Versioni alternative:

Stampa

incendi paginaGli incendi dell’autunno 2017, favoriti da molteplici fattori (estrema siccità, elevate temperature e locali fenomeni di venti caldi), hanno interessato, in poche settimane, una superficie complessiva nettamente superiore a quella media percorsa annualmente negli ultimi decenni in Piemonte.
Un primo bilancio degli effetti sul patrimonio forestale e ambientale sarà possibile nel corso del 2018, poiché l'entità dei danni sulle piante potrà essere valutata solo con la ripresa vegetativa dalla primavera.
Le conseguenze in termini paesaggistici, produttivi, ecologici e di protezione del territorio (copertura del suolo, assorbimento dell'acqua, difesa da erosione, da caduta massi, etc.) saranno evidenti soprattutto in quelle aree dove l'incendio è stato più severo.

Scarica i dati sulle superfici percorse dagli incendi

I dati di seguito scaricabili sono stati presentati nel corso degli incontri avvenuti con le amministrazioni locali.

Superfici totali percorse da incendio

Area del Canavese:

Area del Pinerolese:

Area del Cuneese:

Area della Valle Susa

 

Per individuare le aree in cui è necessario intervenire per la tutela ambientale e la protezione del territorio e definire quindi i diversi livelli di priorità e di urgenza, la Regione Piemonte sta predisponendo un Piano straordinario di interventi di ripristino, come stabilito con D.G.R. n. 79 - 6271 del 22.12.2017 in applicazione della legge forestale regionale (L.r. 4/2009 art. 17 c. 2).

Il piano di interventi è uno strumento indispensabile per poter individuare le aree di particolare valore ambientale e paesaggistico o a rischio di dissesto idrogeologico, in cui poter autorizzare, ai sensi della legge nazionale per la protezione dagli incendi (n. 353/2000 art. 10), le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche.

Le attività necessarie per la predisposizione del piano sono gestite e coordinate da un apposito Tavolo tecnico istituzionale. In questa pagina vengono riportati, di volta in volta, i contenuti aggiornati frutto del lavoro tra il Tavolo e i vari soggetti coinvolti.

Cosa si può fare nell'immediato

Le valutazioni vanno fatte caso per caso per individuare gli interventi necessari e le relative procedure amministrative corrette (eventuale autorizzazione regionale ai sensi dell’art. 10 L. 353/2000).

 Nello specifico è possibile effettuare:

  1. interventi di messa in sicurezza del territorio: mantenimento e ripristino di viabilità, sentieri e reticolo idrografico minore attraverso il controllo di alberi instabili e verifica del rischio di caduta massi; la relazione tecnica dovrà essere conforme alle linee guida di intervento;

  2. interventi selvicolturali e raccolta legname in boschi danneggiati – distrutti: ripristino della funzionalità dei boschi pubblici e privati ai fini di assicurarne le funzioni protettiva, produttiva e degli altri servizi ecosistemici; 

 

Sono sempre possibili gli interventi di taglio di alberi instabili e pericolosi per la pubblica incolumità.

Interventi selvicolturali e raccolta legname in boschi percorsi dal fuoco

Senza finanziamento pubblico:

  • ove i boschi non sono "danneggiati o distrutti" (< 80% degli alberi compromessi) eseguire tagli boschivi nel rispetto del regolamento forestale (D.P.G.R. 8R/2011 e s.m.i.) se ancora applicabile e, nei Siti della rete Natura 2000, le Misure di Conservazione;
  • nei boschi "danneggiati o distrutti" (> 80% degli alberi compromessi) si applicano il regolamento forestale (art. 41) e, nei Siti della rete Natura 2000, nel rispetto delle Misure di Conservazione (è necessaria la Valutazione d'Incidenza) dettagliati da linee guida specifiche.

Con finanziamento pubblico:

  • interventi selvicolturali di messa in sicurezza del territorio e per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici, con relazione geologico-ambientale, previa autorizzazione regionale o ministeriale se sono presenti Aree Protette Nazionali;.

 

N.B.: per 10 anni è vietato il pascolo in bosco, è quindi necessario rivedere eventuali contratti di affitto in alpeggio.

Scarica le Linee guida per interventi selvicolturali e raccolta legname in boschi danneggiati – distrutti pdf p, dettagliate secondo le funzioni del bosco, le categorie forestali e la severità dei danni.

Schema procedure amministrative per interventi in bosco

 

Superfici percorse dal fuoco di proprietà privata - senza finanziamenti pubblici

mini schema privato

 Clicca sull'immagine per scaricare in pdf pdf p

 

Superfici percorse dal fuoco di proprietà pubblica - senza finanziamenti pubblici

mini schema pubblico

Clicca sull'immagine per scaricare in pdf pdf p

 

Linee guida per la messa in sicurezza del territorio

Interventi di messa in sicurezza della viabilità

copertina sicurezza viabilità

 

Clicca sull'immagine per scaricare in pdf pdf p

Attività in corso

1. Linee guida per interventi di messa in sicurezza del territorio

2. Attività di informazione
Domande e risposte, incontri e divulgazione sul territorio

3. Piano straordinario di intervento

  • applicazione Art. 10 L. 353/2000 e Art. 17 comma 2 LR 4/2009;
  • sostituisce le relazioni e autorizzazioni puntuali, semplificando le procedure amministrative.

Domande frequenti (FAQ)

Di seguito vengono riportate le risposte alle domande più frequenti.
Si tratta, in genere, di indicazioni di carattere tecnico da considerare al momento dell’esecuzione di interventi selvicolturali; dal punto di vista delle procedure amministrative, prima della loro esecuzione, dovranno essere valutati secondo le indicazioni degli schemi riportati nell'apposita sezione.

 

1. Il mio bosco è stato percorso dal fuoco, posso tagliare gli alberi?
Sì, è possibile intervenire di propria iniziativa, senza contributi pubblici, rispettando il regolamento forestale solo dove il bosco non è gravemente danneggiato o distrutto (compromessi < 80% di alberi).

2. Per intervenire è necessaria l’autorizzazione?
Per intervenire in boschi gravemente danneggiati o distrutti dal fuoco (compromessi > 80% di alberi) non si possono applicare le regole gestionali ordinarie; è quindi necessario un progetto di taglio redatto da un tecnico forestale abilitato approvato dalla Regione Piemonte. Per i soli interventi in boschi privati su superfici inferiori a un ettaro e fuori da aree protette e Siti Natura 2000 è sufficiente la comunicazione semplice. Sulla base della normativa chi interviene si assume l’impegno ad assicurare la rigenerazione del bosco.

