Regione Piemonte - Lavoro

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Mobilità in deroga

La mobilità in deroga è stata introdotta in Piemonte dall’Accordo Quadro Regione - Parti Sociali - INPS del 27 maggio 2009 relativo alle modalità di applicazione degli ammortizzatori sociali in deroga per il biennio 2009-2010.

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L’intervento è stato successivamente replicato di anno in anno, con modifiche e aggiustamenti vari, fino al 2014, quando si sono prorogate le disposizioni operative del 2013 fino alla sottoscrizione in data 12 settembre 2014 dell’Accordo Quadro regionale 2014-2015, che recepisce i nuovi criteri gestionali, di natura più restrittiva, dettati dal Ministero del Lavoro con il Decreto Interministeriale n. 83473 del  1° agosto 2014,  Nella Nota Ministeriale n. 5425 del 24 novembre 2014 si precisa che “… non è possibile concedere il trattamento di mobilità in deroga a seguito della conclusione della fruizione del trattamento di mobilità ordinaria, dell’indennità ASpI o Mini ASpI, delle indennità di disoccupazione agricola con requisiti ordinari e ridotti”, lasciando unicamente spazio a proroghe di indennità in deroga già concesse.
Nel Decreto Legislativo n. 148 del 14 settembre 2015 viene inserita una clausola che consente di concedere trattamenti di CIG o mobilità in deroga al di fuori delle regole stringenti sopra descritte, entro il 5% degli stanziamenti assegnati, per cui la Regione ha potuto riaprire l’intervento, rivolgendolo a disoccupati di 50 anni e oltre. Tale criterio è stato adottato anche nel 2016, quando la possibilità di derogare ai criteri standard nell’ambito del 5% è stata riproposta nella Legge di Stabilità 2016.
Nel Decreto correttivo del Jobs Act del settembre 2016, la quota del 5% è salita al 50%: la Regione e le parti sociali piemontesi, considerato il sensibile aumento dei fondi gestibili liberamente, hanno sottoscritto l’accordo del 5e e del 19 dicembre 2016 (v. i Comunicati emessi il 5 e il 22 dicembre) con i quali si amplia il bacino di utenza rimuovendo il limite di età e includendo anche le persone licenziate da datori di lavoro non imprenditori, e si riaprono i termini di presentazione delle domande per chi ha terminato una precedente prestazione di sostegno al reddito a partire dal 31 dicembre 2015.

IN EVIDENZA

16-1-2017  -  COMUNICATO
MOBILITÀ IN DEROGA 2016
Esclusione dall’intervento dei soggetti provenienti dal lavoro domestico

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Facendo riferimento al comunicato del 22 dicembre 2016, relativo all’accordo sottoscritto il 19 dicembre 2016 tra Regione e parti sociali, con cui si è estesa la fruizione della mobilità in deroga ai soggetti provenienti da datori di lavoro non imprenditori, compresi i datori di lavoro domestico, si rende noto che la Direzione Generale Ammortizzatori Sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, interpellata in merito, ha precisato che non ritiene ammissibile la concessione di ammortizzatori in deroga ai soggetti licenziati da famiglie.

Pertanto, stante la posizione assunta dal Ministero e a correzione delle indicazioni fornite il 22 dicembre, le persone licenziate da un datore di lavoro domestico non possono accedere all’indennità di mobilità in deroga: le relative domande non potranno quindi essere accolte, fermo restando che nella platea di potenziali destinatari dell’intervento, sussistendo i requisiti richiesti, rientrano le persone licenziate da un datore di lavoro considerato “non imprenditore” (Associazioni, Fondazioni, Enti vari) al termine della fruizione di una prestazione ordinaria. Si rammenta, a questo proposito, che gli studi professionali (vedi comunicato del 5 dicembre 2016 sulla CIG in deroga) sono riconosciuti in questo contesto come imprese.

 

22-12-2016  -  COMUNICATO
ACCORDO REGIONALE DEL 19-12-2016
La mobilità in deroga accessibile anche ai dipendenti di datori non imprenditori

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La Regione e le parti sociali piemontesi hanno ultimato, con un accordo sottoscritto il 19 dicembre, il cui testo è scaricabile del link sottostante, le linee di gestione degli ammortizzatori in deroga, a seguito dell’aumento delle risorse per interventi non vincolati ai criteri standard, apportando alcuni aggiustamenti  ai dettagli operativi degli interventi delineati nell’intesa del 5 dicembre e precisando entità e suddivisione del budget disponibile.

 Per quanto riguarda la mobilità in deroga, si è ancora ampliata l’operatività dell’intervento rispetto ai criteri introdotti il 5 dicembre scorso.
La platea di riferimento si è infatti ulteriormente allargata, con l’inclusione dei lavoratori licenziati da datori di lavoro non imprenditori, inclusi i datori di lavoro domestico.
Si riepilogano qui di seguito I requisiti richiesti per l’accesso all’indennità, della durata di 4 mesi:

  • aver terminato la fruizione di un ammortizzatore ordinario tra il 31 dicembre 2015 e il 30 dicembre 2016 in condizione di disoccupati;
  • avere un’anzianità lavorativa di 12 mesi, di cui 6 di lavoro effettivo nell’azienda il cui licenziamento ha dato origine alla prestazione precedente;
  • essere stati licenziati da imprese o da datori di lavoro non imprenditori, compresi i datori di lavoro domestico, con sede operativa in Piemonte.

Si ricorda che non ci sono limiti di età e che i termini di presentazione delle domande sono stati riaperti per chi ha concluso la precedente prestazione prima del 5 dicembre 2016, con scadenza ultimativa il 3 febbraio 2017.
In quest’ultimo caso si aggiunge un’altra condizione: il richiedente deve essere disoccupato o in sospensione dello stato di disoccupazione (cioè con un lavoro a termine della durata non superiore a 6 mesi) alla data di presentazione della domanda.

L’INPS ha finalmente riorganizzato il monitoraggio su base regionale consentendo la quantificazione delle risorse disponibili, che ammontano per la nostra regione, secondo le stime prodotte dagli uffici regionali, a 19 milioni di Euro, l’80% dei quali (15.200.000 Euro) è stato destinato al finanziamento delle domande di CIG e mobilità in deroga, mentre con i restanti 3,8 milioni si è deciso di programmare dei Cantieri di lavoro organizzati dagli Enti Locali e rivolti a disoccupati, un intervento che verrà messo a punto all’inizio del prossimo anno.

Accordo del 19 dicembre 2016

 

5-12-2016 - COMUNICATO
MOBILITÀ IN DEROGA  -  NUOVE MODALITÀ DI GESTIONE

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La Regione e le parti sociali piemontesi hanno sottoscritto in data odierna un accordo di massima per la gestione della quota di risorse destinata agli ammortizzatori sociali in deroga utilizzabile al di fuori dei criteri standard fissati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il Decreto n. 83473 del 1° agosto 2014.
Tale quota è stata portata con il Decreto Legislativo correttivo del Jobs Act (n. 185 del 24 settembre 2016) dal 5% dei fondi stanziati per il 2016, come disposto dalla Legge di Stabilità 2016, al 50% di tali risorse, integrate dai residui degli anni precedenti. 

