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Sommario:




Organizzazione della rete scolastica

Ruoli e connesse collaborazioni fra Scuola - Enti locali - Regione riguardo all'elaborazione dei Piani provinciali di dimensionamento scolastico e più in generale alla programmazione della rete scolastica (ex d.lg. 112/1998 e DPR. 233/1998). (Comunicazione inviata ai Provveditorati agli Studi e alle Province in data 19/11/98)

E' indubbia la complessità, la delicatezza e la novità del lavoro che i soggetti sopracitati sono stati chiamati a svolgere dalla legge 59/1997, dal d.lgs. 112/1998 e dal DPR.233/1998 e non appare quindi esagerato ritenere che l'attenzione della cittadinanza e degli operatori della scuola sia forte, tanto più che è in questione uno dei servizi essenziali di una comunità moderna.
La complessità e il convergere di differenti ruoli e competenze impone una efficacia interazione e conseguente collaborazione sia sul piano informativo che progettuale, in quanto proprio l'interazione la collaborazione sono divenuti, nella recente legislazione, principi giuridici fondamentali dei processi organizzativi nel settore pubblico: essi, dunque, ancor prima che regole strategiche o di elaborazione progettuale rappresentano principi giuridici a tutti gli effetti.
Questo va tenuto ben presente da tutti i vari attori del complesso lavoro, ad iniziare dalla scrivente Regione, poiché appare del tutto chiaro che, venendo meno a tali norme di condotta amministrativa, è ben difficile che esso possa venir svolto con efficacia ed utilità.
Proprio per la fondamentale necessità rappresentata dalla collaborazione, ci permettiamo di ricordare, sulla scorta del DPR.233/98, le competenze dei soggetti cui è stata demandata la riorganizzazione della rete scolastica in Piemonte e da cui si deduce, immediatamente, tale necessità.
La Regione ha innanzitutto, come di consueto, un ruolo programmatorio e d'indirizzo generale (art.3, comma 1) e successivamente di verifica e coordinamento dei Piani provinciali, da far convergere nel Piano regionale di dimensionamento (art.3, comma 8): ne consegue anche il compito di adoperarsi, affinché interazione e collaborazione siano presenti a tutti i livelli.

Le Province hanno chiaramente compiti fondamentali, descritti nell'art.3, circa l'organizzazione delle Conferenze e il delicato e complesso lavoro di raccordo con gli enti locali e, tramite i Provveditori e i Presidenti dei Consigli scolastici provinciali, con le scuole del territorio. Oltre alle incombenze affidate dal succitato DPR.233, alle Province, più in generale, in riferimento all'art.139 del d.lgs.112, spetta provvedere alla programmazione della rete delle scuole secondarie superiori con i connessi compiti definiti nei commi 1, 2, 3 di detto articolo.

Le Conferenze provinciali, ovviamente entità autonome rispetto alle Province, decidono le varie soluzioni organizzative per le autonomie scolastiche e approvano il Piano di dimensionamento (art.3, commi 4 e 6).

E' utile ricordare che il d.lgs 112 assegna ai Comuni (art.139) la programmazione della rete delle scuole dell'obbligo e materne con i connessi compiti fissati in analogia alle Province.

Ruolo altrettanto fondamentale viene assegnato ai Provveditorati, i soggetti che sino ad oggi hanno predisposto (e continueranno poi con altro ruolo) l'organizzazione della rete scolastica, depositari, oltre che di una grande esperienza in merito, anche di indispensabili informazioni e relativa documentazione; tutto ciò va a costituire il supporto indispensabile alle Conferenze, come chiaramente stabilisce l'art.3, comma 5. Essi poi assicurano il coinvolgimento delle scuole nel complesso lavoro di interlocuzione durante le Conferenze (art.3, comma 2).
Proprio come soggetti corresponsabili (a nuovo titolo) dell'organizzazione della rete scolastica spetta a loro procedere, sulla base delle decisioni delle Conferenze, al riconoscimento dell'autonomia delle singole istituzioni scolastiche e alla conseguente attribuzione della personalità giuridica (art.4, comma 1). Altrettanto fondamentale è poi la competenza circa la formazione delle classi nei limiti delle dotazioni organiche (art.5, comma 4), le quali consentono l'effettiva operatività delle decisioni delle Conferenze, nonché quella circa l'assegnazione delle dotazioni finanziarie ai singoli istituti scolastici autonomi (art.6, comma 2).
Questa rapida rassegna delle competenze dei vari attori del processo riorganizzativo delle scuole vuole dunque ricordare a tutti (ad iniziare dalla Regione stessa) i doveri di reciproca interazione e collaborazione ed in proposito, poiché, sino ad oggi le interlocuzioni hanno riguardato, per forza di cose, soprattutto le Province, sembra ormai indispensabile rafforzare i contatti della Regione con i Provveditorati.

Per reperire:

  • normative nazionali citate: d.lgs 112/1998 GU 77/L (Supplemento ordinario al n. 92 del 21/4/1998);
    DPR 233/1998 GU 164 (Serie generale ) del 16/7/1998.
  • Testo DCR 492-10965 del 22/9/1998 BUR 41 del 14/10/1998;
    DCR 541-006876 del 27/5/1999 BUR [non ancora pubblicata]
  • ulteriori informazioni Ufficio di staff della Direzione Regionale Promozione attività culturali e Istruzione n. tel. 011/432-4445 oppure Settore Istruzione n. tel. 011/432-2143


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A cura della Direzione Istruzione, formazione professionale e lavoro

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