3. E se il mio bosco ricade in un’area tutelata?
Se il bosco danneggiato o distrutto ricade in un’Area protetta regionale non facente parte della Rete Natura 2000 (SIC-ZSC, ZPS) si applicano le procedure ordinarie previste dal Regolamento. Se il bosco ricade in un sito della Rete Natura 2000 per interventi su superfici oltre 0,25 ettari è necessaria la Valutazione d’incidenza; questa deve essere basata su una relazione redatta da un tecnico abilitato o in alternativa su prescrizioni tecniche dettate dal Soggetto gestore, che si consiglia di contattare sempre prima di intervenire.

4. Come posso intervenire nei boschi cedui o a governo misto?
Se gli alberi sono di specie che conservano a lungo la facoltà pollonifera (castagno, robinia, ontani, salici, pioppi, olmi, carpini, ciliegio, betulla, nocciolo, arbusti, querce di piccolo diametro non a fustaia) e le ceppaie sono quindi ancora in grado di ricacciare si possono ceduare i polloni, abbattere gli alberi sicuramente morti lasciando in piedi le matricine/riserve ancora vive anche se danneggiate, in particolare delle specie diverse da castagno e robinia, per assicurare la copertura del suolo prevista dal regolamento e la disseminazione.

5. Come posso intervenire nelle faggete?
Il faggio perde presto la facoltà pollonifera, pertanto in generale le faggete invecchiate non sono più ceduabili, a prescindere dal passaggio del fuoco; è possibile tagliare le piante morte, instabili e parte di quelle deperenti; tra queste lasciare in piedi le migliori in modo da assicurare una adeguata copertura (in assenza di una relazione tecnica almeno il 50%). Negli anni successivi si valuterà la presenza di rinnovazione prima di procedere a nuovi interventi.

6. Come posso intervenire nei boschi di conifere?
E’ possibile tagliare le piante morte, instabili e parte di quelle gravemente deperenti. Negli anni successivi si valuterà la vitalità delle piante rilasciate e la presenza di rinnovazione prima di procedere a nuovi interventi. Data la complessità delle casistiche possibili si consiglia di rivolgersi a un tecnico anche per interventi su piccole superfici.

7. Si possono tagliare gli alberi lungo la viabilità, le reti tecnologiche, a ridosso delle case?
E’ possibile tagliare gli alberi morti o gravemente deperenti che costituiscono pericolo per la pubblica incolumità, indicativamente per una fascia pari alla loro altezza lungo la rete viaria; nelle fasce asservite alle reti tecnologiche e attorno agli edifici gli interventi vanno eseguiti secondo quanto previsto dalle discipline specifiche per i diversi casi. Questi interventi prescindono dalle norme ordinarie del regolamento forestale e dal passaggio del fuoco.

8. Come è possibile intervenire negli impluvi?
Negli impluvi è opportuno rimuovere gli alberi caduti o pendenti che potrebbero essere trasportati dalla corrente in caso di piena o creare sbarramenti temporanei; è utile sistemare parte dei tronchi abbattuti o caduti in diagonale sui lati del versante per aumentarne la scabrezza e ridurre l’erosione.

9. Posso utilizzare finanziamenti pubblici per il recupero del bosco?
Le modalità e i luoghi dove saranno utilizzabili i contributi pubblici saranno definite dal Piano straordinario d’intervento, in fase di stesura da parte del Tavolo tecnico istituito dalla Regione.
Prima dell’approvazione del Piano è comunque possibile intervenire per mettere in sicurezza viabilità e infrastrutture. Negli altri casi è necessario un progetto da autorizzare sulla base di una relazione geologico-ambientale attestante che l’area è a rischio idrogeologico.

9 bis. Ci sono interventi per i quali non è prevista una specifica autorizzazione dopo il passaggio del fuoco?
La costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente che non comportino attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale non necessitano di specifiche autorizzazioni conseguenti il passaggio del fuoco, fatte salve quelle ordinariamente previste per il tipo di opera.

10. I volontari possono intervenire per il ripristino?
Le organizzazioni di volontari possono intervenire nell’attività di messa in sicurezza del territorio, anche prima dell’approvazione del Piano straordinario d’interventi, purché con personale formato e adeguatamente equipaggiato, operando secondo le direttive di tecnici abilitati sulla base delle linee guida.

11. Se non faccio nulla cosa succede?
In assenza di ordinanze del Sindaco o di altre autorità che obblighino i proprietari dei boschi ad intervenire per motivi di tutela della pubblica incolumità, il proprietario non è tenuto al ripristino; il bosco si rinnoverà secondo propri ritmi e verosimilmente non potrà fornire prodotti e servizi per un tempo variabile.

11 bis. Da quali altri vincoli sono interessate le superfici percorse dall’incendio?
Le superfici boscate e a pascolo non possono variare la loro destinazione d’uso per i successivi 15 anni dall’incendio; quindi non possono diventare, ad esempio, terreni edificabili ma restano superfici pascolive o forestali, queste ultime anche se momentaneamente prive di vegetazione legnosa. Inoltre, sempre per i successivi 15 anni, in caso di vendita, l’atto di compravendita deve puntualmente riportare la non modificabilità della destinazione d’uso del terreno; nel caso in cui non venisse specificata l’esistenza del vincolo, l’atto è nullo.
Per i 10 anni successivi all’incendio, sui terreni a bosco o a pascolo è vietata la realizzazione di edifici, strutture e infrastrutture destinate all’uso civile; la loro realizzazione è possibile solo nel caso in cui l’autorizzazione o la concessione sia stata rilasciata prima del passaggio del fuoco.
Sulle aree boscate percorse dal fuoco è inoltre vietata la caccia per 10 anni.

12. Posso fare pascolare animali nel bosco percorso dal fuoco?
Nei boschi percorsi dal fuoco è vietato il pascolo per 10 anni dall’evento. Pertanto anche gli eventuali contratti di affitto per alpeggio ecc. devono essere rivisti in tale senso.

