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29.4.2016 - COMUNICATO
CIG IN DEROGA 2016
Addendum all’accordo quadro del 29 dicembre 2015

La Regione Piemonte e le parti sociali piemontesi hanno sottoscritto il 27 aprile 2016 un Addendum all’Accordo Quadro sugli ammortizzatori sociali in deroga per l’annualità 2016, scaricabile dal link in calce al presente Comunicato, che definisce le modalità di applicazione della riserva del 5% dei fondi disponibili per interventi “liberi”. al di fuori dei vincoli previsti dai criteri gestionali attualmente in vigore.
Tale opzione è stata introdotta con la Legge di Stabilità 2016 (L. 28 dicembre 2015, n. 208, art.1, comma 304); il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha recentemente effettuato un primo stanziamento delle risorse disponibili, assegnando al Piemonte quasi 15.000.000 di Euro, e individuando l’importo disponibile per gli interventi di cui sopra, pari a 750.000 Euro circa.
L’Addendum del 27 aprile stabilisce che detti fondi vengano attribuiti per il 90% alla mobilitå in deroga, per la copertura di nuove domande, e per il 10% alla CIG in deroga per casistiche specifiche. Si è deciso, come nel 2015, di privilegiare la mobilità in deroga, considerando in primo luogo che le regole ministeriali sono così restrittive da impedire di fatto la concessione di nuove indennità, e ritenendo essenziale dare un aiuto, sia pur limitato a poche mensilità, ai lavoratori in età avanzata che al termine del periodo di fruizione di un sostegno al reddito si trovano disoccupati e non hanno completamente maturato i requisiti pensionistici o comunque non percepiscono ancora la pensione. Per quanto riguarda la CIG in deroga, si sono disposti due interventi mirati, volti a risolvere specifiche situazioni critiche a cui si è ritenuto di riservare un’attenzione particolare: - una salvaguardia per gli apprendisti coinvolti in procedure di CIG Straordinaria, che, a seguito della disciplina introdotta dall’art. 2 del DLgs 148/2014, in vigore dal 24 settembre 2015, risultano scoperti in caso di procedure attivate da imprese industriali e assimilate con più di 15 dipendenti. La normativa prevede che gli apprendisti possano accedere solo alla CIG ordinaria e, in relazione alla Straordinaria, solo per le procedure di crisi aziendale aperte da quelle imprese che hanno titolo a richiedere solo la CIGS e non la CIGO, come nei settori del commercio, della vigilanza, delle mense e pulizie. Tale intervento riguarda solo le domande presentate per apprendisti da imprese che hanno già richiesto per l’unità aziendale interessata 3 mesi di CIG in deroga, equiparati a 92 giorni di calendario, che è il limite massimo di concessione previsto per singola unità produttiva per l’anno in corso. Le imprese che intendano richiedere la CIGD per apprendisti a loro carico oltre la soglia dei 92 giorni di richiesta devono comunicare tale intenzione in una mail indirizzata alla casella di posta elettronica cigsinderoga@regione.piemonte.it, avente come oggetto “CIG in deroga - Addendum del 27 aprile 2016”, indicando nel testo del messaggio gli identificativi dell’azienda e gli elementi essenziali della domanda. Gli uffici regionali, verificata la situazione, richiederanno al CSI, che gestisce l’applicativo gestionale, di rimuovere il blocco imposto alle unità produttive in questione per consentire la presentazione on line dell’istanza;
- la possibilità di accedere alla CIG in deroga per i dipendenti di datori di lavoro non imprenditori (ad eccezione degli studi professionali che già hanno titolo a richiedere la CIGD) che occupano fino a 15 addetti (dato medio dell’ultimo semestre) per un periodo limitato che non può eccedere la data del 30 giugno 2016. Tale scelta tiene conto del fatto che i datori con più di 15 addetti possono ricorrere al Fondo di Integrazione Salariale, che per gli operatori economici al di sotto di tale soglia è accessibile solo dal 1° luglio 2016, data in cui si prevede venga reso operativo anche il Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato. Si precisa che le domande dovranno essere corredate di accordo sindacale sottoscritto prima dell’inizio del periodo di integrazione salariale previsto, secondo le regole gestionali vigenti, ricorrendo eventualmente alla Commissione Sindacale, di cui ai Comunicati regionali del 23 ottobre e del 4 novembre 2014 consultabili alla pagina web www.regione.piemonte.it/lavoro/ammortizzatori/cigderoga/avvisi.htm.
Un facsimile di accordo (Modello n. 3) è in corso di pubblicazione sul sito regionale nella Sezione dedicata, all’indirizzo www.regione.piemonte.it/lavoro/ammortizzatori/cigderoga/moduli.htm.
Si comunica, infine, che i provvedimenti di autorizzazione al pagamento delle domande di CIG in deroga del 2016, ancora in sospeso in attesa della copertura finanziaria, da poco pervenuta, e dell’approvazione della Deliberazione di Giunta Regionale con cui si prende atto degli accordi fra la Regione e le parti sociali e si autorizza la gestione degli interventi previsti, saranno adottati a partire dalla seconda metà del mese di maggio.

Testo dell’Addendum del 27 aprile 2016 all’Accordo Quadro del 29 dicembre 2015

15-02-2016 - COMUNICATO
CIG IN DEROGA 2016
Disposizioni sui Fondi di Solidarietà – Rettifica al Comunicato del 10.2.2016

Nel Comunicato del 10 febbraio scorso abbiamo precisato le modalità di raccordo fra CIG in deroga e l'articolato sistema dei Fondi di Solidarietà previsto dal Titolo II del DLgs 148/2015, dove un rilievo particolare assume il nuovo Fondo di Integrazione Salariale (FIS) gestito dall’INPS.
Ci siamo mossi secondo orientamenti consolidati, ribaditi peraltro anche nella Circolare Ministeriale n. 4 del 2 febbraio 2016, disponendo che la domanda di assegno ordinario al FIS deve precedere quella di CIG in deroga, trattandosi di un ammortizzatore corrente, anche se di "nuova generazione", per così dire.
Il giorno dopo, però, l’11 febbraio, è pervenuta la Nota Ministeriale n. 40, scaricabile dal link in basso, dove si dice che “.. le aziende che rientrano nel campo di applicazione della normativa relativa al Fondo di integrazione salariale possono scegliere di accedere agli ammortizzatori sociali in deroga .. o alle prestazioni previste dal Fondo di Integrazione Salariale”.
Questo ribaltamento delle logiche precedenti, che non appare di per sè ingiustificato, in un contesto in cui entrambi gli ammortizzatori hanno una capacità di copertura limitata e l’avvio operativo dei Fondi si è mostrato complesso e faticoso, rende necessario modificare la parte dispositiva del Comunicato del 10 febbraio.
Si precisa quindi che gli strumenti operativi disponibili ai datori di lavoro che non possono ricorrere alle forme classiche di integrazione salariale (CIG ordinaria e straordinaria), che restano prioritarie rispetto alle deroghe, sono fra loro alternativi, nel senso che non c'è un ordine di priorità nell’accesso alle diverse prestazioni: i datori di lavoro possono scegliere liberamente quale strumento loro disponibile utilizzare, fra CIG in deroga, assegno ordinario, assegno o contratto di solidarietà e, per analogia, le forme di sostegno assicurate dai Fondi Bilaterali, avendo cura, ovviamente, di non presentare contestualmente domande per ammortizzatori diversi per il medesimo periodo e per gli stessi dipendenti. La Nota ministeriale citata pone in capo all’INPS la verifica sul fatto che la “… fruizione da parte dell’azienda degli istituti sopra descritti non costituisca una duplicazione delle prestazioni corrisposte”.
Terminata la fruizione di una forma di sostegno al reddito è possibile, se sussiste la situazione di crisi, ricorrere ad un altro ammortizzatore, nei limiti di accesso e di utilizzo stabiliti dalla normativa. Pertanto, i datori di lavoro che rientrano nel campo di applicazione del FIS e hanno presentato nel mese di gennaio 2016 domanda di CIG in deroga possono accedere a questa prestazione senza problemi, fermo restando che possono decidere, se ritengono, di optare per la domanda di assegno ordinario all’INPS, ritirando l’istanza di deroga presentata alla Regione. Chi avesse eventualmente presentato a titolo cautelativo entrambe le domande, sia di assegno ordinario che di CIGD, dovrà necessariamente revocarne una, a sua discrezione, comunicando tale scelta all’Ente che gestisce l’istanza che viene ritirata.
Questa configurazione flessibile favorisce, di fatto, una gestione più fluida delle situazioni di crisi per l’anno in corso. Restano naturalmente confermati i vincoli di utilizzo previsti dalla normativa per la CIG in deroga nel 2016 (massimo tre mesi di richiesta, esclusione dei casi di cessazione, almeno dodici mesi di anzianità aziendale, ecc.). Si rimanda al precedente Comunicato per le precisazioni in merito alle diverse tempistiche di presentazione delle domande e ai differenti requisiti soggettivi che attengono ai lavoratori coinvolti nelle sospensioni o riduzioni di lavoro, in base al tipo di ammortizzatore richiesto.
Nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 40 dell’11-2-2016

10-02-2016 - COMUNICATO
CIG IN DEROGA 2016
Disposizioni sui Fondi di Solidarietà 2016

Nel Comunicato del 29 dicembre 2015 si ribadiva che il ricorso alla CIG in deroga è subordinato all’utilizzo degli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa, con specifico riferimento all’imminente avvio del sistema dei Fondi di Solidarietà, prefigurato dalla Legge Fornero ed oggetto di riordino generale nel Titolo II del Decreto Legislativo n. 148/2015, rimandando ad un successivo comunicato la diffusione di indicazioni più specifiche in merito.
Il nuovo sistema, che riguarda le imprese che non rientrano nel campo di applicazione della CIGO o della CIGS, è articolato in Fondi di Solidarietà Bilaterali e Fondi di Solidarietà Bilaterali Alternativi (art. 26 e art. 27, rispettivamente, del DLgs 148/2015), e nel Fondo di Integrazione Salariale (FIS, art. 29), che subentra dal 1° gennaio 2016 al Fondo di Solidarietà Residuale. Il FIS, è gestito dall’INPS e dà copertura alle aziende con più di 5 dipendenti (media dell’ultimo semestre) non rientranti nei due Fondi Bilaterali sopra citati, mentre il Fondo Residuale era destinato solo alle aziende con più di 15 addetti.
Il FIS garantisce l’erogazione sia del cosiddetto assegno ordinario (art. 30), corrispondente in pratica all’integrazione salariale, riservato alle sole imprese con più di 15 dipendenti in relazione alle causali della CIGO, ad eccezione delle intemperie stagionali, e della CIGS, limitatamente a crisi aziendale e riorganizzazione aziendale, sia dell’assegno di solidarietà (art. 31),  che ovviamente richiama la disciplina del Contratto di Solidarietà, e che spetta a tutte le aziende aderenti al Fondo, ma può essere richiesto solo a partire dal 1° luglio 2016 da quelle sino a 15 dipendenti.
Si rammenta, a proposito di quest’ultima disposizione, che la Legge di Stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 28) ha rifinanziato fino al 30 giugno 2016  (art. 1, comma 305, e successiva nota del Ministero del Lavoro n. 524 dell’11 gennaio 2016)  il Contratto di Solidarietà di tipo “B”, destinato ad aziende che non rientrano nel campo di applicazione della CIG ai sensi dell’art. 5 della Legge n. 236/1993, limitandone peraltro la durata al 31 dicembre 2016 per i contratti stipulati a partire dal 15 ottobre 2015.
L’operatività del Fondo di Solidarietà Residuale era stata notificata con la pubblicazione del Messaggio INPS  n. 7637 del 28 dicembre 2015. Per quanto riguarda il Fondo di Integrazione Salariale, l’INPS ha diffuso le prime istruzioni operative con la Circolare n. 22 del 4 febbraio 2016, scaricabile dal link in calce al presente Comunicato, in cui si precisa che, al momento, è operativa solo la procedura telematica per la presentazione della domanda di assegno ordinario, richiedibile per una durata massima di 26 settimane in un biennio mobile (Punto 1, ultimo capoverso), rimandando ad un successivo messaggio l’avvio della prestazione di assegno di solidarietà, in attesa della messa a punto delle procedure informatiche per la presentazione della domanda.
La domanda di assegno ordinario, di norma, va presentata, corredata dalla comunicazione di avvio della procedura o dall’accordo sindacale, e dall’elenco dei lavoratori in forza all’unità produttiva interessata, non prima di 30 giorni e non oltre 15 giorni dopo l’inizio delle sospensioni o riduzioni dal lavoro, ma il termine di 15 giorni decorre eccezionalmente dalla data della Circolare INPS prima citata, cioè dal 4 febbraio 2016,  per le istanze relative a sospensioni o riduzioni avviate tra il 1° gennaio e il 4 febbraio (Punto 2.3 della Circolare).
Si precisa inoltre che, mentre alla CIG in deroga possono accedere solo i dipendenti con almeno 12 mesi di anzianità alla data di inizio del periodo richiesto, per i Contratti di Solidarietà di tipo “B” è richiesta un’anzianità minima di soli 90 giorni alla data di inizio delle riduzioni di orario, e per l’assegno ordinario un periodo di lavoro effettivo minimo nell’unità produttiva interessata (incluse ferie, festività e maternità obbligatoria) di 90 giorni alla data di presentazione della domanda.
Considerato il quadro complesso, e non ancora del tutto assestato, così riassunto, e vista anche la Circolare del Ministero del Lavoro, Direzione Generale Ammortizzatori Sociali e I.O., n. 4 del 2 febbraio 2016, in cui si specifica che “… gli ammortizzatori in deroga intervengono nei casi non previsti dalla legislazione vigente (decreto legislativo n. 148 del 2015) allo scopo di fornire tutela ai lavoratori che altrimenti ne sarebbero privi”  si dispone quanto segue, in relazione alla gestione 2016 della CIG in deroga:

  • I datori di lavoro sino a 15 dipendenti (media dell’ultimo semestre) possono richiedere la CIG in deroga, ma se dichiarano esuberi e la norma e l’assetto organizzativo lo consentono, hanno titolo, fino al 30 giugno, a ricorrere al Contratto di Solidarietà di tipo “B”, che presenta  il vantaggio di assicurare una copertura per tutta l’annualità 2016.
  • Le imprese con più di 15 dipendenti non aderenti a Fondi Bilaterali o Bilaterali Alternativi e che non rientrano nel campo di applicazione della CIG devono richiedere all’INPS l’assegno ordinario di cui all’art. 30 del DLgs 148/2015, prima richiamato, ovvero, se sussistono le condizioni, far ricorso all’assegno di solidarietà ex art. 31 del DLgs 148/2015, quando l’INPS comunicherà l’apertura del canale telematico per la presentazione delle domande, ferma restando, fino al 30 giugno, la possibilità di utilizzare il Contratto di Solidarietà di tipo “B” sopra citato.
  • Le imprese con più di 15 dipendenti aderenti a specifici Fondi Bilaterali o Bilaterali Alternativi non ancora operativi, come il Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato, che coprirà tutte le imprese artigiane aderenti, indipendentemente dalla loro dimensione, possono richiedere la CIG in deroga fino alla messa a regime del Fondo di appartenenza. Tale evento comporterà anche il passaggio alle provvidenze garantite dal Fondo di riferimento da parte delle aziende fino a 15 addetti.

