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life natura2000L’Unione Europea ha istituito 25 anni fa, nel 1992, il programma LIFE, con lo scopo di sostenere progetti di salvaguardia dell'ambiente e della natura negli Stati membri e in alcuni paesi candidati e limitrofi.

LIFE 2014-2020

Dai programmi LIFE I, II e III (periodo 1992-2006) si è passati al LIFE + (2007-13) e infine al Programma europeo per l’Ambiente e per il Clima - LIFE 2014-2020, istituito con il Reg. (UE) n. 1293/2013.

Il LIFE 2014-2020 che punta a dare concreta attuazione all’iniziativa “Un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse”, è strutturato in due sottoprogrammi:

  • Ambiente, con 3 settori prioritari: efficienza energetica, natura e biodiversità, governance ambientale e informazione;
  • Azione per il clima, anch’esso ripartito in 3 ambiti prioritari: mitigazione dei cambiamenti climatici , adattamento ai cambiamenti climatici, governance e informazione.

I PROGETTI

Possono essere presentati progetti "tradizionali", cioè progetti pilota, di buone pratiche, dimostrativi e di sensibilizzazione, ma anche progetti integrati (PI), di assistenza tecnica ai PI e progetti preparatori.
Nel programma 2014-20 viene data particolare importanza alle foreste, per il loro ruolo fondamentale nella tutela della biodiversità e delle risorse acqua e suolo, nonché per la mitigazione dei cambiamenti climatici tramite l’assorbimento dell’anidride carbonica dall’atmosfera e lo stoccaggio del carbonio.

Già nei precedenti periodi di programmazione le foreste hanno avuto uno spazio significativo, coprendo a livello complessivo UE quasi il 15% dei progetti realizzati, percentuale che scende a poco meno del 10% per l’Italia, ma con un importo complessivo di 112 milioni di euro, in un periodo peraltro di netta riduzione delle risorse pubbliche destinate alla ricerca e alla divulgazione.
Un bilancio approfondito dei progetti LIFE dedicati alle foreste italiane svolti dal 1992 ad oggi è stato presentato nello scorso mese di maggio a Firenze nell’ambito evento Life e Foreste: 25 anni del Programma LIFE, curato da Compagnia delle Foreste.

Molti di questi progetti hanno sicuramente fornito un contributo importante alla diffusione di tecniche innovative per la gestione sostenibile, la tutela della biodiversità, la valorizzazione dei prodotti e dei servizi forestali. Di seguito se ne citano alcuni, sia conclusi che in corso, ritenuti particolarmente significativi anche per le foreste piemontesi, rimandando agli specifici siti internet per informazioni e approfondimenti:

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operai informaplusInForma Plus nasce della positiva esperienza del progetto InForma, conclusosi a marzo 2015; infatti, i partner coinvolti intendono continuare la collaborazione, sviluppando le tematiche affrontate nel precedente periodo di programmazione ALCOTRA (2007-2013) e capitalizzando i risultati. InForma Plus è un progetto di cooperazione per la formazione forestale professionale nello spazio alpino trasfrontaliero franco-italiano; è partito a gennaio 2017 e terminerà a gennaio 2020.

Il partenariato del progetto è composto da enti pubblici e privati che operano per lo sviluppo del settore forestale nel territorio italiano e francese:

Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea e dagli Stati membri tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale INTERREG ALCOTRA, si inserisce nel quadro di riferimento fornito dalla strategia dell’Unione Europea per la Regione Alpina (EUSALP), per valorizzare l’attrattività e la competitività della regione alpina oltre che lo sviluppo sostenibile dei suoi territori.

Nello spazio compreso tra Italia e Francia i boschi coprono più di un terzo del territorio e la filiera del legno costituisce un importante tassello dell’economia locale. InForma Plus intende affrontare quelle problematiche che limitano lo sviluppo del settore forestale attraverso la promozione delle imprese forestali e del mestiere del boscaiolo, riconoscendo a questa figura professionale un ruolo determinante nella gestione sostenibile, efficace e duratura del territorio.

L'obiettivo generale è:

  • aumentare e rafforzare, a livello transfrontaliero, la competitività e la professionalità delle imprese forestali, tramite:
    • l’attivazione di percorsi formativi innovativi e sperimentali secondo metodologie condivise e coordinate tra partner transfrontalieri;
    • la realizzazione di azioni mirate a migliorare la conoscenza e le competenze delle imprese e degli operatori professionali.

Il risultato atteso è l’aumento della redditività e della sicurezza del lavoro in bosco oltre che il riconoscimento sociale della figura professionale.

Le attività previste dal progetto sono:

COMUNICAZIONE

La realizzazione di iniziative di promozione a supporto delle attività tecniche, della figura professionale del boscaiolo e dell’impresa qualificata, fra cui:

  • sito internet del progetto, con versione mobile;
  • pagina Facebook;
  • realizzazione di una versione PDF interattivo e applicazione mobile bilingue del manuale del boscaiolo arricchita di contenuti multimediali (clip video, collegamenti ipertestuali....);
  • seminari ed eventi divulgativi;
  • predisposizione di parcelle dimostrative/pedagogiche, cantieri forestali dimostrativi;
  • strumenti multimediali per avvicinare i giovani ai lavori in bosco (simulatori di lavoro e mezzi forestali, mezzo itinerante attrezzato per finalità divulgative e di comunicazione);
  • analisi per l’individuazione delle migliori ed efficaci strategie di comunicazione per il coinvolgimento delle imprese forestali nelle attività formative professionali.

Regione Piemonte ha previsto attività di comunicazione su azioni e esiti del progetto prevedendo un evento di lancio e uno di chiusura, quest'ultimo in concomitanza di un cantiere dimostrativo.