13. Si può continuare ad applicare i Piani Forestali Aziendali approvati?
Dipende dalla severità dell'incendio. Nei casi in cui l'incendio radente non abbia compromesso la struttura e le potenzialità del popolamento, è possibile applicare le previsioni del piano. Nel caso in cui il passaggio dell'incendio abbia gravemente danneggiato o distrutto il bosco, le previsioni di piano dovranno essere riviste e adattate alla nuova situazione. Anche gli obiettivi del piano potranno mutare, al variare delle condizioni di stabilità e di resilienza del popolamento.

14. Posso fare interventi intercalari?
I tagli intercalari sono finalizzati a favorire le piante di avvenire, singole o in gruppi; pertanto se l'incendio ha alterato la struttura del bosco occorre conservare le piante residue indipendentemente dalle loro condizioni di vitalità e di potenziale sviluppo e/o concorrenza. Nel caso in cui il bosco sia gravemente danneggiato o distrutto non è possibile fare interventi intercalari.

14 bis. Posso piantare degli alberi sui terreni boscati percorsi dall’incendio senza finanziamenti pubblici?
Il rimboschimento di una superficie forestale percorsa dal fuoco senza il ricorso a un finanziamento pubblico non necessita dell'autorizzazione prevista dalla legge nazionale sugli incendi boschivi (L. 353/2000), però la sua realizzazione deve seguire le procedure e le norme previste dal regolamento forestale e la sua opportunità deve essere motivata sulla base di considerazioni tecniche.
Dopo il passaggio di un incendio, non sempre è necessario ripristinare il bosco ricorrendo a un rimboschimento o ad un rinfoltimento; uno degli scopi del Piano d’intervento Straordinario è proprio quello di individuare le zone in cui, data la severità dell’incendio, la difficoltà di autorigenerazione e la funzione svolta dal bosco, è prioritario e necessario ricorrere al rimboschimento.
In tutti i casi, è obbligatorio utilizzare materiale di propagazione di origine certificata e di specie autoctone (che si sono originate ed evolute in una specifica area, ad es. le Alpi) .
L’utilizzo di alberi di Natale per rimboschimenti o rinfoltimenti in bosco è espressamente vietato dal regolamento forestale.

 

 

 Marco Corgnati, funzionario del Settore Foreste della Regione Piemonte, spiega il percorso di ripristino

Guarda il video

 

 

Per ulteriori informazioni:
Settore Foreste
C.so Stati Uniti, 21 – 10128 Torino
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Stampa

life natura2000L’Unione Europea ha istituito 25 anni fa, nel 1992, il programma LIFE, con lo scopo di sostenere progetti di salvaguardia dell'ambiente e della natura negli Stati membri e in alcuni paesi candidati e limitrofi.

LIFE 2014-2020

Dai programmi LIFE I, II e III (periodo 1992-2006) si è passati al LIFE + (2007-13) e infine al Programma europeo per l’Ambiente e per il Clima - LIFE 2014-2020, istituito con il Reg. (UE) n. 1293/2013.

Il LIFE 2014-2020 che punta a dare concreta attuazione all’iniziativa “Un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse”, è strutturato in due sottoprogrammi:

  • Ambiente, con 3 settori prioritari: efficienza energetica, natura e biodiversità, governance ambientale e informazione;
  • Azione per il clima, anch’esso ripartito in 3 ambiti prioritari: mitigazione dei cambiamenti climatici , adattamento ai cambiamenti climatici, governance e informazione.

Possono essere presentati progetti "tradizionali", cioè progetti pilota, di buone pratiche, dimostrativi e di sensibilizzazione, ma anche progetti integrati (PI), di assistenza tecnica ai PI e progetti preparatori.

Il LIFE e le Foreste

Nel programma 2014-20 viene data particolare importanza alle foreste, per il loro ruolo fondamentale nella tutela della biodiversità e delle risorse acqua e suolo, nonché per la mitigazione dei cambiamenti climatici tramite l’assorbimento dell’anidride carbonica dall’atmosfera e lo stoccaggio del carbonio.

Già nei precedenti periodi di programmazione le foreste hanno avuto uno spazio significativo, coprendo a livello complessivo UE quasi il 15% dei progetti realizzati, la percentuale scende a poco meno del 10% per l’Italia, ma con un importo complessivo di 112 milioni di euro, in un periodo peraltro di netta riduzione delle risorse pubbliche destinate alla ricerca e alla divulgazione.
Un bilancio approfondito dei progetti LIFE dedicati alle foreste italiane svolti dal 1992 ad oggi è stato presentato nello scorso mese di maggio a Firenze nell’ambito evento Life e Foreste: 25 anni del Programma LIFE, curato da Compagnia delle Foreste.

Molti progetti hanno sicuramente fornito un contributo importante alla diffusione di tecniche innovative per la gestione sostenibile, la tutela della biodiversità, la valorizzazione dei prodotti e dei servizi forestali. Di seguito se ne citano alcuni, sia conclusi che in corso, ritenuti particolarmente significativi anche per le foreste piemontesi, rimandando agli specifici siti internet per informazioni e approfondimenti:

  • Summacop (Umbria, anni 2000-02) - gestione innovativa e sostenibile dei boschi cedui (matricinatura a gruppi e altre tecniche innovative di intervento);
  • Carbomark (Veneto, 2009-11) – promozione di mercati locali e volontari di crediti di carbonio, individuazione di un modello per PMI e proprietari forestali;
  • PProSpot (Toscana, 2010-14) – gestione forestale con tecniche innovative – come la selvicoltura d’albero – per la tutela e la valorizzazione delle specie arboree sporadiche;
  • Carabus (Piemonte, 2012-2015) – conservazione dell’habitat di Carabus olympiae in Val Sessera (BI), individuando specifici modelli selvicolturali;
  • MIPP (Corpo Forestale dello Stato, 2012-17) - monitoraggio, con osservazioni di cittadini, di coleotteri saproxilici protetti dalla Direttiva Habitat e rilievo del criterio ecologico per gli alberi monumentali;
  • Inbiowood (Veneto, 2013-18) – incrementare la biodiversità tramite la produzione di legno, realizzando impianti di arboricoltura policiclici potenzialmente permanenti, specialmente in aree private lungo i corsi d’acqua;
  • Future coppices (Toscana e Sardegna, 2015-18) – gestione sostenibile dei boschi cedui nell’Europa meridionale, valorizzando le prove sperimentali fatte dagli anni Sessanta ad oggi dagli istituti di sperimentazione del MiPAAF, oggi confluiti nel CREA.
Stampa

operai informaplusInForma Plus nasce della positiva esperienza del progetto InForma, conclusosi a marzo 2015; infatti, i partner coinvolti intendono continuare la collaborazione, sviluppando le tematiche affrontate nel precedente periodo di programmazione ALCOTRA (2007-2013) e capitalizzando i risultati. InForma Plus è un progetto di cooperazione per la formazione forestale professionale nello spazio alpino trasfrontaliero franco-italiano; è partito a gennaio 2017 e terminerà a gennaio 2020.

