E'
indubbia la complessità, la delicatezza e la novità
del lavoro che i soggetti sopracitati sono stati chiamati a svolgere
dalla legge 59/1997, dal d.lgs. 112/1998 e dal DPR.233/1998 e
non appare quindi esagerato ritenere che l'attenzione della cittadinanza
e degli operatori della scuola sia forte, tanto più che
è in questione uno dei servizi essenziali di una comunità
moderna.
La complessità e il convergere di differenti ruoli e competenze
impone una efficacia interazione e conseguente collaborazione
sia sul piano informativo che progettuale, in quanto proprio
l'interazione la collaborazione sono divenuti, nella recente
legislazione, principi giuridici fondamentali dei processi organizzativi
nel settore pubblico: essi, dunque, ancor prima che regole strategiche
o di elaborazione progettuale rappresentano principi giuridici
a tutti gli effetti.
Questo va tenuto ben presente da tutti i vari attori del complesso
lavoro, ad iniziare dalla scrivente Regione, poiché appare
del tutto chiaro che, venendo meno a tali norme di condotta amministrativa,
è ben difficile che esso possa venir svolto con efficacia
ed utilità.
Proprio per la fondamentale necessità rappresentata dalla
collaborazione, ci permettiamo di ricordare, sulla scorta del
DPR.233/98, le competenze dei soggetti cui è stata demandata
la riorganizzazione della rete scolastica in Piemonte e da cui
si deduce, immediatamente, tale necessità.
La Regione ha innanzitutto, come di consueto, un ruolo programmatorio
e d'indirizzo generale (art.3, comma 1) e successivamente di
verifica e coordinamento dei Piani provinciali, da far convergere
nel Piano regionale di dimensionamento (art.3, comma 8): ne consegue
anche il compito di adoperarsi, affinché interazione e
collaborazione siano presenti a tutti i livelli.
Le Province hanno chiaramente compiti fondamentali, descritti nell'art.3, circa l'organizzazione delle Conferenze e il delicato e complesso lavoro di raccordo con gli enti locali e, tramite i Provveditori e i Presidenti dei Consigli scolastici provinciali, con le scuole del territorio. Oltre alle incombenze affidate dal succitato DPR.233, alle Province, più in generale, in riferimento all'art.139 del d.lgs.112, spetta provvedere alla programmazione della rete delle scuole secondarie superiori con i connessi compiti definiti nei commi 1, 2, 3 di detto articolo.
Le Conferenze provinciali, ovviamente entità autonome rispetto alle Province, decidono le varie soluzioni organizzative per le autonomie scolastiche e approvano il Piano di dimensionamento (art.3, commi 4 e 6).
E' utile ricordare che il d.lgs 112 assegna ai Comuni (art.139) la programmazione della rete delle scuole dell'obbligo e materne con i connessi compiti fissati in analogia alle Province.
Ruolo
altrettanto fondamentale viene assegnato ai Provveditorati, i
soggetti che sino ad oggi hanno predisposto (e continueranno
poi con altro ruolo) l'organizzazione della rete scolastica,
depositari, oltre che di una grande esperienza in merito, anche
di indispensabili informazioni e relativa documentazione; tutto
ciò va a costituire il supporto indispensabile alle Conferenze,
come chiaramente stabilisce l'art.3, comma 5. Essi poi assicurano
il coinvolgimento delle scuole nel complesso lavoro di interlocuzione
durante le Conferenze (art.3, comma 2).
Proprio come soggetti corresponsabili (a nuovo titolo) dell'organizzazione
della rete scolastica spetta a loro procedere, sulla base delle
decisioni delle Conferenze, al riconoscimento dell'autonomia
delle singole istituzioni scolastiche e alla conseguente attribuzione
della personalità giuridica (art.4, comma 1). Altrettanto
fondamentale è poi la competenza circa la formazione delle
classi nei limiti delle dotazioni organiche (art.5, comma 4),
le quali consentono l'effettiva operatività delle decisioni
delle Conferenze, nonché quella circa l'assegnazione delle
dotazioni finanziarie ai singoli istituti scolastici autonomi
(art.6, comma 2).
Questa rapida rassegna delle competenze dei vari attori del processo
riorganizzativo delle scuole vuole dunque ricordare a tutti (ad
iniziare dalla Regione stessa) i doveri di reciproca interazione
e collaborazione ed in proposito, poiché, sino ad oggi
le interlocuzioni hanno riguardato, per forza di cose, soprattutto
le Province, sembra ormai indispensabile rafforzare i contatti
della Regione con i Provveditorati.
Per reperire: