Primo incontro
Campagna di sensibilizzazione all'approccio vedenti-non vedenti
Combattere l'indifferenza e i luoghi comuni sulla cecità: questo l'obiettivo della prima campagna sociale realizzata dal Network nel 2003, Anno europeo della disabilità, con la partecipazione a tutte le fasi del lavoro, dal briefing alla definizione dei contenuti, dell'Unione Italiana Ciechi di Torino.
Il progetto, che ha visto come destinatari: scuole, università, organizzazioni non profit, aziende, enti locali fino ad arrivare anche al grande pubblico, ha voluto portare l’attenzione sulla necessità di conoscere “l’altro”, la sua diversità, i suoi problemi, ma anche i suoi valori. La disabilità visiva è generalmente vissuta dal vedente come un fenomeno che spaventa ed è perciò rimosso perché rappresenta qualcosa che non può essere conosciuto fino in fondo. Il Network ha lavorato su un cambiamento di tipo cognitivo, con l’obiettivo di creare una maggior consapevolezza sul problema.
In modo semplice e diretto la campagna intende ricordare le regole di comportamento durante il primo contatto tra vedente e non vedente, regole che partono dall’attenzione e dal rispetto reciproco. Se rispettate, queste regole permettono di innescare un rapporto corretto tra le persone, un circolo virtuoso che può portare alla conoscenza della persona, troppo spesso incasellata nella categoria “cieco”.
Per la presentazione della campagna (31 ottobre 2003) è stato organizzato l’evento “Venite a Vedere” presso l’Aula Magna della Scuola Educatori dell’Unione Ciechi di Torino per sottolineare ulteriormente la collaborazione avviata.
Il piano media della campagna ha previsto la realizzazione di annunci stampa, radiocomunicati, affissione statica e dinamica, freecards e azioni di sensibilizzazione nei confronti delle aziende e delle amministrazioni locali affinché mettano in atto iniziative volte a rendere prodotti e servizi più accessibili ai non vedenti.
Inoltre è stato realizzato, su suggerimento e in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi di Torino, l’opuscolo “Non così ma così” che, stampato in 100.000 copie, è stato distribuito a scuole, università, associazioni, biblioteche. Attraverso alcune semplici vignette sono stati illustrati i gesti più comuni messi in atto da un vedente quando incontra un non vedente: la visualizzazione sbagliata del gesto era affiancata dalla versione corretta dello stesso gesto.
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