Monitoraggio sulla Parità di genere

La Regione Piemonte intende garantire il rispetto del principio della parità di genere sia negli enti locali che nella composizione delle società a controllo pubblico e quotate, così come stabilito dal legislatore italiano, che è intervenuto con diverse disposizioni per garantire il riequilibrio delle rappresentanze di genere 

La legge n. 56 del 2014, cosiddetta Delrio, all’art. 1 comma 137 impone che  "nelle giunte dei Comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento.

Per quanto riguarda invece l’equa distribuzione nei consigli di amministrazione delle società a controllo pubblico e quotate, è intervenuta la legge 120/2011, cosiddetta Golfo -Mosca, stabilendo che gli organi sociali delle società quotate, in scadenza a partire dal 12 agosto 2012, devono essere rinnovati riservando una quota pari ad almeno un quinto dei propri membri alle donne.

La Regione Piemonte ha avviato, anche a seguito della mozione 270 del 28 luglio 2015, un  primo monitoraggio dell'applicazione della norma per quanto concerne Comuni, Province e Città metropolitana non solo per salvaguardare il principio di parità, ma anche per evitare che gli stessi Enti locali, in eventuale difetto di applicazione delle norme vigenti, espongano gli atti assunti a sindacato di illegittimità.

pdf Monitoraggio “Garanzia di parità di genere” - al 31 luglio 2017 (4.37 MB)

pdf Sintesi del Monitoraggio (1.42 MB)

Assistenza familiare

E’ possibile riconoscere la professionalità e le competenze delle assistenti familiari, le cosiddette “badanti”, favorendo il contrasto al lavoro sommerso e sostenendo l’inserimento regolare e la permanenza nel mondo del lavoro?
Da tempo la Regione lavora su questo tema delicato che coinvolge, anche a livello emotivo, le famiglie di persone anziane e/o non autosufficienti e che richiede grande attenzione da parte degli operatori, favorendo l’integrazione delle politiche di pari opportunità, lavoro, formazione professionale e politiche sociali.
L’Atto di indirizzo  per la realizzazione di un intervento a favore dell’Assistenza familiare apre la strada al proseguimento di un importante progetto intrapreso negli anni scorsi, che aveva portato alla creazione di un modello integrato per l’assistenza familiare in Piemonte, citato dall’ONU come buona prassi sulla rivista pdf UNECE Policy Brief on ageing (825 KB) .

Obiettivi

  • consolidare la rete di strutture pubbliche e private che operano nell’area dell’assistenza familiare
  • rivisitare e innovare il precedente modello regionale 
  • aumentare e qualificare i servizi di cura rivolti alle persone anziane
  • fornire soluzioni concrete alle esigenze delle assistenti familiari e delle famiglie
  • favorire meccanismi di emersione dal lavoro sommerso

Atto di indirizzo

Commissione regionale pari opportunità

Composizione

L’attuale Commissione Regionale per la realizzazione delle Pari Opportunità tra uomo e donna è stata eletta il 15 giugno 2015, si è insediata a settembre ed è composta da

  • Paola Berzano (presidente)
  • Maria Grazia Sonego (vice presidente)
  • Maria Peano (vice presidente)
  • Patrizia Maria Alessi
  • Teresa Cianciotta
  • Elena Chinaglia
  • Maria Luisa Ida Dall’Armi
  • Elena Ferro
  • Giovanna Guercio
  • Giuliana Manica
  • Sonia Martino
  • Irene Angela Molina
  • Suad Omar Sheikh Esahaq
  • Laura Onori
  • Francesca Ricca
  • Marcella Risso
  • Carlotta Sartorio
  • Maria Cristina Terrenati

Cosa fa

La Commissione Regionale per la realizzazione delle Pari Opportunità tra uomo e donna della Regione Piemonte, istituita dalla Regione Piemonte con legge regionale 12 novembre 1986 n° 46 ha come finalità quella di rimuovere gli ostacoli che costituiscono discriminazione diretta e indiretta nei confronti delle donne e per l’effettiva attuazione dei principi di uguaglianza e di parità sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto.
Organismo autonomo, indispensabile per l’attività Istituzionale della Regione Piemonte, è inquadrata nel vigente Statuto tra gli Istituti di garanzia.
Si raccorda con l’Assessorato Regionale alle Pari Opportunità e, per le tematiche affini, con la Consigliera di Parità Regionale e con l'Assessorato all'Istruzione, Lavoro, Formazione Professionale.

