Regione Piemonte - Lavoro

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Mobilità

L’istituto della mobilità è stato creato dalla L. 223/91 e ha come obiettivo primario quello di favorire i processi di ricollocazione del personale assunto a tempo indeterminato e licenziato in seguito a procedure collettive, che viene inserito in un’apposita lista, previa approvazione della Commissione Regionale per l’Impiego.

Con l’Accordo quadro fra Regione, INPS e parti sociali del 27 maggio 2009 è stata inoltre introdotta la mobilità in deroga, che prevede la corresponsione dell’indennità di mobilità a particolari categorie di soggetti.

Per un approfondimento sulle modalità di gestione di queste due tipologie di intervento, accedere alle pagine web dedicate:

COMUNICATI E AVVISI

23-5-2016 - AVVISO
AMMORTIZZATORI IN DEROGA 2016

Si rende noto che nel corso di questa settimana saranno approvate le autorizzazioni di pagamento all’INPS per le domande di CIG in deroga relative ai primi mesi del 2016 e per le domande di proroga di prestazioni di mobilità in deroga concesse negli ultimi mesi del 2015. Si prevede che le liquidazioni verranno accreditate sui conti correnti dei lavoratori interessati a partire dalla prima quindicina del mese di giugno.

29.4.2016 - COMUNICATO
MOBILITA’ IN DEROGA 2016
Addendum all’accordo quadro del 29 dicembre 2015

La Regione Piemonte e le parti sociali piemontesi hanno sottoscritto il 27 aprile 2016 un Addendum all’Accordo Quadro sugli ammortizzatori sociali in deroga per l’annualità 2016, scaricabile dal link in calce al presente Comunicato, che definisce le modalità di applicazione della riserva del 5% dei fondi disponibili per interventi “liberi”. al di fuori dei vincoli previsti dai criteri gestionali attualmente in vigore.
Tale opzione è stata introdotta con la Legge di Stabilità 2016 (L. 28 dicembre 2015, n. 208, art.1, comma 304); il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha recentemente effettuato un primo stanziamento delle risorse disponibili, assegnando al Piemonte quasi 15.000.000 di Euro, e individuando l’importo disponibile per gli interventi di cui sopra, pari a 750.000 Euro circa.
L’Addendum del 27 aprile stabilisce che detti fondi vengano attribuiti per il 90% alla mobilità in deroga, per la copertura di nuove domande, e per il 10% alla CIG in deroga per casistiche specifiche. L’intervento sulla mobilità in deroga ricalca quello realizzato negli ultimi mesi del 2015 in base all’Addendum siglato in data 14 ottobre 2015 e poi rivisto il 10 dicembre (v. al proposito i nostri comunicati del 15 ottobre e del 10 dicembre 2015), ma con alcune significative novità, in quanto i beneficiari non sono solo i percettori di ASpI o NASpI al termine delle fruizione della prestazione loro concessa, ma anche i titolari di indennità di mobilità ordinaria o di disoccupazione speciale edile, e la copertura massima concessa, in considerazione della limitatezza delle risorse disponibili, è limitata a tre mesi.
I requisiti richiesti per accedere a queste provvidenze sono quindi i seguenti, riferiti alla data di presentazione della domanda:

  • un’età non inferiore a 50 anni compiuti;
  • la fruizione di una precedente indennità di mobilità ordinaria, disoccupazione speciale edile, AspI o NASpI, conclusa tra il 31 dicembre 2015 e il 30 dicembre 2016;
  • il possesso di 12 mesi di anzianità, di cui 6 di effettivo lavoro, nell’azienda di provenienza, calcolati, per quanto riguarda i rapporti a tempo determinato o le missioni di somministrazione di lavoro, con le modalità previste nella Circolare congiunta Regione-INPS del 1° febbraio 2013, cioè con la possibilità di cumulare periodi non consecutivi svolti presso il medesimo datore di lavoro purché rientranti nei 24 mesi precedenti al licenziamento.

Si richiede inoltre che la sede di lavoro in cui la persona operava all’atto della cessazione del rapporto di lavoro che ha dato origine alla prestazione precedente sia ubicata nel territorio piemontese, indipendentemente dalla residenza o dal domicilio del lavoratore, e che il soggetto interessato sia nella condizione di disoccupato ai sensi dell’art.19 del DLgs 150/2015 alla data di inizio del periodo di mobilità in deroga.
La domanda va presentata esclusivamente in via telematica (direttamente, da chi ha ottenuto un pin dispositivo dall’INPS, o tramite i patronati che assistono i lavoratori) all’Agenzia INPS territorialmente competente entro 60 giorni dalla data di fine della fruizione del precedente ammortizzatore. Il conteggio dei 60 giorni decorre dalla data della sottoscrizione dell’Addendum per chi ha concluso la fruizione del precedente ammortizzatore tra il 31 dicembre 2015 e il 27 aprile 2016, per cui la scadenza ultimativa risulta in questi casi il prossimo 26 giugno. Si precisa che i soggetti che hanno presentato domanda di mobilità in deroga decorrente nei primi mesi del 2016 dopo la conclusione di un precedente ammortizzatore sono tenuti a presentare nuovamente istanza alla sede INPS competente per avere diritto alla prestazione: le domande pervenute fino al 27 aprile non rientrano fra quelle ammissibili all’indennità prevista dall’Addendum in oggetto.
I pagamenti decorrono dal giorno successivo a quello di fine della liquidazione della prestazione precedente per un massimo di tre mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2016. Le modalità di gestione, in caso di sospensioni per attività lavorativa o altre motivazioni, sono analoghe a quelle previste per la mobilità ordinaria, con la possibilità di fruire di una sospensione pari al massimo a quella del periodo concesso, cioè di tre mesi.
Le domande verranno evase in relazione alla data di conclusione del precedente ammortizzatore; le autorizzazioni verranno sospese quando le spese stimate copriranno il 75% dello stanziamento disponibile, a fini di verifica delle domande ancora giacenti presso le agenzie territoriali INPS. Se le risorse non fossero sufficienti a coprire le domande pervenute, si terrà quindi conto, nella graduatoria che sarà necessario stilare, della data di fine della prestazione precedente, con priorità assegnata in ordine cronologico alle date di scadenza di mobilità ordinaria, disoccupazione speciale edile, ASpI o NASpI più lontane nel tempo; in caso di coincidenza di tale data la priorità sarà attribuita alle domande presentate per prime, e, a parità di data di presentazione, ai soggetti più anziani.
Si precisa, inoltre, che i titolari di proroghe di mobilità in deroga della durata di quattro mesi decorrenti dal 1° gennaio 2016, secondo quanto previsto nell’Accordo Quadro del 29 dicembre 2015, di cui al nostro Comunicato del 30 dicembre 2015, non hanno diritto ad una ulteriore proroga, e non hanno quindi titolo per accedere alle indennità di mobilità in deroga previste dall’Addendum in oggetto, che riguarda unicamente nuove domande.
Si comunica infine che i provvedimenti di autorizzazione al pagamento delle domande di proroga 2016, ancora in sospeso in attesa della copertura finanziaria, da poco pervenuta, e dell’approvazione della Deliberazione di Giunta Regionale con cui si prende atto degli accordi fra la Regione e le parti sociali e si autorizza la gestione degli interventi previsti, saranno adottati a partire dalla seconda metà del mese di maggio.

Testo dell’Addendum del 27 aprile 2016 all’Accordo Quadro del 29 dicembre 2015

30.12.2015 - COMUNICATO
MOBILITÀ IN DEROGA 2016
Prime indicazioni operative sulla nuova annualità

Come noto, la Legge di Stabilità 2016, approvata in via definitiva il 22 dicembre 2015 e in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, prevede che gli ammortizzatori in deroga vengano rifinanziati anche per il prossimo anno, che, stando alle disposizioni contenute all’articolo 2, commi 64 e 65 della L. 92/2012, dovrebbe segnare la chiusura di questa esperienza. In particolare, la Legge di Stabilità dispone (articolo 1, comma 304) che la mobilità in deroga possa essere concessa nel 2016 per un massimo di quattro mesi.
La Regione e le parti sociali piemontesi hanno sottoscritto su queste basi il 29 dicembre 2015 l’Accordo Quadro relativo alle linee generali di gestione degli ammortizzatori sociali in deroga per l’anno 2016, inteso che l’Accordo del 12 settembre 2014 è applicabile solo fino al 31 dicembre 2015. Il testo dell’Accordo è scaricabile dal link in calce al presente Comunicato.
Nel documento approvato ieri si garantisce una riserva finanziaria sufficiente per coprire le domande di proroga di mobilità in deroga presentate dai soggetti che hanno usufruito di questo ammortizzatore negli ultimi mesi del 2015 in base alle disposizioni contenute nell’Addendum all’Accordo Quadro del 12 settembre 2014 sottoscritto il 14 ottobre 2015 e modificato il 10 dicembre 2015, vale a dire disoccupati di 50 anni e oltre che hanno concluso l’ASpI o la NASpI a partire dal 15 agosto 2015. Si veda al proposito il Comunicato diffuso il 10 dicembre scorso.
Come si evidenzia nel nuovo Accordo Quadro, è questo l’unico intervento possibile in materia, considerando che nuove domande di mobilità in deroga non sono accoglibili, in quanto il Ministero ha espressamente escluso la concessione della mobilità in deroga al termine della fruizione di un precedente ammortizzatore ordinario, salvo le deroghe previste nell’ambito del 5% delle risorse disponibili, come quella prima citata, oggetto dell’Addendum del 14 ottobre 2015.
Il comma 304, art. 1 della Legge di Stabilità 2016 prevede anche nel prossimo anno la possibilità di derogare dai criteri ministeriali, sempre nella misura del 5% delle risorse attribuite a livello regionale, ma si è deciso di definire le modalità di attuazione di tale opzione solo successivamente, quando sarà accertata l’entità dei fondi disponibili.
Le domande di proroga di mobilità in deroga vanno presentate all’INPS entro 60 giorni dalla fine dell’erogazione dell’indennità precedente (cioè dal 31 dicembre 2015 in questo caso, quindi entro fine febbraio 2016), oppure dalla data di approvazione del provvedimento regionale di autorizzazione, se successivo. Si precisa che la proroga potrà essere accolta se il richiedente risulta ancora disoccupato all’inizio del 2016 e se l’indennità è stata percepita fino alla data del 31.12.2015, senza alcuna sospensione nell’ultimo periodo, non essendo consentita alcuna soluzione di continuità nell’erogazione del sostegno al reddito.
La Regione provvederà comunque ad avvertire i lavoratori potenzialmente interessati da questa opportunità con lettera che sarà inviata entro la prima metà di gennaio ai titolari di domande già autorizzate e dopo l’approvazione del provvedimento di concessione per i titolari delle domande ancora da approvare.

