Open Days 2008 - La parola al Piemonte
Obiettivo dell’incontro è stato quello di stimolare un dibattito sulla grande sfida energetica intrapresa dall’Europa: incremento dell’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia del 20% entro i prossimi dodici anni, 2020 appunto. Alcune Regioni, che si sono distinte nella promozione delle energie rinnovabili, hanno portato esempi di buone prassi nel corso dell’incontro. A presentare l’impegno della Regione Piemonte era presente il Direttore della direzione Ambiente ingegnere Salvatore De Giorgio.
Da un’analisi condotta da ENEA (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente) nel 2004, è risultato che la produzione piemontese di energia proveniente da fonti rinnovabili è sufficiente a soddisfare circa il 10% dei consumi energetici lordi, condizione che implica una dipendenza dalle importazioni per il restante 90%.
Nel mese di maggio, la Regione Piemonte ha fatto propria la sfida europea per l’incremento dell’utilizzo delle energie rinnovabili, firmando un “Manifesto per l’indipendenza energetica dal petrolio” cui hanno aderito istituzioni, cittadini ed imprese presenti sul territorio regionale.
Il manifesto elenca le priorità individuate dall’Assessorato all’ambiente:
- incremento degli investimenti in fonti rinnovabili e promozione concreta dell’efficienza energetica, a partire dal settore civile;
- eliminazione delle barriere che ostacolano un uso razionale dell’energia;
- promozione del trasporto pubblico e dei veicoli non inquinanti;
- creazione di filiere produttive locali.
L’ingegnere Salvatore De Giorgio ha sintetizzato gli impegni assunti dalla Regione nel corso degli anni scorsi e, quale esempio di buone prassi, ha illustrato due interventi di recupero ambientalmente compatibile di aree compromesse e non altrimenti utilizzabili realizzati dalla Regione Piemonte. Il primo intervento ha riguardato l’area di Baricalla ed è consistito nella riconversione di una discarica esaurita, precedentemente adibita alla raccolta di rifiuti generici e materiali pericolosi, che è stata recuperata per la produzione di energia elettrica attraverso l’utilizzo di pannelli fotovoltaici. Il progetto ha interessato una superficie di 50.000 metri quadrati con un costo complessivo di circa 8 milioni di euro.
Il secondo progetto è consistito nella messa in sicurezza idrogeologica e nel risanamento ambientale della maggiore miniera di amianto europea del XX secolo (Comune di Balangero). Nella sede dell’ex miniera, sono stati attualmente realizzati un parco geominerario ed una zona di protezione faunistica; l’area viene sfruttata soprattutto per la produzione di energia da fonti rinnovabili attraverso l’istallazione di impianti fotovoltaici e l’utilizzo della filiera legno – energia.
Il Direttore De Giorgio ha anche ricordato alla platea – decisamente numerosa – gli impegni attuali che, a fronte di un investimento complessivo stimato in circa 700 milioni di euro, prevedono l’utilizzo di 273 milioni di euro provenienti dal Fondo Europeo di sviluppo regionale (FERS) per il periodo 2007 – 2013.
Per maggiori informazioni visita la sezione dedicata sul sito della Regione Piemonte.
Il giorno successivo si è tenuto un workshop intitolato “Spreading the social and economic benefits of broadband” che ha permesso uno scambio di buone prassi su queste tematiche.
Essere connessi, e quindi poter accedere ai servizi erogati tramite internet, è essenziale nella quotidianità moderna; la Commissione Europea ritiene, perciò, fondamentale che tutti i cittadini europei possano utilizzare internet servendosi di una connessione a banda larga – ritenuta il passaporto necessario per la Società dell’Informazione e per una duratura crescita economica – entro il 2010.
Per conseguire questo obbiettivo l’Unione Europea ha finanziato in passato, e si è impegnata a continuare in tal senso in futuro, alcuni progetti finalizzati alla diffusione della broadband. Nonostante gli investimenti effettuati, che hanno permesso di triplicare l’accessibilità alla broadband nel periodo 2003 – 2007, il 7% della popolazione europea continua a non essere connessa. La diffusione della banda larga in Europa è, inoltre, lontano dall’essere omogenea: nei nuovi Stati membri poco più della metà della popolazione ne ha accesso (60% Romania) e i territori periferici sono generalmente meno serviti (nelle aree rurali italiane il 18% della popolazione non può accedere alla broadband, il 75% in quelle rumene).
Il Piemonte è stato rappresentato da Guido Albertini, dirigente Progetti Internazionali del CSI - Piemonte. Il suo intervento ha riguardato, in particolare, l’esperienza del Programma WI-PIE, oltre ad una breve presentazione di due progetti Interreg (RAL-Alcotrà e B3 Regions-Interreg IVC) portati avanti dalla Regione Piemonte e dal CSI, in collaborazione con numerosi partner italiani e stranieri.
Rispetto a WI-PIE, Albertini ha evidenziato la situazione iniziale piemontese in cui meno del 30% delle città erano raggiunte dalla rete broadband; in questo contesto è stato ideato il programma che si concluderà al termine del 2008 e che è finalizzato alla diffusione della connessione a banda larga su tutto il territorio regionale, con particolare attenzione per le aree di montagna. La realizzazione del progetto, del valore complessivo di circa 100 milioni di euro, è stata possibile solo grazie alle sinergie createsi tra differenti fonti di finanziamento (europee, nazionali, regionali e private).
Il progetto B3 Regions, partito a settembre 2008, si concluderà ad ottobre 2010, è finalizzato allo scambio di buone prassi sul tema dello sviluppo regionale della broadband e verrà realizzato attraverso la creazione di un network internazionale che colleghi le autorità di gestione e attuazione delle politiche in materia di ICT. Il progetto B3 riveste particolare importanza nel panorama internazionale essendo uno dei pochi “progetti fast track” attualmente in corso.
In tema di broadband, sono da ricordare due Comunicazioni, pubblicate recentemente dalla Commissione Europea; la prima Comunicazione “Second periodic review of the scope of universal service in electronic communications networks and services…”, che risale al 25 settembre scorso, tratta proprio dell’accessibilità alla broadband da parte di tutta la popolazione europea, la seconda “Future networks and the internet” è stata adottata alcuni giorni più tardi ed individua i possibili ambiti di sviluppo tecnico e di utilizzo di internet per il prossimo decennio.
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