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Fondo di Sviluppo e Coesione

Il Fondo di Sviluppo e Coesione, già Fondo per le Aree Sottoutilizzate è stato istituito dall’art. 61 della Legge Finanziaria 2003 (Legge 27 dicembre 2002 n. 289) e modificato con le Legge Finanziaria 2007 (Legge n. 296 del 2006). Il Fondo costituisce lo strumento generale di governo della politica regionale nazionale per la realizzazione di interventi nelle aree sottoutilizzate. Il Fondo è utilizzato per finalità di riequilibrio economico e sociale, nonché per investimenti pubblici e incentivi, dando in tal modo attuazione al comma V dell’art. 119 della Costituzione: per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni. Le sue principali caratteristiche riguardano la strategia unitaria della programmazione degli interventi e la flessibilità nell'allocazione delle risorse consentendo in tal modo di impostare una politica nazionale regionale coerente con i principi e le regole di quella comunitaria.
Nel ciclo di programmazione 2000 – 2006 i principali strumenti del Fondo di Sviluppo e Coesione sono state le Intese Istituzionali di Programma e i relativi Accordi di Programma Quadro (APQ), istituiti con la legge di programmazione negoziata del 1996 (L.n. 662/96).Con la stipula delle Intese Istituzionali di Programma il Governo centrale e le Regioni hanno individuato settori di interesse comune, effettuato una ricognizione delle risorse disponibili e condiviso le regole per la programmazione, gestione e attuazione degli investimenti pubblici. L'Accordo di Programma Quadro (APQ) costituisce lo strumento attuativo dell’Intesa Istituzionale di Programma e, nel corso degli anni, è stato sempre più adeguato ai diversi obiettivi di policy. Con il ciclo di programmazione 2007-2013 lo Stato centrale e le Regioni hanno dato seguito alla riforma della Politica di coesione comunitaria unificando la programmazione della Politica regionale comunitaria con quella della Politica regionale nazionale (programmazione del FAS). In tale contesto il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) con la deliberazione n. 166/2007, allo scopo di dare concreta attuazione alla programmazione del FAS, ha previsto che le Amministrazioni interessate provvedessero alla predisposizione dei Documenti Unitari di Programmazione (DUP) e del Programma Attuativo Regionale (PAR); quest’ultimo contiene i profili operativi atti a esplicitare, sul piano realizzativo e delle modalità di attuazione, i contenuti di programmazione strategica definiti nel DUP, i relativi obiettivi ed azioni. I programmi attuativi del FAS concorrono al conseguimento degli obiettivi strategici indicati dalle Priorità definite dal QSN unitamente ai programmi operativi comunitari, ove presenti, operando l'integrazione territoriale o tematica delle linee di intervento previste nell'ambito della programmazione operativa comunitaria.

Contatti

Settore Programmazione negoziata
resp. Alfonso Facco tel. 011 4322694
segr. Clara Durbiano tel. 0114323989
e-mail programmazione.negoziata@regione.piemonte.it