Testo dell’Accordo Quadro del 29 dicembre 2015

10-12-2015 - COMUNICATO
MOBILITA’ IN DEROGA 2015
Abbassamento a 50 anni del limite minimo di età per la concessione della mobilità in deroga al termine della fruizione di ASpI o NASpI

Le parti sociali piemontesi e la Regione Piemonte hanno concordato in data odierna una modifica ai requisiti richiesti dall’Addendum del 14 ottobre 2015 per concedere nuove indennità di mobilità in deroga  nell’anno 2015 (v. il Comunicato del 15 ottobre scorso), abbassando la soglia minima di età da 57 a 50 anni. Il testo dell’intesa di modifica dell’Addendum è scaricabile dal link riportato in basso.
L’intervento si è reso necessario per favorire il pieno utilizzo delle risorse disponibili, in considerazione del numero inferiore al previsto di domande pervenute.
Con questa modifica, i requisiti richiesti per accedere all’indennità prevista dalle disposizioni inserite all’articolo 44, comma 6 del Decreto Legislativo n. 148/2015 sono i seguenti, riferiti, per quanto riguarda l’età e la condizione, alla data di presentazione della domanda di mobilità in deroga:
-  un’età non inferiore a 50 anni compiuti;
-  la fruizione di una precedente indennità AspI o NASpI, conclusa dopo il 14 agosto 2015;
-  la condizione di disoccupato;
-  il possesso di 12 mesi di anzianità, di cui 6 di effettivo lavoro, nell’azienda di provenienza;
-  l’ubicazione nel territorio piemontese della sede di lavoro in cui il richiedente operava all’atto della cessazione del rapporto di lavoro che ha dato origine alla prestazione ASpI o NASpI.
La domanda va presentata inderogabilmente entro 60 giorni dalla fine dell’ASpI o della NASpI.
Al fine di rendere efficace l’intervento, e di consentire ai soggetti tra 50 e 56 anni di fruire delle medesime opportunità offerte ai lavoratori di 57 anni e oltre, si è deciso, per chi ricade in tale ambito anagrafico ed è in possesso degli altri requisiti sopra indicati:
-   di far decorrere il termine di 60 giorni dalla data di sottoscrizione dell’intesa di modifica dell’Addendum, cioè dal 10 dicembre 2015;
-   di recuperare eventuali domande presentate prima del 10 dicembre e respinte perché l’età del richiedente era inferiore ai 57 anni.
Tali eccezioni non valgono per i lavoratori di 57 anni e oltre, per i quali si conferma l’applicazione standard dei termini di presentazione della domanda; si precisa inoltre che l’indennità non può essere concessa ai titolari di forme di sostegno al reddito diverse dall’ASpI o dalla NASpI  (mobilità ordinaria, disoccupazione speciale edile, Mini ASpI, disoccupazione agricola, …).
Si ribadisce che la domanda va trasmessa esclusivamente per via telematica (direttamente, da chi ha ottenuto un pin dispositivo dall’INPS, o tramite i patronati che assistono i lavoratori) alla sede INPS territorialmente competente, che istruirà la pratica e ne trasmetterà l’esito alla Regione perché formalizzi l’accoglimento o la reiezione, a seconda dei casi.  L’indennità concessa vale solo per l’anno in corso, decorre dal giorno successivo a quello di fine della fruizione dell’ASpI o della NASpI e si chiuderà d’ufficio alla data del 31 dicembre 2015.
La concessione della mobilità in deroga è vincolata alla sussistenza delle risorse disponibili, per cui l’intervento sarà soggetto ad un puntuale monitoraggio, e le autorizzazioni regionali saranno sospese all’eventuale approssimarsi del plafond finanziario stanziato, e le ulteriori concessioni saranno effettuate in base all’ordine cronologico di presentazione delle istanze, con priorità, in caso di coincidenza della data di presentazione, ai lavoratori più anziani.
Modifica all’Addendum del 14 ottobre 2015

15-10-2015 – COMUNICATO
MOBILITA' IN DEROGA
Riapertura dei termini di presentazione delle domande a favore di soggetti di 57 anni e oltre al termine della fruizione di ASpI o NASpI

l Decreto Legislativo n. 148 del 14 settembre 2015, relativo al riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, ha previsto (art. 44, comma 6) che le Regioni possano disporre, entro determinati limiti di spesa e con effetti che non possono andare oltre il 31 dicembre 2015, concessioni di trattamenti di integrazione salariale e di mobilità in deroga anche senza tener conto dei criteri restrittivi imposti dalla normativa ministeriale introdotta nell’agosto 2014.
Le parti sociali piemontesi e la Regione hanno sottoscritto in data 14 ottobre 2015 un Addendum all’Accordo Quadro del 12 settembre 2014, di gestione degli ammortizzatori sociali in deroga, finalizzato a definire i criteri di applicazione di questa disposizione; il testo dell’Addendum è scaricabile dal link riportato in basso.
Si è deciso, in particolare, di intervenire prioritariamente con la mobilità in deroga, considerando in primo luogo che le regole ministeriali si erano rivelate così restrittive da impedire di fatto la concessione di nuove indennità nel 2015, e ritenendo essenziale dare un aiuto, sia pur limitato a poche mensilità, ai lavoratori in età avanzata che al termine del periodo di fruizione di un sostegno al reddito si trovano disoccupati e non hanno completamente maturato i requisiti pensionistici o comunque non percepiscono ancora la pensione. Si è inoltre ritenuto, valutando che la limitatezza delle risorse imponeva di operare solo su un sottoinsieme selezionato di disoccupati, di concentrare l’intervento su soggetti di 57 anni e oltre che avessero terminato da poco di percepire un’indennità ASpI o, eventualmente, NASpI, che cioè hanno potuto fruire di un periodo di sostegno al reddito più breve di chi ha avuto diritto all’indennità di mobilità o di disoccupazione speciale edile.
I requisiti richiesti per accedere all’indennità resasi così disponibile sono i seguenti, riferiti alla data di presentazione della domanda di mobilità in deroga:

  • un’età non inferiore a 57 anni compiuti;
  • la fruizione di una precedente indennità AspI o NASpI, conclusa dopo il 14 agosto 2015;
  • la condizione di disoccupato;
  • il possesso di 12 mesi di anzianità, di cui 6 di effettivo lavoro, nell’azienda di provenienza.

Si richiede inoltre che la sede di lavoro in cui il richiedente operava all’atto della cessazione del rapporto di lavoro che ha dato origine alla prestazione ASpI o NASpI fosse ubicata nel territorio piemontese, indipendentemente dalla residenza o dal domicilio del lavoratore.
La normativa richiede che la mobilità in deroga sia concessa a chi non ha la possibilità di accedere ad un ammortizzatore corrente, e che questa si agganci a un evento precedente, come il licenziamento (ma non ci sono, nel contesto attuale, soggetti con 12 mesi di anzianità di lavoro, requisito di base fissato dalla L: 2/2009, che non risultino coperti dalla NASpI o dalla mobilità), o la fine della fruizione di un precedente ammortizzatore, stabilendo un termine di 60 giorni, a pena di decadenza, entro cui la domanda va presentata. Non è quindi possibile intervenire su soggetti che da tempo risultano disoccupati e privi di sostegno al reddito, né sono concedibili proroghe a chi ha precedentemente fruito della mobilità in deroga.

Nel caso specifico, la domanda va quindi presentata inderogabilmente entro 60 giorni dalla fine dell’ASpI o della NASpI; si è però cercato di salvaguardare le persone che concludono la fruizione dell’ammortizzatore nel primo periodo di gestione dell’intervento, e che rischiavano di venire a conoscenza di questa opportunità solo quando i termini erano ormai scaduti.
Si è quindi stabilito che, per chi ha terminato la fruizione di ASpI o NASpI tra il 15 agosto e il 23 settembre, il conteggio dei 60 giorni decorre dal 24 settembre (cioè dalla data di entrata in vigore del Decreto n. 148 che ha introdotto questa disposizione), introducendo un periodo neutro di salvaguardia; la prima scadenza ultimativa per presentare la domanda per chi è in possesso dei requisiti sopracitati cade quindi il 23 novembre 2015.
La domanda va presentata esclusivamente in via telematica (direttamente, da chi ha ottenuto un pin dispositivo dall’INPS, o tramite i patronati che assistono i lavoratori) alla sede INPS territorialmente competente, che istruirà la pratica e ne trasmetterà l’esito alla Regione per formalizzare l’accoglimento o la reiezione dell’istanza.
La concessione della mobilità in deroga è vincolata, naturalmente, alla sussistenza delle risorse disponibili, per cui l’intervento sarà soggetto ad un puntuale monitoraggio, e le autorizzazioni regionali saranno sospese all’eventuale approssimarsi del plafond finanziario stanziato, pari al 95% dell’importo assegnato alla Regione.

14-10-2015 – COMUNICATO AI CENTRI PER L’IMPIEGO
ATTIVITÀ DI LAVORO SOCIALMENTE UTILE
Gestione della fase transitoria, di passaggio alla normativa delineata dal DLgs 150/2015

Facendo seguito al Comunicato del 29 ottobre scorso, si precisano alcune regole generali di riferimento nella gestione dei progetti LSU in corso alla data del 23 settembre 2015. Con il termine “progetti in corso” si intendono quelli per i quali, entro la data suddetta, è stata formalizzata all’ente richiedente l’assegnazione degli iscritti alla mobilità. Nel caso in cui, però, la presa in carico dei lavoratori da parte dell’ente, con l’effettivo inizio delle attività progettuali previste, avvenga dopo la data del 23 settembre 2015, per i tempi tecnici richiesti o per altre problematiche, si ritiene che sarebbe opportuno acquisire in via cautelativa un’espressa disponibilità da parte del lavoratore a partecipare alle attività, ritenendo la volontarietà un elemento dirimente, così come indicato anche nel paragrafo successivo.
Si precisa inoltre che si ritiene ammissibile una proroga della durata massima di sei mesi ai progetti in corso, comunque entro una durata massima complessiva non superiore a 24 mesi, purché i lavoratori coinvolti dichiarino per iscritto la loro disponibilità a proseguire l’attività. La facoltà di concedere una proroga con le modalità sopra indicate si intende applicabile fino alla messa in opera della nuova normativa, o alla trasmissione di eventuali ulteriori disposizioni in merito.
Stante l’entrata in vigore di nuovi criteri gestionali che si rivolgono ad un target diverso di lavoratori, non si considerano accoglibili richieste di sostituzione o comunque nuove assegnazioni di personale. La regolamentazione generale adottata con le Linee Guida regionali resta comunque di riferimento fino all’esaurimento dei progetti in corso per la loro gestione corrente: il rifiuto di un lavoratore a proseguire l’attività iniziata prima della scadenza dei termini di assegnazione in mancanza di un giustificato motivo resta sanzionabile, al fine di garantire il corretto completamento delle iniziative avviate e previste, e in una logica di sostegno alle pubbliche amministrazioni nello svolgimento di interventi di pubblica utilità in una fase in cui, come segnalato nel Comunicato del 29 settembre, non si è in grado di dare operatività in tempi brevi alla normativa delineata all’articolo 26 del DLgs 150/2015, che è poi la logica che ispira gli orientamenti espressi nel presente Comunicato.
Si ritiene che le indicazioni sopra riferite siano peraltro compatibili con le disposizioni contenute nelle Linee Guida regionali, laddove si prevedono assegnazioni di lavoratori della durata semestrale, rinnovabili per un massimo di altri sei mesi, in modo da assicurare un avvicendamento del personale e un’equa distribuzione delle assegnazioni fra gli iscritti aventi titolo a partecipare alle attività”. Con il blocco delle procedure di avvicendamento e di rotazione degli iscritti alla lista di mobilità, appare logico allentare la rigidità sulla durata massima delle prestazioni richieste, concedendo proroghe anche per attività progettuali della durata iniziale di dodici mesi o oltre, fino al raggiungimento di un massimo di 24 mesi, come sopra indicato, fermo restando che la prosecuzione dell’impegno nelle attività LSU dipende dalla volontà espressa del lavoratore, che ha titolo a rifiutare una richiesta di proroga.

