Sala 4
L'ITALIA NEL
PERIODO NAPOLEONICO |
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Napoleone Bonaparte
(1769-1821), dopo la sua incoronazione a Re d'Italia,
nomina il fratello Giuseppe Bonaparte
(1768-1844) Re di Napoli, sostituendolo (diventato poi
re di Spagna) col cognato
Gioacchino Murat. Proclama
poi "Re di Roma" il proprio figlio nato dal matrimonio con
Maria Luigia (1791-1847) figlia dell'
Imperatore d'Austria Francesco I.
Nel regno italico, dove vengono adottate, come si
è detto, le istituzioni e le leggi francesi, la borghesia terriera si
rafforza, commercio ed industria sono avvantaggiati dalla soppressione
delle barriere doganali, dall'unificazione di pesi e misure, dalla
creazione di infrastrutture - strade, canali, scuole - e dal riordinamento
fiscale e finanziario. Un esercito nazionale organizzato attraverso il
sistema della coscrizione obbligatoria, partecipa alle diverse campagne
napoleoniche e diviene fattore di rafforzamento dei legami tra Italiani
di varie regioni e terreno di formazione non solo strettamente militare,
ma anche
di nuove forze dirigenti.
Alla parete
sinistra la bandiera con la scritta: l'Empéreur des Français au Bataillon
des Vélites de Turin (foto); si tratta dell'insegna del battaglione donata da
Napoleone ai Veliti di Torino, truppa leggera istituita dall'Imperatore stesso
nel 1805.
Il progressivo illiberalismo del regime, che pone
gli interessi dei Francesi al di sopra di quelli italiani, suscita la
reazione dei patrioti lombardi facilitando tuttavia la caduta di Milano
nelle mani dell'Austria.
Gioacchino Murat (1767-1815), dal 1808 Re di Napoli,
tenta la via dell'indipendenza del Regno, entrando in urto con Napoleone
stesso di cui aveva sposato la sorella Carolina nel 1814.
Il 18 marzo 1815 dichiara guerra all'Austria
e il 30 marzo a Rimini lancia un proclama (foto) redatto dal famoso giurista
Pellegrino Rossi (1787-1848), in cui afferma l'intenzione di
combattere per l'indipendenza e l'unità d'Italia, invitando tutta la popolazione
a sollevarsi.
L'appello non viene raccolto e Murat privo degli
appoggi popolari previsti è sconfitto a Tolentino dagli Austriaci.
In ottobre tenta uno sbarco in Calabria per costituirvi un Regno
Italiano, ma è fatto prigioniero dai Borboni e fucilato a Pizzo qualche
giorno dopo.
Nella bacheca a muro è raccolta
una serie di cimeli (foto) napoleonici fra cui una ceramica di Capodimonte che
raffigura il "re di Roma" Francesco, Duca di Reichstadt (1811-1832), figlio di
Napoleone, alcuni ritratti della famiglia Bonaparte e la maschera mortuaria dell'Imperatore
(foto).
Quest'ultima, di notevole interesse,
poiché si tratta di una delle cinque esistenti, è stata ricalcata da uno dei
medici presenti
alla morte dell'Imperatore
nell'isola di Sant' Elena.