La neutralizzazione dei termini di presentazione delle domande di assegno ordinario con inizio delle sospensioni o delle riduzioni dal lavoro fra il 1° gennaio e il 4 febbraio (Punto 2.3 della Circolare INPS n. 22/2016, prima richiamato) rende possibile la copertura tramite il FIS delle situazioni di crisi decorrenti in tale periodo riferite ad aziende con più di 15 dipendenti non aventi accesso a CIGO o CIGS, che presumibilmente hanno presentato in prima battuta domanda di CIG in deroga.
Le imprese che ricadono in questa condizione devono presentare al FIS istanza di assegno ordinario, secondo le modalità specificate nella Circolare INPS n. 22/2016, segnalando alla casella di posta elettronica cigsinderoga@regione.piemonte.it  tale evenienza, in modo da sospendere l’operatività della domanda di CIGD, che sarà tenuta ferma in attesa della definizione della pratica in capo all’INPS, che ne determinerà l’annullamento. Si ritiene che la comunicazione di avvio della procedura di CIGD, o il successivo accordo sindacale, se precedente all’inizio del periodo richiesto, possano essere allegati alla domanda al FIS per dar conto dell’espletamento della procedura di informazione e consultazione sindacale prevista dall’art. 14 del DLgs n. 148/2015, da applicarsi anche all’assegno ordinario, come precisato al Punto 4 della Circolare citata.
S’intende che una volta completato il periodo di copertura dell’assegno ordinario, le aziende che permangano in crisi possono richiedere la CIG in deroga.

Circolare INPS n. 22 del 4 febbraio 2016

29-12-2015 - COMUNICATO
CIG IN DEROGA 2016
Prime indicazioni operative sulla nuova annualità