29-9-2015 – COMUNICATO AI CENTRI PER L’IMPIEGO
ATTIVITÀ DI LAVORO SOCIALMENTE UTILE
Modifica della normativa a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 150 del 14.9.2015

Si comunica che il Decreto Legislativo n. 150 del 14 settembre 2015, di riordino della normativa sui servizi per il lavoro e le politiche attive, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 23 settembre, ha previsto l’abrogazione del Decreto Legislativo n. 468/1997, in materia di LSU, e ha introdotto all’art. 26 una nuova regolamentazione delle attività di lavoro socialmente utile, che dal 24 settembre subentra a quella precedente.
Le Linee Guida Regionali LSU, adottate dalla Commissione Regionale per l’Impiego nella seduta del 23 luglio scorso, non sono quindi più in vigore a partire dal 24 settembre 2015. Come precisato all’art. 26, comma 12 del nuovo Decreto, “Gli articoli 7 e 8 del decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, si applicano ai soli progetti di attività e lavori socialmente utili in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto”. I progetti LSU non avviati operativamente a tale data, in corso di esame da parte dei CpI o con assegnazione degli iscritti alla lista di mobilità non ancora effettuata, decadono con l’entrata in vigore della nuova normativa, che prevede che a queste attività possano partecipare solo percettori di reddito in costanza di rapporto di lavoro (cioè in Cassa Integrazione o coperti da assegno di solidarietà, secondo la normativa delineata dal DLgs n. 148/2015, con sospensione o riduzione di lavoro superiore al 50% dell’orario di lavoro calcolata nell’arco di 12 mesi – v. art. 22, commi 1 e 2 del DLgs 150/2015), o disoccupati ultrasessantenni non percettori di sostegno al reddito e prossimi alla pensione, con la concessione di un sussidio pari all’assegno sociale a carico della Regione e il riconoscimento degli assegni figurativi.
Il nuovo sistema prevede inoltre che, per dar corso a tali attività, le Regioni stipulino con le pubbliche amministrazioni “… specifiche convenzioni, sulla base della convenzione quadro predisposta dall’ANPAL”, la nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, che verrà istituita a decorrere dal 1° gennaio 2016.  E’ probabile quindi che le attività LSU rimangano in sospeso per alcuni mesi, nelle more della messa a punto delle procedure previste, e saranno in ogni caso rivolte ad un target del tutto diverso da quello attuale, con tutte le problematiche che ne possono derivare.
Sono in corso comunque approfondimenti sull’applicazione della nuova normativa, che, ovviamente, ha un rilievo molto più ampio sull’attività dei servizi per l’impiego, e seguiranno ulteriori indicazioni.  Si prega comunque di chiudere tutte le attività dei Centri per l’Impiego connesse ai progetti LSU non ancora operativi rivolti a iscritti indennizzati alla lista di mobilità, comunicando alle pubbliche amministrazioni titolari dei progetti la situazione sopra descritta.

7-8-2015 - AVVISO
MOBILITA’ IN DEROGA
Assegnazione nuove risorse per la gestione 2015
Si comunica che con il Decreto Interministeriale n. 90973 dell’8 luglio 2015 il Ministero del Lavoro ha assegnato al Piemonte circa 35 milioni di Euro per la gestione 2015 degli ammortizzatori sociali in deroga.
Con la quota di queste risorse destinata alla mobilità in deroga si è provveduto nei giorni scorsi ad autorizzare l’INPS al pagamento delle tre mensilità restanti per le domande liquidate solo parzialmente in un primo momento, a causa dell’insufficienza dei fondi disponibili (v. Avvisi del 5 e del 17 giugno scorsi), e ad autorizzare il pagamento completo, fino al limite massimo dei 6 mesi consentito dalla normativa vigente, di ulteriori domande pervenute nel frattempo dalle agenzie territoriali INPS.
Si è inoltre provveduto ad approvare i provvedimenti di reiezione delle nuove domande  con decorrenza dell’indennità a partire dal 1° settembre 2014, non consentendo più la normativa ulteriori concessioni. Si può ritenere con ciò sostanzialmente terminata l’operatività dell’istituto della mobilità in deroga, anche per la progressiva entrata a regime del nuovo sistema di ammortizzatori sociali nell’ambito del cosiddetto “Jobs Act”.
Nel prossimo periodo si chiuderanno i casi ancora in sospeso, con gli ultimi provvedimenti di autorizzazione e di reiezione delle domande pervenute.

24-7-2015 - COMUNICATO
ATTIVITÀ DI LAVORO SOCIALMENTE UTILE NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI - Linee Guida Regionali

La Commissione Regionale per l’Impiego, nella seduta del 23 luglio 2015, ha adottato un documento contenente le linee guida regionali per la gestione delle attività di lavoro socialmente utile che coinvolgono soggetti iscritti alla lista di mobilità titolari della relativa indennità, messo a punto dopo approfondite discussioni, sentiti i Centri per l’Impiego. Al documento, scaricabile dal link in basso, è allegato una schema orientativo del progetto che le Pubbliche Amministrazioni che richiedono personale per tali attività sono tenute a predisporre. Le linee guida entrano in vigore dalla data di pubblicazione sul sito regionale, sopra citata.

17-6-2015 - AVVISO
MOBILITA’ IN DEROGA - PAGAMENTO DELLE DOMANDE DI PROROGA 2015

Si comunica che, essendo completato l’adeguamento del sistema informatico alle modalità gestionali 2015 e rilasciati i relativi codici di intervento (v. l’avviso del 5 giugno scorso), le sedi territoriali INPS hanno dato avvio questa settimana alle procedure di liquidazione delle domande autorizzate di mobilità in deroga.

Si precisa che, dati i tempi tecnici di gestione dei pagamenti, quantificabili in una decina di giorni fra l’atto di liquidazione e l’effettiva disponibilità delle risorse per i beneficiari, gli importi liquidati in questa fase iniziale saranno accreditati sui conti correnti dei lavoratori interessati verso fine giugno.

Si rammenta che l’autorizzazione regionale riguarda per il momento solo i primi tre mesi dell’anno; il secondo trimestre verrà autorizzato quando si renderanno disponibili ulteriori risorse. Si ribadisce infine che nel 2015 vengono accolte solo le domande di proroga presentate da lavoratori titolari di mobilità in deroga nel 2014 e che, vista la nuova normativa introdotta dal Ministero del Lavoro, operativa in Piemonte dal mese di settembre 2014, non è possibile concedere nuove indennità in deroga a chi ha terminato la fruizione di un precedente ammortizzatore sociale: con l’esaurimento delle proroghe relative al primo semestre 2015 e in vista della progressiva entrata a regime del nuovo sistema di ammortizzatori sociali previsto dal Jobs Act, quindi, l’intervento si può considerare definitivamente chiuso.

5-6-2015 - AVVISO
MOBILITA’ IN DEROGA - GESTIONE 2015
Autorizzazione al pagamento per le domande di proroga presentate nel 2015

Si comunica che la Regione provvederà in questi giorni ad approvare i provvedimenti di autorizzazione delle domande di mobilità in deroga presentate nel 2015 da beneficiari dell’indennità nell’anno 2014, a seguito della Nota Ministeriale con cui si autorizza l’INPS ad utilizzare le risorse residue dalle assegnazioni 2014, che per il Piemonte ammontano attualmente a circa 17 milioni di Euro, il 7% dei quali destinato alla mobilità in deroga, per avviare i pagamenti dell’anno in corso, fino all’esaurimento delle disponibilità, in attesa di ulteriori stanziamenti.

Si rammenta che l’indennità di mobilità in deroga potrà coprire nel 2015 solo il primo semestre dell’anno, secondo quanto previsto dalla normativa:  vista la limitatezza delle risorse attualmente disponibili, la Regione autorizzerà per il momento solo i primi tre mesi 2015, da gennaio a marzo, e procederà ad autorizzare il secondo trimestre non appena saranno stanziati nuovi fondi.

Si comunica inoltre che l’INPS ha pubblicato la Circolare n. 107 del 27 maggio 2015, relativa ai criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga, che recepisce le modalità gestionali introdotte con il Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014, scaricabile dal link sottostante. Nella Circolare, al punto 5.4, si precisa che, per quanto riguarda la liquidazione delle indennità 2015, “… la sede utilizza i codici di intervento che saranno comunicati con successivi messaggi.” Nel paragrafo finale, inoltre, si specifica che “… sono in fase di implementazione le procedure informatiche dei flussi informativi e di controllo necessarie all’erogazione dei trattamenti. Pertanto, per le sedi territoriali dell’Istituto non sarà possibile procedere all’autorizzazione e ai conseguenti pagamenti prima dell’aggiornamento delle nuove procedure il cui rilascio, previsto entro la fine della prima settimana di giugno, sarà comunicato con apposito messaggio”.

I pagamenti da parte delle sedi INPS territorialmente competenti delle domande autorizzate resteranno quindi in sospeso, in attesa del rilascio dei codici di intervento e dell’adeguamento delle procedure informatiche, che ci auguriamo avvenga in tempi brevi, e comunque, da quanto ci risulta, non prima della metà di giugno.

Si ribadisce, infine, che, stante i nuovi criteri gestionali stabiliti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che non consentono la concessione dell’indennità di mobilità in deroga al termine della fruizione di un altro ammortizzatore sociale (mobilità, ASpI, Mini ASpI o NASpI, trattamento speciale di disoccupazione edile, indennità di disoccupazione per lavoratori agricoli) l’intervento della mobilità in deroga si può considerare concluso, salvo che per i casi di proroga di domande già autorizzate nel 2014, ripresentate entro il termine di 60 giorni dalla fine della precedente fruizione o dal provvedimento di autorizzazione regionale, se successivo. Si prega quindi di non presentare nuove domande di mobilità in deroga, che in nessun caso potranno essere approvate, in quanto la previgente normativa regionale non è più applicabile..

Circolare INPS n. 107 del 27 maggio 2015.

16-2-2015 - COMUNICATO
MOBILITA’ IN DEROGA - GESTIONE 2014-2015
Addendum all’Accordo Quadro regionale del 12 settembre 2014

Il Tavolo delle parti sociali è stato convocato venerdì 13 febbraio per sottoscrivere un Addendum all’Accordo Quadro regionale del 12 settembre 2014, con cui si erano recepiti i nuovi criteri gestionali degli ammortizzatori in deroga stabiliti dal Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014.
L’Addendum, il cui testo è riportato in calce al presente comunicato e che è stato sottoscritto dopo un’ampia discussione, definisce le modalità di gestione della mobilità in deroga a valere dalla data di entrata in vigore del Decreto (4 agosto 2014, giorno in cui è stato pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro) fino a tutto il 2015.
Per quanto riguarda le ultime mensilità del 2014, le domande con decorrenza dell’indennità fino al 31 agosto saranno gestite secondo i criteri regionali previgenti, sfruttando la possibilità di derogare alla nuova normativa utilizzano il 5% delle risorse disponibili (v. al proposito il Comunicato precedente, del 19 dicembre 2014), per cui le istanze in possesso dei requisiti richiesti saranno liquidate dall’INPS previa autorizzazione regionale, che si prevede di emettere entro il mese di febbraio o, al più tardi, ad inizio marzo 2015.
Le domande con inizio dell’indennità a partire dal 1° settembre fino al 31 dicembre 2014 non possono essere accolte, in seguito ai criteri restrittivi imposti dal Ministero del Lavoro, come specificato nell’Addendum, e verranno respinte con uno o più provvedimenti regionali cumulativi di reiezione.
Nell’anno 2015 non sarà possibile approvare nuove concessioni di mobilità in deroga, non essendo più applicabile la normativa regionale valida fino a tutto agosto 2014. Il Tavolo delle parti sociali ha però disposto, come consentito dalla regolamentazione nazionale e stimando che le risorse disponibili saranno sufficienti, di approvare delle proroghe, o comunque delle ulteriori concessioni, anche di tipo non continuativo, ai trattamenti di mobilità in deroga approvati nel 2014, per un periodo non superiore a sei mesi.
A tal fine, è necessario che le persone interessate presentino una nuova domanda entro 60 giorni dalla data di fine della fruizione del precedente periodo di mobilità in deroga, purché all’inizio del 2015 risultino ancora disoccupate; i termini indicati tassativamente dal Decreto Interministeriale, consentono alla data attuale di approvare una prosecuzione del pagamento solo per le domande chiuse d’ufficio al 31 dicembre 2014, o il cui periodo massimo di concessione, fissato a 7 mesi nel 2014, sia terminato nelle ultime due settimane di dicembre.
Si opererà ancora una verifica con l’INPS per accertare l’eventuale possibilità di dilazionare la scadenza di presentazione, considerando neutro il periodo iniziale del 2015 e, nel caso la risposta sia favorevole, si comunicheranno tempestivamente le nuove tempistiche gestionali.

Testo dell’Addendum del 13 febbraio 2015 all’Accordo Quadro regionale del 12 settembre 2014.

19-12-2014 - COMUNICATO
MOBILITA’ IN DEROGA
Gestione delle domande con inizio del periodo indennizzabile a partire dal 4 agosto 2014

Come precisato nei precedenti Comunicati ed Avvisi, il Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014 ha stabilito nuove regole gestionali per gli ammortizzatori in deroga, che diventano operative dal 4 agosto 2014, data di pubblicazione del provvedimento. Nel caso della mobilità in deroga le modalità di applicazione del Decreto sono state oggetto di un prolungato confronto fra Coordinamento delle Regioni e Ministero del Lavoro, che si è sostanzialmente concluso con l’invio della Nota della Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e degli Incentivi all’Occupazione n. 5425 del 24 novembre scorso, il cui testo è scaricabile dal link riportato in calce al presente comunicato.
In questo documento si precisa, nella parte dedicata ai “Lavoratori destinatari degli ammortizzatori in deroga”, che “… non è possibile concedere il trattamento di mobilità in deroga a seguito della conclusione della fruizione del trattamento di mobilità ordinaria, dell’indennità ASpI o Mini ASpI, delle indennità di disoccupazione agricola con requisiti ordinari e ridotti”.
Tale specifica rende di fatto inapplicabili le fattispecie finora riconosciute dalla normativa regionale riferite alle lettere “a)” e “c)” della Circolare congiunta Regione-Inps del 1° febbraio 2013, relative rispettivamente ai soggetti prossimi alla pensione ma che non hanno interamente maturato i requisiti pensionistici, e ai soggetti provenienti da aziende in cessazione di attività o in procedure concorsuali, le cui domande vengono presentate al termine della fruizione di un precedente ammortizzatore sociale.
Nell’Accordo Quadro regionale del 12 settembre scorso, quando ancora non erano chiari gli orientamenti ministeriali e non si riteneva che il Decreto fosse da interpretare in termini così restrittivi, si era prevista la prosecuzione delle modalità gestionali precedenti, con la sola applicazione alle domande autorizzate dei limiti di durata del periodo indennizzabile previsti dal Decreto, pari a 7 mesi nell’anno 2014. 
Il Tavolo delle parti sociali firmatarie dell’Accordo Quadro regionale, nell’incontro del 18 dicembre 2014, ha dovuto prendere atto della decisione ministeriale, che porta di fatto al non accoglimento delle domande con inizio della mobilità successivo al 3 agosto che rientrano nelle due casistiche sopra richiamate, in quanto tutte presentate al termine della fruizione di un ammortizzatore sociale non in deroga (mobilità ordinaria, Aspi, ecc.).
Si è però deciso di tenere per ora in sospeso le domande con decorrenza fra il 4 e il 31 agosto, cioè fino al periodo coperto dalla proroga dell’Accordo Quadro regionale sottoscritta il 30 giugno 2014, su cui si opererà entro fine gennaio una verifica per accertare se è possibile recuperarle:  il Decreto Interministeriale concede infatti alle Regioni la possibilità di adottare delle deroghe ai criteri generali per la sola annualità 2014, ma entro limiti finanziari ben definiti, pari al 5% delle risorse stanziate. Nell’ultima assegnazione di fondi alle Regioni, avvenuta con Decreto del 4 dicembre, il Ministero del Lavoro ha stabilito che la riserva del 5% corrisponde per il Piemonte ad una disponibilità di circa 1.874.000 Euro. L’Accordo Quadro regionale del 12 settembre ha previsto di applicare questa dispensa a specifiche casistiche riferite alle domande di CIG in deroga, con un intervento che deve essere coperto dalla somma citata, con la possibilità che i fondi accantonati a tal fine non vengano interamente consumati: entro fine gennaio dovrebbe essere possibile contabilizzare con precisione l’ammontare dell’intervento, e, se residueranno delle risorse, queste potrebbero essere impiegate per la liquidazione delle domande di mobilità in deroga con decorrenza entro il 31 agosto. Si intende che questa resta un’ipotesi tutta da verificare.
Pertanto:

  • le domande di mobilità in deroga con inizio dell’indennità tra il 4 e il 31 agosto per le quali si sia accertato il possessi dei requisiti richiesti vengono tenute in sospeso, in attesa di accertamenti sui residui finanziari che si rendessero disponibili per la loro copertura;
  • le domande che decorrono tra il 1° settembre e la fine dell’anno non sono accoglibili, per quanto sopra indicato, e saranno oggetto della procedura di reiezione prevista dalla normativa

Nota n. 5425 del 24/11/2014 della Direzione Generale Ammortizzatori Sociali e I.O.
“Definizione degli aspetti applicativi del D.I. n. 83473/2014 sui criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente”
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18-11-2014 - COMUNICATO
MOBILITA’ IN DEROGA - SBLOCCO DEI PAGAMENTI DELLE DOMANDE APPROVATE

Si comunica che l’INPS, d’intesa con la Regione Piemonte, ha sbloccato i pagamenti delle domande di mobilità in deroga finora approvate, che erano rimasti fermi al 31 agosto 2014.
Si ribadisce, come già sottolineato nei precedenti comunicati, che, secondo le disposizioni ministeriali, non sarà possibile liquidare nell’anno 2014 più di 7 mensilità, entro e non oltre la data del 31 dicembre. Si vedano al proposito le specifiche riportate per ogni categoria di beneficiario (lettere A), B) e C) della Circolare congiunta del 1° febbraio 2013) nel Comunicato del 15 settembre 2014, riportato qui sotto.
Le agenzie INPS stanno quindi provvedendo a liquidare le mensilità di settembre ed ottobre; i pagamenti, se dovuti, proseguiranno a cadenza mensile nel bimestre seguente, fino al 31 dicembre.
Sono state per ora approvate solo le domande con inizio della mobilità in deroga entro il 3 agosto, che ricadono nei criteri gestionali definiti a livello regionale. Restano ancora in sospeso le domande di mobilità in deroga con indennità decorrente dal 4 agosto, che rientrano nei nuovi criteri gestionali stabiliti dal Ministero del Lavoro, in attesa di  chiarimenti sull’applicazione di detti criteri. Sono in corso verifiche fra le Regioni e il Ministero: gli sviluppi della situazione verranno tempestivamente comunicati.