Il partenariato del progetto è composto da enti pubblici e privati che operano per lo sviluppo del settore forestale nel territorio italiano e francese:

Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea e dagli Stati membri tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale INTERREG ALCOTRA, si inserisce nel quadro di riferimento fornito dalla strategia dell’Unione Europea per la Regione Alpina (EUSALP), per valorizzare l’attrattività e la competitività della regione alpina oltre che lo sviluppo sostenibile dei suoi territori.

Nello spazio compreso tra Italia e Francia i boschi coprono più di un terzo del territorio e la filiera del legno costituisce un importante tassello dell’economia locale. InForma Plus intende affrontare quelle problematiche che limitano lo sviluppo del settore forestale attraverso la promozione delle imprese forestali e del mestiere del boscaiolo, riconoscendo a questa figura professionale un ruolo determinante nella gestione sostenibile, efficace e duratura del territorio.

L'obiettivo generale è:

  • aumentare e rafforzare, a livello transfrontaliero, la competitività e la professionalità delle imprese forestali, tramite:
    • l’attivazione di percorsi formativi innovativi e sperimentali secondo metodologie condivise e coordinate tra partner transfrontalieri;
    • la realizzazione di azioni mirate a migliorare la conoscenza e le competenze delle imprese e degli operatori professionali.

Il risultato atteso è l’aumento della redditività e della sicurezza del lavoro in bosco oltre che il riconoscimento sociale della figura professionale.

Le attività previste dal progetto sono:

COMUNICAZIONE

La realizzazione di iniziative di promozione a supporto delle attività tecniche, della figura professionale del boscaiolo e dell’impresa qualificata, fra cui:

  • sito internet del progetto, con versione mobile;
  • pagina Facebook;
  • realizzazione di una versione PDF interattivo e applicazione mobile bilingue del manuale del boscaiolo arricchita di contenuti multimediali (clip video, collegamenti ipertestuali....);
  • seminari ed eventi divulgativi;
  • predisposizione di parcelle dimostrative/pedagogiche, cantieri forestali dimostrativi;
  • strumenti multimediali per avvicinare i giovani ai lavori in bosco (simulatori di lavoro e mezzi forestali, mezzo itinerante attrezzato per finalità divulgative e di comunicazione);
  • analisi per l’individuazione delle migliori ed efficaci strategie di comunicazione per il coinvolgimento delle imprese forestali nelle attività formative professionali.

Regione Piemonte ha previsto attività di comunicazione su azioni e esiti del progetto prevedendo un evento di lancio e uno di chiusura, quest'ultimo in concomitanza di un cantiere dimostrativo.

FORMAZIONE INNOVATIVA E SPERIMENTALE

Capitalizzando l’esperienza del progetto InForma si intende progettare e sperimentare percorsi formativi comuni, rispondenti ai bisogni pratici delle imprese emersi nel corso delle indagini condotte sui territori dei partner.
Verranno svolte attività condivise su:

  • Corsi di formazione innovativi rivolti alle imprese forestali, stakeholders e amministratori del territorio su temi quali management di impresa, gestione economica, filiere del legno, tecniche operative innovative, al fine di promuovere una gestione economicamente redditizia e sostenibile della risorsa forestale. Regione Piemonte aderisce alle proposte di formazione innovativa per poterle valutare ed eventualmente riproporre sul proprio territorio, pubblicizzandole.
  • Percorsi di apprendistato/Alternanza scuola-lavoro; è previsto un approfondimento tecnico sulla normativa di riferimento e saranno valutate le esperienze di apprendistato ed alternanza scuola lavoro, ormai consolidate in Francia e, su settori diversi da quello forestale, in Italia. Verranno proposte iniziative a livello nazionale, riferite al contesto forestale. Regione Piemonte partecipa alle iniziative di apprendistato, all'informazione degli operatori del settore, alla condivisione con l'assessorato regionale al Lavoro, all'individuazione di imprese per attivare sperimentazioni, oltre che alla raccolta di eventuali manifestazioni di interesse da parte di operatori o imprese del settore.
  • Corso per istruttori forestali di abbattimento ed esbosco terrestre. In Italia è prevista l’attivazione di un corso modulare per la formazione di 15 istruttori forestali, fra operatori piemontesi, valdostani e liguri a cui si aggiungeranno, per alcuni moduli formativi, osservatori qualificati del partenariato. Il corso è gestito da Regione Piemonte tramite IPLA, con una durata di 280 ore (200 ore per l'abbattimento ed allestimento e 80 per l'esbosco terrestre. Di seguito il calendario dei moduli formativi:

    • Corso istruttori forestali in abbattimento ed allestimento

      Preselezione e selezione (24 – 28 luglio 2017); sede: Chiusa di Pesio (CN), Parco del Marguareis;
      I^ settimana: 4 – 8 settembre 2017; sede: Chiusa di Pesio (CN), Parco del Marguareis;
      II^ settimana: 2 – 6 ottobre 2017; sede: Courmayeur (AO), Bois Gorret Hermitage;
      III^ settimana 13 – 17 novembre 2017; sede: Novalesa (TO);
      IV^ settimana 11 – 15 dicembre 2017; sede: Bagnasco (CN), Bric Fusarè;
      V^ settimana: 26 febbraio – 2 marzo 2018; sede: Rezzo (IM).

    • Corso istruttori forestali in esbosco terrestre
      I^ settimana: 26 – 30 marzo 2018; sede: Pramollo (TO);
      II^ settimana: 16 – 20 aprile 2018; sede attività pratica: Lanzo Torinese (TO).

    • Tirocinio (aprile-ottobre 2018);

    • Esame (9 – 12 ottobre 2018).

VALORIZZAZIONE DELLE IMPRESE FORESTALI PROFESSIONALI

Le iniziative previste sono:

  • l'istituzione di un Albo delle imprese e degli operatori forestali professionali a livello transfrontaliero che garantirà una maggiore conoscenza del settore, anche circa la qualità e la qualificazione delle imprese e fornirà alle stesse una vetrina di valorizzazione e promozione delle proprie attività professionali;
  • il riconoscimento transfrontaliero delle competenze professionali del settore forestale, ossia sarà definita una “equivalenza” circa i contenuti delle diverse proposte formative professionali transfrontaliere, per certificare un mutuo riconoscimento delle competenze acquisite. Saranno previsti incontri finalizzati al reciproco riconoscimento della formazione standardizzata e di quella innovativa proposta, anche con riferimento alle certificazioni europee sulle competenze dell'uso della motosega (ECC European chansaw certificate).

 

Stampa

Cambio di beneficiario per vendita e affitto

Se si verifica un trasferimento (totale o parziale) delle superfici imboschite in seguito a vendita o affitto dei terreni, i benefici e gli impegni passano al nuovo beneficiario, che deve:

  • iscriversi all’Anagrafe agricola e costituire il fascicolo aziendale (se non è già iscritto);
  • trasmettere al detentore del fascicolo (generalmente il CAA) la documentazione attestante la proprietà o la disponibilità (affitto o comodato) delle superfici;
  • presentare on line, all’interno della domanda di conferma annuale, una domanda di cambio beneficiario, tramite CAA o autonomamente;
  • sottoscrivere un nuovo piano di coltura ADL word p.

Nel caso in cui si verifichi un trasferimento di proprietà per vendita delle superfici oggetto di impianto senza che il nuovo beneficiario presenti la domanda di cambio beneficiario, la responsabilità dell’impianto e i relativi impegni e vincoli con la Regione Piemonte restano in capo al beneficiario iniziale.
Si raccomanda quindi di far inserire nell’atto di vendita, per chiarezza nei confronti dell’acquirente e a tutela del venditore, specifica indicazione dei terreni sui quali è stato effettuato l’impianto e dei relativi impegni e vincoli.

 

Cambio di beneficiario per successione

In caso di decesso del beneficiario, gli eredi hanno due possibilità:

  1. mantenere benefici e impegni relativi alla domanda, il soggetto subentrante deve presentare all’interno della prima domanda di conferma successiva al decesso del beneficiario precedente, una domanda di cambio beneficiario, trasmettendo al detentore del fascicolo documentazione attestante la successione:
    • copia del certificato di morte;
    • scrittura notarile indicante la linea ereditaria o, in alternativa, atto notorio di morte rilasciato dal Comune;
    • copia documento di identità in corso di validità del nuovo richiedente;
    • nel caso di coeredi: documentazione che attesti una delega di tutti i coeredi al richiedente, unitamente a copia documento di identità in corso di validità di tutti i deleganti;
    • piano di coltura ADL word p sottoscritto dal nuovo richiedente e da tutti i coeredi per accettazione.
  2. rinunciare ai benefici e agli impegni connessi alla domanda, presentando una dichiarazione scritta al Settore Tecnico regionale competente per territorio.
Stampa

Il Regolamento forestale (DPGR n. 8/R/2011), all'art. 3 - comma 3bis, prevede che "a partire dal 1° settembre 2017 le comunicazioni e le istanze di autorizzazione sono compilate esclusivamente per via telematica".

Le istanze di autorizzazione sono già compilate solo per via telematica, pertanto non sono coinvolte da questa innovazione; mentre il modulo cartaceo della comunicazione semplice, dal 1° settembre 2017, non è più utilizzabile.
La comunicazione semplice può essere compilata on-line su PRIMPA, apposito servizio su Sistemapiemonte, in tre modi:

Caso 1 (Sportello forestale)
Il richiedente va allo sportello forestale che compila informaticamente in nome e per conto del richiedente la modulistica e la trasmette per via telematica. Su richiesta dell'utente lo sportello fornisce ricevuta delle evidenze trasmesse. Il riconoscimento dell'identità del richiedente è assicurato dallo sportello forestale essendo un ufficio pubblico.

Caso 2 (fai da te)
Il richiedente fa da sé, accedendo agli specifici servizi on line della Regione Piemonte, utilizzando:

  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • proprie credenziali di SistemaPiemonte.

Prossimamente sarà possibile utilizzare anche le credenziali SPID (Servizio Pubblico Identità Digitale).
L'invio telematico dell'istanza si concretizza con la trasmissione on-line del form.

Caso 3 (fai da te con intermediario)
Nel caso in cui la comunicazione semplice su PRIMPA sia compilata da un soggetto terzo (ad esempio da un tecnico forestale abilitato) invece che dal richiedente, le modalità di firma valide sono:

  • firma digitale del richiedente;
  • stampa e firma sul cartaceo del richiedente con allegata carta d'identità in corso di validità.

Le modalità di invio valide sono:

  • PEC (obbligatoria per le Imprese e gli Enti pubblici);
  • posta elettronica ordinaria (su e-mail di Settore).

 

Le indicazioni elencate sono state elaborate in coerenza con quanto previsto dall’art. 65 del Codice dell’amministrazione digitale (d.lgs. n. 82/2005) che stabilisce le modalità con cui istanze e dichiarazioni possono essere presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica.

 

Per ulteriori informazioni:
Settore Foreste
C.so Stati Uniti, 21 – 10128 Torino
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Stampa

psrridottoIl Dipartimento DISAFA dell’Università degli Studi di Torino e l'IPLA Spa, nell’ambito della Misura 1 del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 hanno attivato corsi di formazione, iniziative di informazione, visite e scambi in campo forestale.
Le iniziative del DISAFA sono tenute da docenti universitari, esperti in materia, tecnici forestali appartenenti ad enti di gestione forestale e liberi professionisti, mentre quelle di IPLA dai tecnici forestali dell’istituto stesso e da liberi professionisti esperti.