Opera a mezzo del Settore politiche per le famiglie, giovani e migranti, pari opportunità e diritti della Direzione Regionale Coesione Sociale.

ATTIVITA’

Le linee di intervento su cui la Commissione opera sono, principalmente: salute, lavoro, rapporti con la rete degli organismi di parità, violenza di genere, ricerca e analisi per proposte legislative; donne migranti.

Progetti in corso

  • Più donne per i cda e le posizioni apicali
    Una banca dati regionale per valorizzare le candidature femminili, accompagnare le donne nelle carriere e agevolare il loro percorso verso le posizioni apicali. Sono alcuni obiettivi del progetto Più donne per i Cda, nato dopo l’approvazione della Legge Golfo-Mosca, per rendere accessibili e visibili i profili delle donne e per informare tempestivamente le iscritte, riguardo il rinnovo dei CdA delle società quotate e delle partecipate pubbliche.
    Il progetto è sostenuto da un Tavolo di Lavoro permanente composto dalle Consigliere di Parità regionali, dalla Commissione regionale Pari Opportunità, Città di Torino, Università degli Studi di Torino CIRSDE, Federmanager Torino con il Gruppo Minerva,  AIDDA, Soroptimist International d’Italia Club di Cuneo, Consiglio Ordine degli Avvocati di Torino, Consiglio Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili Ivrea, Pinerolo, Torino e Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino.
    Protocollo d’Intesa

    AZIONI
    Monitoraggio dei CDA e dei collegi sindacali in scadenza e rilevazione dei criteri di selezione
    Raccolta e analisi dei curricola di donne interessate a investire professionalmente in un’esperienza di direzione d’impresa
    Organizzazione e realizzazione di cicli informativi, finalizzati a rinforzare le competenze, analizzare le criticità e gli aspetti positivi legati al posizionamento apicale nelle organizzazioni
    Azioni di sensibilizzazione
    Scheda del Progetto

    ISCRIZIONE ALLA BANCA DATI
    REQUISITI MINIMI
    residenza e domicilio in Piemonte
    diploma di scuola secondaria superiore e almeno sei anni di esperienza lavorativa specifica in uno degli ambiti di competenza
    laurea e almeno tre anni di esperienza lavorativa specifica in uno degli ambiti di competenza
    per la candidatura nei collegi sindacali è necessaria l’iscrizione al Registro Revisori.
    Scheda iscrizione
    Modulo privacy
    INCONTRI DI FORMAZIONE
    Ciclo di incontri “Governance al femminile: opportunità al vertice”:
    8 marzo 2017 - Flussi informativi, società quotate e società partecipate pubbliche
    15 marzo 2017 - Trasparenza, correttezza e etica nella gestione delle imprese: informazioni non finanziarie e bilancio di sostenibilità.
    22 marzo 2017 – Cambiamento einnovazione: possibili strategie 

    pdf Scarica il programma del ciclo di incontri (218 KB)

    INFORMAZIONI E CONTATTI
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Panchine rosse. Contro la violenza sulle donne
    L’iniziativa è stata lanciata dalla Circoscrizione 6 della città di Torino, in collaborazione con il writer Karim Cherif. La panchina verniciata di rosso, con due occhi che osservano e una frase in bianco, è un oggetto dell’arredo urbano, ben visibile in ogni città, muto testimone della violenza subita da tante donne.
    La Commissione è intenta a coinvolgere i sindaci di tutti i Comuni del Piemonte per arrivare ad avere una panchina rossa in ogni giardino, dotata di targhetta metallica con il numero verde nazionale per le emergenze (violenza e stalking, 1522) e l’indicazione del presidio locale più vicino cui rivolgersi. Ogni panchina rossa diventa così anche veicolo di utili informazioni.