FORMAZIONE INNOVATIVA E SPERIMENTALE

Capitalizzando l’esperienza del progetto InForma si intende progettare e sperimentare percorsi formativi comuni, rispondenti ai bisogni pratici delle imprese emersi nel corso delle indagini condotte sui territori dei partner.
Verranno svolte attività condivise su:

  • Corsi di formazione innovativi rivolti alle imprese forestali, stakeholders e amministratori del territorio su temi quali management di impresa, gestione economica, filiere del legno, tecniche operative innovative, al fine di promuovere una gestione economicamente redditizia e sostenibile della risorsa forestale. Regione Piemonte aderisce alle proposte di formazione innovativa per poterle valutare ed eventualmente riproporre sul proprio territorio, pubblicizzandole.
  • Percorsi di apprendistato/Alternanza scuola-lavoro; è previsto un approfondimento tecnico sulla normativa di riferimento e saranno valutate le esperienze di apprendistato ed alternanza scuola lavoro, ormai consolidate in Francia e, su settori diversi da quello forestale, in Italia. Verranno proposte iniziative a livello nazionale, riferite al contesto forestale. Regione Piemonte partecipa alle iniziative di apprendistato, all'informazione degli operatori del settore, alla condivisione con l'assessorato regionale al Lavoro, all'individuazione di imprese per attivare sperimentazioni, oltre che alla raccolta di eventuali manifestazioni di interesse da parte di operatori o imprese del settore.
  • Corso per istruttori forestali di abbattimento ed esbosco terrestre. In Italia è prevista l’attivazione di un corso modulare per la formazione di 15 istruttori forestali, fra operatori piemontesi, valdostani e liguri a cui si aggiungeranno, per alcuni moduli formativi, osservatori qualificati del partenariato. Il corso è gestito da Regione Piemonte tramite IPLA, con una durata di 280 ore (200 ore per l'abbattimento ed allestimento e 80 per l'esbosco terrestre. Di seguito il calendario dei moduli formativi:

    • Corso istruttori forestali in abbattimento ed allestimento

      Preselezione e selezione (24 – 28 luglio 2017); sede: Chiusa di Pesio (CN), Parco del Marguareis;
      I^ settimana: 4 – 8 settembre 2017; sede: Chiusa di Pesio (CN), Parco del Marguareis;
      II^ settimana: 2 – 6 ottobre 2017; sede: Courmayeur (AO), Bois Gorret Hermitage;
      III^ settimana 13 – 17 novembre 2017; sede: Novalesa (TO);
      IV^ settimana 11 – 15 dicembre 2017; sede: Bagnasco (CN), Bric Fusarè;
      V^ settimana: 26 febbraio – 2 marzo 2018; sede: Rezzo (IM).

    • Corso istruttori forestali in esbosco terrestre
      I^ settimana: 26 – 30 marzo 2018; sede: Pramollo (TO);
      II^ settimana: 16 – 20 aprile 2018; sede attività pratica: Lanzo Torinese (TO).

    • Tirocinio (aprile-ottobre 2018);

    • Esame (9 – 12 ottobre 2018).

VALORIZZAZIONE DELLE IMPRESE FORESTALI PROFESSIONALI

Le iniziative previste sono:

  • l'istituzione di un Albo delle imprese e degli operatori forestali professionali a livello transfrontaliero che garantirà una maggiore conoscenza del settore, anche circa la qualità e la qualificazione delle imprese e fornirà alle stesse una vetrina di valorizzazione e promozione delle proprie attività professionali;
  • il riconoscimento transfrontaliero delle competenze professionali del settore forestale, ossia sarà definita una “equivalenza” circa i contenuti delle diverse proposte formative professionali transfrontaliere, per certificare un mutuo riconoscimento delle competenze acquisite. Saranno previsti incontri finalizzati al reciproco riconoscimento della formazione standardizzata e di quella innovativa proposta, anche con riferimento alle certificazioni europee sulle competenze dell'uso della motosega (ECC European chansaw certificate).

 

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Cambio di beneficiario per vendita e affitto

Se si verifica un trasferimento (totale o parziale) delle superfici imboschite in seguito a vendita o affitto dei terreni, i benefici e gli impegni passano al nuovo beneficiario, che deve:

  • iscriversi all’Anagrafe agricola e costituire il fascicolo aziendale (se non è già iscritto);
  • trasmettere al detentore del fascicolo (generalmente il CAA) la documentazione attestante la proprietà o la disponibilità (affitto o comodato) delle superfici;
  • presentare on line, all’interno della domanda di conferma annuale, una domanda di cambio beneficiario, tramite CAA o autonomamente;
  • sottoscrivere un nuovo piano di coltura ADL word p.

Nel caso in cui si verifichi un trasferimento di proprietà per vendita delle superfici oggetto di impianto senza che il nuovo beneficiario presenti la domanda di cambio beneficiario, la responsabilità dell’impianto e i relativi impegni e vincoli con la Regione Piemonte restano in capo al beneficiario iniziale.
Si raccomanda quindi di far inserire nell’atto di vendita, per chiarezza nei confronti dell’acquirente e a tutela del venditore, specifica indicazione dei terreni sui quali è stato effettuato l’impianto e dei relativi impegni e vincoli.

 

Cambio di beneficiario per successione

In caso di decesso del beneficiario, gli eredi hanno due possibilità:

  1. mantenere benefici e impegni relativi alla domanda, il soggetto subentrante deve presentare all’interno della prima domanda di conferma successiva al decesso del beneficiario precedente, una domanda di cambio beneficiario, trasmettendo al detentore del fascicolo documentazione attestante la successione:
    • copia del certificato di morte;
    • scrittura notarile indicante la linea ereditaria o, in alternativa, atto notorio di morte rilasciato dal Comune;
    • copia documento di identità in corso di validità del nuovo richiedente;
    • nel caso di coeredi: documentazione che attesti una delega di tutti i coeredi al richiedente, unitamente a copia documento di identità in corso di validità di tutti i deleganti;
    • piano di coltura ADL word p sottoscritto dal nuovo richiedente e da tutti i coeredi per accettazione.
  2. rinunciare ai benefici e agli impegni connessi alla domanda, presentando una dichiarazione scritta al Settore Tecnico regionale competente per territorio.
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Il Regolamento forestale (DPGR n. 8/R/2011), all'art. 3 - comma 3bis, prevede che "a partire dal 1° settembre 2017 le comunicazioni e le istanze di autorizzazione sono compilate esclusivamente per via telematica".

