PORTO, l'archivio aperto delle pubblicazioni della comunità scientifica del Politecnico di Torino
Intervista al prof. Juan Carlos De Martin, Presidente del Sistema Bibliotecario del Politecnico di Torino
Giugno 2011
Neelie Kroes, attuale commissario europeo per l'Agenda Digitale ha dichiarato: "L'informazione scientifica ha il potere di migliorare la nostra esistenza ed è troppo importante per essere tenuta sotto chiave. Inoltre, ogni cittadino dell'UE ha diritto di accedere e trarre vantaggio dalla conoscenza prodotta utilizzando fondi pubblici”.
Questo accadeva lo scorso dicembre in occasione del lancio da parte della Commissione europea di “OpenAIRE”, una rete di archivi in grado di offrire a tutti e gratuitamente l’accesso on line alla conoscenza prodotta da ricercatori che hanno ottenuto sovvenzioni da parte del Settimo Programma Quadro (7°PQ) e dal Consiglio europeo della ricerca (CER).
Proprio in quest’ottica il 13 maggio 2011 è stata inaugurata l’iniziativa “PORTO – Publications Open Repository TOrino”. Cosa permette questo nuovo strumento messo a disposizione dal Politecnico di Torino alla comunità scientifica, alle aziende ed ai singoli cittadini?
PORTO è un sito web che mette a disposizione gratuitamente le pubblicazioni scientifiche prodotte dai docenti e ricercatori del Politecnico. Pubblicazioni spesso prodotte grazie a finanziamenti pubblici, ma che fino ad oggi erano accessibili solo a chi poteva permettersi di abbonarsi alla riviste scientifiche di settore (quasi sempre costose). Chi accede al sito può ora liberamente esplorare la produzione scientifica dell'Ateneo e, quando disponibile, scaricare il testo completo degli articoli o quantomeno sapere con precisione chi si occupa di che cosa all'interno del Politecnico.
Il Politecnico aderisce da tempo alla filosofia del “libero accesso” alla conoscenza scientifica permessa dalle nuove tecnologie; quali sono le iniziative ed i progetti promossi in tal senso dall’ateneo?
Il Politecnico aveva aderito, come quasi tutte le università italiane, alla Dichiarazione di Messina sull”open access”, impegnandosi quindi a mettere a disposizione di tutti online le proprie pubblicazioni scientifiche. A tale dichiarazioni di intenti il Politecnico ha fatto seguire passi concreti: l'adesione al gruppo Open Access della CRUI nel 2008, lo studio delle migliori pratiche “open access” a livello internazionale, l'organizzazione di un OpenAccessDay@polito nel novembre del 2009 e quindi l'inizio della progettazione di PORTO. Intanto il Politecnico, tramite il Centro NEXA su Internet & Società e col sostegno della Regione Piemonte, diventava un centro di eccellenza sui temi dell'accesso alla conoscenza tramite in particolare progetti Creative Commons Italia e Servizio Licenze Libere.
Il prof. Jean-Claude Guedon - dell’Università di Montreal e uno dei massimi esponenti del movimento Open Access - ospite d'onore al lancio di PORTO, ha prospettato possibili evoluzioni del progetto: secondo lei quali sono le principali?
PORTO ha il potenziale di ospitare, a regime, non solo tutte le pubblicazioni scientifiche prodotte dall'Ateneo, ma anche altre tipologie di risultati della ricerca. In particolare è sempre più chiaro che le pubblicazioni intese come mero testo – per quanto importanti – appartengono al passato: in futuro il testo sarà corredato sia dal software che è servito a produrre la ricerca, sia dai dati da cui si sono estratti i risultati. In questo modo sarà possibile sia verificare i risultati sia esplorare variazioni sul tema. PORTO inoltre potrebbe ospitare materiale didattico – sul modello dell'OpenCourseWare del MIT – nonché video, slide o altro materiale prodotto dai ricercatori stessi per rendere più accessibili ricerche altrimenti decodificabili solo da iper-specialisti.
Per ulteriori approfondimenti:
| PORTO – Publications Open Repository TOrino - http://porto.polito.it |
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OpenAIRE - Open Access Infrastructure for Research in Europe - www.openaire.eu |
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