  • Progetto donne – malattia -recupero
    Sperimentazione regionale dedicata alle donne operate di tumore al seno
    E’ stata firmata il 13 aprile 2016 la Convenzione tra la Commissione regionale Pari opportunità e la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – sezione provinciale di Asti, per la diffusione sul territorio regionale del progetto dedicato alle donne operate di tumore al seno.
    IL CONTESTO
    Grazie a screening e terapie avanzate, il tasso di mortalità per tumore al seno si è ridotto, ma il carcinoma della mammella resta il più grande nemico del genere femminile. Ogni anno sono diagnosticati 45.000 nuovi casi, con incremento soprattutto tra le giovani donne in età compresa tra i 25 e i 50 anni.
    OBIETTIVI
    Il progetto intende accompagnare le donne piemontesi nella lotta contro il tumore al seno con un approccio complessivo, occupandosi cioè di:
    • promuovere la diffusione della cultura della prevenzione adottando corretti stili di vita in tutte le fasce d’età;
    • erogare un servizio di informazione e aiuto alla donna colpita da tumore ed alla sua famiglia relativamente ai diritti che tutelano la malata oncologica;
    • offrire una forma originale di supporto psicologico per affrontare meglio la malattia ed agevolare il percorso di guarigione;
    • accompagnare la donna al reinserimento lavorativo.
    AZIONI
    Il progetto è articolato in tre tappe successive, che costituiscono un percorso completo di recupero psico-fisico della donna
    • RASSEGNA CINEMATOGRAFICA
      Proiezione di cinque titoli di lungometraggi aderenti al tema della disabilità oncologica femminile, da programmarsi a cadenza settimanale e a ingresso gratuito, preceduti da una presentazione e seguiti da un dibattito aperto al pubblico, con la presenza di una psico-oncologa. I lungometraggi conterrebbero storie di ordinaria difficoltà, di disagio fisico, psicologico e affettivo, illuminate però da una sorprendente capacità di recupero individuale e di rigenerazione interiore, a dimostrazione di come sia possibile ricominciare a vivere, nonostante l’iniziale aggressione della malattia.
    • LIBRETTO INFORMATIVO PER IL SUPPORTO DELLA MALATA ONCOLOGICA.
      Accanto al disagio fisico e psicologico, si presentano anche difficoltà legate alla mancanza di conoscenza dei propri diritti in ambito sanitario e lavorativo. Sarà realizzata una vera e propria guida alla conoscenza dei diritti e dei servizi, come strumento efficace a sostenere la donna e la sua famiglia, con l’obiettivo di ottenere un effettivo reinserimento nel contesto socio-lavorativo, evitandole indesiderate e scomode posizioni “passive” e di opprimente assistenzialismo.
    • LIBRETTO INFORMATIVO SULLO STILE DI VITA RACCOMANDATO
      Tappa fondamentale del percorso di recupero psico-fisico è l’acquisizione della consapevolezza che, per combattere le patologie tumorali e le possibili recidive, occorre migliorare il funzionamento del proprio sistema immunitario, spesso logorato dalle terapie invasive e dallo stress psicologico, adottando uno stile di vita corretto e salutare che comprenda un’alimentazione naturale e “preventiva” e un adeguato esercizio fisico.
      Sarà pubblicata anche una sezione dedicata alle ricette per la prevenzione, con l’introduzione di nuovi piatti e di una raccolta di ricette dedicate all’alimentazione nell’età infantile, per offrire una guida alle neomamme su una corretta alimentazione dei loro figli fin dai primi anni di vita.
    Per saperne di più

  • Ricerca sui "Divari retributivi"
    La Regione ha promosso e sostenuto una ricerca sulle differenze di retribuzione tra uomo e donna. Ne è scaturito un ricco manuale, curato da Monica Andriolo e Antonella Perosino, con la supervisione di Alberta Pasquero, che affronta il tema del gender pay gap da svariati punti di vista.
    La differenza di retribuzione non pare soltanto conseguenza della crisi economico sociale degli ultimi anni, ma sembra avere radici più lontane, in un’organizzazione del lavoro e in aspetti socio-culturali che penalizzano le donne anche sotto l’aspetto del trattamento economico.
    Il volumetto contiene un’attenta analisi delle normative che, a partire dal Trattato di Roma del 1957 (istitutivo della Comunità Economica Europea) hanno posto le basi giuridiche per il superamento (sancito in Italia dalla Costituzione) del divario retributivo di genere.
    Non mancano le proposte e le ipotesi per la realizzazione della completa parità uomo – donna nel mondo del lavoro.
    pdf Ricerca sui divari retributivi (7.16 MB)

  • Disturbi alimentari
    La Commissione sta affrontando questo delicato argomento e sta preparando iniziative di sensibilizzazione delle industrie di abbigliamento, per la tutela delle lavoratrici del settore.

    Materiali utili
    pdf Campagnoli Sensibilizzazione nelle scuole (1.78 MB)
    pdf Consoli Binge Eating Disorder (561 KB)
    pdf Fassino Diagnosi precoce (15.03 MB)
    pdf Gavassa Esperienza clinica (2.05 MB)
    pdf Merlo Aspetti nutrizionali (2.40 MB)
    pdf Peloso L'età evolutiva (1.00 MB)

Contatti

Via Magenta, 12 - 10128 Torino
tel. 011.432.4877
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
fax. 011.432.3151

Conciliazione vita/lavoro

Aiutare le donne piemontesi a trovare, e a mantenere, un’occupazione, dopo la nascita dei figli: quando gli impegni familiari si concentrano sulle spalle di donne e mamme, costrette a incastrare in modo preciso tutti gli impegni della giornata: il lavoro, la casa, i figli. Una gestione complicata che, diversamente da quanto normalmente accade, dovrebbe essere più condivisa all’interno del nucleo familiare.

E’ un obiettivo difficile, ma possibile grazie ad alcuni strumenti di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro che l’Assessorato alle Pari opportunità sta promuovendo a favore delle donne.

ATTIVITÀ IN CORSO

TELELAVORO

Il telelavoro costituisce uno strumento importante attuato da molte pubbliche amministrazioni per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro del personale dipendente. Anche la normativa nazionale ha recentemente introdotto alcune novità importanti.

A livello nazionale

La L.124/2015 (art. 14, comma 1) prevede l’adozione di obiettivi annuali e misure organizzative per la sperimentazione di nuove modalità spazio temporali di svolgimento della prestazione lavorativa.
L’obiettivo è consentire, entro tre anni, ad almeno il 10% dei dipendenti, se richiesto, di usufruire del telelavoro.
Entro il 31 marzo di ogni anno, inoltre, le amministrazioni - come previsto dalla L.221/2012 (art.9 comma 7) sono tenute a pubblicare sul web lo stato di attuazione del Piano per l’utilizzo del telelavoro.

In Piemonte

La Regione Piemonte ha promosso un bando, attraverso risorse dell’Intesa Conciliazione con il Dipartimento delle Pari Opportunità,   per incentivare il telelavoro negli enti pubblici piemontesi, prevedendo contributi agli enti che organizzano formule di lavoro decentrato, come telecentri, telelavoro domiciliare e postazioni mobili.

La graduatoria del bando ha approvato 10 progetti, distribuiti nella Città metropolitana di Torino e nelle province di Alessandria, Biella, Cuneo e Verbano Cusio Ossola, coinvolgendo complessivamente  78 persone, per la maggior parte beneficiarie del telelavoro domiciliare.

Cinque enti usufruiscono del supporto operativo della Regione Piemonte che mette a disposizione gratuitamente l’esperienza maturata da oltre dieci anni, con l’obiettivo di favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro dei propri dipendenti.

