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In bosco

 

In generale sono vietati l'accensione di fuochi o l'abbruciamento diffuso di materiale vegetale in terreni boscati, pascolivi o cespugliati a partire da una distanza inferiore a cinquanta metri da essi (art. 11 co. 2 l.r. 21/2013).

Con D.D. n. 2331 pdf p del 28.09.2015 sono state approvate le disposizioni attuative per "l'accensione di fuochi per eliminare una frazione di biomassa facente parte del ciclo biologico forestale, anche in occasione di interventi selvicolturali volti alla cura e alla manutenzione dei boschi, allo scopo primario di ridurre il rischio di incendi boschivi" (art. 11 co. 3).

In considerazione delle disposizioni del vigente piano regionale antincendi boschivi è ammessa l'accensione dei fuochi solo nelle aree di base con classe di priorità d'intervento alta, moderatamente alta e moderata (scarica l'elenco dei Comuni corrispondenti alt). Per procedere all'accensione è comunque necessario presentare una comunicazione agli uffici regionali competenti almeno 48 ore prima dell'inizio dell'attività e previo accertamento da parte dell'interessato dell'inesistenza di ulteriori impedimenti quali, ad esempio, particolari disposizioni emanate dal Comune o la dichiarazione di stato di massima pericolosità ai sensi dell'art. 5 della l.r. 21/2013.

L'attività di abbruciamento è ammessa solo dall'alba al tramonto ed in assenza di vento o condizioni metereologiche che possano favorire l'innesco di incendi.

 

Fuori dal bosco

A partire da una distanza superiore a 50 metri

 

Con l'entrata in vigore della legge 116/2014 (che converte e modifica il D.L. 91/2014) l'abbruciamento nel luogo di produzione di materiale agricolo o forestale naturale, anche derivato da verde pubblico o privato, non si configura come attività di gestione dei rifiuti (e quindi non costituisce reato).

Il materiale che può essere bruciato è costituito da "paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzato in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa" e l'attività di abbruciamento è consentita per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti.

In particolare è consentita la combustione in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro. I comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale hanno la facoltà di sospendere, differire o vietare la combustione in caso di condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli o di rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana.

Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata.

 

Per ulteriori informazioni:

Settore Foreste
C.so Stati Uniti, 21 – 10128 Torino
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