La partecipazione alle iniziative è gratuita e riservata agli operatori del settore forestale, titolari o dipendenti di imprese, liberi professionisti e dipendenti della pubblica amministrazione per i corsi di formazione e i seminari (operazioni 1.1.1. e 1.2.1), mentre per le attività di visite e scambi vi è l’esclusione per i tecnici della pubblica amministrazione.
Le attività formative sono state inserite nel Catalogo di Formazione della Federazione Ordini Dottori Agronomi e Forestali del Piemonte e della Valle d’Aosta (Rif. Regolamento CONAF 3/2013).

Le attività in programma, iniziate nella primavera del 2017 e si svilupperanno in tutto il 2018, sono le seguenti:

  • CORSO"Selvicoltura per categoria forestale" pdf p
    Scarica il programma pdf p per l'edizione "Castegneti, robinieti, formazione d'invasione", a partire da marzo 2018
    Scarica il programma pdf p per l'edizione "Querceti", a partire da marzo 2018
    Scarica il programma pdf p per l'edizione "Faggeta", a partire da aprile 2018

    Scarica il programma pdf p per l'edizione "Conifere", a partire da giugno 2018
    Scarica il modulo di preadesione  pdf p
    IMPORTANTE: Gli utenti che hanno già trasmesso il modulo di preadesione per le edizioni del 2017 ma non hanno potuto partecipare non devono ripetere la preadesione.
  •  CORSO: "Conservazione della biodiversità" pdf p
    Scarica il programma pdf p per l'edizione "Planiziale-fluviale", a partire da marzo 2018
    S
    carica il programma pdf p per l'edizione "Montana", a partire da maggio 2018
    Scarica il modulo di preadesione pdf p
    IMPORTANTE: Gli utenti che hanno già trasmesso il modulo di preadesione per le edizioni del 2017 ma non hanno potuto partecipare non devono ripetere la preadesione.

 

 

 

Stampa

 

La compensazione non è dovuta (art. 19, comma 7 della l.r. 4/2009) per gli interventi di trasformazione delle aree boscate:

a. interessanti superfici inferiori ai 500 m2;
b. finalizzati alla conservazione del paesaggio o al ripristino degli habitat di interesse comunitario, se previste dagli strumenti di gestione o pianificazione di dettaglio vigenti;
c. volti al recupero a fini produttivi per l'esercizio dell'attività agro-pastorale svolte da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli singoli o associati, di boschi di neoformazione insediatisi su ex coltivi, prati e pascoli abbandonati da non oltre trent'anni;
d. per la realizzazione o adeguamento di opere di difesa dagli incendi, di opere pubbliche di difesa del suolo, se previsti dagli strumenti di gestione o pianificazione di dettaglio vigenti;
d bis. per la realizzazione di viabilità forestale in aree non servite.

Con la Circolare n. 2/AMB pdf p del 13/04/2018 sono stati chiariti alcuni aspetti. Con riferimento alla lettera b), la circolare precisa che la deroga è applicabile agli interventi contenuti nei piani di gestione predisposti dalle Associazioni fondiarie costituite ai sensi della l.r. n. 21/2016 (Disposizioni per favorire la costituzione delle associazioni fondiarie e la valorizzazione dei terreni agricoli e forestali) a condizione che:

  • sia evidente ed esplicita la loro ricaduta sulla conservazione del paesaggio;
  • gli interventi siano finalizzati al recupero di terreni agricoli incolti e/o abbandonati;
  • i piani siano predisposti conformemente ai contenuti stabiliti dalla DGR 92-5523 del 3.8.2017 (Linee guida per la redazione dei piani di gestione dei terreni dell’associazione fondiaria);
  • tali piani siano approvati dalla Regione Piemonte conformemente alle disposizioni stabilite dalla l.r. n. 21/2016 e dagli atti applicativi.

Con riferimento alla lettera d bis), in allegato pdf p alla stessa circolare, è fornita la metodologia che, con criteri oggettivi, permette di definire quando un bosco non è servito da viabilità forestale. La copertura “Zona Servita” (ZS) realizzata nell’ambito delle indagini per i Piani Forestali Territoriali (PFT) è pubblicata su SIFOR nella sezione "Indagini PFT 2000/Scarico dati", in formato shape a taglio regionale.

 

Vai alla sezione sulla legge forestale.

anteprima del filmato sulla legge regionale

 

 

Stampa

Per trasformazione del bosco in altra destinazione d'uso si intende qualsiasi intervento che comporti l'eliminazione della vegetazione esistente finalizzato a un'utilizzazione del suolo diversa da quella forestale (art. 19, comma 1 della l.r. 4/2009).

La trasformazione del bosco è vietata (art. 19, comma 2 della l.r. 4/2009), fatte salve le autorizzazioni rilasciate dalle amministrazioni competenti ai sensi dell'art. 146 del d.lgs. 42/2004 e dell’art. 1 della l.r. 45/1989, compatibilmente con la conservazione della biodiversità, con la stabilità dei terreni, con il regime delle acque, con la difesa dalle valanghe e dalla caduta dei massi, con la tutela del paesaggio, con l'azione frangivento e di igiene ambientale locale.

Sono a carico del soggetto che intende operare la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso la compensazione della superficie forestale trasformata (art. 19, comma 4 della l.r. 4/2009) e l’eventuale mitigazione degli impatti sul paesaggio (art. 146 del d.lgs. 42/2004).
Gli interventi di mitigazione sono integrativi e non sostitutivi degli interventi di compensazione (art. 19, comma 5 della l.r. 4/2009).

In boschi sottoposti al vincolo idrogeologico:

  • la compensazione della superficie forestale trasformata assolve anche alle finalità previste dall'art. 9 della l.r. 45/1989 e comprende gli oneri dovuti a tale titolo (art. 19, comma 4 bis della l.r. 4/2009);
  • l’entità della compensazione è ridotta nei casi in cui non è previsto l’obbligo di rimboschimento o di versamento del corrispettivo [art. 9, comma 4, lettere a), b), c), d) della l.r. 45/1989].

La compensazione (art. 19, comma 6 della l.r. 4/2009) può essere effettuata mediante la realizzazione di rimboschimenti con specie autoctone locali, con miglioramenti boschivi (compensazione fisica) o con versamento in denaro (compensazione monetaria).

