Il museo

Galleria Immagini

  • Assonometria dell'Ospedale di San Giovanni Battista
  • Vista del cortile interno
  • Interno dell'Ospedale
  • Vista interna della Cappella
  • Farmacia
  • Pianta
  • Sezione dei reparti

L'edificio

L'Ospedale di San Giovanni Battista

Il Museo Regionale di Scienze Naturali si trova nell'antico edificio dell'Ospedale di San Giovanni Battista, costruzione barocca progettata da Amedeo di Castellamonte (1618-1683). Il progetto dell'architetto viene approvato nel 1680 e il 5 agosto dello stesso anno la Reggente Giovanna Battista pone nelle fondazioni dell'edificio la "prima pietra": due lastre, una in marmo bianco di San Martino e l'altra in pietra di Serizzo.

La pianta

La struttura è composta da un corpo centrale con una pianta a croce greca inscritta nel perimetro rettangolare. I quattro cortili che si determinano hanno la stessa dimensione. Lo schema è ripreso dalle planimetrie degli ospedali quattro-cinquecenteschi come la Ca' Granda di Milano, il S. Matteo di Pavia, e S. Anna di Como. I bracci a croce vengono concepiti come infermerie.
L'elemento più innovativo rispetto agli esempi degli ospedali dell'Italia settentrionale è rappresentato dalla sovrapposizione delle due infermerie su due piani per aumentarne la capienza. L'incrocio dei bracci contiene gli altari e viene raccordato nel piano inferiore da una volta a crociera (infermeria degli uomini), nel piano superiore da una volta a cupola (infermeria delle donne).
Tra il 1763 e il 1767 lungo l'asse longitudinale viene edificata la Chiesa a pianta centrale con matroneo.

Le facciate

Progetti di Castellamonte e Baroncelli.
La facciata verso via Giolitti si differenzia dalle altre. Al centro e ai lati si evidenziano i padiglioni delle infermerie.
Nelle facciate verso via San Massimo e via dell'Accademia Albertina vi sono due ordini sovrapposti di finestre con coronamento a timpano e col davanzale che poggia su mensole. Nell'ampio spazio vuoto tra un ordine e l'altro si susseguono ritmicamente due elementi decorativi.

Lo scalone monumentale (1720-1721)

Progetto di Giovanni Antonio Sevalle.
Lo scalone ha quattro rampe rettilinee, la pilastratura centrale è formata da otto pilastri quadrati in pietra di Gassino, la grande volta a padiglione è del 1721. La decorazione a stucchi è riservata allo Scalone e agli atri in quanto luoghi di rappresentanza.
Gli stucchi che decorano lo scalone furono realizzati dallo stuccatore livornese Carlo Papa che aveva lavorato anche per Juvarra a Superga.

L'atrio e il portale d'ingresso(1690-1698)

Disegni esecutivi del pavimento dell'Atrio (oggi sostituito) sono di Gian Francesco Baroncelli (morte 1694). L'atrio d'ingresso, a pianta rettangolare è diviso in tre navate da quattro colonne sulle quali poggiano le volte a crociera
Nel portale colonne, lesene, cornicione e mascherone sono in pietra di Gassino. L'attribuzione dei progetti è incerta. L'esecuzione si discosta dal progetto iniziale attribuito al Baroncelli. Si sa che i lavori dopo la morte di Baroncelli furono diretti da Sebastiano Taricco.

La farmacia

La farmacia speziaria è disposta sulla destra dell'atrio. Inizialmente ad uso interno dell'ospedale fino al 1732 quando viene aperta al pubblico.
Viene aperta una porta sulla contrada pubblica (via Giolitti).
Sulla volta della farmacia è affrescato lo stemma dell'ospedale.

La chiesa (1763)

Progetto di Filippo Castelli.
Lo spazio interno è organizzato intorno al vano centrale in cui è collocato l'altare, definito da 16 colonne ioniche di marmo verde di Susa. L'altare è ben visibile anche dal matroneo superiore, illuminato da finestre aperte sul tamburo della cupola.
Un deambulatorio separa le colonne dalla parete su cui le lesene a stucco sono decorate in finto marmo.

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