Con Circolare n. 34 del 4 novembre scorso, scaricabile dal link in basso, il Ministero ha definito le linee di attuazione di questa disposizione, da declinare sul territorio in base alle priorità individuate nelle intese fra Regioni e parti sociali, ma non ha ancora stabilito l’ammontare della riserva del 50%, che dovrebbe essere quantificato dall’INPS nell’ambito del monitoraggio degli interventi in deroga gestito dall’Istituto. Le modalità di calcolo possono incidere in misura sensibile sull’ammontare dei fondi disponibili, per cui le decisioni attuali sono ovviamente condizionate da questa situazione e potranno subire successivi aggiustamenti.

Per quanto riguarda la mobilità in deroga, l’accordo modifica le modalità gestionali previste per il 2016 nell’Addendum dello scorso 27 aprile, rettificato con l’intesa del 24 ottobre.  Fino ad ora, la mobilità in deroga era concedibile solo a disoccupati di 50 anni e oltre al termine della fruizione di un precedente ammortizzatore ordinario (mobilità, disoccupazione speciale edile, ASpI o NASpI) per un massimo di 4 mesi, su domanda da presentare all’INPS entro 60 giorni dalla fine del precedente sostegno al reddito.
Con il nuovo accordo, visto il sensibile incremento delle risorse disponibili, pur se in attesa di quantificazione, la Regione e le parti sociali ampliano il bacino potenziale di utenza, rimuovendo del tutto i limiti di età, e riaprendo i termini di presentazione delle domande per tutti coloro che a partire dal 31 dicembre 2015 (cioè con inizio della mobilità in deroga il 1° gennaio 2016) e fino al 30 dicembre 2016 hanno terminato la fruizione di un ammortizzatore per disoccupati.
Si ricordano però i requisiti di base per l’accesso alla mobilità in deroga, richiamati nell’accordo:

-  il possesso di un’anzianità lavorativa pregressa nell’azienda di provenienza di almeno 12 mesi, di cui 6 di effettivo lavoro, calcolati, per quanto riguarda i rapporti a tempo determinato o le missioni di somministrazione di lavoro, con le modalità previste nella Circolare congiunta Regione-INPS del 1° febbraio 2013, cioè con la possibilità di cumulare periodi non consecutivi svolti con la medesima agenzia di somministrazione o presso la medesima impresa, purché rientranti nei 24 mesi precedenti il licenziamento;
-  l’ubicazione in Piemonte della sede di lavoro in cui la persona operava all’atto della cessazione del rapporto di lavoro che ha dato origine alla prestazione precedente, indipendentemente dalla residenza o dal domicilio del richiedente;
-   la condizione di disoccupato registrato presso un Centri per l’Impiego alla data di inizio del periodo di mobilità in deroga.
Chi è in possesso dei suddetti requisiti e ha terminato la fruizione di una precedente prestazione di sostegno al reddito tra il 31 dicembre 2015  e la data odierna, cioè il 5 dicembre 2016, ha diritto alla mobilità in deroga, purché presenti la domanda alla sede INPS territorialmente competente entro 60 giorni dal 5 dicembre, cioè entro il 3 febbraio 2017.
Chi termina la prestazione tra il 6 e il 30 dicembre deve presentare la domanda entro 60 giorni dalla data di conclusione dell’ammortizzatore precedente.

La riapertura dei termini implica che hanno titolo a fare richiesta all’INPS, purché in possesso dei requisiti prima elencati:
-  i disoccupati con meno di 50 anni nel 2016, che con le regole previgenti erano esclusi dall’intervento;
-  i disoccupati con 50 anni e oltre che, pur potendo già ricorrere alla mobilità in deroga, non hanno fatto domanda o l’hanno presentata in ritardo.

Gli ultracinquantenni la cui domanda è stata approvata nel corso del 2016 non hanno titolo ad accedere ulteriormente alla mobilità in deroga, non essendo previste proroghe.

Si ricorda, infine, che si darà conto nel breve periodo di eventuali modifiche od integrazioni alle disposizioni previste nell’accordo regionale, in relazione all’entità delle risorse a disposizione della Regione, ancora non quantificate dall’INPS sulla base di criteri di calcolo concordati con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

 

25-10-2016 - COMUNICATO
MOBILITÀ IN DEROGA 2016
Ridefinizione delle modalità gestionali

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Il Decreto Legislativo di correzione del Jobs Act (n. 185 del 24 settembre 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 7 ottobre scorso) in una specifica contenuta all’art. 2, comma 1, lettera f) ha sensibilmente aumentato le risorse disponibili alle Regioni per interventi al di fuori dei vincoli posti dalla normativa generale degli ammortizzatori in deroga, risorse a cui si attingeva per finanziare l’indennità di mobilità in deroga per l’anno in corso sulla base delle regole stabilite nell’Addendum del 27 aprile all’accordo quadro regionale per l’anno 2016 (v. il Comunicato del 29 aprile 2016).
L’aumento dei fondi a disposizione implica una revisione delle modalità gestionali, che in precedenza erano commisurate ad uno stanziamento molto più ridotto, ma per operare una compiuta decisione in merito si attende la pubblicazione di una Circolare del Ministero del Lavoro, che dovrebbe specificare tempi e modalità di attuazione dell’intervento.
E’ apparso però necessario intervenire in prima battuta, senza modificare i criteri di gestione generali adottati per la mobilità in deroga 2016, destinata a soggetti di 50 anni e oltre al termine della fruizione di un precedente ammortizzatore sociale ordinario (mobilità, disoccupazione speciale edile, ASpI o NASpI), portando da tre a quattro mesi il periodo di copertura dell’indennità concessa, il massimo consentito dalla normativa per l’anno in corso.
La scelta di limitare a tre mesi detto periodo operata con l’Addendum del 27 aprile era stata unicamente dettata dalla limitatezza dello stanziamento assicurato dal Ministero del Lavoro, al fine di ampliare il bacino di utenti, ma l’aumento delle risorse consente ora di concedere una mensilità in più.
La Regione e le parti sociali piemontesi hanno quindi sottoscritto il 24 ottobre 2016 una prima intesa a rettifica dell’Addendum del 27 aprile, relativa per ora solo a questo aspetto, ma con l’impegno di rivedersi a breve, quando la Circolare Ministeriale sarà stata pubblicata, per definire delle ulteriori modifiche all’intervento fin qui realizzato.
Il testo dell’intesa, scaricabile dal link riportato in calce al presente Comunicato, prevede di agire in due direzioni:
- la concessione di una mensilità in più alle persone le cui domande sono già state autorizzate e liquidate dall’INPS;
- la concessione di quattro mensilità alle numerose domande istruite positivamente dall’INPS e trasmesse alla Regione per l’autorizzazione al pagamento, ma ancora in sospeso.
Nel primo caso, si precisa che le persone che hanno già ricevuto il pagamento per i primi tre mesi non devono presentare una nuova domanda all’INPS, ma sarà la Regione ad autorizzare d’ufficio l’INPS al pagamento della mensilità integrativa.
Nel secondo caso, considerato l’aumento dei fondi disponibili, il provvedimento di concessione riguarderà tutte le domande che risultano in possesso dei requisiti richiesti, mentre le risorse prima assegnate erano insufficienti a coprire le richieste pervenute e avrebbero richiesto la predisposizione di una graduatoria con l’esclusione di numerose domande.
In un primo momento le autorizzazioni riguarderanno le istanze con inizio dell’indennità fino a fine agosto 2016, che sono al momento 280 circa. Le domande che decorrono da settembre in avanti resteranno momentaneamente in sospeso in attesa che il Ministero chiarisca se la liquidazione può sconfinare nel 2017 fino alla copertura integrale dei quattro mesi previsti, o debba essere interrotta d’ufficio al 31 dicembre 2016, tenuto conto del fatto che la normativa stabilisce che l’esperienza degli ammortizzatori sociali in deroga non prosegua nel 2017, ma si concluda definitivamente alla fine del 2016.