Le istanze di autorizzazione sono già compilate solo per via telematica, pertanto non sono coinvolte da questa innovazione; mentre il modulo cartaceo della comunicazione semplice, dal 1° settembre 2017, non è più utilizzabile.
La comunicazione semplice può essere compilata on-line su PRIMPA, apposito servizio su Sistemapiemonte, in tre modi:

Caso 1 (Sportello forestale)
Il richiedente va allo sportello forestale che compila informaticamente in nome e per conto del richiedente la modulistica e la trasmette per via telematica. Su richiesta dell'utente lo sportello fornisce ricevuta delle evidenze trasmesse. Il riconoscimento dell'identità del richiedente è assicurato dallo sportello forestale essendo un ufficio pubblico.

Caso 2 (fai da te)
Il richiedente fa da sé, accedendo agli specifici servizi on line della Regione Piemonte, utilizzando:

  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • proprie credenziali di SistemaPiemonte.

Prossimamente sarà possibile utilizzare anche le credenziali SPID (Servizio Pubblico Identità Digitale).
L'invio telematico dell'istanza si concretizza con la trasmissione on-line del form.

Caso 3 (fai da te con intermediario)
Nel caso in cui la comunicazione semplice su PRIMPA sia compilata da un soggetto terzo (ad esempio da un tecnico forestale abilitato) invece che dal richiedente, le modalità di firma valide sono:

  • firma digitale del richiedente;
  • stampa e firma sul cartaceo del richiedente con allegata carta d'identità in corso di validità.

Le modalità di invio valide sono:

  • PEC (obbligatoria per le Imprese e gli Enti pubblici);
  • posta elettronica ordinaria (su e-mail di Settore).

 

Le indicazioni elencate sono state elaborate in coerenza con quanto previsto dall’art. 65 del Codice dell’amministrazione digitale (d.lgs. n. 82/2005) che stabilisce le modalità con cui istanze e dichiarazioni possono essere presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica.

 

Per ulteriori informazioni:
Settore Foreste
C.so Stati Uniti, 21 – 10128 Torino
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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psrridottoIl Dipartimento DISAFA dell’Università degli Studi di Torino e l'IPLA Spa, nell’ambito della Misura 1 del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 hanno attivato corsi di formazione, iniziative di informazione, visite e scambi in campo forestale.
Le iniziative del DISAFA sono tenute da docenti universitari, esperti in materia, tecnici forestali appartenenti ad enti di gestione forestale e liberi professionisti, mentre quelle di IPLA dai tecnici forestali dell’istituto stesso e da liberi professionisti esperti.

La partecipazione alle iniziative è gratuita e riservata agli operatori del settore forestale, titolari o dipendenti di imprese, liberi professionisti e dipendenti della pubblica amministrazione per i corsi di formazione e i seminari (operazioni 1.1.1. e 1.2.1), mentre per le attività di visite e scambi vi è l’esclusione per i tecnici della pubblica amministrazione.
Le attività formative sono state inserite nel Catalogo di Formazione della Federazione Ordini Dottori Agronomi e Forestali del Piemonte e della Valle d’Aosta (Rif. Regolamento CONAF 3/2013).

Le attività in programma, iniziate nella primavera del 2017 e si svilupperanno in tutto il 2018, sono le seguenti:

 

 

 

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La compensazione non è dovuta (art. 19, comma 7 della l.r. 4/2009) per gli interventi di trasformazione delle aree boscate:

a. interessanti superfici inferiori ai 500 m2;
b. finalizzati alla conservazione del paesaggio o al ripristino degli habitat di interesse comunitario, se previste dagli strumenti di gestione o pianificazione di dettaglio vigenti;
c. volti al recupero a fini produttivi per l'esercizio dell'attività agro-pastorale svolte da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli singoli o associati, di boschi di neoformazione insediatisi su ex coltivi, prati e pascoli abbandonati da non oltre trent'anni;
d. per la realizzazione o adeguamento di opere di difesa dagli incendi, di opere pubbliche di difesa del suolo, se previsti dagli strumenti di gestione o pianificazione di dettaglio vigenti;
d bis. per la realizzazione di viabilità forestale in aree non servite.

 

Vai alla sezione sulla legge forestale.

anteprima del filmato sulla legge regionale

 

 

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Per trasformazione del bosco in altra destinazione d'uso si intende qualsiasi intervento che comporti l'eliminazione della vegetazione esistente finalizzato a un'utilizzazione del suolo diversa da quella forestale (art. 19, comma 1 della l.r. 4/2009).

La trasformazione del bosco è vietata (art. 19, comma 2 della l.r. 4/2009), fatte salve le autorizzazioni rilasciate dalle amministrazioni competenti ai sensi dell'art. 146 del d.lgs. 42/2004 e dell’art. 1 della l.r. 45/1989, compatibilmente con la conservazione della biodiversità, con la stabilità dei terreni, con il regime delle acque, con la difesa dalle valanghe e dalla caduta dei massi, con la tutela del paesaggio, con l'azione frangivento e di igiene ambientale locale.

Sono a carico del soggetto che intende operare la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso la compensazione della superficie forestale trasformata (art. 19, comma 4 della l.r. 4/2009) e l’eventuale mitigazione degli impatti sul paesaggio (art. 146 del d.lgs. 42/2004).
Gli interventi di mitigazione sono integrativi e non sostitutivi degli interventi di compensazione (art. 19, comma 5 della l.r. 4/2009).

In boschi sottoposti al vincolo idrogeologico:

  • la compensazione della superficie forestale trasformata assolve anche alle finalità previste dall'art. 9 della l.r. 45/1989 e comprende gli oneri dovuti a tale titolo (art. 19, comma 4 bis della l.r. 4/2009);
  • l’entità della compensazione è ridotta nei casi in cui non è previsto l’obbligo di rimboschimento o di versamento del corrispettivo [art. 9, comma 4, lettere a), b), c), d) della l.r. 45/1989].

La compensazione (art. 19, comma 6 della l.r. 4/2009) può essere effettuata mediante la realizzazione di rimboschimenti con specie autoctone locali, con miglioramenti boschivi (compensazione fisica) o con versamento in denaro (compensazione monetaria).

