Ricerca
Archivio Interviste
marzo 2008
Paola Zini, direttrice di Torino 2008 World Design Capital Paola Zini, direttrice di Torino 2008 World Design Capital
Si inaugura il Torino 2008 World Design Capital: cosa significa per la città e per la regione?
Torino 2008 World Design Capital rappresenta un'importante sfida ed una grande opportunità per il nostro territorio, come ha avuto modo di sottolineare recentemente il ministro Rutelli lo scorso 26 novembre, in occasione della conferenza stampa di presentazione del calendario dell'anno. Il nostro obiettivo - e la nostra speranza - è quello di lasciare, al termine del 2008, un'eredità culturale al Piemonte, contribuendo allo stesso tempo alla crescita delle competenze del sistema locale. Iniziative già inserite a calendario, come le Summer school e International Design Casa, vanno proprio in questa direzione: creare un network di livello internazionale in grado di trasferire a Torino e in Piemonte non solo un know how specifico legato al tema del design, che andrà ad aggiungersi a quello delle realtà di eccellenza già presenti sul territorio, ma anche un'attitudine al progetto, una "mentalità progettuale" che ci piacerebbe potesse diffondersi anche nella Pubblica Amministrazione, in tutti i suoi ambiti, dalla sanità alla formazione.
Per quali motivi Torino è stata scelta come prima capitale mondiale del design? Quali sono i suoi punti di forza?
L'Icsid (International Council of Societes of Industrial Design) ha avviato nel 2005 il progetto World Design Capital: una competizione internazionale con cadenza biennale finalizzata all'identificazione di città e regioni che dimostrino di far leva con molta determinazione sul design, la ricerca progettuale e l'innovazione come fattori di sviluppo economico, sociale e culturale. Il 30 settembre 2005 il Presidente dell'Icsid, professor Peter Zec, nel corso dell'Assemblea Generale tenutasi a Copenhagen, ha conferito a Torino, nella persona del Sindaco Sergio Chiamparino, la nomina di prima World Design Capital. Con questo titolo, Icsid ha inteso riconoscere il successo della città e dell'intero territorio piemontese, nel processo di trasformazione.in atto, sviluppato coniugando la forte tradizione industriale con la vocazione all'innovazione e alla ricerca.
Torino 2008 si concentra sul design quale strumento di cambiamento socio-culturale, con un'enfasi particolare sulle aziende, l'istruzione, il sociale, i quartieri urbani, la città e la regione: come avviene questo processo?
Credo che l'esempio più calzante per spiegare questo processo sia il concorso internazionale Torino Geodesign, uno dei principali progetti di Torino 2008 World Design Capital.
Prima ancora di essere un progetto e un concorso, Geodesign è un'idea che definisce un campo d'azione straordinariamente esteso e attivo: il design autorganizzato, prodotto in piccole serie dalle comunità che popolano le grandi megalopoli globalizzate. Un design che nasce da comunità di utenti che organizzano produzioni in serie ristrette per rispondere in tempi rapidi a domande circoscritte e puntuali, destinate a una diffusione istantanea. Un design ad altissimo tasso creativo, che sfugge al circuito ristretto della produzione internazionale del lusso, e risponde a precise esigenze legate alla sopravvivenza immediata o a stili di vita in continua trasformazione.
Il progetto Torino Geodesign si fonda sulla collaborazione di circa quaranta comunità presenti sul territorio con altrettanti designer internazionali e aziende italiane. Focalizzando l'attenzione sulle persone invece che sugli oggetti, Torino Geodesign si pone l'obiettivo di attivare nuove forme imprenditoriali nelle comunità presenti sul territorio, attraverso la costruzione di una rete complessa di relazioni nella quale sfumano le distinzioni tra committenti e utenti, produttori e beneficiari della progettazione. Attraverso un processo flessibile e sperimentale, sono stati individuati temi di progetto assolutamente eterogenei - riviste, packaging, brand, oggetti da produrre in serie come gli stendipanni per le case popolari, spazi pubblici da riorganizzare - mentre i designer, artisti, architetti che lavorano insieme alle comunità nei workshop di progettazione sono stati selezionati attraverso un grande concorso internazionale di idee.
I prototipi - insieme agli schizzi, ai progetti, ai filmati e alle foto dell'intero processo - confluiscono in una grande mostra, testimonianza di una nuova modalità sistemica di fare design.
Ci interessa in particolare il rapporto tra design e innovazione: ci può fare degli esempi di innovazioni nate dal design? Quali aziende secondo Lei avrebbero maggior bisogno del design? Quale può essere il ruolo della ricerca in queste dinamiche?
Innanzitutto bisognerebbe distinguere tra innovazioni di prodotto e di processo. Se pensiamo alle prime possiamo pensare ad esempio alle nuove bottiglie dell'acqua, il cui disegno è stato studiato seguendo i principi dell'ergonomia, cercando di coniugare felicemente funzionalità e gradevolezza estetica. Ma l'approccio progettuale alla risoluzione dei problemi, che contraddistingue il design, può portare anche ad innovazioni di processo in diversi ambiti, quali ad esempio, la pubblica amministrazione, in cui una migliore qualità del servizio si riflette immediatamente nella percezione di una migliore qualità della vita. In questo senso credo che il design possa essere di aiuto per tutte le aziende. Quanto alla ricerca ritengo - per citare Gillo Dorfles - che esista e debba esistere anche in futuro un design di ricerca svincolato dalle regole imposte dal mercato; un design che si applica alle tecnologie non ancora sperimentate, necessariamente distaccato dal problema della commercializzazione. Esiste poi indubbiamente un design di consumo, alla portata di tutti, che segue le regole del marketing.
Quali strumenti potrebbe usare la Regione per valorizzare il rapporto tra territorio e design? Cosa ne pensa del concorso di idee bandito dalla Regione?
Credo che la strada giusta sia proprio quella che è stata intrapresa in questi ultimi anni: incentivare da una parte la grande creatività piemontese, la capacità di individuare nicchie di mercato nelle quali inserirsi trasformandole in poli di eccellenza, la capacità delle imprese del territorio di farsi portatrici di innovazioni di prodotto e di processo e, dall'altra, lavorare sul networking, sfruttando, tra l'altro, la grande opportunità che ci offre Torino 2008 World Design Capital per creare una rete di relazioni a livello nazionale ed internazionale in grado di dare un ulteriore impulso allo sviluppo del Piemonte. Il concorso di idee bandito dalla Regione mi sembra che si inserisca perfettamente in questo contesto.
Non sono presenti commenti
Accedi o registrati per inviare un commento.

