Versioni alternative:

Stampa

Attraverso l'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. è possibile inoltrare quesiti di natura tecnica al Settore Foreste della Regione che provvederà a fornire una risposta diretta. È anche possibile inviare suggerimentie proposte sui contenuti di questo sito web.

I quesiti più ricorrenti e le relative risposte sono stati organizzati nella seguente raccolta per facilitare l'utenza nella ricerca di informazioni all'interno del sito.

 

Come posso fare per tagliare il mio bosco? Quali procedure devo seguire?

Il regolamento forestale della Regione Piemonte (DPGR 8/R 2011 e s.m.i.) stabilisce le diverse procedure amministrative da attuare in funzione della natura e tipologia dell'intervento selvicolturale che si vuole attuare, nonché della superficie interessata.

Nella sezione "Tagli boschivi" sono descritte nel dettaglio i tipi di comunicazione o autorizzazione, le norme per gli interventi soggetti a procedura non ordinaria (ad esempio interventi selvicolturali all'interno di siti della Rete Natura 2000), i periodi ammessi per l'esecuzione degli interventi ed i requisiti degli operatori.

Per approfondimenti sulla gestione dei boschi sono anche disponibili le 5 guide:

Quali procedure devo fare per tagliare un albero non in bosco?

Generalmente l'abbattimento di un albero non in bosco non richiede nessuna procedura, tuttavia si deve tenere conto dei seguenti aspetti normativi:

L'esistenza di tali vincoli può essere verificata presso gli uffici tecnici comunali, che rappresentano, per questa fattispecie di intervento, il riferimento principale per tutte le procedure amministrative.

La presenza del vincolo paesaggistico (di cui al Codice dei beni culturali ed ambientali, D.lgs 42/2004 e s.m.i.) può riguardare il territorio su cui sorge l'abero che si intende abbattere (ex art. 136 e 142 del Codice dei Beni culturali), oppure l'albero stesso se riconosciuto come albero monumentale pdf p (ex art. 136 del Codice dei Beni culturali e l.r. 50/95); in questo secondo caso, tuttavia, il riconoscimento dell'albero quale "monumentale" è stato notificato al proprietario.
L'esistenza del vincolo paesaggistico impone la necessità di richiedere il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica al sindaco del comune ove si intende operare, eventualmente fornendo relazione tecnica che illustri la necessità di procedere all'abbattimento.

Ulteriori prescrizioni e limitazioni possono derivare dai regolamenti comunali in materia di verde privato, edilizia, polizia urbana. Ai sensi di tali regolamenti gli uffici tecnici comunali possono imporre limitazioni all'abbattimento oppure prescrivere opere di ripristino e compensazione ambientale.
Occorre altresì considerare le possibili interferenze delle operazioni di abbattimento con la viabilità; anche per questo aspetto possono essere necessari provvedimenti dell'autorità comunale per l'adozione delle necessarie restrizioni al traffico durante i lavori.

Qualora l'albero che si intende abbattere sorga all'interno del territorio di un parco, occorre fare anche riferimento agli uffici tecnici dello stesso per valutare l'esistenza di ulteriori prescrizioni derivanti dagli strumenti di pianificazione dell'area protetta.

È richiesto un patentino per l'uso della motosega? E per l'uso del trattore forestale? Esistono dei corsi di formazione per lavorare in sicurezza? Come posso partecipare?

No, non è richiesto nessun tipo di patentino per l'utilizzo della motosega.

A partire dal 1° settembre 2015 sono richiesti specifici requisiti professionali per eseguire interventi selvicolturali in bosco su superfici superiori ai 5.000 m2.

La Regione Piemonte promuove e finanzia nell'ambito del Programma di Sviluppo Rurale corsi di formazione per le diverse figure professionali operanti in bosco, utili sia per migliorare le proprie competenze e lavorare in sicurezza, sia per certificare i requisiti sopra citati.

I corsi, suddivisi in tre ambiti:

sono completamente gratuiti per i partecipanti e sono rivolti esclusivamente agli operatori professionali che possono procedere all'iscrizione compilando l'apposito modulo.

Per l'utenza non professionale non è attualmente prevista la possibilità di partecipare ai corsi finanziati dalla Regione, ma è comunque possibile consultare le pubblicazioni tecniche che costituiscono parte dei testi utilizzati nei corsi.

Si ricorda inoltre che per iscriversi all'Albo delle imprese forestali, le ditte devono avere nel proprio organico almeno un addetto, legato all'impresa in modo stabile ed esclusivo, che abbia acquisito specifiche competenze tecnico-professionali in campo forestale anche attraverso la frequenza dei corsi di formazione finanziati dalla Regione.

 

Trattore forestale

Ai sensi dell'art. 73, comma 5 del D.Lgs. 81/08 invece, chiunque utilizza trattori agricoli e forestali deve essere in possesso di una formazione ed addestramento adeguati e specifici, tali da consentire l'utilizzo delle attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altre persone.