Consulta il bando

 

ATTIVITÀ REALIZZATE

E’ in fase di chiusura, con la rendicontazione da parte dei progetti approvati, l’attività relativa all’Intesa Conciliazione con il Dipartimento delle Pari Opportunità, approvata dalla Regione Piemonte con la Approvazione del Programma attuativo regionale, che ha previsto:

  • sostegno alla rete dei servizi per la prima infanzia;
  • realizzazione e prima attivazione di nidi o micro-nidi nei luoghi di lavoro (territoriali o aziendali);
  • realizzazione di formule organizzative di lavoro decentrato per introdurre e/o rafforzare modelli flessibili di telelavoro
  • realizzazione di INSIEME A PAPA' & CRESCE e CONDIVIDIAMO CON I PAPA' & CONTINUA, per la diffusione tra i padri della fruizione del congedo parentale (astensione facoltativa dal lavoro ai sensi del D.Lgs. 151/2001) ed alla sensibilizzazione alla condivisione delle responsabilità di cura familiari.

  pdf Schede progetti realizzati (1.54 MB)

La Regione Piemonte ha aperto un bando, che scadrà il prossimo 10 novembre 2016, alle ore 12

Organismi di parità

Commissione regionale pari opportunità

Consigliera di parità

Consulta delle elette

La Consulta delle Elette del Piemonte individua nel riequilibrio della rappresentanza un utile strumento per l'attuazione delle politiche di parità.
In particolare con molteplici iniziative, di formazione ed informazione, concorre a rendere le donne elette, valorizzandone il ruolo, punti di riferimento per il mondo femminile.
La Consulta inoltre promuove rapporti permanenti con le elette presenti sul territorio regionale e con gli altri Organismi di Parità, sia locali che nazionali che internazionali.

Composizione

Presidente: Stefania Balzella
Vicepresidenti: Valentina Caputo, Angela Motta

Contatti

Sede: Via Alfieri, 15 – 10121 Torino
Uffici: Via Arcivescovado, 12/c – 10121 Torino
e mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Segreteria: Marita Triglio Godino
Fax 011 5757365
e mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito Web

Consulta femminile

Consulta femminile

La Consulta femminile regionale del Piemonte, istituita nel 1976, contribuisce attivamente alla elaborazione della programmazione, pianificazione e legislazione regionale, con particolare riferimento alla condizione di vita, di lavoro e di salute della donna e favorisce l'effettiva partecipazione di tutte le donne all'attività politica economica e sociale della comunità regionale.

In particolare, con molteplici iniziative di formazione ed informazione, concorre a rimuovere gli ostacoli ad un pieno inserimento della donna in posizione di effettiva parità nella società.

La Consulta promuove e partecipa ad incontri con le Consulte delle altre Regioni, ed in particolare con la Commissione Regionale per la realizzazione delle Pari Opportunità di genere Uomo/Donna, con la Consulta delle Elette, con le Consigliere di Parità, con le Consulte degli enti locali piemontesi.

Composizione

Presidente: Cinzia Pecchio
Vicepresidenti: Marilena Bauducco, Maria Alessandra Parigi
Segretarie: Graziella Camurati, Santa Pantano

Contatti

e mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

segreteria: Ornella Toselli
e mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito Web

Genere e linguaggio

Ci siamo anche noi

La lingua non è un semplice strumento di comunicazione né un banale specchio della realtà circostante. La lingua può creare realtà ed essere un potente motore di cambiamento (cfr Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo – Cecilia Robustelli – 2012).

Io Parlo e Non DiscriminoE’ ormai consolidato come esista uno stretto legame tra l’uso del linguaggio e la disparità sociale. Nonostante le donne abbiano acquisito maggior partecipazione nella vita civile, rivestendo importanti ruoli in ambito professionale e istituzionale, permane una "resistenza" a riconoscere tali posizioni nel linguaggio; continuano, infatti, a persistere rappresentazioni delle donne, anche nel linguaggio, che riproducono gli stereotipi legati ai ruoli tradizionali, contribuendo ad ostacolare e delimitare il ruolo della donna nell’ordine familiare e sociale.

