Mappa dei centri antiviolenza del Piemonte

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spreadsheet Elenco dei beneficiari dei finanziamenti statali e regionali per il 2014 (48 KB)

spreadsheet Elenco dei beneficiari dei finanziamenti regionali per il 2015 (32 KB)

I numeri delle case rifugio nel 2015

Le case rifugio mappate dalla Regione Piemonte sono 7 e sono presenti in provincia di Biella, Cuneo e Torino. Sul territorio regionale le vittime che sono sostenute dalle operatrici sono per il 51% donne straniere e per il 49% donne italiane. La proporzione cambia sulle singole province: nel biellese il 59% delle vittime è italiana, mentre nel torinese il 60% è straniera.

Le vittime sono per la maggiore donne con figli: nel biellese sono il 77,27%, nel cuneese sono il 75% e nel torinese 68%.

Per quanto riguarda l'attività lavorativa, su un  un totale di 51 casi esaminati in 26 occasioni le vittime risultano non occupate, mentre il 18 casi risultano occupate (in 7 casi il dato non risulta disponibile).

Sul territorio regionale le operatrici delle case rifugio sono 37, di cui 4 assistenti sociali, 10 psicologhe, 12 educatrici professionali e un'avvocata.

I numeri dei Centri antiviolenza nel 2015

Nel 2015 in Piemonte le donne che sono state seguite dalla rete dei 17 Centri antiviolenza sono state1.650, di cui 1.091 italiane e 544 straniere (di 15 non è stata rilevata la nazionalità). La provincia di Torino è quella con il maggior numero di richieste: 1.381 di cui 931 italiane e 450 straniere. A seguire la provincia di Alessandria con 141 casi (77 italiane e 49 straniere), la provincia di Asti con 42 casi (27 italiane e 16 straniere), la provincia di Biella con 37 casi (26 italiane e 11 straniere), la provincia di Vercelli con 23 casi (13 italiane e 10 straniere), la provincia di Cuneo con 16 casi (9 italiane e 7 straniere) e il VCO con 10 casi (8 italiane e 2 straniere).

Considerando il totale delle donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza sul territorio regionale la fascia d'età più colpita è quella che va dai 30 ai 39 anni con 514 casi (31% del totale dei casi), subito dopo quella che va dai 40 ai 49 anni con 476 casi. Sul territorio torinese queste due fasce si equivalgono: 429 casi per la prima e 431 per la seconda.

Le donne con figli risultano essere le più colpite in tutte le province della nostra regione: nel torinese sono il 76,82%, nell'alessandrino sono il 77,39%, nell'astigiano sono il 75%, nel biellese sono il 72,97%, nel cuneese sono l'87,5%, nel VCO sono il 60% e nel vercellese sono il 90,48%.

L'analisi del titolo di studio delle donne che si sono rivolte alla rete dei centri antiviolenza mette in evidenza come la maggior parte di queste abbia frequentato una scuola secondaria di primo grado o una scuola secondaria di secondo grado (451 vittime nel primo caso e 496 nel secondo caso, su un totale di 1.335 casi rispetto ai quali l'informazione è stata rilevata); le donne laureate o in possesso di un diploma di infermieristica sono 165, mentre quelle non rilevate sono 184.

È stato possibile monitorare l'attività occupazionale di 853 donne sul totale di coloro che si sono rivolte alla rete regionale dei centri antiviolenza, il risultato è che di queste 752 sono risultate occupate e 101 sono risultate non occupate. Sul territorio della provincia di Torino, su un totale di 631 casi, 622 donne risultano occupate e 9 non occupate.

In totale le figure professionali impiegate nelle rete regionale dei centri antiviolenza sono 198, di cui 13 assistenti sociali, 24 psicologhe, 8 educatrici professionali e 31 avvocate.