Testo dell’intesa regionale del 24 ottobre 2016, a rettifica dell’Addendum del 27 aprile 2016

 

23-5-2016 - AVVISO
AMMORTIZZATORI IN DEROGA 2016

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Si rende noto che nel corso di questa settimana saranno approvate le autorizzazioni di pagamento all’INPS per le domande di CIG in deroga relative ai primi mesi del 2016 e per le domande di proroga di prestazioni di mobilità in deroga concesse negli ultimi mesi del 2015. Si prevede che le liquidazioni verranno accreditate sui conti correnti dei lavoratori interessati a partire dalla prima quindicina del mese di giugno.

 

29.4.2016 COMUNICATO
MOBILITÀ IN DEROGA 2016

Addendum all’accordo quadro del 29 dicembre 2015

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La Regione Piemonte e le parti sociali piemontesi hanno sottoscritto il 27 aprile 2016 un Addendum all’Accordo Quadro sugli ammortizzatori sociali in deroga per l’annualità 2016, scaricabile dal link in calce al presente Comunicato, che definisce le modalità di applicazione della riserva del 5% dei fondi disponibili per interventi “liberi”. al di fuori dei vincoli previsti dai criteri gestionali attualmente in vigore.
Tale opzione è stata introdotta con la Legge di Stabilità 2016 (L. 28 dicembre 2015, n. 208, art.1, comma 304); il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha recentemente effettuato un primo stanziamento delle risorse disponibili, assegnando al Piemonte quasi 15.000.000 di Euro, e individuando l’importo disponibile per gli interventi di cui sopra, pari a 750.000 Euro circa.
L’Addendum del 27 aprile stabilisce che detti fondi vengano attribuiti per il 90% alla mobilità in deroga, per la copertura di nuove domande, e per il 10% alla CIG in deroga per casistiche specifiche. L’intervento sulla mobilità in deroga ricalca quello realizzato negli ultimi mesi del 2015 in base all’Addendum siglato in data 14 ottobre 2015 e poi rivisto il 10 dicembre (v. al proposito i nostri comunicati del 15 ottobre e del 10 dicembre 2015), ma con alcune significative novità, in quanto i beneficiari non sono solo i percettori di ASpI o NASpI al termine delle fruizione della prestazione loro concessa, ma anche i titolari di indennità di mobilità ordinaria o di disoccupazione speciale edile, e la copertura massima concessa, in considerazione della limitatezza delle risorse disponibili, è limitata a tre mesi.
I requisiti richiesti per accedere a queste provvidenze sono quindi i seguenti, riferiti alla data di presentazione della domanda:

  • un’età non inferiore a 50 anni compiuti;
  • la fruizione di una precedente indennità di mobilità ordinaria, disoccupazione speciale edile, AspI o NASpI, conclusa tra il 31 dicembre 2015 e il 30 dicembre 2016;
  • il possesso di 12 mesi di anzianità, di cui 6 di effettivo lavoro, nell’azienda di provenienza, calcolati, per quanto riguarda i rapporti a tempo determinato o le missioni di somministrazione di lavoro, con le modalità previste nella Circolare congiunta Regione-INPS del 1° febbraio 2013, cioè con la possibilità di cumulare periodi non consecutivi svolti presso il medesimo datore di lavoro purché rientranti nei 24 mesi precedenti al licenziamento.

Si richiede inoltre che la sede di lavoro in cui la persona operava all’atto della cessazione del rapporto di lavoro che ha dato origine alla prestazione precedente sia ubicata nel territorio piemontese, indipendentemente dalla residenza o dal domicilio del lavoratore, e che il soggetto interessato sia nella condizione di disoccupato ai sensi dell’art.19 del DLgs 150/2015 alla data di inizio del periodo di mobilità in deroga.
La domanda va presentata esclusivamente in via telematica (direttamente, da chi ha ottenuto un pin dispositivo dall’INPS, o tramite i patronati che assistono i lavoratori) all’Agenzia INPS territorialmente competente entro 60 giorni dalla data di fine della fruizione del precedente ammortizzatore. Il conteggio dei 60 giorni decorre dalla data della sottoscrizione dell’Addendum per chi ha concluso la fruizione del precedente ammortizzatore tra il 31 dicembre 2015 e il 27 aprile 2016, per cui la scadenza ultimativa risulta in questi casi il prossimo 26 giugno. Si precisa che i soggetti che hanno presentato domanda di mobilità in deroga decorrente nei primi mesi del 2016 dopo la conclusione di un precedente ammortizzatore sono tenuti a presentare nuovamente istanza alla sede INPS competente per avere diritto alla prestazione: le domande pervenute fino al 27 aprile non rientrano fra quelle ammissibili all’indennità prevista dall’Addendum in oggetto.
I pagamenti decorrono dal giorno successivo a quello di fine della liquidazione della prestazione precedente per un massimo di tre mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2016. Le modalità di gestione, in caso di sospensioni per attività lavorativa o altre motivazioni, sono analoghe a quelle previste per la mobilità ordinaria, con la possibilità di fruire di una sospensione pari al massimo a quella del periodo concesso, cioè di tre mesi.
Le domande verranno evase in relazione alla data di conclusione del precedente ammortizzatore; le autorizzazioni verranno sospese quando le spese stimate copriranno il 75% dello stanziamento disponibile, a fini di verifica delle domande ancora giacenti presso le agenzie territoriali INPS. Se le risorse non fossero sufficienti a coprire le domande pervenute, si terrà quindi conto, nella graduatoria che sarà necessario stilare, della data di fine della prestazione precedente, con priorità assegnata in ordine cronologico alle date di scadenza di mobilità ordinaria, disoccupazione speciale edile, ASpI o NASpI più lontane nel tempo; in caso di coincidenza di tale data la priorità sarà attribuita alle domande presentate per prime, e, a parità di data di presentazione, ai soggetti più anziani.
Si precisa, inoltre, che i titolari di proroghe di mobilità in deroga della durata di quattro mesi decorrenti dal 1° gennaio 2016, secondo quanto previsto nell’Accordo Quadro del 29 dicembre 2015, di cui al nostro Comunicato del 30 dicembre 2015, non hanno diritto ad una ulteriore proroga, e non hanno quindi titolo per accedere alle indennità di mobilità in deroga previste dall’Addendum in oggetto, che riguarda unicamente nuove domande.
Si comunica infine che i provvedimenti di autorizzazione al pagamento delle domande di proroga 2016, ancora in sospeso in attesa della copertura finanziaria, da poco pervenuta, e dell’approvazione della Deliberazione di Giunta Regionale con cui si prende atto degli accordi fra la Regione e le parti sociali e si autorizza la gestione degli interventi previsti, saranno adottati a partire dalla seconda metà del mese di maggio.

