Nella seduta dell'8 febbraio 2010 la Giunta regionale con D.G.R. n. 5-13189 ha approvato le disposizioni attuative sulla raccolta e la coltivazione dei tartufi e la valorizzazione del patrimonio tartufigeno. Le disposizioni attuative saranno attive a partire dal 1° giugno 2010.
Di seguito è disponibile il testo della Deliberazione e la documentazione che ne fa parte integrante:
Le prime immagini evocate dalla parola “montagna” nella maggior parte di noi sono le cime innevate, i ghiacciai e le imprese alpinistiche. Ma la realtà vissuta quotidianamente da chi ci abita è spesso ben diversa: piccoli comuni, fuori dai principali circuiti turistici, che faticano a valorizzare le proprie attrattive e risorse.
Il tartufo nero è una risorsa prodotta in alcune zone montane in modo complementare, per specie e stagione, alle più note zone di collina. Tanto delicata che l'ambiente in cui cresce è determinante per la sua qualità ed il suo valore. Tanto preziosa da costituire una tra le più importanti risorse economiche del Piemonte. Un prodotto tradizionale, perché impossibile da ricreare fuori dal suo ambiente naturale, ma anche innovato, perché oggi è coltivato secondo tecnologie modernissime.
Il tartufo è un prodotto tipico delle colline del Sud Piemonte dall'ineguagliabile valore enogastronomico. Il tartufo è sotto la luce dei i riflettori internazionali per il suo valore economico ed è sotto l'occhio del microscopio per il suo valore scientifico.
Importanza economica e conoscenze scientifiche sono cresciute di pari passo negli anni: in questo settore la ricerca muove i suoi primi passi alla fine dell'800 e da quel momento è andata via via sviluppandosi fino ad arrivare ai giorni nostri con orientamenti sempre più specialistici ed approfonditi.
Il 17 giugno 2008 il Consiglio Regionale ha approvato la nuova legge in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale (n. 16 del 25 giugno 2008).
La nuova legge disciplina la raccolta e la coltivazione dei tartufi e promuove la tutela dell'ambiente naturale in cui si riproducono, riconoscendo il ruolo di questo fungo nello sviluppo socio-economico delle aree collinari e pedemontane piemontesi.
Il provvedimento prevede la realizzazione e il finanziamento di attività di studio, ricerca e sperimentazione applicata, iniziative promozionali, informative, pubblicitarie, culturali e di valorizzazione dei tartufi, attività formative e di aggiornamento dei raccoglitori, dei tecnici, del personale addetto alla vigilanza e corsi di addestramento per i cani.
Gli interventi, che saranno concertati in maniera sinergica con gli operatori del settore, saranno progressivamente concretizzati una volta varate le disposizioni attuative da parte della Giunta Regionale.
Il percorso che ha portato la Regione a varare la suddetta norma ha radici ormai più che ventennali: già nel 1986 venne varata una norma volta a disciplinare la raccolta la coltivazione e la commercializzazione dei tartufi e nel 2002 venne approvata la legge regionale n. 10 del 12 marzo 2002 "Testo unico delle leggi regionali in materia di raccolta, coltivazione, conservazione e commercializzazione dei tartufi", oggi non più valida.
Le attività qui a fianco riportate sono quelle svolte attualmente dall'Ente Regione direttamente o con delega ad altri Enti Pubblici o, ancora, in collaborazione con Istituti e Associazioni di categoria.
In questa sezione si riportano informazioni generali sull'argomento ed indicazioni concernenti gli Uffici attualmente competenti al ricevimento delle istanze.
Per informazioni e contatti:
Settore Idraulica forestale e Tutela del territorio
Flavia Righi - tel. +39.011-432.5951
e-mail: tartufi@regione.piemonte.it
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