La formazione è attestata dall'abilitazione all'uso, in vigore dal 31.12.2015. I corsi, le cui modalità esecutive sono definite dall’accordo stato-regioni del 22.02.2012 pdf p, possono essere organizzati da soggetti formatori pubblici (Regioni e Provincie autonome, Ministero del lavoro, INAIL), associazioni datoriali, ordini professionali e soggetti privati accreditati e prevedono l'effettuazione di lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla sezione Sanità del sito della Regione:
le procedure regionali > Corso di formazione per addetto alla conduzione di trattori agricoli o forestali

Che cos'è il Vincolo idrogeologico? Mi impedisce di tagliare il bosco?

Il Vincolo idrogeologico (l.r. 45/1989) tutela le aree territoriali che per effetto di interventi quali, ad esempio, disboscamenti o movimenti di terreno possono subire denudazioni, perdere la stabilità o turbare il regime delle acque. Il Vincolo non preclude la possibilità di intervenire sul territorio, ma subordina l'intervento all'ottenimento di una specifica autorizzazione.
Ottenuta tale autorizzazione il richiedente, seguendo le prescrizioni impartite, può effettuare la trasformazione d'uso del suolo richiesta (ad esempio il dissodamento di un'area a pascolo per realizzare una coltivazione agraria).

Vorrei trasformare il bosco in altra destinazione d'uso? È possibile? Il Vincolo paesaggistico me lo permette?

Per il loro interesse paesaggistico, i territori coperti da foreste e da boschi, anche quelli percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, sono tutelati dal Vincolo paesaggistico (art. 142 del d.lgs. 42/2004). Ciò significa che la trasformazione di un bosco in altra destinazione d'uso, ossia qualsiasi intervento che comporta l'eliminazione della vegetazione esistente (comprese le ceppaie) finalizzato a un'utilizzazione del suolo diversa da quella forestale , è possibile solo a seguito di autorizzazione (art. 19 della l.r. 4/2009).
L'autorizzazione è rilasciata dai Comuni per superfici boscate inferiori ai 30.000 m2 e dalla Regione (Settore Attività di Gestione e Valorizzazione del Paesaggio | Via Avogadro, 30 - Torino | tel. 011-4321379) per superfici superiori.
In caso di trasformazione del bosco è previsto inoltre l'obbligo di interventi di compensazione a totale carico del destinatario dell'autorizzazione.

Ulteriori approfondimenti sul Vincolo, la trasformazione e le compensazioni.

Posso bruciare le ramaglie e altri residui vegetali? Quali prescrizioni devo seguire?

In ambiente forestale, e fino a una distanza di 50 m dal bosco, è consentito procedere alla combustione dei residui vegetali delle utilizzazioni, seguendo le indicazioni della D.D. n. 2331/2015 e le sue disposizioni operative. È ammessa l'accensione dei fuochi solo nelle aree di base con classe di priorità d'intervento alta, moderatamente alta e moderata; per procedere all'accensione è necessario presentare una comunicazione agli uffici regionali competenti almeno 48 ore prima dell'inizio dell'attività e previo accertamento da parte dell'interessato dell'inesistenza di ulteriori impedimenti quali, ad esempio, particolari disposizioni emanate dal Comune.

L'attività di abbruciamento è ammessa solo dall'alba al tramonto ed in assenza di vento o condizioni metereologiche che possano favorire l'innesco di incendi.

Fuori dal bosco (a partire da una distanza superiore a 50 m), con l'entrata in vigore della L. 116/2014, l'abbruciamento nel luogo di produzione di materiale agricolo o forestale naturale, anche derivato da verde pubblico o privato, non si configura come attività di gestione dei rifiuti (e quindi non costituisce reato). Il materiale che può essere bruciato è costituito da "paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzato in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa" e l'attività di abbruciamento è consentita per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti. La combustione è consentita in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro.

I comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale hanno la facoltà di sospendere, differire o vietare la combustione in caso di condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli o di rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana.

Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata.

Approfondisci entrambi i casi.

Come posso richiedere le piantine ai vivai forestali regionali?

L'assegnazione gratuita delle piantine per i privati è prevista esclusivamente per interventi di ricostituzione del bosco danneggiato da incendio o altra calamità per i quali non sono previsti specifici finanziamenti. Per gli enti pubblici è possibile richiedere l'assegnazione gratuita nell'ambito delle proprio attività istituzionali.
L' assegnazione a pagamento di piante forestali e tartufigene è concessa ai soggetti pubblici e privati che ne facciano richiesta, a prescindere dalla localizzazione del terreno di messa a dimora.

Nelle rispettive pagine sono disponibili le indicazioni per l'assegnazione e la modulistica per la richeista delle piantine.

Come devo fare per iscrivere la mia azienda all'Albo delle imprese forestali?