Testo dell’Addendum del 27 aprile 2016 all’Accordo Quadro del 29 dicembre 2015

 

30.12.2015 - COMUNICATO
MOBILITÀ IN DEROGA 2016

Prime indicazioni operative sulla nuova annualità

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Come noto, la Legge di Stabilità 2016, approvata in via definitiva il 22 dicembre 2015 e in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, prevede che gli ammortizzatori in deroga vengano rifinanziati anche per il prossimo anno, che, stando alle disposizioni contenute all’articolo 2, commi 64 e 65 della L. 92/2012, dovrebbe segnare la chiusura di questa esperienza. In particolare, la Legge di Stabilità dispone (articolo 1, comma 304) che la mobilità in deroga possa essere concessa nel 2016 per un massimo di quattro mesi.
La Regione e le parti sociali piemontesi hanno sottoscritto su queste basi il 29 dicembre 2015 l’Accordo Quadro relativo alle linee generali di gestione degli ammortizzatori sociali in deroga per l’anno 2016, inteso che l’Accordo del 12 settembre 2014 è applicabile solo fino al 31 dicembre 2015. Il testo dell’Accordo è scaricabile dal link in calce al presente Comunicato.
Nel documento approvato ieri si garantisce una riserva finanziaria sufficiente per coprire le domande di proroga di mobilità in deroga presentate dai soggetti che hanno usufruito di questo ammortizzatore negli ultimi mesi del 2015 in base alle disposizioni contenute nell’Addendum all’Accordo Quadro del 12 settembre 2014 sottoscritto il 14 ottobre 2015 e modificato il 10 dicembre 2015, vale a dire disoccupati di 50 anni e oltre che hanno concluso l’ASpI o la NASpI a partire dal 15 agosto 2015. Si veda al proposito il Comunicato diffuso il 10 dicembre scorso.
Come si evidenzia nel nuovo Accordo Quadro, è questo l’unico intervento possibile in materia, considerando che nuove domande di mobilità in deroga non sono accoglibili, in quanto il Ministero ha espressamente escluso la concessione della mobilità in deroga al termine della fruizione di un precedente ammortizzatore ordinario, salvo le deroghe previste nell’ambito del 5% delle risorse disponibili, come quella prima citata, oggetto dell’Addendum del 14 ottobre 2015.
Il comma 304, art. 1 della Legge di Stabilità 2016 prevede anche nel prossimo anno la possibilità di derogare dai criteri ministeriali, sempre nella misura del 5% delle risorse attribuite a livello regionale, ma si è deciso di definire le modalità di attuazione di tale opzione solo successivamente, quando sarà accertata l’entità dei fondi disponibili.
Le domande di proroga di mobilità in deroga vanno presentate all’INPS entro 60 giorni dalla fine dell’erogazione dell’indennità precedente (cioè dal 31 dicembre 2015 in questo caso, quindi entro fine febbraio 2016), oppure dalla data di approvazione del provvedimento regionale di autorizzazione, se successivo. Si precisa che la proroga potrà essere accolta se il richiedente risulta ancora disoccupato all’inizio del 2016 e se l’indennità è stata percepita fino alla data del 31.12.2015, senza alcuna sospensione nell’ultimo periodo, non essendo consentita alcuna soluzione di continuità nell’erogazione del sostegno al reddito.
La Regione provvederà comunque ad avvertire i lavoratori potenzialmente interessati da questa opportunità con lettera che sarà inviata entro la prima metà di gennaio ai titolari di domande già autorizzate e dopo l’approvazione del provvedimento di concessione per i titolari delle domande ancora da approvare.

Testo dell’Accordo Quadro del 29 dicembre 2015

 

10-12-2015 - COMUNICATO
MOBILITA’ IN DEROGA 2015
Abbassamento a 50 anni del limite minimo di età per la concessione della mobilità in deroga al termine della fruizione di ASpI o NASpI

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Le parti sociali piemontesi e la Regione Piemonte hanno concordato in data odierna una modifica ai requisiti richiesti dall’Addendum del 14 ottobre 2015 per concedere nuove indennità di mobilità in deroga  nell’anno 2015 (v. il Comunicato del 15 ottobre scorso), abbassando la soglia minima di età da 57 a 50 anni. Il testo dell’intesa di modifica dell’Addendum è scaricabile dal link riportato in basso.
L’intervento si è reso necessario per favorire il pieno utilizzo delle risorse disponibili, in considerazione del numero inferiore al previsto di domande pervenute.
Con questa modifica, i requisiti richiesti per accedere all’indennità prevista dalle disposizioni inserite all’articolo 44, comma 6 del Decreto Legislativo n. 148/2015 sono i seguenti, riferiti, per quanto riguarda l’età e la condizione, alla data di presentazione della domanda di mobilità in deroga:
-  un’età non inferiore a 50 anni compiuti;
-  la fruizione di una precedente indennità AspI o NASpI, conclusa dopo il 14 agosto 2015;
-  la condizione di disoccupato;
-  il possesso di 12 mesi di anzianità, di cui 6 di effettivo lavoro, nell’azienda di provenienza;
-  l’ubicazione nel territorio piemontese della sede di lavoro in cui il richiedente operava all’atto della cessazione del rapporto di lavoro che ha dato origine alla prestazione ASpI o NASpI.
La domanda va presentata inderogabilmente entro 60 giorni dalla fine dell’ASpI o della NASpI.
Al fine di rendere efficace l’intervento, e di consentire ai soggetti tra 50 e 56 anni di fruire delle medesime opportunità offerte ai lavoratori di 57 anni e oltre, si è deciso, per chi ricade in tale ambito anagrafico ed è in possesso degli altri requisiti sopra indicati:
-   di far decorrere il termine di 60 giorni dalla data di sottoscrizione dell’intesa di modifica dell’Addendum, cioè dal 10 dicembre 2015;
-   di recuperare eventuali domande presentate prima del 10 dicembre e respinte perché l’età del richiedente era inferiore ai 57 anni.
Tali eccezioni non valgono per i lavoratori di 57 anni e oltre, per i quali si conferma l’applicazione standard dei termini di presentazione della domanda; si precisa inoltre che l’indennità non può essere concessa ai titolari di forme di sostegno al reddito diverse dall’ASpI o dalla NASpI  (mobilità ordinaria, disoccupazione speciale edile, Mini ASpI, disoccupazione agricola, …).
Si ribadisce che la domanda va trasmessa esclusivamente per via telematica (direttamente, da chi ha ottenuto un pin dispositivo dall’INPS, o tramite i patronati che assistono i lavoratori) alla sede INPS territorialmente competente, che istruirà la pratica e ne trasmetterà l’esito alla Regione perché formalizzi l’accoglimento o la reiezione, a seconda dei casi.  L’indennità concessa vale solo per l’anno in corso, decorre dal giorno successivo a quello di fine della fruizione dell’ASpI o della NASpI e si chiuderà d’ufficio alla data del 31 dicembre 2015.
La concessione della mobilità in deroga è vincolata alla sussistenza delle risorse disponibili, per cui l’intervento sarà soggetto ad un puntuale monitoraggio, e le autorizzazioni regionali saranno sospese all’eventuale approssimarsi del plafond finanziario stanziato, e le ulteriori concessioni saranno effettuate in base all’ordine cronologico di presentazione delle istanze, con priorità, in caso di coincidenza della data di presentazione, ai lavoratori più anziani.

