La Regione Piemonte ha presentato oggi, venerdì 12 marzo, il nuovo bando di concorso per il recupero della qualità nel paesaggio montano. Il concorso, giunto alla sua seconda edizione, si pone l'obiettivo di promuovere la progettazione di qualità nelle aree montane e di incentivare il recupero e la valorizzazione delle tradizioni tipologiche e costruttive locali e l'uso dei materiali tipici. Possono partecipare al concorso i progettisti laureati o diplomati appartenenti ad ordini e collegi professionali, abilitati ad operare secondo le norme dei rispettivi ordinamenti, con l'esclusione delle opere presentate nel concorso sull'architettura montana di qualità del 2003.
Gli interventi in concorso, realizzati nel territorio dei Comuni classificati interamente montani e completati tra il 1° gennaio 1995 e il 31 dicembre 2003, devono avere ad oggetto il recupero di elementi caratteristici del paesaggio tra cui manufatti, infrastrutture, fabbricati singoli, o nuclei o agglomerati. Per essere ammessi gli stessi devono essere stati ispirati da un attento studio di inserimento ambientale nel contesto circostante ed aver determinato positivi effetti di riqualificazione dell'aspetto dei luoghi.
Questi interventi possono comprendere anche nuove costruzioni ed opere di valorizzazione dei lineamenti paesistici ed ambientali dell'intorno, ad esclusione dei lavori di tipo esclusivamente selvicolturale.
La Giuria che valuterà le opere in concorso sarà composta dai membri della Commissione Regionale per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali, integrata dall'Architetto Mario Carducci, dall'Ingegner Giuseppe Lonero, dal dottor Carlo Bidone, Agronomo forestale, indicati dalle rispettive federazioni regionali, dal geometra Luigi Gaidano indicato dal Collegio regionale, dal professor Roberto Gambino del Politecnico di Torino, dal Professor Roberto Chiabrando, preside del corso di Laurea in Scienze e turismo alpino dell'Università degli Studi di Torino e dal Soprintendente regionale per i beni e le attività culturali del Piemonte, Pasquale Lino Malara.
Termine ultimo per la partecipazione al concorso, il 31 luglio 2004.
In autunno, la Giuria assegnerà un premio di 2.500 euro all'opera prima classificata, un premio di 1.500 euro all'opera seconda classificata, una segnalazione riferita ai committenti ed alle imprese esecutrici dei lavori e, infine, due segnalazioni per opere ritenute meritevoli per specifici e motivati aspetti. Le opere in concorso, inoltre, saranno oggetto di una pubblicazione curata della Regione Piemonte.
Le Federazioni regionali degli Ordini professionali hanno aderito con interesse all'iniziativa, collaborando attivamente nella fase di stesura del bando.
Alla conferenza stampa erano presenti il dirigente del settore gestione beni ambientali della Regione Piemonte Bernardino Sarà, l'architetto Mario Carducci, l'Ingegner Giuseppe Lonero, il dottor Carlo Bidone, Agronomo forestale, in rappresentanza delle rispettive Federazioni regionali, il geometra Luigi Gaidano per il Collegio regionale dei geometri, il Professor Roberto Chiabrando, presidente del corso di Laurea in Scienze e turismo alpino dell'Università degli Studi di Torino.
"Il paesaggio è un bene culturale universale - ha dichiarato l'Assessore regionale alla montagna Roberto Vaglio - che va conservato e tutelato. Noi, cittadini ed istituzioni, abbiamo il dovere di tramandare il paesaggio montano nella sua unicità alle generazioni future coniugando le esigenze di conservazione con quelle di sviluppo. A questo scopo, la presenza dell'uomo in montagna è indispensabile. La valorizzazione e la salvaguardia dell'ambiente, infatti, non si ottengono imponendo nuovi vincoli, ma investendo sulla "qualità", intesa come valore aggiunto sia per la vita dei residenti sia in quanto elemento di forte competitività territoriale.
In un periodo in cui sulle nostre montagne si stanno realizzando importanti ed imponenti infrastrutture - dagli impianti dei Giochi olimpici all'alta velocità - la Regione Piemonte vuole premiare quelle opere che contribuiscano a conservare il valore dell'ambiente, coniugando sapientemente tradizione ed innovazione, consuetudini tipologiche e costruttive locali con la necessità di ottimizzazione degli spazi, l'uso dei materiali tipici con l'esigenza del risparmio". "L'architettura alpina e gli interventi di pianificazione e sistemazione paesaggistica possono contribuire a salvaguardare e valorizzare un ambiente unico nel mondo, ha dichiarato l'Architetto Mario Carducci. Questa iniziativa si inserisce nel filone dei Concorsi che gli Architetti considerano come strumento efficace per accentuare l'attenzione su temi di grande rilevanza e per realizzare interventi ove la qualità delle architetture e degli interventi sul paesaggio possono divenire elementi prioritari".
"Gli scopi che l'Assessore Roberto Vaglio si prefigge di raggiungere - ha aggiunto l'ingegner Giuseppe Lonero - rappresentano obiettivi che la Federazione condivide ed auspica vengano applicati anche in ambiti diversi da quello montano. L'inserimento adeguato e gradevole dell'opera dell'uomo nel contesto ambientale, nonché la realizzazione rispettosa delle tradizioni e delle tipicità locali, si può perseguire attraverso la sensibilizzazione dei progettisti e degli esecutori, ma anche tramite la giusta valorizzazione delle "opere di ingegno", cioè i progetti, dei professionisti interessati. Attraverso iniziative come questa si contribuisce a fare in modo che il cittadino possa "vivere" meglio la montagna, nel rispetto dell'ambiente e delle tradizioni".
"l Collegio dei geometri - ha aggiunto il geometra Luigi Gaidano - si attiverà per far conoscere ai propri iscritti l'iniziativa, invitandoli a partecipare al concorso ed a perseguire la qualità del progetto nel rispetto delle peculiarità paesaggistiche. Si tratta di un' occasione importante perché di stimolo a tutti gli operatori del settore, in particolare alle categorie professionali tecniche, per una progettazione rispettosa dell'ambiente in cui si opera. Il recupero della qualità del paesaggio deve essere contemplato sia sui grandi progetti che sui piccoli e modesti interventi, settore in cui operano normalmente i geometri, categoria professionale molto radicata nel territorio montano. Si invita la Regione a rinnovare l'iniziativa anche per gli anni a venire, e per una maggior ricaduta su tutto il territorio, ad estenderla anche ad altre zone del territorio di notevole rilevanza ambientale, come ad esempio le aree collinari".