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| Sala 3 LA DOMINAZIONE FRANCESE |
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Sulla parete
entrando, a sinistra, si possono notare alcuni editti emessi dal governo
provvisorio piemontese (foto). Messi in un riquadro, sono alcuni esemplari degli
assegnati emessi come moneta in corso forzoso negli anni 1792-95 in Francia e,
successivamente ad imitazione di quella, in Piemonte.
Nel Veneto, in Lombardia e in Emilia il fervore rivoluzionario
viene alimentato dalle opere del poeta Ugo
Foscolo (1778-1827) e dall'economista
Melchiorre Gioia (1767-1829), precursore di una Italia libera e indipendente.
A Reggio Emilia nasce la bandiera tricolore, come vessillo della Repubblica
Cispadana. In Piemonte sorge nel 1796 la Repubblica Giacobina di Alba; in seguito
si formano la Repubblica Romana e la Repubblica Partenopea, le cui Costituzioni
seguono per la maggior parte il modello francese.
Pur nominato
da Bonaparte, il governo della Cisalpina cerca di resistere agli eccessi della
tutela francese, nel tentativo di svolgere un'azione indipendente e collegata
alle altre repubbliche giacobine, ma il governo francese respinge tali istanze
valutandole inutili e dannose.
Nel 1799 gli eserciti austro-russi, al comando del generale
A.V. Suvarov (1729-1800),
ottengono una serie di vittorie: i francesi
sono ricacciati dalle regioni occupate ed il governo degli antichi
sovrani viene ristabilito in tutta l'Italia centro-settentrionale.
A Napoli ritornano i Borboni mentre molti patrioti, tra i quali
Mario Pagano (1748-1799),
Eleonora Fonseca Pimentel (3) (1752-1799),
Franco Caracciolo (1752-1799) sono giustiziati.
L'anno seguente (1800) l'esercito francese, guidato da
Napoleone,
valica il Gran San Bernardo e vince gli Austriaci a Marengo: Piemonte e Liguria
vengono annessi alla Francia. I Savoia con Carlo
Emanuele IV (1751-1819) riparano in Sardegna.
Alle pareti della sala si notano alcune tempere attribuite a Giuseppe Pietro
Bagetti (4) (1764-1831). Questi, che aveva iniziato come
"disegnatore di vedute e paesi" al servizio di Vittorio
Amedeo III, è nominato da Napoleone "Capitano
ingegnere geografo".
Seguirà fino al 1814 gli eserciti francesi in Europa, disegnando
luoghi di battaglia e gli episodi più salienti e ritornando poi
nel 1815 a Torino presso la corte dei Savoia.
Nell'ottobre 1797, con il trattato di Campoformio stipulato tra
Francia ed Austria, le speranze degli Italiani, che avevano visto
in Bonaparte il liberatore d'Italia, vengono deluse: Venezia e la
terraferma ad est dell'Adige, fino ad allora libere, sono assegnate
all'Austria.
La Repubblica Cisalpina, comprendente i territori delle Repubbliche
Transpadana e Cispadana, delle zone dell'Adda, del Mincio e della
Valtellina, costituisce un primo embrione di Stato Nazionale Italiano.
Questa e la Repubblica Ligure confluiscono nella Repubblica Italiana che si
costituisce nel 1802 (dopo la vittoria dei Francesi a Marengo) sotto la vicepresidenza
del milanese
F rancesco Melzi
d'Eril (lo si vede raffigurato in una piccola stampa).
Nel 1804 Napoleone viene incoronato Imperatore dei Francesi,
assumendo nel 1805 anche il titolo di Re d'Italia; di conseguenza
il «Regno d'Italia» con capitale Milano, è posto direttamente sotto
la tutela francese ed affidato alla reggenza del viceré
Eugenio Beauharnais (1781-1824).
Questo stato si estende, dopo le vittoriose campagne napoleoniche,
anche al Veneto (Proclama di Napoleone alle popolazioni venete),
alle Marche e al Trentino, pur non cessando di essere uno stato
satellite della Francia.
Il periodo napoleonico è ricco di innovazioni per l'Italia.
Il nuovo Regno, definito sul modello organizzativo di tipo
centralizzato, in uso in Francia, viene diviso in «dipartimenti».
Viene applicato anche qui il Codice di Napoleone che, nato in periodo
consolare, ha il pregio di sancire l'uguaglianza reale di tutti i cittadini
davanti alla legge, l'abolizione dei residui feudali e l'unificazione
del diritto.
La conseguenza
è il potenziamento di una burocrazia efficiente e lo sviluppo di un esercito
nazionale (i soldatini nella bacheca -foto- indossano la divisa della «Legione
d'Italia»). Una commissione ristretta di giuristi aveva iniziato a preparare
il Codice Civile fin dall'agosto del 1800 e la sua promulgazione era avvenuta
il 21 marzo 1804.
Due grandi carte geografiche d' Italia alle pareti,
datate «Parigi 1799», costituiscono una notevole opera di topografia
francese.