Modifica all’Addendum del 14 ottobre 2015

 

15-10-2015 - AVVISO
MOBILITA’ IN DEROGA
Riapertura dei termini di presentazione delle domande a favore di soggetti di 57 anni e oltre al termine della fruizione di ASpI o NASpI

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Il Decreto Legislativo n. 148 del 14 settembre 2015, relativo al riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, ha previsto (art. 44, comma 6) che le Regioni possano disporre, entro determinati limiti di spesa e con effetti che non possono andare oltre il 31 dicembre 2015, concessioni di trattamenti di integrazione salariale e di mobilità in deroga anche senza tener conto dei criteri restrittivi imposti dalla normativa ministeriale introdotta nell’agosto 2014.
Le parti sociali piemontesi e la Regione hanno sottoscritto in data 14 ottobre 2015 un Addendum all’Accordo Quadro del 12 settembre 2014, di gestione degli ammortizzatori sociali in deroga, finalizzato a definire i criteri di applicazione di questa disposizione; il testo dell’Addendum è scaricabile dal link riportato in basso.
Si è deciso, in particolare, di intervenire prioritariamente con la mobilità in deroga, considerando in primo luogo che le regole ministeriali si erano rivelate così restrittive da impedire di fatto la concessione di nuove indennità nel 2015, e ritenendo essenziale dare un aiuto, sia pur limitato a poche mensilità, ai lavoratori in età avanzata che al termine del periodo di fruizione di un sostegno al reddito si trovano disoccupati e non hanno completamente maturato i requisiti pensionistici o comunque non percepiscono ancora la pensione. Si è inoltre ritenuto, valutando che la limitatezza delle risorse imponeva di operare solo su un sottoinsieme selezionato di disoccupati, di concentrare l’intervento su soggetti di 57 anni e oltre che avessero terminato da poco di percepire un’indennità ASpI o, eventualmente, NASpI, che cioè hanno potuto fruire di un periodo di sostegno al reddito più breve di chi ha avuto diritto all’indennità di mobilità o di disoccupazione speciale edile.
I requisiti richiesti per accedere all’indennità resasi così disponibile sono i seguenti, riferiti alla data di presentazione della domanda di mobilità in deroga:

  • un’età non inferiore a 57 anni compiuti;
  • la fruizione di una precedente indennità AspI o NASpI, conclusa dopo il 14 agosto 2015;
  • la condizione di disoccupato;
  • il possesso di 12 mesi di anzianità, di cui 6 di effettivo lavoro, nell’azienda di provenienza.

Si richiede inoltre che la sede di lavoro in cui il richiedente operava all’atto della cessazione del rapporto di lavoro che ha dato origine alla prestazione ASpI o NASpI fosse ubicata nel territorio piemontese, indipendentemente dalla residenza o dal domicilio del lavoratore.
La normativa richiede che la mobilità in deroga sia concessa a chi non ha la possibilità di accedere ad un ammortizzatore corrente, e che questa si agganci a un evento precedente, come il licenziamento (ma non ci sono, nel contesto attuale, soggetti con 12 mesi di anzianità di lavoro, requisito di base fissato dalla L: 2/2009, che non risultino coperti dalla NASpI o dalla mobilità), o la fine della fruizione di un precedente ammortizzatore, stabilendo un termine di 60 giorni, a pena di decadenza, entro cui la domanda va presentata. Non è quindi possibile intervenire su soggetti che da tempo risultano disoccupati e privi di sostegno al reddito, né sono concedibili proroghe a chi ha precedentemente fruito della mobilità in deroga.
Nel caso specifico, la domanda va quindi presentata inderogabilmente entro 60 giorni dalla fine dell’ASpI o della NASpI; si è però cercato di salvaguardare le persone che concludono la fruizione dell’ammortizzatore nel primo periodo di gestione dell’intervento, e che rischiavano di venire a conoscenza di questa opportunità solo quando i termini erano ormai scaduti.
Si è quindi stabilito che, per chi ha terminato la fruizione di ASpI o NASpI tra il 15 agosto e il 23 settembre, il conteggio dei 60 giorni decorre dal 24 settembre (cioè dalla data di entrata in vigore del Decreto n. 148 che ha introdotto questa disposizione), introducendo un periodo neutro di salvaguardia; la prima scadenza ultimativa per presentare la domanda per chi è in possesso dei requisiti sopracitati cade quindi il 23 novembre 2015.
La domanda va presentata esclusivamente in via telematica (direttamente, da chi ha ottenuto un pin dispositivo dall’INPS, o tramite i patronati che assistono i lavoratori) alla sede INPS territorialmente competente, che istruirà la pratica e ne trasmetterà l’esito alla Regione per formalizzare l’accoglimento o la reiezione dell’istanza.
La concessione della mobilità in deroga è vincolata, naturalmente, alla sussistenza delle risorse disponibili, per cui l’intervento sarà soggetto ad un puntuale monitoraggio, e le autorizzazioni regionali saranno sospese all’eventuale approssimarsi del plafond finanziario stanziato, pari al 95% dell’importo assegnato alla Regione.

 

7-8-2015 - AVVISO
MOBILITA’ IN DEROGA
Assegnazione nuove risorse per la gestione 2015

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Si comunica che con il Decreto Interministeriale n. 90973 dell’8 luglio 2015 il Ministero del Lavoro ha assegnato al Piemonte circa 35 milioni di Euro per la gestione 2015 degli ammortizzatori sociali in deroga.
Con la quota di queste risorse destinata alla mobilità in deroga si è provveduto nei giorni scorsi ad autorizzare l’INPS al pagamento delle tre mensilità restanti per le domande liquidate solo parzialmente in un primo momento, a causa dell’insufficienza dei fondi disponibili (v. Avvisi del 5 e del 17 giugno scorsi), e ad autorizzare il pagamento completo, fino al limite massimo dei 6 mesi consentito dalla normativa vigente, di ulteriori domande pervenute nel frattempo dalle agenzie territoriali INPS.
Si è inoltre provveduto ad approvare i provvedimenti di reiezione delle nuove domande  con decorrenza dell’indennità a partire dal 1° settembre 2014, non consentendo più la normativa ulteriori concessioni. Si può ritenere con ciò sostanzialmente terminata l’operatività dell’istituto della mobilità in deroga, anche per la progressiva entrata a regime del nuovo sistema di ammortizzatori sociali nell’ambito del cosiddetto “Jobs Act”.
Nel prossimo periodo si chiuderanno i casi ancora in sospeso, con gli ultimi provvedimenti di autorizzazione e di reiezione delle domande pervenute.

 

17-6-2015 - AVVISO
MOBILITÀ IN DEROGA - PAGAMENTO DELLE DOMANDE DI PROROGA 2015

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Si comunica che, essendo completato l’adeguamento del sistema informatico alle modalità gestionali 2015 e rilasciati i relativi codici di intervento (v. l’avviso del 5 giugno scorso), le sedi territoriali INPS hanno dato avvio questa settimana alle procedure di liquidazione delle domande autorizzate di mobilità in deroga.

