenta un ideale tavolo di lavoro e di confronto per stimolare la crescita di forme di Comunicazione Sociale sempre più corrette ed efficaci.
Il Network, attraverso la collaborazione e l'interscambio di esperienze tra gli operatori del settore, è un propulsore di iniziative concrete e di progetti innovativi.
Sono più di 160 i professionisti della comunicazione che hanno aderito al Network: agenzie di comunicazione, editori, concessionarie, società di produzione, istituzioni, università, aziende.
Il Network è oggi considerato, da altre realtà italiane, un modello di riferimento.
Per ulteriori informazioni:
Koinètica - Diletta Bossi, email ufficiostampa.bossi@koinetica.net, tel. 02 6691621
Torino, 11 ottobre 2005
Incontro promosso dal Network della Regione Piemonte per approfondire
metodologie e linguaggi per migliorare il dialogo con i cittadini
Un convegno per discutere quale ruolo ha la Comunicazione Sociale oggi in Italia e quale metodologia deve essere utilizzata nella progettazione e realizzazione di campagne sempre più efficaci: questo l'obiettivo dell'evento "L'esperienza locale di un pensiero globale: il Network per lo Sviluppo della Comunicazione Sociale in Piemonte" organizzato dalla Regione Piemonte in collaborazione con Koinètica il 2 dicembre al Centro Congressi Lingotto a Torino.
L'incontro è stata anche l'occasione per annunciare che è stata avviata la seconda fase del "Network per lo Sviluppo della Comunicazione Sociale in Piemonte" che lavorerà quest'anno sul tema della valorizzazione delle differenti culture portate dai migranti, dopo aver affrontato nel 2003 la diversità legata alla disabilità visiva.
La nuova campagna partirà dal concetto che la conoscenza delle
diverse culture è strumento fondamentale per il superamento di
molte barriere e che la conoscenza delle comunità dei migranti
presenti a Torino, le loro storie e il loro ruolo nella società,
aiuta ad accettare la loro presenza nelle strade, nei luoghi di lavoro,
nelle scuole.
Perché le differenze devono essere considerate un valore non un
problema.
L'iniziativa intende promuovere tra gli operatori del mondo della comunicazione,
gli imprenditori, gli amministratori pubblici una maggiore conoscenza
delle culture dei migranti; elevare il livello di qualità della
comunicazione relativamente ai temi dell'identità e del dialogo
interculturale; definire strumenti di comunicazione idonei a sviluppare
un'economia interculturale, basata sul dialogo e la partecipazione.
Il tutto per contribuire alla costruzione di una società interculturale,
non solo multiculturale.
Il prossimo appuntamento del Network è fissato a metà gennaio
per analizzare i risultati del lavoro di un gruppo di ricerca che si è
attivato e ha raccolto testimonianze, dati e informazioni sul tema.
Torino, 9 dicembre 2004
Venerdì 1° ottobre a Siracusa, la Regione Piemonte ha ritirato un premio speciale per il "Network per lo Sviluppo della Comunicazione Sociale in Piemonte".
La giuria, presieduta da Ferruccio De Bortoli, ha voluto premiare questa iniziativa per la capacità progettuale e per la volontà di creare una rete tra tanti operatori diversi.
Partito nel novembre 2002, il Netwok vede l'adesione di circa 150 soggetti tra esponenti del mondo della comunicazione e altre realtà sensibili ai temi sociali: dall'Universtià, alle associazioni d'impresa, alle organizzazioni non profit.
L'attività principale del Network nel 2003 si è concentrata sulla messa a punto di una nuova metodologia per realizzare progetti di comunicazione sociale sempre più efficaci: un percorso di riflessione e ricerca che ha avuto - come ricaduta concreta - la realizzazione di una campagna integrata sulla disabilità visiva. Un percorso che prosegue nel 2004 con l'approfondimento degli aspetti metodologici e con lo sviluppo di una inziativa di comunicazione a favore della "valorizzazione delle differenze".
Ha ritirato il premio Areté Roberto Salvio, direttore della Comunicazione Istituzionale della Giunta Regionale, che ha dichiarato: "questo riconoscimento ci fa particolarmente piacere perché il Network è un progetto nel quale la Regione crede fortemente. Secondo noi è solo attraverso il costante confronto tra i diversi attori coinvolti che si può definire e progettare nuovi linguaggi di comunicazione sociale".
