L’innovazione è uno dei principali fattori di accrescimento della competitività del sistema produttivo regionale.
Anche nel campo della tartuficoltura innovazione e ricerca costituiscono la base su cui costruire un futuro solido per un settore così tradizionale dell’economia piemontese.
La Regione Piemonte promuove e sostiene la ricerca, volendo così rimarcarne il ruolo di centralità, attraverso collaborazioni e convenzioni con enti ed istituti di ricerca e finanziamenti di progetti a livello internazionale
La ricerca scientifica nel campo della tartuficoltura si sviluppa soprattutto nel campo delle biotecnologie. A partire dal 1998, la Regione Piemonte ha attuato due progetti triennali in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e con altre regioni a vocazione tartufigena. Il primo progetto ha avuto come campo d’indagine le biotecnologie applicate alla micorrizazione del genere Tuber ed il secondo ha approfondito le applicazioni agro-forestali ed agro-alimentari delle biotecnologie dei funghi eduli ectomicorrizici.
“Ricerca” significa anche sperimentazione, dimostrazione ed assistenza tecnica. per questi motivi, da quindici anni la Regione collabora con l’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente (IPLA S.p.A) per il monitoraggio delle tartufaie sperimentali, naturali o derivate da impianto, per individuare le più idonee cure colturali da praticare per favorire e mantenere la produzione tartuficola.
I partner coinvolti: il Centro Nazionale Studi Tartufo, il Dipartimento di Economia e Ingegneria Agraria, Forestale ed Ambientale dell’Università di Torino (DEIAFA)
Il progetto triennale “Verchamp – Sviluppo di una nuova coltura: le piantagioni legnose per la produzione di funghi commestibili d’eccellenza” ha avuto un ruolo fondamentale nella realizzazione di alcune piantagioni dimostrative. Per avere ulteriori informazioni sul progetto Verchamp è possibile visitare l’apposita sezione del sito.