Si precisa che, dati i tempi tecnici di gestione dei pagamenti, quantificabili in una decina di giorni fra l’atto di liquidazione e l’effettiva disponibilità delle risorse per i beneficiari, gli importi liquidati in questa fase iniziale saranno accreditati sui conti correnti dei lavoratori interessati verso fine giugno.

Si rammenta che l’autorizzazione regionale riguarda per il momento solo i primi tre mesi dell’anno; il secondo trimestre verrà autorizzato quando si renderanno disponibili ulteriori risorse. Si ribadisce infine che nel 2015 vengono accolte solo le domande di proroga presentate da lavoratori titolari di mobilità in deroga nel 2014 e che, vista la nuova normativa introdotta dal Ministero del Lavoro, operativa in Piemonte dal mese di settembre 2014, non è possibile concedere nuove indennità in deroga a chi ha terminato la fruizione di un precedente ammortizzatore sociale: con l’esaurimento delle proroghe relative al primo semestre 2015 e a seguito della progressiva entrata a regime del nuovo sistema di ammortizzatori sociali previsto dal Jobs Act, quindi, l’intervento si può considerare definitivamente chiuso.

 

5-6-2015 - AVVISO
MOBILITA’ IN DEROGA - GESTIONE 2015
Autorizzazione al pagamento per le domande di proroga presentate nel 2015

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Si comunica che la Regione provvederà in questi giorni ad approvare i provvedimenti di autorizzazione delle domande di mobilità in deroga presentate nel 2015 da beneficiari dell’indennità nell’anno 2014, a seguito della Nota Ministeriale con cui si autorizza l’INPS ad utilizzare le risorse residue dalle assegnazioni 2014, che per il Piemonte ammontano attualmente a circa 17 milioni di Euro, il 7% dei quali destinato alla mobilità in deroga, per avviare i pagamenti dell’anno in corso, fino all’esaurimento delle disponibilità, in attesa di ulteriori stanziamenti.

Si rammenta che l’indennità di mobilità in deroga potrà coprire nel 2015 solo il primo semestre dell’anno, secondo quanto previsto dalla normativa:  vista la limitatezza delle risorse attualmente disponibili, la Regione autorizzerà per il momento solo i primi tre mesi 2015, da gennaio a marzo, e procederà ad autorizzare il secondo trimestre non appena saranno stanziati nuovi fondi.

Si comunica inoltre che l’INPS ha pubblicato la Circolare n. 107 del 27 maggio 2015, relativa ai criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga, che recepisce le modalità gestionali introdotte con il Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014, scaricabile dal link sottostante. Nella Circolare, al punto 5.4, si precisa che, per quanto riguarda la liquidazione delle indennità 2015, “… la sede utilizza i codici di intervento che saranno comunicati con successivi messaggi.”.  Nel paragrafo finale, inoltre, si specifica che “… sono in fase di implementazione le procedure informatiche dei flussi informativi e di controllo necessarie all’erogazione dei trattamenti. Pertanto, per le sedi territoriali dell’Istituto non sarà possibile procedere all’autorizzazione e ai conseguenti pagamenti prima dell’aggiornamento delle nuove procedure il cui rilascio, previsto entro la fine della prima settimana di giugno, sarà comunicato con apposito messaggio”.

I pagamenti da parte delle sedi INPS territorialmente competenti delle domande autorizzate resteranno quindi in sospeso, in attesa del rilascio dei codici di intervento e dell’adeguamento delle procedure informatiche, che ci auguriamo avvenga in tempi brevi, e comunque, da quanto ci risulta, non prima della metà di giugno.

Si ribadisce, infine, che, stante i nuovi criteri gestionali stabiliti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che non consentono la concessione dell’indennità di mobilità in deroga al termine della fruizione di un altro ammortizzatore sociale (mobilità, ASpI, Mini ASpI o NASpI, trattamento speciale di disoccupazione edile, indennità di disoccupazione per lavoratori agricoli) l’intervento della mobilità in deroga si può considerare concluso, salvo che per i casi di proroga di domande già autorizzate nel 2014, ripresentate entro il termine di 60 giorni dalla fine della precedente fruizione o dal provvedimento di autorizzazione regionale, se successivo. Si prega quindi di non presentare nuove domande di mobilità in deroga, che in nessun caso potranno essere approvate, in quanto la previgente normativa regionale non è più applicabile..

Circolare INPS n. 107 del 27 maggio 2015.

 

16-2-2015 - COMUNICATO
MOBILITA’ IN DEROGA - GESTIONE 2014-2015
Addendum all’Accordo Quadro regionale del 12 settembre 2014

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Il Tavolo delle parti sociali è stato convocato venerdì 13 febbraio per sottoscrivere un Addendum all’Accordo Quadro regionale del 12 settembre 2014, con cui si erano recepiti i nuovi criteri gestionali degli ammortizzatori in deroga stabiliti dal Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014.
L’Addendum, il cui testo è riportato in calce al presente comunicato e che è stato sottoscritto dopo un’ampia discussione, definisce le modalità di gestione della mobilità in deroga a valere dalla data di entrata in vigore del Decreto (4 agosto  2014, giorno in cui è stato pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro) fino a tutto il 2015.
Per quanto riguarda le ultime mensilità del 2014, le domande con decorrenza dell’indennità fino al 31 agosto saranno gestite secondo i criteri regionali previgenti, sfruttando la possibilità di derogare alla nuova normativa utilizzano il 5% delle risorse disponibili (v. al proposito il Comunicato precedente, del 19 dicembre 2014), per cui le istanze in possesso dei requisiti richiesti saranno liquidate dall’INPS previa autorizzazione regionale, che si prevede di emettere entro il mese di febbraio o, al più tardi, ad inizio marzo 2015.
Le domande con inizio dell’indennità a partire dal 1° settembre fino al 31 dicembre 2014 non possono essere accolte, in seguito ai criteri restrittivi imposti dal Ministero del Lavoro, come specificato nell’Addendum, e verranno respinte con uno o più provvedimenti regionali cumulativi di reiezione.
Nell’anno 2015 non sarà possibile approvare nuove concessioni di mobilità in deroga, non essendo più applicabile la normativa regionale valida fino a tutto agosto 2014. Il Tavolo delle parti sociali ha però disposto, come consentito dalla regolamentazione nazionale e stimando che le risorse disponibili saranno sufficienti, di approvare delle proroghe, o comunque delle ulteriori concessioni, anche di tipo non continuativo,  ai trattamenti di mobilità in deroga approvati nel 2014, per un periodo non superiore a sei mesi.
A tal fine, è necessario che le persone interessate presentino una nuova domanda entro 60 giorni dalla data di fine della fruizione del precedente periodo di mobilità in deroga, purché all’inizio del 2015 risultino ancora disoccupate;  i termini indicati tassativamente dal Decreto Interministeriale, consentono alla data attuale di approvare una prosecuzione del pagamento solo per le domande chiuse d’ufficio al 31 dicembre 2014, o il cui periodo massimo di concessione, fissato a 7 mesi nel 2014, sia terminato nelle ultime due settimane di dicembre.
Si opererà ancora una verifica con l’INPS per accertare l’eventuale possibilità di dilazionare la scadenza di presentazione, considerando neutro il periodo iniziale del 2015 e, nel caso la risposta sia favorevole, si comunicheranno tempestivamente le nuove tempistiche gestionali.

