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I creative commons

L'espressione inglese Creative Commons, indica un tipo di licenza libera che permette all’utente di riutilizzare o riprodurre l’opera riconoscendone i diritti morali (paternità e integrità) all’autore originario. Più in generale, è un movimento volto a sostenere la libera circolazione delle idee, e delle opere che ne sono il necessario tramite. Per raggiungere questo scopo, il movimento non intende abolire l’istituto del diritto d’autore; è l’autore stesso che, scegliendo di utilizzare questo tipo di licenza, decide di perdere alcuni suoi diritti. Il concetto di Creative Commons (CC) e il movimento legato a questo pensiero nascono dal mondo degli sviluppatori di software, vista la crescente necessità di poter manipolare, modificare, adattare il cosiddetto “codice sorgente”del programma alle proprie esigenze. Oggi il movimento è in crescita e i suoi campi di applicazione vanno al di là del mondo del software estendendosi a svariati settori.Il progetto Creative Commons dopo il lancio negli USA si espande rapidamente a livello globale. Per l'Italia, è un gruppo di lavoro di Torino che, tra i primi al mondo, inizia a lavorare ad una versione nazionale delle licenze Creative Commons. A coordinare le attività di Creative Commons in Italia, con il sostegno di un gruppo di lavoro multidisciplinare centrato a Torino è Juan Carlos De Martin docente del Politecnico di Torino. La Regione e il Politecnico hanno realizzato SELILI , il Servizio Licenze Libere, ovvero, uno servizio di consulenza tecnologica e giuridica per chi desidera utilizzare licenze di diritto d'autore ispirate a principi di condivisione come le Creative Commons per le opere creative e la GPL per il software.

Il 16 luglio la Commissione europea ha adottato un Libro verde sul diritto d'autore nell'economia della conoscenza.
Grazie al Libro verde, la Commissione intende avviare un dibattito sul futuro della politica in materia di diritto d'autore nel campo della conoscenza, con un focus particolare per le pubblicazioni scientifiche, la conservazione digitale del patrimonio culturale, le opere orfane, l'accesso degli utenti alle opere protette e gli specifici bisogni delle persone diversamente abili nella partecipazione alla società dell'informazione.

Il Libro verde è disponibile al link:
http://ec.europa.eu/internal_market/copyright/docs/copyright-infso/greenpaper_en.pdf
Per ulteriori approfondimenti:
Intellectual Property: Commission adopts forward-looking package

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