 

La Giunta regionale con deliberazione n. 23-4637 del 6 febbraio 2017 ha fornito disposizioni sulle trasformazioni del bosco ad altra destinazione d’uso e stabilito criteri e modalità per la compensazione. Con tale provvedimento sono stati approvati:

 

Le autorizzazioni

Il soggetto che intende operare la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso (richiedente), almeno 15 giorni prima dell’avvio dei lavori di trasformazione, deve far pervenire un’autocertificazione pdf p ai sensi del DPR 445/2000, al Settore regionale territorialmente competente in materia di foreste con cui dichiara:

  1. di aver acquisito i pareri, le autorizzazioni, i nullaosta e gli atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa vigente, quali:
    a. l’autorizzazione paesaggistica, comprensiva degli eventuali interventi di mitigazione degli impatti sul paesaggio;
    b. l’autorizzazione idrogeologica, qualora il bosco ricada in area sottoposta a vincolo idrogeologico;
    c. la valutazione d’incidenza, qualora il bosco ricada nei siti della rete Natura 2000;
    d. nel caso di compensazioni fisiche della superficie forestale trasformata, l’accoglimento del progetto di intervento compensativo;
  2. di aver versato il deposito cauzionale pdf p nel caso di compensazioni fisiche;
  3. di aver provveduto al versamento del corrispettivo in denaro nel caso di compensazione monetaria.

Copia della ricevuta del versamento del deposito cauzionale (compensazione fisica) o del corrispettivo in denaro (compensazione monetaria) dev’essere allegata alla dichiarazione del richiedente.

 

L'autorizzazione paesaggistica è rilasciata:

  • dai Comuni per superfici boscate inferiori ai 30.000 m2 ;
  • dalla Regione (Settore Territorio e Paesaggio - C.so Bolzano, 44 - Torino tel. 011.4321378) per superfici superiori ai 30.000 m2.

L'autorizzazione in materia di vincolo idrogeologico compete a:

  • Regione per interventi che interessano superfici superiori a 5.000 m2 o volumi di scavo superiori a 2.500 m3;
  • Comuni per interventi che interessano superfici fino a 5.000 m2 o volumi di scavo fino a 2.500 m3.

 

Con D.D. n. 326 dell'8.02.2017 aggiornata con D.D. n. 946 pdf p del 3.04.2017 sono stati approvati:

pdf p il modello di autocertificazione e dichiarazione d'atto notorio;
word p le istruzioni alla compilazione.

 

La compensazione

La compensazione (art. 19, comma 6 della l.r. 4/2009) può essere:

  1. monetaria;
  2. fisica.

Per il calcolo economico della compensazione (da applicare sia nel caso di compensazione fisica che nel caso di compensazione monetaria) si rimanda all’Allegato A pdf p, elaborato ai sensi dell’art. 19, comma 10 della l.r. 4/2009.
Per la definizione delle modalità tecniche e delle tempistiche della compensazione fisica (art. 19, comma 6 della l.r. 4/2009) si rimanda al paragrafo 3.3 del documento pdf p approvato con D.G.R. n. 23-4637 del 06.02.2017.
Per gli interventi di compensazione fisica il richiedente, a garanzia della loro corretta esecuzione, versa un deposito cauzionale (art. 19, comma 8 della l.r. 4/2009); per la quantificazione, il deposito e lo svincolo di tale cauzione (art. 19, comma 8 della l.r. 4/2009) si rimanda all’Allegato B pdf p.

Sono a cura di un tecnico forestale abilitato:

  • il calcolo economico della compensazione;
  • la progettazione e l’accertamento della corretta esecuzione degli interventi di compensazione fisica.

 

Le nuove disposizioni si applicano alle richieste di autorizzazione paesaggistica presentate dal 1° marzo 2017.
Per quelle presentate prima di tale data resta valida la disciplina delle compensazioni antecedente.

 

Per ulteriori informazioni:

Settore Foreste
C.so Stati Uniti, 21 – 10128 Torino
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

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La compensazione della superficie forestale trasformata (art. 19, comma 6 della l.r. 4/2009) può essere effettuata mediante la realizzazione di rimboschimenti con specie autoctone locali, con miglioramenti boschivi o con versamento in denaro.

 

Compensazione monetaria

Salvo deroghe, è obbligatoria quando la superficie oggetto di trasformazione è inferiore o uguale a 1 ettaro.

Le somme introitate dalla Regione come compensazione monetaria sono destinate alla realizzazione di interventi di riequilibro idrogeologico nelle aree geografiche più sensibili, ricadenti anche in altri bacini idrografici oltre a quello in cui è stata autorizzata la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso.

 

Compensazione fisica

La compensazione fisica è possibile quando la superficie oggetto di trasformazione è maggiore di 1 ettaro.

Salvo diversa indicazione della Pianificazione forestale aziendale approvata, la compensazione fisica, in aree classificate come:

  • montagna, è possibile solo mediante miglioramento boschivo;
  • collina e pianura, è possibile mediante rimboschimento e miglioramento boschivo.

 

Rimboschimenti con specie autoctone adatte alla stazione e di provenienza locale

La superficie minima accorpata dev’essere maggiore di 5.000 metri quadrati e complessivamente maggiore di 1 ettaro.

Non sono considerati rimboschimenti gli impianti su terreni classificati o assimilati a bosco ove il soprassuolo è temporaneamente assente per utilizzazioni o trasformazioni non autorizzate o per avversità biotiche e abiotiche.

I rimboschimenti sono realizzati in conformità a quanto disposto dall’art. 36 del Regolamento forestale. Devono dar luogo a popolamenti arborei di latifoglie e/o conifere, essere polispecifici e realizzati con specie arboree ed arbustive autoctone elencate nell’Allegato C, tabella I, del Regolamento forestale.
Il richiedente deve assicurare le cure colturali ai rimboschimenti fino all’affermazione della piantagione per un periodo non inferiore a 5 anni.
Al termine dell’intervento la superficie rimboschita costituisce a tutti gli effetti bosco.

Miglioramenti boschivi

La superficie minima accorpata è maggiore di 1 ettaro.

