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Sala 20
LE CAMPAGNE DEL 1859-61 NELLE TEMPERE DI CARLO BOSSOLI
Le 106 tempere su carta qui esposte furono commissionate a Carlo Bossoli (1815 - 1884) nel 1860 dal principe Eugenio di Savoia Carignano (1816-1888) cugino del re Vittorio Emanuele Il e suo luogotenente dopo le annessioni della Toscana e dell'Emilia. Nato da una famiglia di artigiani luganesi che si trasferì a Odessa nel primo Ottocento, Bossoli ebbe in quella città cosmopolita la sua prima educazione artistica tra scenografia e pittura di paese. Si specializzò nella veduta e nella pittura di cronaca di eventi contemporanei, usando di preferenza la tempera, tecnica che assecondava la sua eccezionale rapidità di scrittura pittorica. Ebbe successo su scala europea e fu chiamato da principi e sovrani a ritrarre luoghi pittoreschi dalla Scozia al Marocco, dalla Russia all’Italia alla Spagna, la vita delle metropoli, le invenzioni tecnologiche, gli eventi pubblici, gli spettacoli, i costumi locali, ecc. Dal 1853 visse a Torino.
V
ero e proprio "pittore della vita moderna" nel senso che Baudelaire diede a questo termine, si dedicò anche alle tecniche di riproduzione seriale che costituivano i primi "mass media". In rapporto con l'editore Day & Son di Londra nel 1853 pubblicò una serie di litografie illustranti la ferrovia tra Torino e Genova di recentissima costruzione e nel 1856 un album di 52 vedute della Crimea, teatro della guerra appena terminata.
Nel 1859, avendogli l'editore londinese dato l'incarico di rappresentare i fatti d’armi della campagna d’Italia iniziata quell'anno stesso, Bossoli seguì gli eserciti piemontese e francese producendo migliaia di velocissimi disegni dal vero. Da questi trasse due serie di tempere, una per Day & Son (ora dispersa) e una più vasta per il principe di Carignano, che costituiscono un vero e proprio reportage sulla seconda guerra dell’indipendenza italiana. Le immagini degli eccezionali fatti d'Italia, che in meno di due anni permisero la formazione di un nuovo stato nella vecchia Europa, furono poi pubblicate dalla casa editrice inglese anche in 40 litografie derivate dai dipinti del Bossoli.
La raccolta del Museo può essere divisa in tre cicli che riguardano rispettivamente la campagna di guerra in Lombardia e nel Veneto nel 1859, la campagna del 1860-61 nell'Italia centrale e meridionale e i viaggi del principe e del re in Toscana e in Emilia, accolti da folle tripudianti. In questi dipinti Bossoli dimostra tutto il proprio talento e le sue esperienze, dalla scenografia alla veduta topografico-prospettica, alla sensibilità romantica per il paesaggio, alla curiosità molto realista per ogni sfera della vita sociale e della natura, nonché la sua capacità di evocare in modo preciso sebbene sintetico, e in formati relativamente piccoli, movimenti, fisionomie e particolari di ogni genere.
L'incarico del principe di Carignano gli impose tuttavia di adeguarsi all'interpretazione ufficiale degli eventi per contribuire all'epopea dell'unificazione italiana in chiave sabauda. Ne è prova il fatto che le truppe franco-sarde risultano nelle pitture esclusive protagoniste dei fatti militari e degli atti di eroismo, mentre Garibaldi e i suoi volontari sono rappresentati soltanto in due tempere
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