Testo dell’Addendum del 13 febbraio 2015 all’Accordo Quadro regionale del 12 settembre 2014.

 

19-12-2014 - COMUNICATO
MOBILITA’ IN DEROGA
Gestione delle domande con inizio del periodo indennizzabile a partire dal 4 agosto 2014

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Come precisato nei precedenti Comunicati ed Avvisi, il Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014 ha stabilito nuove regole gestionali per gli ammortizzatori in deroga, che diventano operative dal 4 agosto 2014, data di pubblicazione del provvedimento. Nel caso della mobilità in deroga le modalità di applicazione del Decreto sono state oggetto di un prolungato confronto fra Coordinamento delle Regioni e Ministero del Lavoro, che si è sostanzialmente concluso con l’invio della Nota della Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e degli Incentivi all’Occupazione n. 5425 del 24 novembre scorso, il cui testo è scaricabile dal link riportato in calce al presente comunicato.
In questo documento si precisa, nella parte dedicata ai “Lavoratori destinatari degli ammortizzatori in deroga”, che “… non è possibile concedere il trattamento di mobilità in deroga a seguito della conclusione della fruizione del trattamento di mobilità ordinaria, dell’indennità ASpI o Mini ASpI, delle indennità di disoccupazione agricola con requisiti ordinari e ridotti”.
Tale specifica rende di fatto inapplicabili le fattispecie finora riconosciute dalla normativa regionale riferite alle lettere “a)” e “c)” della Circolare congiunta Regione-Inps del 1° febbraio 2013, relative rispettivamente ai soggetti prossimi alla pensione ma che non hanno interamente maturato i requisiti pensionistici, e ai soggetti provenienti da aziende in cessazione di attività o in procedure concorsuali, le cui domande vengono presentate al termine della fruizione di un precedente ammortizzatore sociale.
Nell’Accordo Quadro regionale del 12 settembre scorso, quando ancora non erano chiari gli orientamenti ministeriali e non si riteneva che il Decreto fosse da interpretare in termini così restrittivi, si era prevista la prosecuzione delle modalità gestionali precedenti, con la sola applicazione alle domande autorizzate dei limiti di durata del periodo indennizzabile previsti dal Decreto, pari a 7 mesi nell’anno 2014. 
Il Tavolo delle parti sociali firmatarie dell’Accordo Quadro regionale, nell’incontro del 18 dicembre 2014, ha dovuto prendere atto della decisione ministeriale, che porta di fatto al non accoglimento delle domande con inizio della mobilità successivo al 3 agosto che rientrano nelle due casistiche sopra richiamate, in quanto tutte presentate al termine della fruizione di un ammortizzatore sociale non in deroga (mobilità ordinaria, Aspi, ecc.).
Si è però deciso di tenere per ora in sospeso le domande con decorrenza fra il 4 e il 31 agosto, cioè fino al periodo coperto dalla proroga dell’Accordo Quadro regionale sottoscritta il 30 giugno 2014, su cui si opererà entro fine gennaio una verifica per accertare se è possibile recuperarle:  il Decreto Interministeriale concede infatti alle Regioni la possibilità di adottare delle deroghe ai criteri generali per la sola annualità 2014, ma entro limiti finanziari ben definiti, pari al 5% delle risorse stanziate. Nell’ultima assegnazione di fondi alle Regioni, avvenuta con Decreto del 4 dicembre, il Ministero del Lavoro ha stabilito che la riserva del 5% corrisponde per il Piemonte ad una disponibilità di circa 1.874.000 Euro. L’Accordo Quadro regionale del 12 settembre ha previsto di applicare questa dispensa a specifiche casistiche riferite alle domande di CIG in deroga, con un intervento che deve essere coperto dalla somma citata, con la possibilità che i fondi accantonati a tal fine non vengano interamente consumati: entro fine gennaio dovrebbe essere possibile contabilizzare con precisione l’ammontare dell’intervento, e, se residueranno delle risorse, queste potrebbero essere impiegate per la liquidazione delle domande di mobilità in deroga con decorrenza entro il 31 agosto. Si intende che questa resta un’ipotesi tutta da verificare.
Pertanto:

le domande di mobilità in deroga con inizio dell’indennità tra il 4 e il 31 agosto per le quali si sia accertato il possessi dei requisiti richiesti vengono tenute in sospeso, in attesa di accertamenti sui residui finanziari che si rendessero disponibili per la loro copertura;

le domande che decorrono tra il 1° settembre e la fine dell’anno non sono accoglibili,per quanto sopra indicato, e saranno oggetto della procedura di reiezione prevista dalla normativa

Nota n. 5425 del 24/11/2014 della Direzione Generale Ammortizzatori Sociali e I.O.
“Definizione degli aspetti applicativi del D.I. n. 83473/2014 sui criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente”
.

 

18-11-2014 - COMUNICATO
MOBILITÀ IN DEROGA - SBLOCCO DEI PAGAMENTI DELLE DOMANDE APPROVATE

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Si comunica che l’INPS, d’intesa con la Regione Piemonte, ha sbloccato i pagamenti delle domande di mobilità in deroga finora approvate, che erano rimasti fermi al 31 agosto 2014.
Si ribadisce, come già sottolineato nei precedenti comunicati, che, secondo le disposizioni ministeriali, non sarà possibile liquidare nell’anno 2014 più di 7 mensilità, entro e non oltre la data del 31 dicembre. Si vedano al proposito le specifiche riportate per ogni categoria di beneficiario (lettere A), B) e C) della Circolare congiunta del 1° febbraio 2013) nel Comunicato del 15 settembre 2014, riportato qui sotto.
Le agenzie INPS stanno quindi provvedendo a liquidare le mensilità di settembre ed ottobre; i pagamenti, se dovuti, proseguiranno a cadenza mensile nel bimestre seguente, fino al 31 dicembre.
Sono state per ora approvate solo le domande con inizio della mobilità in deroga entro il 3 agosto, che ricadono nei criteri gestionali definiti a livello regionale. Restano ancora in sospeso le domande di mobilità in deroga con indennità decorrente dal 4 agosto, che rientrano nei nuovi criteri gestionali stabiliti dal Ministero del Lavoro, in attesa di chiarimenti sull’applicazione di detti criteri. Sono in corso verifiche fra le Regioni e il Ministero: gli sviluppi della situazione verranno tempestivamente comunicati.