Come noto, la Legge di Stabilità 2016, approvata in via definitiva il 22 dicembre 2015 e in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, prevede che la CIG in deroga venga rifinanziata anche per il prossimo anno, che, stando alle disposizioni contenute all’articolo 2, commi 64 e 65 della L. 92/2012, dovrebbe segnare la chiusura dell’esperienza degli ammortizzatori in deroga. In particolare, la Legge dispone (articolo 1, comma 304) che la CIG in deroga possa essere concessa nel 2016 per un massimo di tre mesi per singola unità produttiva.
La Regione e le parti sociali piemontesi hanno sottoscritto su queste basi in data odierna l’Accordo Quadro relativo alle linee generali di gestione degli ammortizzatori sociali in deroga per l’anno 2016, inteso che l’Accordo del 12 settembre 2014 è applicabile solo fino al 31 dicembre 2015. Il testo dell’Accordo è scaricabile dal link in calce al presente Comunicato.
Si sottolinea che nel documento approvato oggi si è introdotto un limite minimo alle domande di CIG in deroga, pari a 5 giorni di calendario, ferma restando la durata massima di tre mesi, che corrisponde al limite disposto dalla Legge di Stabilità 2016, equiparato a fini gestionali a 92 giornate, cioè al numero medio di giorni nei periodi trimestrali decorrenti dal primo di ogni mese tra gennaio ed ottobre 2016; raggiunto tale limite non sarà più possibile presentare altre domande per la medesima unità locale, a seguito di un blocco attivato sul sistema di gestione Aminder. Il rispetto del limite inferiore (non meno di 5 giorni) non è soggetto a controllo automatico su Aminder, ma sarà verificato in sede di istruttoria, richiedendo una rettifica in caso di inadempienza.
Il comma 304, art. 1 della Legge di Stabilità 2016 prevede che le Regioni, nella misura del 5% delle risorse loro attribuite, possano derogare dai criteri stabiliti dagli art. 2 e 3 del D.I. n. 83473/2014. Nell’Accordo si rimanda all’accertamento dei fondi disponibili la definizione dell’impiego di tale riserva finanziaria.
Alla CIG in deroga possono accedere tutti i lavoratori subordinati, salvo i dirigenti; nel caso degli apprendisti di aziende che possono accedere alla CIGS o alla CIGO, valgono le disposizioni contenute all’art. 2 del DLgs 148/2015, che prevede per gli apprendisti la sola CIG ordinaria, salvo che per quelli operanti in imprese che hanno unicamente diritto alla CIG straordinaria (ad esempio, nel settore della vigilanza, o nel commercio e agenzie viaggi e turismo con più di 50 dipendenti). In questo contesto, l’integrazione salariale in deroga può essere riconosciuta solo agli apprendisti delle aziende che hanno attivato procedure di CIG straordinaria, al netto di quelle prima citate, e che, in presenza di crisi di natura strutturale, non hanno la possibilità di fare ricorso per i soli apprendisti alla CIG ordinaria.
Si ricorda inoltre, come indicato nel nuovo Accordo Quadro, che le imprese debbono prioritariamente richiedere gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro previsti dalla normativa corrente che siano loro effettivamente accessibili e pienamente operativi. Il riferimento è al sistema delineato nel DLgs n. 148/2015, e, in specie, all’avvio operativo dei Fondi di Solidarietà, che appare imminente, e che imporrà prioritariamente il ricorso alle prestazioni previste dal nuovo Decreto per tutti i dipendenti delle imprese in crisi aderenti ai Fondi interessati, inclusi gli apprendisti.
Si sottolinea che uno specifico controllo in merito viene esercitato dall’INPS quando riceve le domande autorizzate dalla Regione, e che questo comporta, per le istanze individuate dagli accertamenti, fatte salve tutte le verifiche del caso, il blocco dell’erogazione e la revoca della concessione regionale. La materia appare complessa e sarà oggetto di successivi approfondimenti e chiarimenti con la Direzione Regionale INPS, al fine di garantire gli opportuni raccordi fra CIGD e Fondi di Solidarietà nella fase di transizione verso il nuovo sistema.
Restano invariate le altre specifiche gestionali; per ogni dubbio si può far riferimento alla Circolare INPS n. 107 del 27 maggio 2015, o sentire gli uffici regionali inviando una e-mail alla casella cigsinderoga@regione.piemonte.it.
Si ricorda a tutti gli operatori del sistema regionale che gli accordi sindacali preliminari alla domanda di CIG in deroga vanno sottoscritti in linea di principio almeno un giorno prima dell’inizio del periodo di integrazione salariale richiesto, e che vanno preceduti da una comunicazione formale di inizio della procedura sindacale. Se si intende fare ricorso alla deroga ad inizio anno, è quindi indispensabile che tale comunicazione sia trasmessa in tempo utile.
In via eccezionale, in considerazione delle festività in corso e dell’adozione dell’Accordo Quadro regionale proprio a ridosso di fine anno, si dispone che per gli accordi relativi a periodi di integrazione salariale decorrenti tra il 1° e  il 15 gennaio e sottoscritti entro il 15 gennaio 2016 valga come data di riferimento a fini gestionali quella di invio della comunicazione di avvio della procedura, fermo restando che questa deve essere stata comunque trasmessa formalmente prima dell’inizio previsto delle sospensioni dal lavoro, pena lo slittamento della data di inizio periodo al giorno successivo a quello di riferimento. Quindi, se l’accordo è stato sottoscritto dopo l’inizio del periodo di CIGD richiesto (sempre entro e non oltre la data del 15 gennaio 2016), nella domanda si dovrà riportare, nel campo obbligatorio relativo alla data dell’accordo, la data della comunicazione di avvio della procedura.  Chi intende avvalersi della Commissione Sindacale deve avviare al più presto la procedura e dar seguito agli adempimenti previsti entro l’8 gennaio 2016.
Si prevede che il sistema gestionale Aminder venga aperto per la presentazione delle domande 2016 venerdì 15 gennaio alle ore 13,00; le domande 2015 potranno essere presentate e gestite ordinariamente fino al 12 gennaio, dopodiché eventuali rettifiche o presentazioni riferite agli ultimi giorni dell’anno dovranno essere richieste direttamente agli uffici regionali, con segnalazione alla casella di posta elettronica cigsinderoga@regione.piemonte.it.  Si rammenta che l’avvio dell’istruttoria è legato alla ricezione della marca da bollo, per cui è opportuno assolvere a questo adempimento al più presto, per evitare ritardi e complicazioni nella gestione dell’istanza, considerando le disposizioni sopra riportate rispetto alle pratiche ancora inevase alla data del 12 gennaio 2016.
Resta invariato il termine di presentazione delle domande, stabilito dall’art. 2, comma 7 del D.I. n. 83473/2014, in 20 giorni dalla data in cui di inizio del periodo di CIGD richiesto. In caso di presentazione tardiva della domanda, il trattamento di CIGD decorre dall’inizio della settimana anteriore alla data di presentazione della domanda.

Testo dell’Accordo Quadro del 29 dicembre 2015