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Che cos'è il bosco

Secondo la normativa regionale vigente (art.3, l.r. 4/2009):

  1. [...] per bosco si intendono i terreni coperti da vegetazione forestale arborea associata o meno a quella arbustiva di origine naturale o artificiale, in qualsiasi stadio di sviluppo, con estensione non inferiore a 2.000 m2 e larghezza media non inferiore a 20 m e copertura non inferiore al 20%, con misurazione effettuata dalla base esterna dei fusti. Sono inoltre considerate bosco le tartufaie controllate che soddisfano la medesima definizione.

  2. Sono assimilati a bosco:
    1. i fondi gravati dall'obbligo di rimboschimento per le finalità di difesa idrogeologica del territorio, qualità dell'aria, salvaguardia del patrimonio idrico, conservazione della biodiversità, protezione del paesaggio e dell'ambiente in generale;
    2. le aree forestali temporaneamente prive di copertura arborea e arbustiva a causa di utilizzazioni forestali, avversità biotiche o abiotiche, eventi accidentali, incendi.

Non sono invece considerati bosco...

  1. ...le tartufaie coltivate di origine artificiale, l'arboricoltura da legno di cui all'art. 4, i castagneti da frutto in attualità di coltura, gli impianti di frutticoltura, i giardini pubblici e privati e le alberature stradali.
  1. bis. Non sono, altresì, considerati bosco:
    1. i nuclei edificati e colonizzati da vegetazione arborea o arbustiva a qualunque stadio d'età;
    2. le formazioni forestali di origine artificiale realizzate su terreni agricoli a seguito dell'adesione a misure agro ambientali promosse nell'ambito delle politiche di sviluppo rurale dell'Unione europea una volta scaduti i relativi vincoli;
    3. i terrazzamenti in origine di coltivazione agricola;
    4. i paesaggi agrari e pastorali di interesse storico coinvolti da processi di forestazione, naturale o artificiale, oggetto di recupero a fini produttivi.

 

Il Regolamento regionale n. 2/R del 23.01.2017 individua che cosa non è bosco  ai sensi del comma 3 bis, lettere a), b), c) e d) e definisce modalità e criteri di applicazione.

  1. La continuità e l'omogeneità della superficie boscata non è interrotta dai confini amministrativi o di proprietà o da superfici incluse di qualunque altra natura, di estensione inferiore ai 2.000 m2 o di larghezza inferiore ai 20 m misurata al piede delle piante di confine e non identificabili come pascoli, prati o pascoli erborati.

  2. La colonizzazione spontanea di specie arboree o arbustive su terreni precedentemente non boscati dà origine a bosco quando il processo è in atto da almeno dieci anni

 

Una risorsa multifunzionale

I boschi, come componente essenziale dell'ambiente, rivestono una moltidudine di ruoli: produzione di legno, protezione del suolo e delle acque, conservazione della biodiversità, serbatoio di CO2, luogo di svago ed elemento essenziale del paesaggio. Tali funzioni sono riassumibili in cinque macro-categorie: produttiva, protettiva, turistico-ricreativa, naturalistica e ambientale, potenzialmente svolte in contemporanea da tutti i boschi, anche se in misura e con efficacia differente, a seconda del contesto ambientale e socio-economico.

La funzione produttiva

I boschi a funzione produttiva sono quelli delle stazioni a migliore fertilità, con buone possibilità di accessibilità ed esbosco. Occupano circa il 16% della superficie forestale regionale, con una prevalente localizzazione nei territori di pianura, ove ricoprono oltre 70.000 ha; sono prevalentemente castagneti (circa il 40% della superficie) e robinieti (circa il 30%), con una netta dominanza del governo a ceduo (circa il 60%).
Rappresentano il primo anello della filiera economica foresta-legno, costituita da proprietari e gestori forestali (pubblici e privati), ditte boschive e imprese di prima e seconda trasformazione del legno.
All'interno della funzione produttiva dei boschi sono compresi anche i prodotti non legnosi: tartufi, funghi, piccoli frutti e altri prodotti del sottobosco, nonché la fauna d'interesse venatorio.

La funzione di protezione

I boschi di protezione assolvono, con modalità differenti, la propria funzione sia verso attività ed interessi dell'uomo, sia verso le altre componenti dell'ecosistema forestale.

La "protezione generale o indiretta" si esplica come protezione del suolo dall'erosione, diffusa o incanalata, e come regimazione delle acque meteoriche, che vengono intercettate dalle chiome degli alberi, distribuite e trattenute nel terreno. Si tratta di funzioni svolte da tutti i popolamenti forestali, ma con diversa importanza a seconda della pendenza, della morfologia e delle tipologie di suolo. Nelle stazioni a maggiore fertilità e a minor pendenza, la funzione protettiva può essere affiancata da quella produttiva: si tratta di superfici forestali multi-funzionali (a funzione protettiva-produttiva), che prevalgono nei territori montani (circa il 50% della superficie forestale) e collinari (circa 75% della superficie forestale) piemontesi. I tipi forestali maggiormente rappresentativi sono i castagneti e le faggete in montagna, mentre in collina i castagneti sono affiancati da Querceti di roverella e robinieti.

La "protezione diretta" è invece quella che il bosco ricopre a favore di manufatti ed insediamenti esposti a pericoli naturali (valanghe, cadute di massi, scivolamenti superficiali e lave torrentizie) impedendo il verificarsi dell'evento calamitoso oppure mitigandone gli effetti dannosi. Questa funzione è svolta da circa il 15% della superficie forestale della montagna piemontese: soprattutto larici cembrete, faggete e castagneti.

La funzione turistico-ricreativa

La funzione turistico-ricreativa negli ultimi decenni ha assunto particolare rilievo nei Paesi occidentali, grazie alla sempre maggiore sensibilità verso i temi della fruizione della natura nel tempo libero e del benessere personale. Si tratta di boschi stabili, facilmente accessibili e nei quali si deve assicurare, con una opportuna gestione, la frequentazione degli ambienti forestali nella massima sicurezza. La funzione turistico ricreativa dei boschi interessa vaste superfici forestali, tuttavia assume il carattere di funzione prevalente in aree alquanto circoscritte (circa l'1% della superficie forestale piemontese) che comprendono soprattutto Larici cembrete montane di proprietà pubblica. All'interno delle funzioni turistico ricreative dei boschi si colloca anche il ruolo di elemento strutturale del paesaggio (funzione paesaggistica) che connota buona parte dei paesaggi tipici della nostra regione, e quello "estetico" di miglioramento del paesaggio stesso.

Le funzioni naturalistiche ed ambientali

Le funzioni naturalistiche ed ambientali comprendono un'ampia gamma di servizi resi dalle foreste in associazione con una o più delle funzioni precedenti.

Le funzioni naturalistiche in senso stretto riguardano la conservazione della biodiversità, delle risorse genetiche e di ambienti e habitat particolari per alcune specie vegetali o animali. Le funzioni ambientali sono invece costituite dall'insieme degli effetti positivi indotti dalla presenza del bosco sull'ambiente circostante:

  • il rilascio di ossigeno in atmosfera e la fissazione di anidride carbonica atmosferica sotto forma di composti stabili nel legno, nella lettiera e nel suolo, contribuendo così alla riduzione dei gas serra;
  • la filtrazione delle acque meteoriche;
  • l'abbattimento dei particolati atmosferici e degli altri inquinanti atmosferici;
  • la riduzione dell'inquinamento acustico.

 

Per ulteriori informazioni:
Settore Foreste
C.so Stati Uniti, 21 – 10128 Torino
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.