I materiali inerti (o aggregati litoidi), pur considerati una risorsa mineraria relativamente comune, presentano tuttavia caratteristiche naturali proprie, modalità variabili di lavorazione, possibilità particolari di messa in opera ecc., che possono essere oggetto di specifici vincoli contrattuali, finendo perciò spesso col far parte dei capitolati d'appalto per le più importanti realizzazioni costruttive.
Il valore unitario degli inerti è il più basso fra tutti i prodotti dell'industria estrattiva, ma questo dato non deve fuorviare rispetto al loro significato economico; si tratta di prodotti destinati all'industria delle costruzioni, e pertanto sono non solo utili ma necessari alla società.
Trattandosi di risorse minerarie, gli inerti sono in linea di principio esauribili, e quindi vanno tutelati in maniera adeguata, anche in considerazione del fatto che nella maggior parte degli impieghi di qualità (calcestruzzi e bitumati) essi sono praticamente insostituibili.
A causa del valore unitario basso, il costo del trasporto assume un peso notevole, e limita fortemente il raggio di commerciabilità intorno al luogo di estrazione; d'altro canto le cave non possono essere localizzate se non in aree ben limitate e definite, cioè dove è disponibile un "giacimento minerario" (vale a dire una concentrazione naturale di minerale utile che si trovi in condizioni tali da essere tecnicamente ed economicamente sfruttabile dal puto di vista industriale).
In Piemonte la superficie autorizzata ad attività di cava del comparto inerti è pari a 3219 ha (dati 1998), corrispondente allo 0,13% della superficie della Regione. Per dati puntuali sulla distribuzione, tipologia e potenzialità delle attività estrattive è possibile scaricare la Relazione del Documento di Programmazione delle Attività Estrattive - Primo Stralcio.