Non sono considerati miglioramenti boschivi:

  • gli interventi a macchiatico positivo o pari a zero;
  • gli interventi finalizzati esclusivamente al taglio o all’eliminazione del sottobosco o di singole piante morte, stroncate o schiantate;
  • gli interventi che non hanno come finalità il miglioramento della stabilità del popolamento forestale;
  • la realizzazione di viabilità o altre infrastrutture (es. sentieristica) ad eccezione di opere di prevenzione e recupero di dissesti in bosco, eseguite con i criteri dell’ingegneria naturalistica e in accompagnamento all’esecuzione di opere di miglioramento boschivo.

Coerentemente con il concetto di miglioramento boschivo, sono ammessi interventi di ripristino di boschi danneggiati o distrutti e l’impianto di specie forestali nel caso di sostituzione di specie .

L’entità dell’intervento compensativo è definita dall’Allegato A pdf p (calcolo economico della compensazione) elaborato ai sensi dell’art. 19, comma 10 della l.r. 4/2009.

Gli interventi di compensazione eseguiti direttamente dal richiedente non possono godere di sovvenzioni o benefici pubblici di qualunque natura e fonte (art. 19, comma 9 della l.r. 4/2009).


Con la compensazione fisica trova applicazione il Regolamento forestale (DPGR 8/R/2011): il progetto di rimboschimento o di miglioramento boschivo è allegato alla comunicazione semplice o all’istanza di autorizzazione trasmessa al Settore regionale territorialmente competente in materia di foreste.
Gli elaborati del progetto compensativo sono indicati nell’Allegato C pdf p del provvedimento.
Il progetto compensativo è trasmesso con le modalità di cui all’art. 3 del Regolamento forestale ed è accolto senza necessità di provvedimento espresso in caso di comunicazione semplice e, in caso di istanza di autorizzazione, decorsi 30 giorni dal suo ricevimento senza che siano state richieste integrazioni, formulate prescrizioni o negato l’accoglimento.

Gli interventi di compensazione fisica devono essere realizzati entro il termine indicato nell’autorizzazione paesaggistica, comunque non superiore a 5 anni.
Per dar corso agli accertamenti sulla corretta esecuzione dell’intervento compensativo ed al conseguente svincolo della cauzione, il richiedente, entro 60 giorni dalla sua ultimazione, trasmette al Settore regionale territorialmente competente in materia di foreste una Dichiarazione di Regolare Esecuzione dei Lavori (di seguito DREL pdf p) , anche nei casi di comunicazione semplice.
Nel caso di rimboschimento, al termine dei 5 anni dall’impianto, il richiedente trasmette al medesimo Settore una DREL riferita alle cure colturali.

 

Le aree sulle quali possono essere realizzati gli interventi di compensazione fisica devono ricadere, all'interno del medesimo bacino idrografico nel quale è stata autorizzata la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso.

La priorità degli interventi compensativi è data a superfici di proprietà pubblica.

L’elenco dei siti idonei alla realizzazione di interventi compensativi sarà definito dalla Direzione regionale competente in materia di foreste su proposta dei Comuni, delle Unioni di Comuni, delle Province e della Città Metropolitana di Torino, anche nell’ambito dei Piani Forestali Aziendali. In assenza di tali elenchi, i siti sono proposti dal richiedente al Settore regionale territorialmente competente in materia di foreste che determina la loro idoneità sulla base dei contenuti della D.G.R. n. 23-4637 del 06.02.2017.

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Con DPGR 2/R del 23.1.2017, pubblicato sul BURP del 26.1.2017, è stato emanato il Regolamento regionale recante “Attuazione dell’articolo 3, comma 3ter, della legge regionale 10 febbraio 2009, n. 4 (Gestione e promozione economica delle foreste)” che entrerà in vigore il 10 febbraio 2017.
Al riguardo si rammenta che la normativa regionale vigente in materia di foreste (l.r. 4/2009) definisce cosa:

  • è un bosco (art. 3 comma 1);
  • è assimilato ad un bosco (art. 3, comma 2);
  • non è considerato bosco (art. 3, comma 3 e comma 3bis).


In particolare l’art. 3, comma 3bis, individua tra le porzioni di territorio ricoperte da vegetazione arborea e arbustiva non considerate bosco anche i seguenti casi:

  1. i nuclei edificati e colonizzati da vegetazione arborea o arbustiva a qualunque stadio d'età;
  2. le formazioni forestali di origine artificiale realizzate su terreni agricoli a seguito dell'adesione a misure agro ambientali promosse nell'ambito delle politiche di sviluppo rurale dell'Unione europea una volta scaduti i relativi vincoli;
  3. i terrazzamenti in origine di coltivazione agricola;
  4. i paesaggi agrari e pastorali di interesse storico coinvolti da processi di forestazione, naturale o artificiale, oggetto di recupero a fini produttivi.


Il Regolamento DPGR 2/R del 23.1.2017 dettaglia tali fattispecie e definisce modalità e criteri per la loro applicazione, dando attuazione a quanto previsto dall’art. 3, comma 3ter della legge forestale.

Concretamente sarà possibile da parte di Comuni o di loro forme associative, anche su istanza di parte, provvedere alla perimetrazione ed approvazione di tali fattispecie, sulla base di studi e analisi di professionisti abilitati nelle discipline forestali, agronomiche e paesaggistiche.
Tali perimetrazioni dovranno successivamente essere trasmesse alla Regione che entro 90 gg. si espirmerà sulla conformità della proposta di perimetrazione rispetto al DPGR 2/R/2017 ed agli strumenti di pianificazione vigenti.

Analogamente, nelle more della perimetrazione sopra descritta, il Comune potrà trasmettere alla Regione la richiesta di parere in merito ad interventi puntuali che abbiano già acquisito l’assenso della locale commissione paesaggio, ove esistente. La Regione redigerà, entro 90 gg., il parere finale.

Fino all’efficacia delle perimetrazioni comunali, ovvero in assenza di parere o in caso di parere negativo nel caso di regime transitorio, gli interventi modificativi dello stato dei luoghi sono soggetti al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica di cui all’articolo 146 del d.lgs. 42/2004, nonché, in caso di vincolo idrogeologico, dell’autorizzazione di cui alla legge regionale 9 agosto 1989, n. 45.