15-9-2014 - COMUNICATO
MOBILITA’ IN DEROGA - ACCORDO QUADRO REGIONALE 2014-15

È stato sottoscritto venerdì 12 settembre fra Regione, INPS e parti sociali il nuovo Accordo Quadro Regionale per la gestione degli ammortizzatori sociali in deroga, che tiene conto delle indicazioni contenute nel Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014 e della sua Circolare di attuazione, la n. 19 dell’11 settembre 2014. Si riporta in calce al presente comunicato in formato pdf il testo della Circolare e dell’Accordo Quadro.
Per quanto riguarda la mobilità in deroga, l’Accordo Quadro si limita a fornire delle indicazioni generali relative all’anno 2014, precisando che sono confermate sia le tre casistiche di intervento (soggetti vicini alla pensione, licenziati per crisi aziendale privi di altro sostegno al reddito, disoccupati provenienti da aziende in cessazione o procedura concorsuale al termine della fruizione dell’ammortizzatore ordinario), sia le modalità operative finora adottate, salvo che si applicano i limiti di durata dell’indennità previsti dal Decreto, cioè, nel nostro caso, al massimo 7 mesi nel 2014, che scenderanno a 6 nel 2015.
L’Accordo Quadro non fa però riferimento al 2015, perché appare necessario operare degli approfondimenti col Ministero e con l’INPS sull’applicazione della nuova normativa, vista la difficoltà di adattare alla realtà piemontese disposizioni che, per quanto riguarda la mobilità in deroga, sono costruite in relazione a situazioni gestionali del tutto differenti dalla nostra, presenti soprattutto in alcune regioni del Sud, dove si è fornita una copertura prolungata alle persone interessate grazie a ripetute proroghe della concessione iniziale. Nella nostra regione l’intervento ha assunto connotazioni più contenute, essendosi deciso di concentrare le risorse sulla CIG in deroga, ed è stato applicato con rigore, senza consentire proroghe al termine del periodo di copertura concesso. Non è inoltre chiaro, né nel Decreto né nella Circolare attuativa, se ci siano, e quali siano, nel caso, spazi di manovra consentiti alla Regione.
Si precisa che la durata di 7 mesi è da calcolare in relazione alla fruizione effettiva dell’ammortizzatore, senza conteggiare quindi gli eventuali periodi neutri derivanti da rientri temporanei al lavoro, secondo le modalità gestionali adottate per la mobilità ordinaria. L’introduzione del limite massimo di durata di 7 mesi porta a modificare alcune delle disposizioni precedentemente in vigore. In particolare:
- Nel caso A) (ultracinquantenni che maturano i requisiti pensionistici entro un anno dalla decorrenza dell’indennità in deroga) l’erogazione non può superare sette mensilità e dovrà quindi interrompersi al raggiungimento di tale soglia, anche se i requisiti pensionistici non sono stati ancora interamente maturati, senza che ciò porti alcun pregiudizio alla validità della concessione. Allo stato attuale, si ritiene di confermare, ai fini dell’istruttoria delle nuove domande, la condizione della maturazione dei requisiti pensionistici entro un anno per l’accesso alla mobilità in deroga, anche qualora il taglio apportato alle durate dal Decreto Interministeriale non consenta il pieno raggiungimento del diritto a pensione; si ricorda peraltro che le domande che giungono fino al 31 dicembre potranno fruire di ulteriori 6 mesi nel 2015.
- Nel caso B) (soggetti che hanno perso il posto di lavoro e non possono accedere agli ammortizzatori sociali) la durata massima è di 6 mesi, e resta inalterata, rientrando pienamente nei nuovi parametri.
- Nel caso C) l’erogazione dell’indennità si interrompe d’ufficio al 31 dicembre, indipendentemente dalla data di inizio nell’annualità considerata. Ora, applicandosi criteri più restrittivi, i tempi di liquidazione si accorciano per tutti coloro la cui domanda decorre tra il 1° gennaio e il 31 maggio, mentre per le decorrenze dal 1° giugno in avanti permane la scadenza del 31 dicembre, che rientra nei termini indicati. S’intende che in caso di periodi di sospensione dovuti ad occupazioni a tempo determinato, il calcolo ai fini del raggiungimento delle sette mensilità si interrompe e riprenderà alla cessazione del contratto di lavoro, ma resta inalterata la scadenza del 31 dicembre 2014, termine ultimo dell’indennità.

Circolare Ministeriale n. 19 dell’11 settembre 2014

Testo Accordo Quadro Regionale del 12 settembre 2014

1-9-2014 - COMUNICATO
NUOVE REGOLE GESTIONALI PER GLI AMMORTIZZATORI IN DEROGA Primo incontro del tavolo delle parti sociali

Venerdì 29 agosto ha avuto luogo un primo incontro del tavolo delle parti sociali piemontesi, presieduto dall’Assessore Regionale al Lavoro Giovanna Pentenero, per definire gli orientamenti da assumere nella predisposizione di un nuovo Accordo Quadro, valido per le annualità 2014-2015, alla luce delle disposizioni contenute nel Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014 (si veda al proposito il Comunicato regionale dell’11 agosto scorso).
Nella riunione, il cui Verbale è scaricabile dal link riportato in calce al presente Comunicato, il confronto si è concentrato sulle molteplici problematiche relative alla gestione della CIG in deroga (v. il Comunicato diramato nella pagina dedicata) e non c’è stato modo di approfondire la questione della mobilità in deroga, che sarà discussa comunque in tempi brevi, dopo il confronto sugli aspetti controversi del Decreto Interministeriale previsto fra le Regioni e con il Ministero del Lavoro e l’INPS.
Per il momento, quindi, il quadro normativo resta invariato e le domande con decorrenza dal 4 agosto, data di entrata in vigore del Decreto, vengono tenute in sospeso, in attesa di una decisione sulle nuove modalità gestionali, mentre vengono regolarmente autorizzate le istanze precedenti, fermo restando che i pagamenti non possono andare oltre il mese di agosto.
Si ribadisce, come già segnalato nel Comunicato dell’11 agosto, che dal 4 agosto le domande di mobilità vanno presentate entro 60 giorni dalla data del licenziamento o della fine della corresponsione dell’ASpI o dell’indennità di mobilità, pena la loro reiezione, e non più entro 68 giorni, come previsto dalla previgente normativa regionale.

Verbale dell’incontro del 29 agosto 2014

11-8-2014 - COMUNICATO
MOBILITA’ IN DEROGA - NUOVE REGOLE GESTIONALI Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014

E' stato firmato il 1° agosto 2014 il Decreto Interministeriale n. 83473, adottato ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del Decreto Legge n. 54/2013, convertito nella Legge n. 85/2013. Il Decreto è stato pubblicato il 4 agosto sul sito del Ministero del Lavoro, ed è reperibile all’indirizzo web www.lavoro.gov.it/AreaLavoro/AmmortizzatoriSociali/documentazione/Pages/Delibere.aspx.
Il provvedimento stabilisce i criteri di ordine generale a cui attenersi nella gestione della CIG e della mobilità in deroga. Per quanto riguarda la mobilità si segnala, in particolare, che dal 4 agosto il termine ultimo per la presentazione della domanda all’INPS cade entro 60 giorni dall’evento di riferimento (data di licenziamento o di fine della fruizione di altro ammortizzatore sociale), non più entro 68 giorni, come previsto dalla normativa regionale.
Il Decreto prevede che gli accordi quadro regionali individuino, nel rispetto dei principi stabiliti a livello nazionale, le priorità di intervento in sede territoriale. La Regione Piemonte, la Direzione Regionale INPS  e le parti sociali piemontesi si troveranno entro fine agosto per discutere delle eventuali modifiche da apportare alla normativa regionale per renderla conforme agli orientamenti ministeriali e alle risultanze del monitoraggio sull’intervento e sull’utilizzo delle risorse.
Fino alla sottoscrizione di un nuovo accordo quadro, valgono per la mobilità in deroga le modalità gestionali prorogate fino al 31 agosto 2014 dall’accordo del 30 giugno, ad eccezione dei tempi di presentazione della domanda, come sopra specificato.

3-7-2014 - COMUNICATO
MOBILITÀ IN DEROGA Nuova proroga, fino al 31 agosto 2014, dell’accordo quadro 2013

La Regione, l’INPS e le parti sociali piemontesi hanno sottoscritto il 30 giugno 2014 una terza proroga dell’Accordo quadro per la gestione 2013 degli ammortizzatori sociali in deroga, facendo seguito alle due proroghe precedentemente approvate che avevano esteso in un primo momento fino al 31 marzo, e successivamente fino al 30 giugno 2014, le norme in vigore l’anno precedente. La proroga attuale ha validità fino al 31 agosto 2014.

L’intesa raggiunta fa seguito alla Nota prot. 40/0024020 del 26 giugno 2014, con cui il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dispone che le Regioni possano concedere prestazioni di CIG in deroga per periodi non superiori ad 8 mesi nel 2014 e, per quanto riguarda la mobilità in deroga, che non si superino i limiti massimi di fruizione previsti dall’articolo 3, comma 4, dello schema di Decreto presentato in sede parlamentare, vale a dire 5 mesi nel 2014 per chi abbia fruito precedentemente di tre o più anni di indennità in deroga, e 7 mesi nel 2014 per chi abbia già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per un periodo inferiore a tre anni. In Piemonte, come precisato nel nuovo Accordo, il cui testo è scaricabile dal link in calce al presente comunicato, queste ultime disposizioni non si applicano, allo stato attuale, riguardando solo casi di proroga di trattamenti di mobilità in deroga che la normativa piemontese non prevede.
L’accordo di proroga non fa che confermare le modalità gestionali definite nelle prime due intese del 2014, in continuità con la normativa definita dall’Accordo Quadro 2013, il cui dettaglio operativo è specificato nella Circolare congiunta Regione-INPS del 1° febbraio 2013.
Si precisa solo che “per i soggetti rientranti nella lettera c) della Circolare citata, [cioè quelli provenienti da aziende in cessazione o in procedura concorsuale ancora disoccupati al termine della fruizione dell’indennità di mobilità o dell’ASpI, che presentano domanda di mobilità in deroga con decorrenza nel 2014] il trattamento di mobilità in deroga, in un primo momento fermato al 30 giugno, può proseguire fino al 31 agosto 2014, salvo successive disposizioni.”
Sono in corso ulteriori approfondimenti tra le parti firmatarie dell’accordo: si darà notizia tempestivamente di eventuali nuove disposizioni.

Testo accordo di proroga al 31 agosto 2014 dell’Accordo Quadro 2013

28-3-2014 - COMUNICATO
MOBILITÀ IN DEROGA - Proroga fino al 30 giugno 2014 dell’accordo quadro 2013

La Regione, l’INPS e le parti sociali piemontesi hanno sottoscritto ieri pomeriggio, giovedì 27 marzo, una seconda proroga trimestrale dell’Accordo Quadro per la gestione 2013 degli ammortizzatori sociali in deroga, dopo la prima proroga fino al 31 marzo, approvata il 17 dicembre 2013.
La seconda proroga si è resa necessaria per dare certezza e continuità agli interventi di contrasto alla crisi a favore dei datori di lavoro in difficoltà e dei loro dipendenti e dei soggetti disoccupati, in una fase ancora acutamente critica, pur in presenza di alcuni, timidi, segnali di ripresa nel settore industriale. L’intesa raggiunta trova fondamento nella Nota n. 4332 del 16 dicembre 2013, con cui il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali invita le Regioni a proseguire nelle concessioni di ammortizzatori in deroga almeno fino a tutto il primo semestre 2014. Si resta peraltro in attesa di conoscere gli orientamenti del nuovo governo, sia rispetto alle regole gestionali da applicare, sia rispetto alla disponibilità di risorse in coerenza con e indicazioni contenute nella Nota sopra citata.
L’accordo di proroga, scaricabile dal link sottostante, non fa che confermare le modalità gestionali definite nella prima proroga, in continuità con la normativa definita dall’Accordo Quadro 2013.
Per quanto riguarda la mobilità in deroga, l’accordo di proroga conferma le modalità gestionali in atto, dettagliate nella Circolare congiunta Regione-INPS del 1° febbraio 2013, specificando solo che “per i soggetti rientranti nella lettera C) della Circolare citata, [cioè quelli provenienti da aziende in cessazione o in procedura concorsuale ancora disoccupati al termine della fruizione dell’indennità di mobilità o dell’ASpI, che presentano domanda di mobilità in deroga con decorrenza nel 2014] il trattamento di mobilità in deroga, in un primo momento fermato al 31 marzo, può proseguire fino al 30 giugno 2014, salvo successive disposizioni.”.
Si ribadisce che le domande di mobilità in deroga rientranti nel punto C) sopracitato con inizio del trattamento nel 2013 sono liquidabili solo fino al 31 dicembre 2013, senza possibilità di proroga.
Si comunica infine che le autorizzazioni per le domande di mobilità in deroga pervenute nel primo trimestre 2014, al momento ancora in sospeso, partiranno ad inizio aprile, sulla base delle risorse disponibili sulla nuova annualità.

