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Approvazione nuovi criteri per concessione deroghe ai requisiti di aggregazione

La Giunta regionale, con D.G.R. n. 8-1141 del 9.3. 15, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 10, Supplemento ordinario n. 1 del 12.3.2015, ha approvato i criteri per la concessione delle deroghe previste dalla L.R. n.11/2012 art. 7, comma 4, ed art. 8 comma 4, nonché della L.R. 3/2014, art. 7, comma 3.

Le deroghe possono essere rilasciate soltanto per le forme associative costituite nella fase di prima attuazione della normativa statale e regionale di riferimento, pertanto la deroga non è concedibile alle forme associative che si costituiscano a seguito di scioglimento di Unioni già inserite nella Carta delle forme associative o di recesso dei singoli comuni dalle medesime.

Ferma restando la condizione di cui al precedente punto, i criteri costituenti il presupposto per la concessione delle deroghe di cui alle leggi regionali richiamate, che devono essere CONTEMPORANEAMENTE presenti, sono i seguenti:
  1. La deroga è richiesta quando la proposta associativa prevede un limite minimo demografico inferiore a quello previsto dalle leggi regionali in materia di gestione associata ( l.r. 11/2012; l.r. 3/2014) ed in particolare: 3000 abitanti per le aggregazioni montane e di collina, 5000 abitanti per le aggregazioni di pianura.
  2. La deroga è concedibile per le sole aggregazioni formate da almeno 3 comuni. Tale requisito non è richiesto nel caso in cui 2 comuni si trovino completamente interclusi tra altri non obbligati o che abbiano testimoniato con atto scritto la NON disponibilità ad associarsi. Ugualmente tale requisito non è richiesto qualora i comuni richiedenti abbiano avviato con atti formali un progetto di fusione corrispondente alla forma associativa proposta.
  3. E’ necessario che la proposta associativa sia formata da comuni CONFINANTI. Tale requisito è eccezionalmente derogabile nel caso in cui i comuni si trovino completamente interclusi tra altri non obbligati o che abbiano testimoniato con atto scritto la NON disponibilità ad associarsi.
  4. Ogni richiesta di deroga ai requisiti minimi di aggregazione deve essere accompagnata da studi di fattibilità mirati a dimostrare concretamente il progetto aggregativo che si sta proponendo, al fine di testimoniarne la reale efficacia ed efficienza. A tal fine il progetto deve essere corredato da:
- Dotazione organica, organigramma e piano occupazionale (per Unioni di comuni e Unioni montane);
- Entità delle risorse economiche trasferite;
- Individuazione dei beni strumentali messi a disposizione da ciascun comune ed a supporto della gestione associata;
- Articolazione dei presidi sul territorio;
- Articolazione oraria del personale messo a disposizione della forma associativa, intesa come tempo lavoro/funzione.

L’ambito ottimale per lo svolgimento delle funzioni già esercitate dalle Comunità montane è demandato ad un apposito provvedimento di ricognizione della Giunta regionale ai sensi dell’art. 10 della L.R. n. 3/2014.

I criteri di deroga sopra sintetizzati, valevoli per tutte le forme associative, non sono applicabili per la funzione sociale, per la quale si prevede un’unica possibilità di rilascio di deroga ai limiti minimi demografici quando tali limiti siano coincidenti con il distretto sanitario, raggiungibili anche attraverso la stipula di convenzioni tra forme associative e/o con singoli comuni.

La richiesta di deroga deve essere avanzata, in nome e per conto dell’aggregazione, a firma dal legale rappresentante della stessa e, in particolare, da parte del sindaco del comune capofila nel caso di convenzione ovvero da parte del presidente, nel caso di Unione.

Il regime delle deroghe deve avere comunque carattere di eccezionalità e deve essere ispirato alla ratio di ricercare, nel tempo, il raggiungimento del livello ottimale conforme ai requisiti di legge.

La deroga da parte della Regione sarà accordata ovvero negata, sulla base delle risultanze istruttorie eseguite nell’ambito del Settore regionale Rapporti con le Autonomie locali, competente per materia.

In relazione all’attività istruttoria svolta dal Settore Rapporti con le Autonomie locali, che la stessa comporterà la possibilità di richiedere chiarimenti ed elementi integrativi rispetto a quanto dichiarato in sede di richiesta di deroga.

L’aggregazione proposta, in attesa della risposta regionale in ordine alla concessione o meno della deroga richiesta, potrà comunque operare.

Il provvedimento di concessione della deroga sarà identificato con l’inserimento della forma associativa interessata nell’ambito della Carta delle forme associative del Piemonte, per contro il diniego sarà formalizzato con deliberazione della Giunta regionale.

La concessione della deroga avrà validità ex tunc; per contro, qualora la deroga non sia concessa, al fine di salvaguardare la funzionalità dell’aggregazione, sarà concesso un periodo temporaneo fino ad un massimo di tre mesi per consentire all’aggregazione l’adeguamento ai requisiti ovvero la trasformazione in una diversa forma associativa.

Le richieste di deroga già presentate ed acquisite agli atti del Settore regionale Rapporti con le Autonomie locali sono da intendersi confermate per la valutazione finale, fermo restando l’onere in capo a tale Settore di verificare il permanere dell’interesse rispetto alla richiesta avanzata.

Le deroghe concesse, a condizioni invariate, avranno la medesima durata della forma associativa cui si riferiscono, fermo restando l’obbligo di comunicare al predetto Settore regionale i cambiamenti che fanno venir meno i presupposti della concessione accordata.

Il procedimento di valutazione delle richieste di deroga dovrà concludersi entro e non oltre 180 giorni dal ricevimento della richiesta stessa.

E’ inoltre revocata la Deliberazione della Giunta regionale 18 marzo 2013 n. 20-5546 “Artt. 7 e 8 della L.R. n. 11/2012 e s.m.i. “Disposizioni organiche in materia di enti locali”- Approvazione criteri per concessione deroghe ai requisiti di aggregazione”.

Ndr: per ulteriori informazioni contattare l’Assessorato al Bilancio, Finanze, Programmazione economico-fanaziaria, Patrimonio, Affari legali e contenzioso, Rapporti con C.R., Enti locali, Opere post-olimpiche della Regione Piemonte – Direzione Affari istituzionale e Avvocatura.