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Il dato e’ pubblico…allora pubblichiamolo

Open your door, Open your Data

E’ la Regione Piemonte la prima amministrazione che parla e fa i fatti a proposito di open data, il progetto che prevede database d’informazioni liberamente scaricabili per chi ha buone idee e per usarli. L’approccio, nuovo per l’Italia ma già consueto per l’Europa e gli stati Uniti, prevede che i dati raccolti siano accessibili sotto licenza Creative Commons e tramite un sito web dedicato. http://www.dati.piemonte.it/

I dati pubblici sono una miniera a cielo aperto, disponibile, completi e in serie storiche, non inquinati da visioni interessate, tendenzialmente neutri, un potenziale per fare nuovo business o per aumentare la governance della cosa pubblica.

I dati, che siano il risultato dell'attività di un'amministrazione, basti pensare a quelli cartografici, al catasto, alle informazioni meteorologiche , o dati prodotti dall'amministrazione nell'adempimento degli obiettivi istituzionali, ci sono, sono tanti e, sono un patrimonio prezioso.

Public sector information "Informazioni del Settore Pubblico"è il nome che viene dato a questo patrimonio di dati pubblici. il valore dei dati è un potenziale per chi potrebbe usarli se fossero disponibili e accessibili.

Entrando in una logica di PSI l’obiettivo è quello di stimolare un nuovo rapporto tra pubblico e privato, non più legato a possibili inefficienze, ma basato sulla messa a disposizione del patrimonio informativo pubblico, per aiutare lo sviluppo di nuove , iniziative capaci di soddisfare esigenze e nuovi servizi, creare valore aggiunto, veicolare innovazione. Con i dati pubblici è possibile fare imprenditorialità: dalla semplice applicazione per smartphone che fornisce i tempi di arrivo dei mezzi pubblici, a complessi servizi di logistica, ambientali, o altro ancora.

Il modello europeo e anche quello statunitense rende chiaro come il riutilizzo commerciale dei dati pubblici sia un’ attività in sintonia con le possibili scelte di rendere direttamente disponibili a cittadini e imprese le informazioni utili alla vita quotidiana, alla trasparenza amministrativa, e all’esercizio e alla concretizzazione della. democrazia elettronica.

Per realizzare un sistema che sia in grado di rendere fruibili i dati pubblici a cittadini ed imprese è necessario che la PA italiana, per non essere tagliata fuori, si organizzi, metta in campo strategie di metodo e giuridiche, cose queste che sono già state fatte in molti altri paesi, dove hanno capito da tempo che le informazioni pubbliche, come evidenziato da una specifica Direttiva Europea (2003/98/EC), in vigore dal 2003. Direttiva che per altro che ha procurato all’Italia una sanzione per non averla attuata.

La Regione Piemonte però, si stacca dallo scenario di basso profilo del resto d’Italia, infatti dando seguito alla Direttiva europea, ha approvato, già a giugno del 2009, una delibera che approva le linee guida per il riuso dati e un modello di licenza standard per fornirli.

I primi dati regionali resi disponibili sono:

  • I dati dell‘Osservatorio ICT del Piemonte (es. diffusione, utilizzo ICT presso imprese, cittadini e PA)
  • I dati del sistema di rilevazione scolastica (elenco delle scuole piemontesi, numero di studenti, a partire dal 1980, esiti degli esami, tipi di scuole-statali, private, etc)
  • I dati dei codici dei comuni e degli stati esteri storicizzati
La roadmap dei dati che verranno messi in riuso prevede:
  • Basi dati decisionali/dati anonimi o aggregati diffondibili
  • Basi dati geografiche (a partire dai dati della Carta Tecnica Regionale)
  • Basi dati gestionali (a partire dalle strutture ricettive, raw data/interi DB)