Testo dell’Accordo di proroga al 30 giugno 2014

19.3.2014 – Mobilità in deroga ai lavoratori agricoli – Circolare interpretativa Regione-INPS

La Regione Piemonte e l’INPS hanno approvato in data odierna, sentite le parti sociali, la Circolare, scaricabile dal link seguente, che definisce le modalità di concessione dell’indennità di mobilità in deroga ai lavoratori agricoli, prevedendo di sbloccare le domande pervenute nei termini nel 2013 e al momento sospese, ai fini dell’eventuale autorizzazione regionale.

Circolare Regione-INPS sulla mobilità in deroga ai lavoratori agricoli

13.1.2014 – Mobilità in deroga - Proroga fino al 31 marzo 2014 dell’accordo quadro 2013

La Regione, l’INPS e le parti sociali piemontesi hanno sottoscritto martedì 17 dicembre una proroga trimestrale dell’Accordo Quadro per la gestione 2013 degli ammortizzatori sociali in deroga.
Tale proroga si è resa necessaria per la mancata approvazione del Decreto Interministeriale previsto dall’art. 4, comma 2 del Decreto Legge n. 54/2013, con cui il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, avrebbe dovuto stabilire nuovi criteri per la gestione 2014 degli ammortizzatori sociali in deroga.  Uno schema di Decreto è stato presentato a fine novembre, ma è stato oggetto di rilevanti contestazioni da parte sia delle Regioni che delle parti sociali e risulta tuttora in discussione, tant’è che il Ministero del Lavoro, con Nota n. 43332 di lunedì 16 dicembre, ha invitato le Regioni e le Province Autonome, “… nelle more di entrata in vigore dei nuovi criteri …, al fine di garantire la continuità dell’intervento del sostegno al reddito nelle crisi occupazionali territoriali, a provvedere a concessioni di ammortizzatori in deroga limitati nel tempo, e comunque non superiori a 6 mesi, nel limite delle risorse finanziarie disponibili”.
Si è quindi approvata in Piemonte una proroga che, prudenzialmente, si è deciso fosse di durata trimestrale, tenendo conto della perdurante incertezza sulle disponibilità finanziarie e stimando improbabili ulteriori sostanziali rinvii nell’approvazione di un Decreto che ci si augura verrà rivisto in modo significativo alla luce delle numerose obiezioni espresse.
Per quanto riguarda la mobilità in deroga, l’accordo di proroga conferma le modalità gestionali in atto, dettagliate nella Circolare congiunta Regione-INPS del 1° febbraio 2013, specificando solo che “per i soggetti rientranti nella lettera C) della Circolare citata [cioè quelli provenienti da aziende in cessazione o in procedura concorsuale ancora disoccupati al termine della fruizione dell’indennità di mobilità o dell’ASpI, che presentano domanda di mobilità in deroga con decorrenza a partire dall’1.1.2014] il trattamento di mobilità in deroga si chiude al 31 marzo 2014, salvo successive disposizioni”.
Si precisa che le domande di mobilità in deroga rientranti nel punto C) sopracitato con inizio del trattamento nel 2013 si chiudono al 31 dicembre 2013, senza possibilità di proroga.

Proroga dell’Accordo Quadro 2013

16 ottobre 2013 - Lista di mobilità – Mancata proroga al 2013 delle iscrizioni ex L. 236/93

L’iscrizione in lista ai sensi della L. 236/93 in caso di licenziamento individuale, soggetta a proroga annuale, non è più consentita, non essendo stata confermata per l’anno 2013. La Regione aveva trasmesso ai servizi per l’impiego in data 8 gennaio 2013 una Nota per comunicare la mancata proroga, richiedendo ai Centri per l’Impiego di continuare a ritirare le domande, tenendole in sospeso in vista di un eventuale rinnovo della possibilità di iscrizione in questi casi.
Non essendo intervenute novità, e ritenendo ormai definitivamente decaduta la gestione della cosiddetta mobilità giuridica, relativa ai licenziati in forma individuale, si è trasmessa in data 16 ottobre 2013 una ulteriore Nota con cui si richiede ai Centri per l’Impiego di archiviare le domande pervenute nel 2013 e di non accogliere più ulteriori istanze, richiamando sinteticamente le novità in materia di incentivi all’assunzione, in una certa misura sostitutivi a quelli previsti per gli iscritti 236, non più operanti.
Il testo del documento sopra citato è scaricabile dal seguente link:
Nota del 16 ottobre 2013

5 febbraio 2013 – Circolare congiunta Regione-INPS 2013 sugli ammortizzatori sociali in deroga

È stata rilasciata il 1° febbraio la Circolare congiunta Regione-INPS con le istruzioni operative per la gestione degli ammortizzatori sociali in deroga per l’anno 2013, in attuazione dell’Accordo Quadro siglato in data 21 dicembre 2012.
La Circolare specifica le modalità attuative dell’Accordo Quadro che presenta alcune innovazioni nella gestione della CIG e della mobilità in deroga, segnalate nel Comunicato del 28 dicembre 2012. Il testo della nuova Circolare è scaricabile in formato pdf dal link seguente:
Circolare congiunta Regione-INPS 2013 sugli ammortizzatori sociali in deroga 

8 gennaio 2013 – Mancata proroga al 2013 delle iscrizioni ex 236/93 – Nota sulle liste di mobilità
Messaggio per i Servizi Provinciali per l’Impiego con istruzioni operative

Si comunica che nella Legge di Stabilità 2013 (L. 24 dicembre 2012, n. 228) non è stata inserita la proroga annuale alla previsione contenuta nel 1° comma dell’art.4 della L. 236/93, che consente ai lavoratori licenziati in forma individuale di essere iscritti nella lista di mobilità.
La proroga era stata inserita nelle Leggi di stabilità 2011 e 2012 come modifica al comma 13 dell’art. 19 del D.L. 185/2008, convertito con modificazioni nella L. 2/2009. Il comma 13, in origine,  riprendeva il dettato dell’art. 4 della L. 236/93 prima citato, prorogando la scadenza di riferimento e stabilendo lo stanziamento necessario a finanziare l’incentivazione all’assunzione connessa all’inserimento in lista. Nella Legge di Stabilità 2012 (L. 183/2011), ad esempio, tale disposizione è contenuta al comma 23 dell’art.33, e reca:  “È prorogata, per l’anno 2012, l’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 11, 13, 14, nel limite di 40 milioni di euro per l’anno 2012, 15 e 16 dell’articolo 19 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 …”.
Nella Legge di stabilità 2013 tale dicitura è ripresa al comma 405 dell’art.1, dove si dice “É prorogata, per l'anno 2013, l'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 14, nel limite di 35 milioni di euro per l'anno 2013, 15 e 16 dell'articolo 19 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 …”   Nel testo, come si può vedere, si citano solo i commi 14 (Contratti di solidarietà per imprese artigiane), 15 (proroga a 24 mesi della CIGS per cessazione di attività) e 16 (finanziamento della Società Italia Lavoro), senza più far riferimento al comma 13. Non viene più citato, peraltro, nemmeno il comma 11 (estensione della CIGS e della mobilità alle imprese commerciali e agli operatori turistici con più di 50 dipendenti e delle agenzie di vigilanza con più di 15 dipendenti), ma perché detta disciplina non va più prorogata, essendo stata integrata in forma stabile alla L. 223/91 dalla recente riforma del lavoro (L. 92/2012, art.3, comma 1).
L’omissione nelle disposizioni di proroga del comma 13 della L.2/2009 (e per conseguenza del rifinanziamento degli sgravi contributivi connessi all’iscrizione in lista) non appare quindi casuale, ed è probabilmente frutto del ridisegno delle forme di incentivazione all’assunzione operato con la L. 92/2012 (commi da 8 a 15 dell’art.4) e ripreso in forma organica nella Circolare INPS n. 137 del 12 dicembre 2012, che per opportuna conoscenza si trasmette in allegato.
Si veda in particolare l’ultimo paragrafo del punto 3.1 di detta Circolare (“La temporanea vigenza delle norme sulla mobilità”), dove si precisa che “Gli incentivi per l’assunzione dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità a seguito di licenziamento individuale rimangono attualmente applicabili alle assunzioni, proroghe e trasformazioni effettuate entro il 31 dicembre 2012, ai sensi dell’articolo 33, co. 23, legge 12 Novembre 2011, n. 183 (cosiddetta legge di stabilità 2012; cfr. circolare n. 49 del 29 marzo 2012); l’applicazione degli incentivi per le assunzioni, trasformazioni o proroghe effettuate fino al 31 dicembre 2016 è subordinata alle eventuali proroghe legislative della disposizione citata.”
Dalla lettura incrociata dei riferimenti precedenti, si desume quindi che:

dal 1° gennaio 2013 non è più possibile iscrivere nella lista di mobilità i lavoratori licenziati in forma individuale ex L. 236/93, mentre proseguono regolarmente gli inserimenti di lavoratori coinvolti in procedure di licenziamento collettive ex L. 223/91, compresi quelli disposti da aziende non cassa integrabili o da datori di lavoro non imprenditori;

dal 1° gennaio 2013, inoltre, gli incentivi all’assunzione, o legati alla proroga o alla trasformazione a tempo indeterminato di contratti a termine in atto, non essendo più stati rifinanziati, non sono più applicabili ai lavoratori 236 iscritti regolarmente in mobilità negli anni precedenti al 2013 e ancora presenti in lista, la cui iscrizione viene quindi sostanzialmente depotenziata: le incentivazioni continuano invece ad operare regolarmente per gli iscritti ex L. 223/91, anche nel caso in cui questi non siano titolari di indennità di mobilità, salvo che non provengano da licenziamenti collettivi disposti da datori di lavoro non imprenditori, secondo le specificazioni contenute al punto 3 e riepilogate nel prospetto all’Allegato 2 della Circolare INPS n. 137-2012.

Non si può peraltro escludere che nel prossimo futuro, con l’eventuale modifica degli orientamenti in materia conseguenti alle elezioni politiche, la proroga al 2013 della facoltà di iscrizione ex L. 236/93 possa essere reintrodotta con il relativo rifinanziamento degli incentivi previsti, così come avvenne nel 2002, quando tali iscrizioni furono sospese per alcuni mesi, per poi essere ripristinate con l’approvazione, sia pur tardiva, della proroga annuale.