La società è profondamente cambiata ma il linguaggio, che è fondamentale al fine di una valorizzazione delle differenze di genere, si evolve più lentamente; è necessaria una comunicazione pubblica aderente ai ruoli della donna e che superi gli stereotipi. La parità dei diritti passa necessariamente per il riconoscimento della differenza di genere, anche attraverso l’uso appropriato della lingua.

Con la Mozione n. 231 del Consiglio regionale la Regione Piemonte ha promosso un percorso di revisione del linguaggio utilizzato negli atti amministrativi e legislativi, anche attraverso momenti di formazione al personale operante nelle strutture regionali, in piena sintonia con la L.R 8/2009 che ha l'obiettivo di favorire l'attenzione sui temi della parità valorizzando il ruolo della donna e promuovendo una equa rappresentanza maschile e femminile.

La Carta d'Intenti "Io Parlo e Non Discrimino"

La Regione Piemonte ha aderito, con D.G.R. 15 febbraio 2016, n. 6-2903, alla Carta d'Intenti "Io parlo e non discrimino".
La Carta d'Intenti, che è frutto del tavolo di confronto promosso dalla Città di Torino al quale erano seduti, oltre alla Regione Piemonte, anche il Consiglio regionale, la Città Metropolitana di Torino, l'Università degli Studi di Torino e il Politecnico, impegna i sottoscrittori ad adottare e promuovere percorsi di sensibilizzazione per la diffusione di una cultura di riconoscimento del genere e all'eliminazione di forme di discriminazione di genere nel linguaggio.

La L.r 4/2016 contro la violenza sulle donne, e la L.r 5/2016 contro le discriminazioni sono i primi atti regionali che rispettano il linguaggio di genere. Si tratta di un ulteriore strumento utile ad affermare la parità tra uomo e donna, e ad accompagnare il corrispondente cambiamento culturale.

Azioni

Dieci gli impegni previsti dalla Carta d’Intenti:

  • 1) Attivarsi affinché nei propri statuti, regolamenti, atti, documenti e nella modulistica non siano presenti forme di discriminazione di genere nel linguaggio.
  • 2) Adottare linee guida comuni volte ad eliminare ogni discriminazione di genere nell’ambito della comunicazione istituzionale e mediatica.
  • 3) Individuare procedure volte a verificare che, negli eventi promossi, patrocinati e/o sostenuti si prevedano forme di comunicazione interna ed esterna non discriminatorie dal punto di vista di genere.
  • 4) Promuovere e diffondere la "Carta di intenti" nel proprio territorio anche attraverso forme di collaborazione con i media locali e nazionali.
  • 5) Promuovere, anche in collaborazione con altri enti e istituzioni pubblici e privati e con la società civile, azioni e iniziative volte a prevenire ogni forma di discriminazione di genere nel linguaggio e a rimuoverne le cause culturali.
  • 6) Istituire e sostenere reti che coinvolgano il più ampio numero di enti, istituzioni, servizi e associazioni, per individuare modalità di intervento coordinate e condivise al fine di prevenire le discriminazioni di genere nel linguaggio e di promuovere azioni di sensibilizzazione all’utilizzo di un linguaggio neutro dal punto di vista di genere.
  • 7) Realizzare progetti volti alla diffusione di una cultura di riconoscimento dei generi nel linguaggio.
  • 8) Promuovere e sostenere iniziative di sensibilizzazione e informazione nelle scuole e nei luoghi frequentati da giovani.
  • 9) Organizzare al proprio interno, anche attraverso il coinvolgimento degli organismi di parità, corsi di informazione e sensibilizzazione, rivolti al personale dipendente e agli organismi decisori.
  • 10) Sostenere gli enti, le associazioni e gli organismi impegnati a prevenire forme di discriminazione e di violenza di genere nel linguaggio.

Per approfondire:
http://www.irma-torino.it/it/index.php/carta-di-intenti

8 marzo
L’8 marzo 2016 è stato realizzato, alla Cavallerizza Reale di Torino, l’evento per la presentazione della Carta d’Intenti da parte degli enti promotori Città di Torino, Città Metropolitana, Consiglio regionale del Piemonte, Regione Piemonte e Università degli Studi di Torino.

Pari opportunità