Infine, le fattispecie di cui dell’articolo 3, comma 3 bis della l.r. 4/2009 continuano a essere considerate bosco, anche se perimetrate o oggetto di parere favorevole, fino a quando non siano interessate dagli interventi di recupero previste nel regolamento.

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 PSR 2014 -2020, Op. 4.3.4

Domande frequenti

 

1. Nel caso di computazione del finanziamento con il sistema UCS, quando è necessario creare UCS nuove (sezioni non analoghe che sono fuori dall’interpolazione)?:

E’ necessario calcolare UCS (elaborati Allegato1-Piste, Allegato2-Strade-s1, Allegato3-Strade-s2 e all’Allegato4-Particolari_costruttivi) ogni qualvolta la sezione individuata ex-novo non è tra quelle presenti a Catalogo perché differisce ad esempio per il profilo del terreno, per la diversa sagoma dei muri di sostegno, per la sua tipologia, etc.. oppure quando:

  • i nuovi tracciati attraversano pietraie o terrazzamenti;
  • l’intervento consiste in adeguamenti su tracciati esistenti;
  • si utilizzano sezioni tipologiche correnti con Gabbionate;
  • si utilizzano cunette longitudinali rivestite con materiali diversi (ad esempio canalette metalliche o altre tipologie) oppure tombinature con tipologie differenti da quelle indicate nel documento Allegato4-Particolari_costruttivi;
  • si utilizzano sezioni tipologiche correnti nelle curve soggette ad allargamento.

2. Nel caso di computazione del finanziamento con il sistema UCS, in quali situazioni è necessario effettuare il computo metrico estimativo con eventuale analisi prezzi?

La quantificazione economica di spese non definite con UCS deve essere adottata per qualunque intervento nel quale non sia possibile prevedere quantità sulla base di sezioni tipo (standard) presenti a Catalogo. Ad esempio:

  • per sezioni tipologiche correnti con opere in calcestruzzo armato, con elementi prefabbricati, ponticelli carrabili, Terre rinforzate e tutte quelle non espressamente indicate a Catalogo o dalle linee guida;
  • per la sistemazione di monte e di valle dei Guadi.

L’ammontare totale della spesa sarà dato dalla somma della spesa calcolata con il computo metrico estimativo e da quella definita con i costi semplificati UCS.

3. Nel caso di due sezioni calcolate come UCS nuove (sezioni non analoghe che sono fuori dall’interpolazione), è possibile adoperarle per definire una ulteriore UCS nuova con il sistema di interpolazione?

No, non è possibile.

4. Nel caso in cui la sezione tipologica da adottare differisca rispetto a quella da Catalogo solo dalla pendenza trasversale del terreno, qual è la sua tolleranza ammissibile per l’assimilazione dell’UCS?

A parità di sezione tipologica corrente presente a Catalogo, la tolleranza ammessa della pendenze del pendio (0, 10, 30, 50 e 70, 90%, 110%) è pari a ± 2%. Ad esempio, è ammessa la sezione da Catalogo s1-30-3.5-0 e la relativa UCS nel caso di pendenza trasversale media pendio (p_pendio) compresa tra 29,4 % e 30,6%. Superati tali valori è necessario ricalcolare UCS nuove.

5. Gli elaborati del progetto da allegare alla domanda di aiuto per il finanziamento di viabilità forestale devono essere gli stessi indicati dal Nuovo codice degli appalti (D.Lgs. 50/2016)?

No, si chiede di allegare un progetto avente elaborati previsti al paragrafo 3.6.1 delle linee guida. Il richiedente può sviluppare liberamente un progetto di fattibilità economica, definitivo o esecutivo, ai sensi del D.Lgs. 50/2016; se intende partecipare al Bando deve allegare gli elaborati richiesti al par. 3.6.1 delle linee guida. Se il richiedente sviluppa per propria necessità un progetto esecutivo ai sensi del D.Lgs.50/2016, può accedere al finanziamento allegando alla domanda gli elaborati aventi i contenuti richiesti al par. 3.6.2 delle linee guida, limitatamente ai soli elaborati del par. 3.6.1.

6. Come si calcola l’ammontare massimo delle spese generali ammissibili?

Le spese generali ammesse sono quelle da quadro economico allegato al progetto. Esse possono al massimo corrispondere al 12% dell’importo lavori per l’esecuzione di nuova viabilità e/o adeguamenti dell’esistente, comprensivi dei costi per la sicurezza.

7. Nel caso in cui il soggetto richiedente non debba rispettare le norme di appalti pubblici, è possibile non applicare le UCS per quantificare il finanziamento richiesto?

No, i soggetti che non devono rispettare le norme di appalti pubblici possono partecipare al Bando quantificando il finanziamento esclusivamente con il metodo dei costi standard (UCS). Le spese indicate ai punti 3, 4, 5, 6, 7 e 8 del paragrafo 5.4.1 del Bando devono essere definite senza l’uso delle UCS. In fase di domanda di pagamento, tali voci di spesa devono corrispondere a pagamenti effettuati ed effettivamente sostenuti dal beneficiario, comprovati da fatture e relativi giustificativi di pagamento intestati al beneficiario

8. Nel caso in cui il soggetto richiedente debba rispettare le norme di appalti pubblici, è possibile applicare le UCS per quantificare il finanziamento richiesto?

No, i soggetti richiedenti devono quantificare il finanziamento presentando computi metrici analitici redatti sulla base delle voci di spesa dell’Allegato 5 - Elenco prezzi, analisi prezzi, variabili riferite alle sezioni 01-Opere edili, 18- Sistemazione, recupero e gestione del territorio e dell'ambiente, 25- Grande viabilità contenute nel prezzario della Regione Piemonte 2015 - Prezzi di Riferimento per Opere e Lavori Pubblici nella Regione Piemonte. E’ possibile utilizzare altre voci del prezzario ma solo per casi specifici.