Il Premio Areté è organizzato dal Club Santa Chiara e dal mensile di economia responsabile socialmente Tempo Economico. La premiazione è avvenuta durante la prima Convention del Sistema Comunicazione Responsabile.
Torino, 7 ottobre 2004
Il 31 ottobre è stata presentata a Torino la campagna "Primo Incontro", realizzata dal Network per lo Sviluppo della Comunicazione Sociale in Piemonte.
Combattere l'indifferenza e i luoghi comuni sulla cecità: questo l'obiettivo dell'iniziativa, illustrata da Mariangela Cotto (Assessore alle Politiche Sociali della Regione Piemonte), da Enzo Tomatis (Presidente dell'Unione Ciechi di Torino) e da Roberto Salvio (Direttore Comunicazione Istituzionale della Giunta Regionale).
"Primo Incontro" nasce nel 2003 - Anno europeo delle persone con disabilità - per portare l'attenzione sulla necessità di conoscere il non vedente, la sua diversità, i suoi problemi ma anche i suoi valori. E per ricordare che una buona regola di comportamento nell'affrontare il primo contatto con un non vedente è chiedergli se desidera essere assistito.
L'Assessore Mariangela Cotto ha ricordato le diverse iniziative promosse dalla Regione in tema di sostegno ai target deboli, mentre Roberto Salvio ha sottolineato l'impegno della Direzione Comunicazione Istituzionale a sviluppare programmi di comunicazione con forti componenti di innovazione, sia nella fase strategica, sia nella modalità di attuazione.
L'intervento di Rossella Sobrero di Koinètica, che ha coordinato l'attività del Network, ha evidenziato proprio le modalità operative adottate: definizione di un brief condiviso, coinvolgimento dei soggetti deboli, sviluppo creativo gestito da più operatori con proposte diverse e articolate.
Enzo Tomatis ha avuto il compito di fornire un quadro generale dei problemi dei non vedenti e ipovedenti e di sottolineare l'impegno dell'Unione Italiana Ciechi a favore della categoria.
"L'iniziativa rappresenta il primo risultato del lavoro del Network, ispirato e sostenuto dalla Regione Piemonte, che ha visto l'adesione spontanea di 110 operatori della comunicazione in un progetto unico in Italia per finalità e metodologia operativa" ha affermato Enzo Ghigo, Presidente della Regione Piemonte.
La campagna prevede annunci stampa, radiocomunicati, affissioni, un pieghevole
informativo distribuito in 300.000 copie a comuni e scuole e in abbinamento
ad alcune testate locali. Sono previste inoltre azioni di sensibilizzazione
nei confronti delle aziende e delle amministrazioni locali affinché
mettano in atto iniziative volte a rendere prodotti e servizi più
accessibili ai non vedenti.
Infine sono programmati incontri dei non vedenti nelle università
e nelle scuole superiori.
La campagna è stata progettata e verificata con l'Unione Italiana Ciechi di Torino che ha partecipato a tutte le fasi del lavoro: dal briefing alla definizione dei contenuti.
Il Network nei prossimi mesi proseguirà il lavoro su altri temi con l'obiettivo di identificare nuove modalità per sviluppare messaggi corretti ed efficaci e nuovi canali di diffusione per la Comunicazione Sociale.
Per ulteriori informazioni:
Regione Piemonte
Tel. 011 4322450 - settore.comunicazione@regione.piemonte.it
Koinètica - Ufficio Stampa
tel. 0267078256 - ufficiostampa@koinetica.net
Torino, 4 novembre 2003
Oltre 80 operatori si sono incontrati a Torino, al Centro
Congressi della Regione Piemonte, per proseguire il percorso di creazione
del Network per lo sviluppo della Comunicazione Sociale in Piemonte.
L'iniziativa, la prima in Italia, nasce con l'obiettivo di creare momenti
di confronto e di approfondimento su tecniche, linguaggi, canali di
comunicazione per veicolare messaggi di interesse collettivo.
Responsabili di agenzia, titolari di concessionarie, esponenti dei media
piemontesi hanno portato un contributo importante nel proporre i temi
da affrontare: da una nuova concezione di utilizzo della rete internet
per "fare rete" alla crescente integrazione dei mezzi utilizzati
nelle campagne di comunicazione sociale; dalla condivisione di strumenti
e risorse informative alla definizione di nuovi linguaggi dei canali
destinati a target particolari (disabili, terza età, giovani
e bambini).
