Genere e linguaggio

Ci siamo anche noi

La lingua non è un semplice strumento di comunicazione né un banale specchio della realtà circostante. La lingua può creare realtà ed essere un potente motore di cambiamento (cfr Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo – Cecilia Robustelli – 2012).

Io Parlo e Non DiscriminoE’ ormai consolidato come esista uno stretto legame tra l’uso del linguaggio e la disparità sociale. Nonostante le donne abbiano acquisito maggior partecipazione nella vita civile, rivestendo importanti ruoli in ambito professionale e istituzionale, permane una "resistenza" a riconoscere tali posizioni nel linguaggio; continuano, infatti, a persistere rappresentazioni delle donne, anche nel linguaggio, che riproducono gli stereotipi legati ai ruoli tradizionali, contribuendo ad ostacolare e delimitare il ruolo della donna nell’ordine familiare e sociale.

La società è profondamente cambiata ma il linguaggio, che è fondamentale al fine di una valorizzazione delle differenze di genere, si evolve più lentamente; è necessaria una comunicazione pubblica aderente ai ruoli della donna e che superi gli stereotipi. La parità dei diritti passa necessariamente per il riconoscimento della differenza di genere, anche attraverso l’uso appropriato della lingua.

Con la Mozione n. 231 del Consiglio regionale la Regione Piemonte ha promosso un percorso di revisione del linguaggio utilizzato negli atti amministrativi e legislativi, anche attraverso momenti di formazione al personale operante nelle strutture regionali, in piena sintonia con la L.R 8/2009 che ha l'obiettivo di favorire l'attenzione sui temi della parità valorizzando il ruolo della donna e promuovendo una equa rappresentanza maschile e femminile.

La Carta d'Intenti "Io Parlo e Non Discrimino"

La Regione Piemonte ha aderito, con D.G.R. 15 febbraio 2016, n. 6-2903, alla Carta d'Intenti "Io parlo e non discrimino".
La Carta d'Intenti, che è frutto del tavolo di confronto promosso dalla Città di Torino al quale erano seduti, oltre alla Regione Piemonte, anche il Consiglio regionale, la Città Metropolitana di Torino, l'Università degli Studi di Torino e il Politecnico, impegna i sottoscrittori ad adottare e promuovere percorsi di sensibilizzazione per la diffusione di una cultura di riconoscimento del genere e all'eliminazione di forme di discriminazione di genere nel linguaggio.

La L.r 4/2016 contro la violenza sulle donne, e la L.r 5/2016 contro le discriminazioni sono i primi atti regionali che rispettano il linguaggio di genere. Si tratta di un ulteriore strumento utile ad affermare la parità tra uomo e donna, e ad accompagnare il corrispondente cambiamento culturale.

Azioni

Dieci gli impegni previsti dalla Carta d’Intenti:

  • 1) Attivarsi affinché nei propri statuti, regolamenti, atti, documenti e nella modulistica non siano presenti forme di discriminazione di genere nel linguaggio.
  • 2) Adottare linee guida comuni volte ad eliminare ogni discriminazione di genere nell’ambito della comunicazione istituzionale e mediatica.
  • 3) Individuare procedure volte a verificare che, negli eventi promossi, patrocinati e/o sostenuti si prevedano forme di comunicazione interna ed esterna non discriminatorie dal punto di vista di genere.
  • 4) Promuovere e diffondere la "Carta di intenti" nel proprio territorio anche attraverso forme di collaborazione con i media locali e nazionali.
  • 5) Promuovere, anche in collaborazione con altri enti e istituzioni pubblici e privati e con la società civile, azioni e iniziative volte a prevenire ogni forma di discriminazione di genere nel linguaggio e a rimuoverne le cause culturali.
  • 6) Istituire e sostenere reti che coinvolgano il più ampio numero di enti, istituzioni, servizi e associazioni, per individuare modalità di intervento coordinate e condivise al fine di prevenire le discriminazioni di genere nel linguaggio e di promuovere azioni di sensibilizzazione all’utilizzo di un linguaggio neutro dal punto di vista di genere.
  • 7) Realizzare progetti volti alla diffusione di una cultura di riconoscimento dei generi nel linguaggio.
  • 8) Promuovere e sostenere iniziative di sensibilizzazione e informazione nelle scuole e nei luoghi frequentati da giovani.
  • 9) Organizzare al proprio interno, anche attraverso il coinvolgimento degli organismi di parità, corsi di informazione e sensibilizzazione, rivolti al personale dipendente e agli organismi decisori.
  • 10) Sostenere gli enti, le associazioni e gli organismi impegnati a prevenire forme di discriminazione e di violenza di genere nel linguaggio.

Per approfondire:
http://www.irma-torino.it/it/index.php/carta-di-intenti

8 marzo
L’8 marzo 2016 è stato realizzato, alla Cavallerizza Reale di Torino, l’evento per la presentazione della Carta d’Intenti da parte degli enti promotori Città di Torino, Città Metropolitana, Consiglio regionale del Piemonte, Regione Piemonte e Università degli Studi di Torino.