 

La Giunta regionale con deliberazione n. 23-4637 del 6 febbraio 2017 ha fornito disposizioni sulle trasformazioni del bosco ad altra destinazione d’uso e stabilito criteri e modalità per la compensazione. Con tale provvedimento sono stati approvati:

 

Le autorizzazioni

Il soggetto che intende operare la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso (richiedente), almeno 15 giorni prima dell’avvio dei lavori di trasformazione, deve far pervenire un’autocertificazione pdf p ai sensi del DPR 445/2000, al Settore regionale territorialmente competente in materia di foreste con cui dichiara:

  1. di aver acquisito i pareri, le autorizzazioni, i nullaosta e gli atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa vigente, quali:
    a. l’autorizzazione paesaggistica, comprensiva degli eventuali interventi di mitigazione degli impatti sul paesaggio;
    b. l’autorizzazione idrogeologica, qualora il bosco ricada in area sottoposta a vincolo idrogeologico;
    c. la valutazione d’incidenza, qualora il bosco ricada nei siti della rete Natura 2000;
    d. nel caso di compensazioni fisiche della superficie forestale trasformata, l’accoglimento del progetto di intervento compensativo;
  2. di aver versato il deposito cauzionale pdf p nel caso di compensazioni fisiche;
  3. di aver provveduto al versamento del corrispettivo in denaro nel caso di compensazione monetaria.

Copia della ricevuta del versamento del deposito cauzionale (compensazione fisica) o del corrispettivo in denaro (compensazione monetaria) dev’essere allegata alla dichiarazione del richiedente.

 

L'autorizzazione paesaggistica è rilasciata:

  • dai Comuni per superfici boscate inferiori ai 30.000 m2 ;
  • dalla Regione (Settore Territorio e Paesaggio - C.so Bolzano, 44 - Torino tel. 011.4321378) per superfici superiori ai 30.000 m2.

L'autorizzazione in materia di vincolo idrogeologico compete a:

  • Regione per interventi che interessano superfici superiori a 5.000 m2 o volumi di scavo superiori a 2.500 m3;
  • Comuni per interventi che interessano superfici fino a 5.000 m2 o volumi di scavo fino a 2.500 m3.

 

Con D.D. n. 326 dell'8.02.2017 aggiornata con D.D. n. 946 pdf p del 3.04.2017 sono stati approvati:

pdf p il modello di autocertificazione e dichiarazione d'atto notorio;
word p le istruzioni alla compilazione.

 

La compensazione

La compensazione (art. 19, comma 6 della l.r. 4/2009) può essere:

  1. monetaria;
  2. fisica.

Per il calcolo economico della compensazione (da applicare sia nel caso di compensazione fisica che nel caso di compensazione monetaria) si rimanda all’Allegato A pdf p, elaborato ai sensi dell’art. 19, comma 10 della l.r. 4/2009.
Per la definizione delle modalità tecniche e delle tempistiche della compensazione fisica (art. 19, comma 6 della l.r. 4/2009) si rimanda al paragrafo 3.3 del documento pdf p approvato con D.G.R. n. 23-4637 del 06.02.2017.
Per gli interventi di compensazione fisica il richiedente, a garanzia della loro corretta esecuzione, versa un deposito cauzionale (art. 19, comma 8 della l.r. 4/2009); per la quantificazione, il deposito e lo svincolo di tale cauzione (art. 19, comma 8 della l.r. 4/2009) si rimanda all’Allegato B pdf p.

Sono a cura di un tecnico forestale abilitato:

  • il calcolo economico della compensazione;
  • la progettazione e l’accertamento della corretta esecuzione degli interventi di compensazione fisica.

 

Le nuove disposizioni si applicano alle richieste di autorizzazione paesaggistica presentate dal 1° marzo 2017.
Per quelle presentate prima di tale data resta valida la disciplina delle compensazioni antecedente.

 

Per ulteriori informazioni:

Settore Foreste
C.so Stati Uniti, 21 – 10128 Torino
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

Stampa

La compensazione della superficie forestale trasformata (art. 19, comma 6 della l.r. 4/2009) può essere effettuata mediante la realizzazione di rimboschimenti con specie autoctone locali, con miglioramenti boschivi o con versamento in denaro.

 

Compensazione monetaria

Salvo deroghe, è obbligatoria quando la superficie oggetto di trasformazione è inferiore o uguale a 1 ettaro.

Le somme introitate dalla Regione come compensazione monetaria sono destinate alla realizzazione di interventi di riequilibro idrogeologico nelle aree geografiche più sensibili, ricadenti anche in altri bacini idrografici oltre a quello in cui è stata autorizzata la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso.

 

Compensazione fisica

La compensazione fisica è possibile quando la superficie oggetto di trasformazione è maggiore di 1 ettaro.

Salvo diversa indicazione della Pianificazione forestale aziendale approvata, la compensazione fisica, in aree classificate come:

  • montagna, è possibile solo mediante miglioramento boschivo;
  • collina e pianura, è possibile mediante rimboschimento e miglioramento boschivo.

 

Rimboschimenti con specie autoctone adatte alla stazione e di provenienza locale

La superficie minima accorpata dev’essere maggiore di 5.000 metri quadrati e complessivamente maggiore di 1 ettaro.

Non sono considerati rimboschimenti gli impianti su terreni classificati o assimilati a bosco ove il soprassuolo è temporaneamente assente per utilizzazioni o trasformazioni non autorizzate o per avversità biotiche e abiotiche.

I rimboschimenti sono realizzati in conformità a quanto disposto dall’art. 36 del Regolamento forestale. Devono dar luogo a popolamenti arborei di latifoglie e/o conifere, essere polispecifici e realizzati con specie arboree ed arbustive autoctone elencate nell’Allegato C, tabella I, del Regolamento forestale.
Il richiedente deve assicurare le cure colturali ai rimboschimenti fino all’affermazione della piantagione per un periodo non inferiore a 5 anni.
Al termine dell’intervento la superficie rimboschita costituisce a tutti gli effetti bosco.

Miglioramenti boschivi

La superficie minima accorpata è maggiore di 1 ettaro.

Non sono considerati miglioramenti boschivi:

  • gli interventi a macchiatico positivo o pari a zero;
  • gli interventi finalizzati esclusivamente al taglio o all’eliminazione del sottobosco o di singole piante morte, stroncate o schiantate;
  • gli interventi che non hanno come finalità il miglioramento della stabilità del popolamento forestale;
  • la realizzazione di viabilità o altre infrastrutture (es. sentieristica) ad eccezione di opere di prevenzione e recupero di dissesti in bosco, eseguite con i criteri dell’ingegneria naturalistica e in accompagnamento all’esecuzione di opere di miglioramento boschivo.

