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Sala 16
LA GUERRA DI CRIMEA
Dal 1852, e sino al 1859, Camillo Benso di Cavour ricopre la carica di primo ministro. La sua azione politica si contraddistingue all'interno per lo sviluppo economico ed industriale e all'estero per il tentativo di porre la questione italiana all 'attenzione delle potenze europee. Lo scoppio delle ostilità tra Turchia e Russia in Crimea, dà a Cavour, infatti, l'occasione di allearsi, nel 1855, con Inglesi e Francesi contro la Russia, giungendo il 26 gennaio ad un accordo militare, che prevede la partecipazione di truppe sarde a fianco degli alleati.
Sono inviati in Crimea 18.000 uomini: (foto) in questa sala è visibile il proclama che invita all'arruolamento di uomini: operazione che fu certamente difficile considerato l'enorme sforzo che quella spedizione rappresentava per il piccolo regno sardo. Inoltre si erano create resistenze all'intervento in guerra, non solo da parte popolare ma anche all'interno del Parlamento, poiché Cavour non era riuscito ad ottenere dagli alleati alcuna concreta assicurazione in funzione antiaustriaca, come controparte del suo intervento in guerra.
Nella sala una serie di documenti illustrano la guerra nei suoi vari aspetti: una veduta di Sebastopoli, alcuni interessanti disegni di Induno da cui sono state tratte le incisioni per un atlante sulle zone del conflitto. Sempre di Gerolamo Induno (1818-1878) il "Quartier generale dei Piemontesi in Crimea", mentre il noto ritratto (foto) di Vittorio Emanuele II (1820-1878) è opera di Tranquillo Cremona (1837-1878).
Infine è raccolta nelle vetrine una serie di decorazioni ed armi, tra le quali una sciabola donata dal sultano turco ad Alessandro Lamarmora (1799-1855), fondatore del corpo dei bersaglieri, morto in Crimea a causa del colera il 7 giugno 1855.

Una rivisitazione del Secondo Impero Francese è costituita dalla raccolta di acquerelli di Ferdinand Bach (1859-1953) da lui stesso donati al Museo del Risorgimento nel 1950. L'autore, Sigismond Ferdinand Bach, detto Bac, nato a Stoccarda nel 1859, è nipote naturale di Girolamo Napoleone di Westfalia. Ancora giovane si trasferisce a Parigi dove si naturalizza francese. Qui comincia, dal 1880, a collaborare con alcune riviste, tra cui "La Caricature" e "La vie parisienne". Da queste ricava, tra il 1884 e il 1903, la serie di cinque album intitolati "Intimités du Seconde Empire" che costituiscono la sua opera principale. Personaggi come Napoleone III (1808-1873) e la Contessa di Castiglione sono colti in momenti della quotidianità e scene mondane come "L'uscita dall'opera" sono proposte come una sottile satira di costume. Curioso è il ritratto di Felice Orsini, il rivoluzionario italiano che fece un attentato a Napoleone III, fornendo indirettamente a Cavour segue l'occasione per porre con maggior urgenza e drammaticità il problema della «questione italiana».

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