A tal proposito si dispone quanto segue:
-  le domande presentate per l’iscrizione alla lista di mobilità ai sensi della L. 236/93, pervenute nei termini, vanno comunque accolte e registrate, a tutela dei lavoratori interessati:
- quelle che fanno riferimento a licenziamenti o a dimissioni per giusta causa effettuati entro la data del 30 dicembre 2012 (quindi con inizio della mobilità nell’anno 2012) vanno trasmesse secondo prassi, quali proposte di iscrizione, con le modalità di interscambio abituale SILP-MO.RE. alla Regione, che provvederà a sottoporle all’approvazione della CRI nelle prossime sedute della Commissione; 
- quelle che fanno riferimento a licenziamenti o a dimissioni per giusta causa effettuati a partire dal 31 dicembre 2012 (quindi con inizio della mobilità nell’anno 2013) vanno tenute in sospeso e non devono essere trasmesse alla Regione con le modalità di interscambio sopra citate. Le proposte di iscrizione riferite a mobilità 236 con inizio nel 2013 eventualmente già inviate alla Regione nell’interscambio della prima settimana di gennaio verranno bloccate dagli uffici regionali e non saranno poste in approvazione nella seduta della CRI del prossimo 24 gennaio.
- le proposte di cancellazione vanno, ovviamente, trasmesse regolarmente tramite l’interscambio SILP-MO.RE.
I Centri per l’Impiego, nel rilasciare eventuali certificazioni sull’iscrizione alla mobilità di lavoratori 236/93, devono specificare che tale iscrizione non dà più titolo alla fruizione degli sgravi contributivi per le aziende che decidano di assumerli nel corso del 2013. Si precisa, inoltre, che le assunzioni a tempo determinato effettuate nel 2012 consentono la fruizione delle agevolazioni, ma che queste decadono qualora questi rapporti di lavoro vengano prorogati o trasformati a tempo indeterminato nel 2013.
Si intende che ogni modifica che dovesse intervenire rispetto alla situazione attuale sarà oggetto di tempestiva comunicazione con le istruzioni del caso.

Firmato in originale:   Il Dirigente del Settore Lavoro / Dr.ssa Giuliana Fenu

28 dicembre 2012 – Mobilità in deroga – Accordo quadro per l’anno 2013

La Regione, l’INPS e le parti sociali piemontesi hanno sottoscritto il 21 dicembre 2012 l’Accordo Quadro per la gestione 2013 degli ammortizzatori sociali in deroga.
L’accordo si pone in linea di continuità con quello del 2012, presentando però alcune innovazioni rispetto alla normativa precedente. Per quanto riguarda la mobilità in deroga si segnalano le seguenti modifiche alle tipologie di utenza previste:
- resta invariata la situazione dei soggetti prossimi al pensionamento, ma non in grado di completare la maturazione dei requisiti necessari, purché il periodo ancora da coprire non superi i dodici mesi (punto 1) dell’Accordo Quadro 2012);
- si è specificato, in relazione all’utenza di cui al punto 2) dell’Accordo Quadro 2012 (“Soggetti licenziati per giustificato motivo oggettivo, dimissionari per giusta causa, o titolari di un contratto a termine risolto alla scadenza da aziende in crisi non in possesso dei requisiti per accedere all’indennità di disoccupazione ordinaria o di mobilità e con un’anzianità lavorativa della durata di almeno 12 mesi, di cui sei di lavoro effettivamente prestato”) che alle categorie come apprendisti o soci di cooperative costituite ex DPR 602/70, non soggette fino al 2012 all’assicurazione contro la disoccupazione volontaria, l’indennità di mobilità in deroga andrà riconosciuta anche in caso di fruizione della cosiddetta “Mini ASpI”, ad integrazione del periodo coperto da detto ammortizzatore fino al raggiungimento della durata di 6 mesi di sostegno al reddito;
- si è infine ampliata l’utenza che rientra nel punto 3) dell’Accordo Quadro 2012 (“Soggetti provenienti da aziende in cessazione di attività o in procedura concorsuale che abbiano fruito di CIG in deroga”), prevedendo che l’indennità di mobilità in deroga possa essere concessa a tutti ai lavoratori provenienti da aziende in cessazione o procedura concorsuale, compresi quelli che non hanno fruito della CIG in deroga, ma solo della CIG Straordinaria.
Restano invariate le altre disposizioni gestionali; un quadro completo delle procedure previste, aggiornato, ove necessario, alla normativa introdotta dalla L. 92/2012, di riforma del mercato del lavoro, sarà disponibile nella Circolare congiunta Regione - INPS che si prevede di diffondere entro la fine del mese di gennaio 2013
Scarica il testo dell’Accordo Quadro 2013 

20 dicembre 2012 – Aggiornamento del Manuale operativo delle procedure di Mobilità

Il testo del Manuale è stato aggiornato nella parte relativa alle modalità di iscrizione in lista. Si è stabilito che lo stato di disoccupazione non è un requisito richiesto per l’iscrizione;  i requisiti di base sono che il rapporto di lavoro concluso sia a tempo indeterminato e che  il licenziamento avvenga in seguito ad una situazione di crisi aziendale. L’iscrizione in lista, pertanto, può aver regolarmente luogo anche se la persona interessata risulta occupata all’atto del licenziamento operato con una procedura collettiva ai sensi della L. 223/91, o all’atto della presentazione della domanda di iscrizione ai sensi della L.236/93 in seguito ad un licenziamento individuale, secondo una casistica specificata nel documento. Tale determinazione, adottata nella seduta della Commissione Regionale per l’Impiego del 12 dicembre 2012, modifica le disposizioni precedenti, ed è operativa a partire da tale data.
E’ stata inoltre aggiornata la parte di competenza INPS sull’indennità di mobilità, precisando che questa può essere richiesta all’INPS anche se il lavoratore coinvolto in procedure ex L. 223/91 risulta occupato a tempo determinato all’atto del licenziamento.
I dettagli informativi sono riportati nei capoversi riportati tra le pagine 7 e 8, nel caso delle modalità di iscrizione, e a pag. 19, in relazione alla gestione dell’indennità di mobilità.
Scarica il Manuale operativo delle procedure di Mobilità

17 dicembre 2012 - Ammortizzatori sociali in deroga – Gestione 2013
Determinazioni in merito agli interventi di politica attiva e prime indicazioni sul passaggio alla nuova annualità

Si comunica che l’offerta di politiche attive collegata agli interventi anti-crisi prevista dall’Accordo Stato Regione del febbraio 2009 e dai successivi provvedimenti di attuazione regionali si conclude con l’annualità 2012 con le modalità stabilite dalla Determinazione Direttoriale n. 642 del 13/11/2012, che prevede che le attività programmate nel 2012 vadano chiuse entro e non oltre il 30 aprile 2013, per garantire alle persone interessate il completamento degli interventi avviati.
Dal 1° gennaio 2013 i lavoratori collocati in CIG in deroga o fruitori di mobilità in deroga non dovranno più sottoscrivere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità regionale, né presentarsi al Centro per l’Impiego competente entro 5 giorni lavorativi dall’inizio della sospensione dal lavoro o dalla presentazione della+ domanda di mobilità in deroga, come indicato nella DID. Le iniziative di politica attiva saranno riorganizzate nel corso del 2013 alla luce delle disposizioni contenute all’art.4, comma 33 della L. 92/2012, di riforma del mercato del lavoro, e in relazione agli impegni contenuti al punto 8) dell’intesa Stato-Regioni sugli ammortizzatori in deroga sottoscritta in data 22 novembre 2012, che prevede la definizione di criteri minimi per regolare l’attivazione delle politiche attive nei confronti dei destinatari di ammortizzatori in deroga entro il mese di febbraio 2013.
La Regione Piemonte, l’INPS e le Parti sociali piemontesi stanno definendo le modalità gestionali degli ammortizzatori sociali per il prossimo anno, che saranno rese note non appena il nuovo Accordo Quadro verrà sottoscritto, ma che, in linea generale, secondo gli orientamenti emersi dal dibattito in corso, si porranno in linea di continuità con le logiche introdotte nel 2012, con i necessari adeguamenti applicativi.
Indicazioni più puntuali su modalità e tempi di attuazione della gestione 2013 saranno oggetto di un prossimo comunicato.

3 luglio 2012 – Aggiornamento del Manuale operativo delle procedure di Mobilità

Il testo del Manuale è stato aggiornato includendo le procedure per l’iscrizione in lista dei lavoratori frontalieri italiani licenziati in Svizzera, secondo le disposizioni previste dalla L. 147/1997 e dalla Circolare INPS n. 65/1998

27 gennaio 2012 – Circolare congiunta Regione-INPS 2012 sugli ammortizzatori sociali in deroga

27 gennaio 2012 – Circolare congiunta Regione-INPS 2012 sugli ammortizzatori sociali in deroga E' stata sottoscritta il 26 gennaio 2012 la Circolare congiunta Regione-INPS con le istruzioni operative per la gestione degli ammortizzatori sociali in deroga per l’anno 2012, in attuazione dell’Accordo Quadro siglato in data 22 dicembre 2011. La Circolare specifica le modalità attuative dell’Accordo Quadro che nel caso della mobilità in deroga conferma l’impianto precedente, introducendo una terza tipologia di beneficiari (caso c), come indicato nella pagina web della mobilità in deroga e specificato in dettaglio nella Circolare. Il testo della nuova Circolare è scaricabile in formato pdf dal link seguente: Circolare congiunta Regione-INPS 2012 sugli ammortizzatori sociali in deroga 

26 gennaio 2012 – Manuale operativo delle procedure di Mobilità

La Regione Piemonte e la Direzione Regionale INPS hanno predisposto, ognuna per la parte di sua competenza, un Manuale operativo con una descrizione dettagliata delle procedure di mobilità, rivolto in primo luogo agli operatori del sistema. Il documento è stato validato dalla Commissione Regionale per l’Impiego nella seduta del 22 dicembre 2011

27 dicembre 2011 – Mobilità in deroga – Accordo quadro per l’anno 2012

La Regione, l’INPS e le parti sociali piemontesi hanno sottoscritto il 22 dicembre 2011 l’Accordo Quadro per la gestione 2012 degli ammortizzatori sociali in deroga. Il testo del nuovo accordo è scaricabile dal link riportato in calce al presente comunicato.
L’Accordo prevede varie modifiche alla gestione della CIG in deroga, come indicato nel Comunicato pubblicato sulla pagina web relativa. Per quanto riguarda la mobilità in deroga, si conferma l’impianto precedente, assegnando a questo ammortizzatore sociale il 10% delle risorse disponibili e mantenendo le due principali categorie di beneficiari dell’indennità, cioè i disoccupati prossimi al pensionamento, a cui manca meno di un anno per completare la maturazione dei requisiti richiesti, e i disoccupati che hanno perso il posto di lavoro dopo un’anzianità aziendale di almeno 12 mesi, ma non hanno diritto ad alcun sostegno al reddito di tipo ordinario, in larga prevalenza apprendisti.
Nel primo caso, essendo venuti meno i tempi di attesa per percepire la pensione (la cosiddetta “finestra”), la durata dell’indennità dal 2012 coprirà solo più il periodo scoperto per arrivare al diritto alla pensione, fino al massimo di un anno. Nel secondo caso la durata massima dell’indennità è pari a 6 mesi, come in precedenza.
L’accordo quadro introduce però due novità:
- si aggiunge una terza categoria di beneficiari, cioè le persone licenziate da aziende in cessazione di attività o sottoposte a procedure concorsuali che abbiano fruito di uno o più periodi di CIG in deroga: questi disoccupati, al termine della fruizione dell’indennità di disoccupazione ordinaria o di mobilità, se dovute, possono godere su richiesta di un periodo supplementare di sostegno al reddito tramite la mobilità in deroga, che si dovrà però chiudere entro il 31.12.2012.
- Si prevede eccezionalmente la possibilità di concedere la mobilità in deroga a soggetti non residenti in Piemonte ma provenienti da unità produttive ubicate in Piemonte e residenti e domiciliati in regioni, come la Liguria o la Lombardia, dove questo ammortizzatore è concesso non in relazione al luogo di residenza o domicilio abituale, ma alla ex sede di lavoro. Si cerca così di sanare delle situazioni particolari, in cui la persona, sussistendo ovviamente i requisiti di base, resta esclusa da queste provvidenze a causa delle differenze tra le normative regionali di riferimento. In questi casi la domanda di mobilità in deroga va presentata all’Agenzia INPS piemontese competente rispetto alla ex sede di lavoro e le politiche attive collegate verranno organizzate con le modalità più appropriate dal corrispondente Centro per l’Impiego.
La gestione della mobilità in deroga, in sostanza, prosegue nel 2012 senza soluzione di continuità rispetto alle modalità precedenti, con la sola aggiunta delle due particolari casistiche sopracitate. Si conferma inoltre che la tempistica di presentazione dei richiedenti ai Centri per l’Impiego per avviare il percorso di politica attiva associato alla percezione del sostegno al reddito non subisce modifiche o eccezioni, previste nel solo caso della CIG in deroga.
Testo Accordo Quadro 2012 