Coerentemente con il concetto di miglioramento boschivo, sono ammessi interventi di ripristino di boschi danneggiati o distrutti e l’impianto di specie forestali nel caso di sostituzione di specie .

L’entità dell’intervento compensativo è definita dall’Allegato A pdf p (calcolo economico della compensazione) elaborato ai sensi dell’art. 19, comma 10 della l.r. 4/2009.

Gli interventi di compensazione eseguiti direttamente dal richiedente non possono godere di sovvenzioni o benefici pubblici di qualunque natura e fonte (art. 19, comma 9 della l.r. 4/2009).


Con la compensazione fisica trova applicazione il Regolamento forestale (DPGR 8/R/2011): il progetto di rimboschimento o di miglioramento boschivo è allegato alla comunicazione semplice o all’istanza di autorizzazione trasmessa al Settore regionale territorialmente competente in materia di foreste.
Gli elaborati del progetto compensativo sono indicati nell’Allegato C pdf p del provvedimento.
Il progetto compensativo è trasmesso con le modalità di cui all’art. 3 del Regolamento forestale ed è accolto senza necessità di provvedimento espresso in caso di comunicazione semplice e, in caso di istanza di autorizzazione, decorsi 30 giorni dal suo ricevimento senza che siano state richieste integrazioni, formulate prescrizioni o negato l’accoglimento.

Gli interventi di compensazione fisica devono essere realizzati entro il termine indicato nell’autorizzazione paesaggistica, comunque non superiore a 5 anni.
Per dar corso agli accertamenti sulla corretta esecuzione dell’intervento compensativo ed al conseguente svincolo della cauzione, il richiedente, entro 60 giorni dalla sua ultimazione, trasmette al Settore regionale territorialmente competente in materia di foreste una Dichiarazione di Regolare Esecuzione dei Lavori (di seguito DREL pdf p) , anche nei casi di comunicazione semplice.
Nel caso di rimboschimento, al termine dei 5 anni dall’impianto, il richiedente trasmette al medesimo Settore una DREL riferita alle cure colturali.

 

Le aree sulle quali possono essere realizzati gli interventi di compensazione fisica devono ricadere, all'interno del medesimo bacino idrografico nel quale è stata autorizzata la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso.

La priorità degli interventi compensativi è data a superfici di proprietà pubblica.

La Direzione regionale competente con D.D. n. 4069 del 05.12.2017 ha definito la finalità, la struttura, le caratteristiche, le modalità di istituzione, di aggiornamento e utilizzo dell’elenco dei siti idonei alla realizzazione di interventi compensativi proposti dai Comuni, dalle Unioni di Comuni, dalle Province e dalla Città Metropolitana di Torino, anche nell’ambito dei Piani Forestali Aziendali. In assenza di tali elenchi, i siti sono proposti dal richiedente al Settore regionale territorialmente competente in materia di foreste che determina la loro idoneità sulla base dei contenuti della D.G.R. n. 23-4637 del 06.02.2017.

Stampa

Con DPGR 2/R del 23.1.2017, pubblicato sul BURP del 26.1.2017, è stato emanato il Regolamento regionale recante “Attuazione dell’articolo 3, comma 3ter, della legge regionale 10 febbraio 2009, n. 4 (Gestione e promozione economica delle foreste)” che entrerà in vigore il 10 febbraio 2017.
Al riguardo si rammenta che la normativa regionale vigente in materia di foreste (l.r. 4/2009) definisce cosa:

  • è un bosco (art. 3 comma 1);
  • è assimilato ad un bosco (art. 3, comma 2);
  • non è considerato bosco (art. 3, comma 3 e comma 3bis).


In particolare l’art. 3, comma 3bis, individua tra le porzioni di territorio ricoperte da vegetazione arborea e arbustiva non considerate bosco anche i seguenti casi:

  1. i nuclei edificati e colonizzati da vegetazione arborea o arbustiva a qualunque stadio d'età;
  2. le formazioni forestali di origine artificiale realizzate su terreni agricoli a seguito dell'adesione a misure agro ambientali promosse nell'ambito delle politiche di sviluppo rurale dell'Unione europea una volta scaduti i relativi vincoli;
  3. i terrazzamenti in origine di coltivazione agricola;
  4. i paesaggi agrari e pastorali di interesse storico coinvolti da processi di forestazione, naturale o artificiale, oggetto di recupero a fini produttivi.


Il Regolamento DPGR 2/R del 23.1.2017 dettaglia tali fattispecie e definisce modalità e criteri per la loro applicazione, dando attuazione a quanto previsto dall’art. 3, comma 3ter della legge forestale.

Concretamente sarà possibile da parte di Comuni o di loro forme associative, anche su istanza di parte, provvedere alla perimetrazione ed approvazione di tali fattispecie, sulla base di studi e analisi di professionisti abilitati nelle discipline forestali, agronomiche e paesaggistiche.
Tali perimetrazioni dovranno successivamente essere trasmesse alla Regione che entro 90 gg. si espirmerà sulla conformità della proposta di perimetrazione rispetto al DPGR 2/R/2017 ed agli strumenti di pianificazione vigenti.

Analogamente, nelle more della perimetrazione sopra descritta, il Comune potrà trasmettere alla Regione la richiesta di parere in merito ad interventi puntuali che abbiano già acquisito l’assenso della locale commissione paesaggio, ove esistente. La Regione redigerà, entro 90 gg., il parere finale.

Fino all’efficacia delle perimetrazioni comunali, ovvero in assenza di parere o in caso di parere negativo nel caso di regime transitorio, gli interventi modificativi dello stato dei luoghi sono soggetti al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica di cui all’articolo 146 del d.lgs. 42/2004, nonché, in caso di vincolo idrogeologico, dell’autorizzazione di cui alla legge regionale 9 agosto 1989, n. 45.


Infine, le fattispecie di cui dell’articolo 3, comma 3 bis della l.r. 4/2009 continuano a essere considerate bosco, anche se perimetrate o oggetto di parere favorevole, fino a quando non siano interessate dagli interventi di recupero previste nel regolamento.