 

15-9-2014 - COMUNICATO
MOBILITÀ IN DEROGA - ACCORDO QUADRO REGIONALE 2014-15

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È stato sottoscritto venerdì 12 settembre fra Regione, INPS e parti sociali il nuovo Accordo Quadro Regionale per la gestione degli ammortizzatori sociali in deroga, che tiene conto delle indicazioni contenute nel Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014 e della sua Circolare di attuazione, la n. 19 dell’11 settembre 2014. Si riporta in calce al presente comunicato in formato pdf il testo della Circolare e dell’Accordo Quadro.
Per quanto riguarda la mobilità in deroga, l’Accordo Quadro si limita a fornire delle indicazioni generali relative all’anno 2014, precisando che sono confermate sia le tre casistiche di intervento (soggetti vicini alla pensione, licenziati per crisi aziendale privi di altro sostegno al reddito, disoccupati provenienti da aziende in cessazione o procedura concorsuale al termine della fruizione dell’ammortizzatore ordinario), sia le modalità operative finora adottate, salvo che si applicano i limiti di durata dell’indennità previsti dal Decreto, cioè, nel nostro caso, al massimo 7 mesi nel 2014, che scenderanno a 6 nel 2015.
L’Accordo Quadro non fa però riferimento al 2015, perché appare necessario operare degli approfondimenti col Ministero e con l’INPS sull’applicazione della nuova normativa, vista la difficoltà di adattare alla realtà piemontese disposizioni che, per quanto riguarda la mobilità in deroga, sono costruite in relazione a situazioni gestionali del tutto differenti dalla nostra, presenti soprattutto in alcune regioni del Sud, dove si è fornita una copertura prolungata alle persone interessate grazie a ripetute proroghe della concessione iniziale. Nella nostra regione l’intervento ha assunto connotazioni più contenute, essendosi deciso di concentrare le risorse sulla CIG in deroga, ed è stato applicato con rigore, senza consentire proroghe al termine del periodo di copertura concesso. Non è inoltre chiaro, né nel Decreto né nella Circolare attuativa, se ci siano, e quali siano, nel caso, spazi di manovra consentiti alla Regione.
Si precisa che la durata di 7 mesi è da calcolare in relazione alla fruizione effettiva dell’ammortizzatore, senza conteggiare quindi gli eventuali periodi neutri derivanti da rientri temporanei al lavoro, secondo le modalità gestionali adottate per la mobilità ordinaria. L’introduzione del limite massimo di durata di 7 mesi porta a modificare alcune delle disposizioni precedentemente in vigore. In particolare:
- Nel caso A) (ultracinquantenni che maturano i requisiti pensionistici entro un anno dalla decorrenza dell’indennità in deroga) l’erogazione non può superare sette mensilità e dovrà quindi interrompersi al raggiungimento di tale soglia, anche se i requisiti pensionistici non sono stati ancora interamente maturati, senza che ciò porti alcun pregiudizio alla validità della concessione. Allo stato attuale, si ritiene di confermare, ai fini dell’istruttoria delle nuove domande, la condizione della maturazione dei requisiti pensionistici entro un anno per l’accesso alla mobilità in deroga, anche qualora il taglio apportato alle durate dal Decreto Interministeriale non consenta il pieno raggiungimento del diritto a pensione; si ricorda peraltro che le domande che giungono fino al 31 dicembre potranno fruire di ulteriori 6 mesi nel 2015.
- Nel caso B) (soggetti che hanno perso il posto di lavoro e non possono accedere agli ammortizzatori sociali) la durata massima è di 6 mesi, e resta inalterata, rientrando pienamente nei nuovi parametri.
- Nel caso C) l’erogazione dell’indennità si interrompe d’ufficio al 31 dicembre, indipendentemente dalla data di inizio nell’annualità considerata. Ora, applicandosi criteri più restrittivi, i tempi di liquidazione si accorciano per tutti coloro la cui domanda decorre tra il 1° gennaio e il 31 maggio, mentre per le decorrenze dal 1° giugno in avanti permane la scadenza del 31 dicembre, che rientra nei termini indicati. S’intende che in caso di periodi di sospensione dovuti ad occupazioni a tempo determinato, il calcolo ai fini del raggiungimento delle sette mensilità si interrompe e riprenderà alla cessazione del contratto di lavoro, ma resta inalterata la scadenza del 31 dicembre 2014, termine ultimo dell’indennità.

Circolare Ministeriale n. 19 dell’11 settembre 2014

Testo Accordo Quadro Regionale del 12 settembre 2014

 

1-9-2014 - COMUNICATO
NUOVE REGOLE GESTIONALI PER GLI AMMORTIZZATORI IN DEROGA
Primo incontro del tavolo delle parti sociali

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Venerdì 29 agosto ha avuto luogo un primo incontro del tavolo delle parti sociali piemontesi, presieduto dall’Assessore Regionale al Lavoro Giovanna Pentenero, per definire gli orientamenti da assumere nella predisposizione di un nuovo Accordo Quadro, valido per le annualità 2014-2015, alla luce delle disposizioni contenute nel Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014 (si veda al proposito il Comunicato regionale dell’11 agosto scorso).
Nella riunione, il cui Verbale è scaricabile dal link riportato in calce al presente Comunicato, il confronto si è concentrato sulle molteplici problematiche relative alla gestione della CIG in deroga (v. il Comunicato diramato nella pagina dedicata) e non c’è stato modo di approfondire la questione della mobilità in deroga, che sarà discussa comunque in tempi brevi, dopo il confronto sugli aspetti controversi del Decreto Interministeriale previsto fra le Regioni e con il Ministero del Lavoro e l’INPS.
Per il momento, quindi, il quadro normativo resta invariato e le domande con decorrenza dal 4 agosto, data di entrata in vigore del Decreto, vengono tenute in sospeso, in attesa di una decisione sulle nuove modalità gestionali, mentre vengono regolarmente autorizzate le istanze precedenti, fermo restando che i pagamenti non possono andare oltre il mese di agosto.
Si ribadisce, come già segnalato nel Comunicato dell’11 agosto, che dal 4 agosto le domande di mobilità vanno presentate entro 60 giorni dalla data del licenziamento o della fine della corresponsione dell’ASpI o dell’indennità di mobilità, pena la loro reiezione, e non più entro 68 giorni, come previsto dalla previgente normativa regionale.

Verbale dell’incontro del 29 agosto 2014

 

11-8-2014 - COMUNICATO
MOBILITA’ IN DEROGA - NUOVE REGOLE GESTIONALI
Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014

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E' stato firmato il 1° agosto 2014 il Decreto Interministeriale n. 83473, adottato ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del Decreto Legge n. 54/2013, convertito nella Legge n. 85/2013. Il Decreto è stato pubblicato il 4 agosto sul sito del Ministero del Lavoro, ed è reperibile all’indirizzo web www.lavoro.gov.it/AreaLavoro/AmmortizzatoriSociali/documentazione/Pages/Delibere.aspx.
Il provvedimento stabilisce i criteri di ordine generale a cui attenersi nella gestione della CIG e della mobilità in deroga. Per quanto riguarda la mobilità si segnala, in particolare, che dal 4 agosto il termine ultimo per la presentazione della domanda all’INPS cade entro 60 giorni dall’evento di riferimento (data di licenziamento o di fine della fruizione di altro ammortizzatore sociale), non più entro 68 giorni, come previsto dalla normativa regionale.
Il Decreto prevede che gli accordi quadro regionali individuino, nel rispetto dei principi stabiliti a livello nazionale, le priorità di intervento in sede territoriale. La Regione Piemonte, la Direzione Regionale INPS  e le parti sociali piemontesi si troveranno entro fine agosto per discutere delle eventuali modifiche da apportare alla normativa regionale per renderla conforme agli orientamenti ministeriali e alle risultanze del monitoraggio sull’intervento e sull’utilizzo delle risorse.
Fino alla sottoscrizione di un nuovo accordo quadro, valgono per la mobilità in deroga le modalità gestionali prorogate fino al 31 agosto 2014 dall’accordo del 30 giugno, ad eccezione dei tempi di presentazione della domanda, come sopra specificato.

Per informazioni

Tel 800 333 444 (dal lunedì al venerdì - Orario: 8,30 / 17,30)