L'iscrizione all'Albo, volontaria e gratuita, può essere effettuata in qualsiasi momento e in modo autonomo attraverso l'apposita procedura informatica, oppure presso gli Sportelli forestali presenti sul territorio regionale o utilizzando i moduli cartacei. Il mantenimento dell'iscrizione è soggetto a richiesta di conferma annuale da effettuarsi tra il 1° novembre e il 31 dicembre di ogni anno successivo a quello d'iscrizione.

Possono chiedere l'iscrizione le imprese forestali iscritte al Registro delle imprese presso la competente CCIAA con attività prevalente o secondaria di "Silvicoltura e altre attività forestali" (codice ATECO 02.10.00) o "Utilizzo di aree forestali" (codice ATECO 02.20.00) o ad analoghi registri dello Stato di appartenenza per le imprese aventi sede legale all'estero per attività equivalenti. Le imprese devono inoltre avere nel proprio organico almeno un addetto, legato all'impresa in modo stabile ed esclusivo, che abbia acquisito specifiche competenze tecnico-professionali in campo forestale tramite percorsi di formazione professionale ai sensi della normativa vigente o riconosciute dai soggetti territorialmente competenti.

Le imprese non devono essere in stato di fallimento, di liquidazione coatta, di concordato preventivo, nè sottoposte a procedimenti per la dichiarazione di una di tali situazioni; non devono aver commesso, nel corso dei tre anni precedenti la richiesta, gravi violazioni delle norme in materia ambientale, forestale, del lavoro e di sicurezza dei cantieri, che abbiano comportato condanna penale definitiva; non devono essersi rese colpevoli di negligenza o malafede nella realizzazione di opere o servizi nell'anno precedente alla richiesta; non devono aver riportato sanzioni interdittive di cui all'art. 9, co. 2, lettera c) del D.Lgs 231/2001 o altra sanzione che comporta il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione, nè aver riportato, nell'anno precedente alla richiesta, alcuna delle sanzioni amministrative previste dall'art. 36 della l.r. 4/2009 per importi superiori a 10.000 €.

L'iscrizione all'Albo non è prevista per le pubbliche amministrazioni qualora eseguano interventi in amministrazione diretta e per i cittadini beneficiari di uso civico.

Le caratteristiche dell'Albo sono definite nel Regolamento regionale 8 febbraio 2010, n. 2/R in attuazione dell'art. 31 della l.r. 4/2009.

Come posso fare per realizzare un impianto di arboricoltura da legno sul mio terreno? È possibile accedere a forme di aiuto economico per coprire le spese?

In questo momento non sono aperti bandi per l'imboschimento dei terreni agricoli; occorrerà attendere il prossimo Programma di Sviluppo Rurale 2014-20, attualmente all'esame della Commissione Europea.

Per la pioppicoltura si pensa di poter uscire con il primo bando a fine 2015, per gli impianti a ciclo medio-lungo con latifoglie di pregio non prima del 2017. Le regole per il finanziamento degli impianti dovrebbero riprendere almeno in parte quelle dell'ultimo bando per la misura imboschimento (2010).

A partire dal 2001, la Regione Piemonte ha prodotto alcune pubblicazioni, cartacee e video, sull'Arboricoltura a ciclo medio-lungo con latifoglie di pregio:

Il materiale vivaistico per l'impianto può essere acquistato presso un vivaio privato. In alternativa è possibile rivolgersi ai vivai forestali regionali, che producono piantine forestali a partire da seme raccolto da popolamenti piemontesi di specie arboree e arbustive autoctone, e che hanno curato un vademecum per il corretto utilizzo delle piantine da mettere a dimora.

È necessario un tesserino per la raccolta dei tartufi? Dove e quando si possono raccogliere?

Coloro che intendono intraprendere l'attività di ricerca e di raccolta dei tartufi sul territorio regionale devono sostenere un esame per l'accertamento dell'idoneità. Il superamento dell'esame di idoneità dà diritto al rilascio del tesserino di durata decennale valido su tutto il territorio nazionale. Annualmente è poi necessario corrispondere la tassa di concessione regionale per al ricerca e la raccolta dei tartufi, pari ad € 140.

Gli esami si svolgono in due sessioni annuali (primavera ed autunno) presso gli uffici agricoltura delle province e delle città metropolitane.

La ricerca e la raccolta dei tartufi possono essere effettuate solo nei periodi previsti dalla Regione per ogni singola specie di tartufo e indicati nell'apposito calendario; si possono effettuare nei boschi e nei terreni non coltivati ma sono vietate nei terreni privati e nelle tartufaie segnalate ai sensi della normativa vigente.

Ulteriori approfondimenti sul tartufo in Piemonte e le modalità di ricerca e raccolta.

 

Per ulteriori informazioni:
Settore Foreste
C.so Stati Uniti, 21 – 10128 Torino
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.