9. Nel caso di quantificazione del finanziamento con il sistema UCS, a quanto ammonta il finanziamento concedibile nel caso di affidamento dei lavori con ribasso (sconto)?

Il finanziamento massimo concedibile e liquidabile è il minimo tra quello ammesso in domanda e quello derivante dai lavori effettivamente realizzati.
Con il sistema UCS, le spese sono giustificate dalle UCS corrispondenti alle lavorazioni effettivamente realizzate As-built, indipendentemente da un eventuale ribasso (sconto) ottenuto dal beneficiario.

10. Le domande di acconti (SAL) sono riferite ad avanzamento lavori su % economica o % di opera realizzata?

E’ possibile effettuare domande di acconti (SAL) quando viene raggiunta la % di spesa sostenuta sul costo totale del progetto ammesso. Il pagamento degli acconti è riferito al finanziamento ammesso concedibile se quest’ultimo coincide con il costo totale del progetto.

11. Nel caso di IVA non recuperabile e quindi sovvenzionabile, questa come viene considerata in seguito ad affidamento dei lavori con ribasso (sconto) e computazione con il sistema UCS?

L’IVA massima considerata è quella del finanziamento ammesso in domanda di aiuto anche in seguito ad eventuali ribassi (sconti). L’IVA riconosciuta è quella relativa alle spese effettivamente sostenute nella realizzazione degli interventi ammessi che, con il sistema UCS, sono giustificate dalle UCS corrispondenti alle lavorazioni effettivamente realizzate As-built.

12. Nel caso di quantificazione del finanziamento con il sistema UCS, le fatture dovranno essere allegate alle domande di pagamento?

No, il giustificativo di spesa deve accompagnare la domanda di pagamento solo se la voce di spesa non è stata contabilizzata con il sistema UCS. Le voci di spesa ai punti 3, 4, 5, 6, 7, 8 del paragrafo 5.4.1 del Bando devono seguire le indicazioni dei paragrafi 9.4.1 e 9.5.1 del Bando, cosi come le lavorazioni delle voci 1 e 2 non quantificabili con le UCS (es. sistemazione di monte e valle dei Guadi computati fuori UCS).

13. E’ possibile realizzare una nuova viabilità forestale che si stacchi da un tracciato esistente che non rispetta le prescrizioni geometriche delle linee guida sulla progettazione e costruzione?

La nuova viabilità (pista o strada) e quella esistente da cui prosegue la nuova, devono essere coerenti con la forma di governo della superficie forestale che si va a servire. Prelievi legnosi in un bosco a fustaia richiedono l’impiego di macchine forestali di grosse dimensioni mentre per un bosco ceduo sono sufficienti piccole macchine. Se il nuovo tratto dovrà consentire l'accesso ad un bosco a fustaia ma la strada esistente non permette (anche con alcune modifiche) il passaggio delle idonee macchine forestali, il finanziamento non potrà essere erogato. Diversamente, se il nuovo tratto permetterà l'accesso ad un bosco ceduo e la strada/pista esistente consente il passaggio di piccole-medie macchine, l’investimento sarà verosimilmente ammesso.

14. Cosa si intende al comma 2 del par. 5.2 del Bando per taglio di maturità, tagli nei cedui invecchiati e tagli di conversione a fustaia?

In riferimento al “Regolamento forestale di attuazione dell’articolo 13 della legge regionale 10 febbraio 2009, n. 4 e s.m.i.” si intendono:
1. I tagli di maturità:

a) il taglio a buche art. 23;
b) i tagli successivi art. 24;
c) la ceduazione art. 25;
d) il taglio a scelta colturale art. 21 è un taglio di maturità così come gli interventi nei cedui a sterzo art. 26;
e) tagli di utilizzazione in robinieti e castagneti art. 55 c. 4;

2. I tagli nei cedui invecchiati art. 26bis;
3. I tagli di conversione art. 22.

15. In seguito a sopralluogo, se in alcune zone si riscontrano forti difformità altimetriche tra il DTM fornito per sviluppare il progetto richiesto in domanda e l’effettivo stato dei luoghi, come è possibile intervenire per una corretta progettazione?

Le parti del DTM aventi forti difformità altimetriche con l’effettivo stato dei luoghi (esistenza di rocce, pareti, gole, riali, ecc.) devono essere integrate con opportuno rilievo topografico in situ.
In alternativa è possibile adottare un rilievo topografico diretto eseguito dal richiedente, redatto rispettando le indicazioni del paragrafo 3.6.2.3 delle “Linee guida per la progettazione e la costruzione di piste e strade in ambito forestale”, da allegare alla domanda di aiuto.

16. Il file in formato dxf del DTM scaricabile dal Geoportale è poco maneggiabile (circa 550 Mb) a causa delle sue grosse dimensioni. E’ possibile elaborare il file dxf in modo tale da poter essere gestito con gli strumenti normalmente a disposizione degli studi professionali?

Certo. Si tenga conto che i singoli file dxf denominati ne, no, se, so si riferiscono al quadrante della carta topografica IGM in scala 1:50.000 (es. CTR_FOGLI50-192- è il quadrante 192, il dxf no è il quadrante in alto a sinistra del foglio 192). In ambiente Autocad si suggerisce di:

1. aprire il file dxf (l’operazione può richiedere anche decine di minuti in funzione delle prestazione del PC);
2. una volta sicuri che il file è aperto completamente salvarlo subito in formato .dwg (il file avrà ora dimensioni ridotte di 5 volte circa);
3. lanciare il comando zoom estensioni (la nuvola di punti georiferita deve apparire centrale al monitor);
4. scaricare i file raster in formato tif+tfw della BDTRE - BASE CARTOGRAFICA DI RIFERIMENTO - 2015 - RASTER B/N 1:10.000 dell'area su cui si intende eseguire l’intervento;
5. inserire nel dwg i raster della BDTRE 2015 appena scaricati corrispondenti all'area di intervento (comando _mapiinsert);
6. cancellare i punti del DTM esterni ai riquadri raster per avere un file dwg finale molto più leggero;
7. salvare il file dwg in dxf per il suo utilizzo in altri ambenti di lavoro.