17 ottobre 2011 – Iscrizione alla lista di mobilità di lavoratori licenziati da studi professionali e da datori di lavoro non imprenditori

17 ottobre 2011 – Iscrizione alla lista di mobilità di lavoratori licenziati da studi professionali e da datori di lavoro non imprenditori
Su sollecitazione del Ministero del Lavoro la Regione Piemonte ha disposto, con messaggio inviato alle amministrazioni provinciali in data 21 settembre 2011, l’iscrizione alla lista di mobilità di dipendenti licenziati in forma individuale da studi professionali e, in genere, da datori di lavoro non imprenditori, come Associazioni, Partiti Politici, Enti religiosi ed Organismi vari. L’iscrizione ha carattere retroattivo e interessa le domande presentate al Centro per l’Impiego competente nei termini previsti dalla L. 236/93 (cioè entro 60 giorni dalla comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro) con data di licenziamento decorrente dall’8 marzo 2011.
In tale data, infatti, il Ministero del Lavoro, in risposta all’interpello n. 10/2011 presentato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, riconosceva a questi dipendenti il diritto dell’iscrizione in lista, richiamandosi alla nozione “allargata” di impresa adottata dall’Unione Europea.
La Commissione Regionale per l’Impiego aveva deciso in un primo momento di non aderire a tale indicazione, in mancanza di un chiarimento sulla concessione degli sgravi contributivi in caso di assunzione; il Ministero del Lavoro, con messaggio di posta elettronica inviato direttamente alla Direzione Regionale Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro in data 20.9.2011, in seguito ad una segnalazione di una lavoratrice licenziata da uno studio professionale che lamentava la mancata iscrizione in lista, invitava la Regione Piemonte ad adeguarsi alle indicazioni fornite nella risposta all’interpello citata, “a prescindere dalle prassi … adottate dalle varie sedi territoriali INPS circa le agevolazioni contributive … ”.
La Direzione Regionale INPS, interpellata in merito, ha confermato la non applicabilità degli sgravi contributivi in caso di assunzione per questi dipendenti, sia in relazione alle disposizioni contenute nel Decreto Legislativo n. 110/2004, di modifica della L. 223/91, che prevede l’iscrizione alla mobilità dei dipendenti di datori di lavoro non imprenditori licenziati in procedure collettive (cioè attivate da aziende con più di 15 addetti che interessino almeno 5 dipendenti nell’arco di 120 giorni), ma senza concessione né dell’indennità di mobilità, né degli sgravi contributivi, sia per la mancata copertura finanziaria degli oneri aggiuntivi che ne deriverebbero.
La Sottocommissione sulla mobilità, nella seduta dell’11 ottobre scorso, ha preso atto della sollecitazione ministeriale, pur evidenziando sia i problemi gestionali che derivano dall’inserimento in lista di soggetti privi di agevolazioni, e quindi in condizione diversa da quella degli altri iscritti, sia le ricadute dovute al comprensibile disappunto dei lavoratori coinvolti, che hanno ovviamente l’aspettativa di fruire dei vantaggi legati all’iscrizione in lista ai fini di una ricollocazione sul mercato, che erano poi le ragioni che avevano motivato la scelta della Commissione Regionale di non approvare queste iscrizioni.
La situazione, anche da quanto si evince dal messaggio ministeriale, è comunque in movimento, e ci auguriamo che si possa in tempi brevi risolvere il problema, equiparando pienamente questi dipendenti a quelli delle imprese propriamente dette. Per il momento tali iscrizioni verranno evidenziate nella trasmissione degli elenchi degli aggiornamenti della lista di mobilità ai Centri per l’Impiego e all’INPS per consentire una corretta gestione delle procedure.

17 dicembre 2010 – Gestione 2011 degli ammortizzatori in deroga – Sottoscrizione di nuovo Accordo Quadro e pubblicazione Circolare congiunta Regione-INPS aggiornata all’annualità 2011

Gestione 2011 degli ammortizzatori in deroga
Sottoscrizione nuovo Accordo Quadro e pubblicazione della Circolare congiunta Regione-INPS aggiornata all’annualità 2011

Nel pomeriggio di giovedì 16 dicembre 2010 è stato sottoscritto fra Regione Piemonte, Direzione Regionale INPS e parti sociali piemontesi l’Accordo Quadro che definisce le modalità di gestione delle deroghe per l’anno 2011. Con l’approvazione della Legge di Stabilità 2011 è stato infatti definito a livello nazionale il rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga e la prosecuzione degli interventi anti-crisi secondo le linee operative dell’ultimo biennio. Le modalità di gestione degli ammortizzatori in deroga in Piemonte per l’anno 2011 si muovono pertanto in linea di continuità con gli orientamenti assunti nel 2009-2010. E’ confermata la strumentazione operativa messa a punto nel corso di quest’anno e le regole gestionali definite nella Circolare congiunta approvata lo scorso 7 ottobre, che il 3 febbraio 2011 è stata aggiornata alla nuova annualità.

Accordo Quadro Regionale 2011 
Circolare congiunta 2011 Regione-INPS 

Si sottolinea, in particolare, che le domande di mobilità in deroga presentate nel corso del 2010 e la cui scadenza naturale ricade nel 2011, secondo la durata prevista dalla normativa regionale, saranno liquidate regolarmente fino alla loro conclusione. L’accordo quadro del biennio 2009-2010 prevedeva infatti che le domande si chiudessero d’ufficio al 31.12.2010, ma nel nuovo accordo tale blocco è stato rimosso, consentendo la prosecuzione del pagamento dell’indennità di mobilità anche per il periodo residuo ricadente nell’anno nuovo.
Si precisa inoltre che per l’anno 2011 la chiusura d’ufficio delle domande di mobilità in deroga al 31 dicembre non è stata prevista, e che quindi le istanze presentate possono proseguire fino alla loro naturale scadenza (6 o 12 mesi dalla data di inizio, a seconda delle tipologie), anche se questa ricade nel 2012.

03 dicembre 2010 – Apprendisti in mobilità - Procedure di licenziamento collettive – Modalità gestionali

03 dicembre 2010 – Apprendisti in mobilità - Procedure di licenziamento collettive – Modalità gestionali

La Regione ha analizzato con l’INPS la problematica in oggetto, per quanto attiene alle procedure di licenziamento collettivo ex L. 223/91 che coinvolgono degli apprendisti. Si è considerato, in particolare, che la Legge in questione precisa all’art.4 comma 9 che l’impresa, raggiunto l’accordo sindacale, ovvero esaurita la procedura prevista, " … ha facoltà di collocare in mobilità gli impiegati, gli operai e i quadri eccedenti …”. Non è prevista, di fatto, l’iscrizione in mobilità su richiesta aziendale di apprendisti, che d’altra parte non rientrano fra le categorie aventi diritto a percepire l’indennità di mobilità citate più avanti all’art. 16 comma 1. Per rispettare tale dettato legislativo e favorire nel contempo la possibilità per gli apprendisti di iscriversi alla lista di mobilità, come deliberato nella seduta della Commissione Regionale per l’Impiego del 1° luglio scorso, si suggerisce che l’impresa evidenzi nella comunicazione di licenziamento agli apprendisti che spetta loro l’iscrizione alla lista di mobilità, che hanno facoltà di richiedere su domanda individuale ai sensi della L. 236/93 al Centro per l’Impiego territorialmente competente in relazione alla loro residenza o domicilio abituale nel termine di 60 giorni dalla data di comunicazione del licenziamento. I nominativi degli apprendisti licenziati in tale contesto vanno inoltre segnalati alla Regione a titolo informativo, utilizzando la modulistica in uso e specificando alla voce "Livello di inquadramento" che si tratta di un apprendista; la Regione provvederà a comunicare il dato ai CpI competenti, che si attiveranno per segnalare all’apprendista il suo diritto all’iscrizione giuridica alla lista di mobilità nell’eventualità che questi non abbia ancora presentato istanza di iscrizione ai sensi della L. 236/93.

30 settembre 2010 – Ammortizzatori sociali per gli apprendisti

30 settembre 2010 – Ammortizzatori sociali per gli apprendisti
La Regione e le parti sociali piemontesi sono intervenute nei giorni scorsi a favore degli apprendisti, particolarmente svantaggiati in caso di perdita del posto del lavoro perché del tutto scoperti da interventi ordinari di sostegno al reddito, secondo le seguenti linee operative:

  • Gli apprendisti licenziati o non confermati alla scadenza del contratto per situazioni di crisi aziendale possono fare domanda di iscrizione alla lista di mobilità al Centro per l’Impiego della zona di residenza e fruire delle agevolazioni all’assunzione previste dalla normativa.
  • Gli apprendisti che hanno perso il posto di lavoro a partire dal 1° gennaio 2010 possono iscriversi in sanatoria alla lista di mobilità entro il 31 ottobre 2010, purché alla data di presentazione della domanda essi non risultino occupati e si siano registrati come disoccupati presso il Centro per l’Impiego della loro zona entro 60 giorni dalla data di licenziamento dal contratto di apprendistato.
  • Gli apprendisti licenziati con un’anzianità aziendale di almeno un anno e con almeno sei mesi di lavoro effettivo possono fare, entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, domanda alla sede INPS locale di indennità di mobilità in deroga, concessa per un periodo massimo di sei mesi con l’obbligo di partecipare agli interventi di politica attiva organizzati dai Centri per l’Impiego.
  • Le domande di indennità di disoccupazione ordinaria presentate all’INPS dagli apprendisti licenziati a partire da gennaio 2009 e finora inevase sono state trasformate in domande di mobilità in deroga dalla durata massima di sei mesi e verranno liquidate nelle prossime settimane dall’INPS. Sono stati inclusi, come previsto dalla normativa, solo gli apprendisti con un’anzianità aziendale di un anno e almeno sei mesi di lavoro effettivamente prestati.