Il direttore della Comunicazione della Regione Piemonte, Roberto Salvio,
ha puntualizzato il ruolo propulsore del Network che, fin dalla sua
nascita, gode dell'appoggio di qualificate associazioni del sistema
della comunicazione.
Lorenzo Strona, presidente di Unicom, e Toni Muzi Falconi, presidente
di Ferpi, hanno sottolineato l'importanza di attivare una collaborazione
sempre più concreta tra i vari operatori: è necessaria
infatti una crescita più qualificata del comparto e l'assunzione
di una maggior responsabilità da parte dei comunicatori.
L'incontro è stato concluso da Angelo Soria che ha annunciato
la creazione di un forum in rete per stimolare e continuare il confronto
tra i partecipanti al Network.
Torino, 13 dicembre 2002
Il 27 novembre 2002 la Regione Piemonte ha lanciato
a Torino una proposta agli operatori della comunicazione: creare un
Network regionale finalizzato allo sviluppo della Comunicazione Sociale.
"Le iniziative di comunicazione istituzionale e sociale intraprese
dalla Regione mirano a fornire risposte ai bisogni informativi e a interpretare
le nuove esigenze, cercando di essere in sintonia con la realtà
e con i processi di crescita e di trasformazione della società."
Queste le parole con cui Enzo Ghigo, Presidente della Regione Piemonte,
ha commentato l'idea del Network, un'idea tanto semplice quanto dirompente,
che potrà dare forza a un settore che ha sempre più bisogno
di progetti e azioni concrete.
Il Network prende vita partendo da due considerazioni, illustrate da
Roberto Salvio (Direzione Comunicazione Istituzionale della Giunta Regionale)
e da Angelo Soria (Responsabile Settore Comunicazione Istituzionale
Regione Piemonte).
Roberto Salvio, in apertura, ha infatti evidenziato - assieme al ruolo
che la Regione svolgerà nel Network - come la comunicazione su
temi di interesse collettivo diventerà uno strumento sempre più
importante per lo sviluppo di una maggior consapevolezza nei cittadini.
Angelo Soria - aprendo i lavori della seconda sessione e sviluppando
il ragionamento su un piano operativo - ha conseguentemente sostenuto
che agli operatori sarà richiesto un impegno ancor più
ampio e condiviso, per studiare modalità, mezzi e tecniche che
sappiano moltiplicare l'efficacia della comunicazione sociale.
A discutere della proposta del Network, sono stati invitati esperti
del mondo della comunicazione, della ricerca e della cultura, che hanno
fornito stimoli e suggerimenti operativi.
Tra gli interventi di "visione", Franco Bolellli (scrittore
e progettista di eventi) ha parlato della necessità, per il nostro
mondo globale, di dare vita a una nuova grammatica della comunicazione,
che nasca dal superamento delle barriere disciplinari e che sappia mettere
a frutto la ricchezza creativa in funzione di una sempre più
ricca sperimentazione. Una "necessità" rinforzata dall'intervento
di Claudio Bosio, Vice-Presidente di Eurisko: di fronte alle nuove identità
che imprese e consumatori stanno assumendo nel mercato, anche la comunicazione
deve ricercare nuovi approcci e nuovi linguaggi per poter avviare un
rapporto realmente interattivo tra persone e organizzazioni.
Tra i contributi di "azione", Enzo Cucco (coordinatore dell'Osservatorio
Comunicazione Sociale), dopo aver ricordato come il quadro normativo
e finanziario relativo alla comunicazione sociale sia in evoluzione,
ha evidenziato l'importanza della comunicazione della salute. Ha illustrato
inoltre le principali attività dell'Osservatorio delle Campagne
Sociali, costituito recentemente a Torino. Alessandro Lucchini (esperto
di comunicazione) ha invece messo in sinergia l'evoluzione della comunicazione
sociale e pubblica con le nuove opportunità di linguaggio che
la rete offre ai comunicatori, mentre Cesare Massarenti (esperto di
multimedialità) ha illustrato i supporti che le tecnologie dell'informazione
offrono a chi intenda percorrere nuove vie per "fare rete".
Il prossimo appuntamento è per il 13 dicembre, data di costituzione
di un Gruppo di Lavoro a cui sarà affidato lo sviluppo del progetto
del Network.
Torino, 29 novembre 2002