Regione Piemonte - Formazione Professionale

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Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli.

immagineSono on line tutti i corsi di formazione professionale 2016-17.

Si rinnova il sistema regionale di certificazione delle competenze

immagine 1 agosto 2016 – La Regione ridisegna i suoi modelli per il riconoscimento delle competenze e degli apprendimenti. Lo fa in un quadro normativo rinnovato, che aggiunge nuovi elementi al sistema.

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Nel convegno dedicato all’argomento, svoltosi lo scorso 6 luglio, Regione e Città Metropolitana hanno illustrato i nuovi modelli di certificazione delle competenze. Le slide proiettate nell’occasione, sono scaricabili al link http://www.regione.piemonte.it/formazione/competenze/index.htm

Punti chiave del sistema, il riconoscimento degli apprendimenti informali e non formali, il principio della trasparenza nella certificazione, la valutazione di ogni apprendimento, la tracciabilità di quanto viene rilasciato, con il recupero degli attestati attraverso una ristampa dal sistema informatico.

Tra le prime Regioni in Italia,  proprio a seguito di questa sperimentazione, il Piemonte ha approvato, in linea con le Raccomandazioni del Consiglio europeo e nel quadro della normativa nazionale, le “Linee Guida per la certificazione delle competenze acquisite in ambito non formale e informale”. Un risultato storico, che ha permesso di  individuare gli enti titolati alla certificazione, le figure responsabili del processo e gli strumenti operativi per l’attestazione delle competenze professionali acquisite in contesti differenti da quelli di un percorso formativo. In ambito lavorativo, ad esempio, ma anche svolgendo il servizio civile o attività di volontariato.

Le Linee guida funzionano come una scatola degli attrezzi, per individuare il bagaglio di conoscenze e capacità acquisite dalle persone nel corso della propria vita, non riconosciute dal sistema, per tradurle in competenze certificate e spendibili nel mercato del lavoro. Con un linguaggio uniformato e strumenti di misura imparziali, per consentire a tutti lo stesso metro di valutazione.

Per saperne di più

Scuola – lavoro: la strategia piemontese per l’alternanza

immagine 14 giugno - La Regione Piemonte chiederà la defiscalizzazione del tutor aziendale per le imprese che accolgono studenti in percorsi di alternanza scuola-lavoro: in un emendamento alla prossima legge di stabilità si chiederà al Governo di esonerare le aziende dal versamento dei contributi previdenziali nei confronti dei lavoratori che svolgono la funzione di tutor degli allievi in formazione.

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È questa la proposta avanzata da Regione ed Ufficio scolastico regionale, emersa durante un recente incontro con diversi attori e istituzioni del territorio.
La Legge "La Buona Scuola" prevede che gli studenti delle scuole superiori effettuino negli ultimi tre anni almeno 400 ore di alternanza, nel caso degli istituti tecnici e professionali, e 200 in quello dei licei. A regime, le ragazze e i ragazzi piemontesi coinvolti in questi percorsi saranno 96.196. A questi numeri, vanno poi aggiunti i circa 13.700 giovani che frequentano percorsi finalizzati all’acquisizione di una qualifica o diploma professionale. Tra istruzione secondaria superiore e formazione professionale, l’alternanza in Piemonte interesserà quindi oltre 100 mila studenti ogni anno.

Esperti del mondo del lavoro: approvato l'aggiornamento dell'elenco

immagine19 maggio 2016 - E’ stato approvato l'elenco dei candidati risultati idonei per l'inserimento nell'elenco degli esperti del mondo del lavoro per le commissioni esaminatrici della formazione professionale. L'apertura di ulteriori sportelli sarà tempestivamente comunicata. L’elenco dei candidati idonei è pubblicato sul Bollettino ufficiale n. 20 del 19 maggio 2016

FSE: I partecipanti ad operazioni finanziate dal Fondo hanno l'obbligo di comunicare i dati della propria condizione familiare

foto21 marzo 2016 - La direttiva comunitaria Regolamento (UE) 1304/2013, impone che tutti i partecipanti ad operazioni finanziate con il Fondo Sociale Europeo comunichino una serie di dati relativi alla propria condizione familiare. Agli operatori è richiesto di raccoglierli nella fase di avvio dei progetti e inserirli nella piattaforma del sistema informativo della Regione Piemonte.

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Per disposizione della normativa europea, sovraordinata rispetto alle leggi nazionali, tali dati non si configurano più come "sensibili" ma come "di carattere personale", quindi possono essere rilevati mediante dichiarazione in forma semplice e non necessitano di liberatoria.
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