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Il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università di Torino, su incarico della Regione, ha effettuato una nuova analisi dei dati relativi alle ditte iscritte all’Albo delle imprese forestali del Piemonte, aggiornati al 31 marzo 2015.

Da tali dati si osserva una buona vitalità delle imprese iscritte, che si mostrano capaci di adattarsi alle attuali condizioni economiche; delle 443 imprese iscritte (oggi 465), il 10% (44) è costituito da nuove iscrizioni avvenute dopo il mese di settembre 2014.
Si conferma pertanto un trend positivo costante dal 2010 ad oggi quantificabile in circa 8 nuove iscrizioni al mese.

imprese2015

Il numero totale di lavoratori occupati è pari a 1.185 unità che portano ad una media di 2,7 addetti/impresa; nell’ultimo periodo di osservazione, l’età media degli imprenditori si è ridotta scendendo al di sotto dei 45 anni, e solo il 51% ha un'età superiore.
Per quanto riguarda la formazione, si rileva un elevato interesse, infatti, hanno partecipato e superato positivamente almeno un corso formativo specifico il 60% degli operatori. Si rileva inoltre che più di un quarto (26%) ne ha seguito almeno due.

Dall’analisi delle attrezzature impiegate si rileva che il 77% delle macchine ha età inferiore a 15 anni, risultato che, per il comparto agroforestale è da considerarsi positivamente; inoltre sono operanti in Regione ben 16 forwarder e 8 harvester che rappresentano le macchine più avanzate attualmente disponibili; le gru a cavo, tradizionali e con stazione motrice mobile, sono complessivamente 65, numero che dimostra una certa vitalità e capacità di operare in condizioni difficili.
Dall’analisi complessiva delle attrezzature si conferma pertanto la presenza di imprese potenzialmente attive e disposte ad investire nel settore. Va registrato per contro un calo, negli ultimi anni, dei prelievi unitari medi, passati dai 7.000 quintali/anno/impresa del 2012 ai poco meno di 5.000 del 2013 e infine ai soli 4.000 attuali. Tale tendenza è confermata dal 69% delle imprese che dichiara prelievi da utilizzazioni forestali per meno di 10.000 quintali/anno, contro il 65% dell’anno precedente. Evidentemente le imprese stanno cercando di differenziare l’offerta lavorativa, per integrare il proprio reddito con attività di tipo multifunzionale, quali ad esempio la gestione del verde e le sistemazioni idrauliche.

Tuttavia il commercio è in ripresa, specialmente per la legna da ardere, per la quale si evidenzia un incremento delle vendite del 33% rispetto all’anno precedente, mentre per gli assortimenti più nobili, tondo e paleria, si registra ancora un lieve calo. Nel complesso il settore ha registrato un saldo positivo delle vendite dichiarate di legname, salite del 4% rispetto al 2013.

Il contesto imprenditoriale, espresso dalle imprese iscritte all’Albo, continua a mostrare una forte eterogeneità, sia per quanto riguarda le caratteristiche strutturali ed economiche, sia per le tipologie di attività svolte. Tuttavia, la forte duttilità espressa consente una buona tenuta complessiva del settore. Tale andamento è avvenuto sacrificando parzialmente le potenzialità di crescita in ambito delle utilizzazioni forestali, a favore della multifunzionalità. Inoltre il ricambio generazionale in corso e le opportunità formative, erogate su scala regionale, fanno emergere un rapido accrescimento della professionalità degli addetti che costituisce un fattore positivo per il futuro.

 

Per ulteriori informazioni:

Settore Foreste
C.so Stati Uniti, 21 – 10128 Torino
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