17. La medesima forma associata può presentare la domanda d'aiuto per la realizzazione di infrastrutture per l’accesso di superfici forestali e di superfici d’alpeggio? Ad esempio, si prevede la realizzazione di un unica infrastruttura, la prima parte di tracciato insiste su superficie forestale, la seconda parte invece raggiunge superfici pastorali e alpeggi; si può prevedere quindi di partecipare ad entrambe le domande di aiuto e realizzare un infrastruttura che riguardi tutte e due gli ambiti, forestale e pastorale, con accesso ad entrambi i contributi?

No, non può la stessa forma associata presentare per lo stesso progetto (intervento di pista forestale+pista alpeggio) una domanda al bando FORESTE (4.3.4.F) e una domanda al bando ALPEGGI (4.3.4.M): deve scegliere uno dei due finanziamenti.

18. E’ ammissibile partecipare al Bando con una forma associata per la realizzazione di un’infrastruttura forestale e partecipare con un'altra forma associata per la prosecuzione dell'infrastruttura per il collegamento con le superfici pastorali?

Nel caso di domande per entrambi i finanziamenti di un progetto con tratti direttamente collegati, il non finanziamento della tratta in bosco comporterebbe una bocciatura per il bando degli alpeggi.

19. Un’impresa facente parte alla forma associata richiedente può realizzare gli interventi e fatturare tali lavori al soggetto Mandatario?

No, non è possibile.

20. Dove si trovano i dati necessari per stabilire quale funzione prevalente svolge la superficie forestale di interesse?

Dal Sistema Informativo Forestale Regionale (SIFOR) (servizio disponibile sul sito www.sistemapiemonte.it) è possibile scaricare tutte le informazioni (geometrie in formato shape - relazioni e documenti in formato pdf) necessarie per la progettazione degli interventi.

21. Qual è l'importo massimo ammissibile all'investimento?

L'importo massimo è pari a 500.000,00 euro di spese complessive definite dalle voci del par. 5.4.1 del Bando. Ciò significa che una forma associata che presenta domanda di aiuto potrà usufruire di un contributo massimo erogabile non superiore a 400.000,00 euro (80% della spesa massima ammissibile).

22. Nel caso in cui l'investimento interessi più infrastrutture (tratti distinti di viabilità forestale) o tipologie diverse di intervento (nuova realizzazione e/o adeguamento esistente), come viene calcolato il punteggio?

Il punteggio viene calcolato considerando l’insieme di tutti gli interventi presenti in domanda.

23. Quali soggetti devono essere associati per poter presentare domanda di aiuto?

La forma associata deve essere costituita da almeno due soggetti (par. 5.1.1 del Bando) aventi la gestione/proprietà della superficie forestale raggiunta dalla viabilità. La zona di bosco servita deve contenere almeno due particelle catastali di proprietari diversi, ad esclusione dei bei di uso civico.

24. Una forma associata può presentare un’unica domanda di aiuto contenente diverse strade/piste forestali a servizio di altrettante diverse superfici forestali?

Si, purché per ciascuna infrastruttura realizzata e/o adeguata vengano rispettati i requisiti necessari e definiti al punto 23 delle presenti f.a.q. Il progetto potrà essere unico, ma il computo metrico dovrà distinguere i costi relativi a ciascun tratto di pista/strada.

25. Da chi deve essere costituita la forma associata nel caso di presentazione di un’unica domanda di aiuto comprendente diverse strade/piste a servizio di più superfici forestali?

La forma associata deve essere costituita dai soggetti interessati dai singoli interventi di viabilità forestale.

26. E' possibile presentare un progetto per la realizzazione di viabilità forestale di importo superiore alla spesa massima ammissibile?

E' possibile presentare un progetto per la nuova realizzazione e/o l’adeguamento della viabilità forestale di importo superiore a 500.000 euro purché in esso sia chiaramente indicato quale parte di viabilità verrà realizzata come nuova e/o adeguata con il contributo richiesto e quale parte sarà invece realizzata con risorse proprie. Il computo metrico allegato al progetto, inoltre, dovrà chiaramente distinguere i costi previsti per la realizzazione delle diverse parti. La parte realizzata con risorse proprie è esclusa dal contributo e non sarà oggetto di esame di ammissibilità.

27. In rapporto a cosa deve essere calcolato l’80% degli interventi indicati al criterio di priorità n. 11 del Bando?

La percentuale è relativa alle opere di sostegno e alle opere di rivestimento delle scarpate. Il punteggio si ottiene se lo sviluppo longitudinale delle opere di “ingegneria naturalistica” è pari ad almeno l’80% dello sviluppo longitudinale totale delle opere in progetto. Ciò significa, ad esempio, che se in domanda di aiuto il progetto è costituito da:
a) n. 3 scogliere con L=55m
b) n. 2 palificate semplici con L=80m
c) n. 3 tratti distinti di scarpata rivestiti con geostuoie con L=50m totale
d) n. 1 opera di sostegno con L= 40m non realizzato con tecniche di “ingegneria naturalistica”

gli interventi a, b, c sono eseguiti con tecniche di ingegneria naturalistica. Lo sviluppo totale delle opere di ingegneria naturalistica è di 185m su un totale di 225m.
L’80% dello sviluppo totale delle opere (225m) è pari a 180m quindi, se almeno 180m di opere sono realizzate con tecniche di ingegneria naturalistica, si acquisisce il punteggio del criterio 11.

28. Nel caso di adeguamento di alcuni tratti di una pista forestale esistente, come si verifica la pendenza media ottimale massima del 14%?

La media pesata delle pendenze longitudinali relative al 75% di sviluppo totale della pista (compresi anche i tratti non soggetti ad adeguamento) deve essere minore o uguale al 14%.

29. La sovrastruttura in calcestruzzo richiesta per i tratti di viabilità con pendenze longitudinali superiori al 18% è da prevedere solo per le strade forestali?

No, anche per i tratti di piste con pendenze superiori al 18%. In Figura n.1 e Figura n.2 sono rappresentate alcune soluzioni adottabili per brevi tratti in ambito forestale.

Figura n.1   Figura n. 2
sovrastruttura cls lastricato 1   sovrastruttura lastricato 2