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INTERVISTA a Luca Novarino e Valentina Vaio di Memoro, la banca della memoria

Banca della memoria: un progetto innovativo?

Luca:La Banca della Memoria, in realtà, nasce da un’idea molto semplice: ascoltare le storie degli anziani, una tradizione che da sempre appartiene all’uomo.

L’innovazione consiste nell’aver portato questi racconti sul web, l’unico mezzo che mette in comunicazione fra loro persone che abitano a migliaia di km di distanza, che non si conoscono e probabilmente nemmeno si incontreranno mai. Questo è Internet e noi l’abbiamo scelto, proprio perché ci piace l’idea che le storie di un nonno di Palermo possano essere ascoltate, conosciute e possano essere di esempio anche per un ragazzo di Bolzano.

Inoltre, Internet è il medium dei giovani, strumento che sempre di più sta diventando il loro punto di riferimento, sia come fonte di informazioni che come occupazione nel tempo libero. E sempre più anziani si stanno avvicinando al mondo dell’informatica. Ecco quindi un altro modo di mettere in contatto queste due generazioni: una ormai esperta internauta, l’altra neofita ma mossa da grande curiosità.

L’inserimento dei racconti in un database permette la massima libertà nella realizzazione dell’intervista: gli argomenti trattati sono i più vari, e ,grazie al motore di ricerca e grazie alla classificazione in categorie e sottocategorie, ogni visitatore può creare i suoi percorsi in modo dinamico.

Il nonno nel web: emozioni e reazioni

Valentina: Soprattutto all’inizio uno dei problemi più grossi che abbiamo riscontrato è stato quello di convincere le persone a rilasciarci la proprie interviste: il fatto che esse andassero poi a finire su un sito internet era motivo di timore. Consideriamo infatti che non tutti gli anziani conoscono la rete, molti sanno cosa è ma non la frequentano, la maggior parte di loro ne ha solo sentito parlare al telegiornale, spesso all’interno di storie di violenza o di truffe. L’idea di entrare a fare parte di questo mondo non li convinceva.

Sempre più spesso, grazie anche alla visibilità del progetto, incontriamo anziani che conoscono Internet o comunque che, se anche non lo frequentano, ne riconoscono i lati positivi, fra cui appunto quello di poter raggiungere chiunque. E’ questo che spinge queste persone a contattarci: vogliono che i giovani conoscano la loro esperienza, ciò che hanno vissuto sulla propria pelle e per questo scelgono di raccontare la loro storia attraverso un video che potrà potenzialmente essere visto in tutto il mondo.

Spesso, alcuni dei nostri intervistati, con cui abbiamo mantenuto i rapporti, con un notevole orgoglio ci hanno confessato fieri: “Mi hanno telefonato alcuni amici per dirmi che mi hanno visto in rete!!”. La stessa fierezza che provano quando ci rechiamo a casa loro e ascoltiamo la loro storia: sono orgogliosi che finalmente qualcuno, al di fuori del circolo familiare, renda ai loro ricordi il valore che meritano e permetta loro di diffondere le loro conoscenze, acquisite con l’esperienza pratica.

Cosa succede quando il nipote vede il nonno in rete

Valentina: Non so cosa succeda, perché noi a quel punto non ci siamo più. Ma so per certo che sono molti i giovani che ci chiamano o ci scrivono ringraziandoci per il regalo che abbiamo fatto non solo al nonno, ma anche a loro: quelle storie, che ascoltiamo da sempre, da quando siamo nati, asssumono un altro valore se ascoltate in un video su internet; è come se diventassero nuove e sconosciute. Un aspetto che ci ha estremamente stupito è che spesso i nostri protagonisti, durante l’intervista, iniziano a raccontare particolari sconosciuti persino ai loro parenti. Più di una volta ci siamo sentiti dire dai figli o dai nipoti: “Questo non me l’aveva mai detto!!!”. Ricordo un simpaticissimo signore toscano che, raccontandoci del suo ritorno in Italia dopo anni di prigionia, non è riuscito a controllare le proprie emozioni ed è scoppiato a piangere; in quel preciso istante, il nipote ventenne mi si è avvicinato e, commosso a sua volta, mi ha sussurrato: “Non avevo mai visto mio nonno piangere!!!”.

Inoltre, il pensiero che ora le memorie del proprio caro siano registrate e che quindi potranno rimanere per sempre è un aspetto che spesso commuove.

E’ nostra convinzione che quando un nipote vede suo nonno in rete, lo ascolta con più attenzione di quanto abbia mai fatto nella sua vita e forse per la prima volta percepisce la reale importanza di quei racconti, di quelle esperienze, di quegli episodi, che in fondo sono alla base del mondo in cui oggi viviamo.

In questi mesi abbiamo scoperto con enorme piacere che diversi dei nostri visitatori hanno poco più di venti anni, a dimostrazione del fatto che, al contrario di quello che si è soliti dire, esistono ancora tanti giovani non interessati solo alla mode del momento e all’apparenza, ma curiosi di scoprire le origini della nostra società, di approfondire argomenti fino ad oggi studiati solo sui libri di scuola, conoscere lo stile di vita delle persone che hanno vissuto prima di loro nella loro stessa regione, nel loro stesso paese.

A volte, si tratta di giovani che non hanno più nonni: per questo, ricorrono alla Banca della memoria, rimpiangendo certamente i propri cari ma contemporaneamente ritrovando nei nostri protagonisti quella famigliarità e quella dolcezza che solo un nonno è in grado di trasmettere.

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