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Attività produttive

Sommario:




Attività estrattive: Cave e miniere

L'attività estrattiva riveste un ruolo di notevole importanza nell’economia regionale e nazionale. In Piemonte sono estratte materie prime suddivisibili in tre comparti estrattivi:

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  • Gli inerti da calcestruzzo, conglomerati bituminosi, tout-venant per riempimenti e sottofondi che costituiscono la materia prima principale dell’industria delle costruzioni, con notevoli ricadute occupazionali anche nell’indotto.
  • I materiali per usi industriali, il comparto è rappresentato da calcari per cemento e per calce, da argille (anche refrattarie), da sabbie silicee, da gessi e dal talco estratto nella miniera della Val Chisone. Le cave di materiali per usi industriali sono connesse a stabilimenti di trasformazione, i cementifici, le fornaci per calce e per laterizi e le strutture di lavorazione del gesso e di arricchimento delle sabbie silicee.
  • Le pietre ornamentali sono molto rappresentate e caratterizzate da un elevato valore unitario, correlato al peso economico ed alla posizione di competitività del nostro Paese a livello mondiale. Importante è il loro significato culturale per la salvaguardia del patrimonio storico, artistico ed architettonico.

La Regione ha competenze nel settore estrattivo, regolate dalla normativa di settore.

Per quanto concerne il comparto estrattivo di cava, la normativa (leggi e regolamenti) assegna alla Regione competenze in materia di:

  • Pianificazione dell'attività di cava attraverso il PRAE (Piano regionale delle Attività Estrattive);
  • Svolgimento dei compiti di Polizia mineraria;
  • Rilascio delle autorizzazioni per cave in aree protette a gestione regionale e relative aree contigue nonché per le cave finalizzate alla realizzazione di OOPP oggetto di accordo tra Stato e Regione.

Per le miniere compete alla Regione il rilascio dei permessi di ricerca e delle concessioni minerarie di minerali solidi di Iª categoria definiti all'art. 2 del Regio Decreto 1443/1927.

In carenza dell’approvazione del PRAE (che è stato reinserito nella normativa regionale solo recentemente con la legge regionale n. 3/2015) lo strumento di programmazione in vigore in Piemonte è il Documento di Programmazione delle Attività Estrattive (DPAE), atto a disciplinare lo svolgimento nel territorio regionale dell'attività estrattiva. In relazione alla normativa vigente dal 2000 al 2015, al DPAE dovevano seguire i PAEP (Piani Attività Estrattive Provinciali), in merito è vigente il Piano della Provincia di Novara.

La Regione ha istituito la Banca Dati delle Attività Estrattive attiva sul portale Sistema Piemonte condivisa ed implementata con le Province.

 

In Evidenza – Novità

LINEA FERROVIARIA AV/AC MILANO-GENOVA “TERZO VALICO DEI GIOVI”.

Pubblicata la documentazione di Aggiornamento 2016 del Piano di reperimento dei Materiali Litoidi ai senzi della Legge regionale 3 dicembre 1999, n. 30 e s.m.i. Vai alla pagina

FASE TRANSITORIA RELATIVA AL RIORDINO DELLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE.

In relazione al riordino delle funzioni attribuite a Regione, Province e Città metropolitana e Comuni, attuato dalla legge regionale 29 ottobre 2015, n. 23 (Riordino delle funzioni amministrative conferite alle province in attuazione della Legge 7 aprile 2014, n. 56) si è venuta a determinare la necessità di un chiarimento relativo al passaggio delle competenze autorizzative soprattutto in relazione ai procedimenti in corso. Con la nota n. 1723 del 28 gennaio 2016 è stato chiarito il percorso transitorio. Inoltre in relazione agli argomenti proposti dalle province e dalla Città Metropolitana, nel tavolo del 23 marzo 2016, riguardo alle competenze in merito ai procedimenti sotto indicati, in accordo con la Direzione Affari Istituzionali e Avvocatura si è definito quanto segue:

  • per il subingresso nella titolarità del diritto sul giacimento, l'art. 9 della l.r. 69/1978 stabilisce che la domanda vada presentata all'Ente competente al rilascio dell'autorizzazione (quindi a partire dall'1.1.2016, la competenza è delle province e della Città metropolitana).
  • per la proroga l'art. 10, comma 5 della l.r. 69/1978, stabilisce che “scaduti i termini autorizzativi ... se il progetto approvato non ha subito alcuna modificazione, l'amministrazione competente per il rilascio … può prorogare l'autorizzazione stessa per una durata... . In tal caso la stessa amministrazione che ha rilasciato l'autorizzazione (il Comune) sarà competente per la proroga, il progetto è infatti il medesimo ed è riferito alla precedente istanza e alla correlata autorizzazione. Quindi per le autorizzazioni già rilasciate dai Comuni la competenza sulla proroga resta in capo ai medesimi.
  • analogamente a quanto definito per la proroga per le modifiche di modesta entità di cui al comma 1 bis dell’art. 8 della l.r. 69/1978, trattandosi di domande riferite ad autorizzazioni vigenti, richiamando quanto già espresso nella DGR 22 febbraio 2016, n. 20 – 2940, la competenza in merito resta in mano all’Amministrazione che ha rilasciato il provvedimento autorizzativo.

Infine nei riguardi della liberazione delle garanzie fideiussorie presentate dagli esercenti le cave con beneficiari i comuni, con la D.G.R. 9 maggio 2016 n. 25 – 3253 sono state definite le competenze e le procedure relative al periodo transitorio, sino a quando, attraverso procedimenti di rinnovo delle autorizzazioni delle cave, le garanzie avranno come beneficiario le province o la Città metropolitana.

PROROGHE.

La legge regionale 3/2015 ha introdotto all’art. 10 comma 5 della legge regionale 69/1978, l’istituto della proroga di autorizzazione all’attività estrattiva. La Giunta regionale, con D.G.R. 31 luglio 2015 n. 26 – 1953 ha definito la documentazione tecnica semplificata e la modulistica da allegare all'istanza.

MODIFICHE MODESTA ENTITÀ.

La legge regionale 3/2015 ha introdotto all’art. 8 comma 1 bis della legge regionale 69/1978, la possibilità, per le cave di pietre ornamentali, di attuare modifiche di modesta entità del progetto autorizzato attraverso procedure autorizzative semplificate. La Giunta regionale con D.G.R. 22 febbraio 2016 n. 20 - 2940 ha normato le tipologie ammissibili di tali modifiche e la relativa documentazione da allegare all’istanza.

MONITORAGGI AMBIENTALI PER LE CAVE SOTTO FALDA.

Con la D.G.R. 22 febbraio 2016 n. 23 - 2943 sono state introdotte alcune semplificazioni all’art. 15.4 delle Norme di Indirizzo del Documento di Programmazione delle Attività estrattive – I Stralcio, che definisce i monitoraggi richiesti agli esercenti attività estrattive sotto falda.

RIORDINO FUNZIONI AMMINISTRATIVE.

La legge regionale 29 ottobre 2015, n. 23 (Riordino delle funzioni amministrative conferite alle province in attuazione della Legge 7 aprile 2014, n. 56) ha operato un riordino delle funzioni attribuite a Regione, Province e Città metropolitana e Comuni. In particolare sono state delegate alle province le funzioni amministrative (autorizzative) in materia di attività estrattive relativamente a cave e torbiere, di cui all'articolo 4 della legge regionale 22 novembre 1978, n. 69 (Coltivazione di cave e torbiere), precedentemente svolte dai Comuni. Inoltre a decorrere dal 1° gennaio 2016, la competenza in materia di Polizia mineraria è regionale come definito dall’articolo 2 della legge regionale 22 novembre 1978, n. 69.

SANZIONI RELATIVE ALLE CAVE.

La legge regionale 3/2015 ha introdotto modifiche all’art. 21 della legge regionale 69/1978, in materia di sanzioni per coltivazioni di cave in assenza di autorizzazione e per l’inosservanza delle prescrizioni contenute nel provvedimento di autorizzazione.

 




 

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