
La semplificazione dell’ambiente fluviale conseguente la sua regimazione, in particolare nelle zone di fondovalle e di pianura, ha determinato in generale per numerosi corsi d’acqua piemontesi anche una frammentazione e una riduzione dei corridoi ecologici sia terrestre che acquatico e, di conseguenza, una riduzione della potenzialità a sostenere un elevato grado di naturalità.
Nei fondovalle montani e collinari e nelle piane alluvionali le residue aree riparie e golenali sono ora prevalentemente sfruttate a scopo agricolo spesso intensivo e le colture si spingono fino al margine della riva, lasciando di conseguenza solamente una limitata fascia di vegetazione riparia naturale.
Per tale motivo occorre tutelare con una gestione oculata e, possibilmente, incrementare gli habitat, le fasce boscate e i boschi ripariali; di conseguenza gli interventi di gestione della vegetazione riparia devono perseguire una strategia combinata per la conservazione degli ecosistemi, con particolare riguardo alla biodiversità, alla riduzione della frammentazione di habitat, alla sicurezza idraulica.
In Piemonte sono presenti diverse esperienze di gestione e riqualificazione delle fasce riparie in particolare nell’ambito del sistema delle aree protette regionali.
A titolo esemplificativo se ne elencano alcune:
La Direzione Opere Pubbliche, Difesa del Suolo, Economia Montane Foreste negli scorsi anni ha finanziato uno specifico progetto di ricerca dal titolo " Indirizzi per la gestione dei boschi ripari montani e collinari del Piemonte" mentre sono oggi allo studio le "Linee guida per una corretta gestione della vegetazione riparia".