Le
106 tempere su carta qui esposte furono commissionate a Carlo Bossoli
(1815 - 1884) nel 1860 dal principe Eugenio di Savoia Carignano
(1816-1888) cugino del re Vittorio Emanuele Il e suo luogotenente dopo
le annessioni della Toscana e dell'Emilia. Nato da una famiglia di artigiani
luganesi che si trasferì a Odessa nel primo Ottocento, Bossoli ebbe
in quella città cosmopolita la sua prima educazione artistica tra
scenografia e pittura di paese. Si specializzò nella veduta e nella
pittura di cronaca di eventi contemporanei, usando di preferenza la tempera,
tecnica che assecondava la sua eccezionale rapidità di scrittura
pittorica. Ebbe successo su scala europea e fu chiamato da principi e sovrani
a ritrarre luoghi pittoreschi dalla Scozia al Marocco, dalla Russia all’Italia
alla Spagna, la vita delle metropoli, le invenzioni tecnologiche, gli eventi
pubblici, gli spettacoli, i costumi locali, ecc. Dal 1853 visse a Torino.
Vero e proprio "pittore della vita moderna" nel senso che Baudelaire
diede a questo termine, si dedicò anche alle tecniche di riproduzione
seriale che costituivano i primi "mass media". In rapporto con l'editore
Day & Son di Londra nel 1853 pubblicò una serie di litografie
illustranti la ferrovia tra Torino e Genova di recentissima costruzione
e nel 1856 un album di 52 vedute della Crimea, teatro della guerra appena
terminata. |