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Sala 15
MOVIMENTI RISORGIMENTALI NELL' OTTOCENTO EUROPEO
Contemporaneamente a quanto avviene in Italia, in tutta Europa si assiste ad un progressivo propagarsi delle rivoluzioni tendenti all'affermazione dei principi di libertà, indipendenza e unità.
Così la Romania, sotto la spinta dei moti del 1821, con Tudor Vladimirescu, raggiunge in quell'anno un certo grado di indipendenza dalla Turchia e nel 1831 segna, con Nicola Bàlcescu (1819-1852), un tentativo di unificazione della Moldavia-Valacchia che solo nel 1859 si realizzerà (grazie all'intervento della diplomazia europea) nella persona di J. Alexandru Cuza (1820-1873) (foto) primo principe di Valacchia. Solo l' 11 dicembre 1861 avviene l'unificazione. Da quel momento lo stato romeno persegue una serie di riforme interne tendenti allo smantellamento del sistema feudale e al consolidamento della politica estera, che si concluderanno nel 1878 con il riconoscimento della indipendenza e della piena sovranità della Romania da parte delle potenze europee.
La Polonia, fin dal secolo precedente spartita fra Austria, Prussia e Russia, nel novembre 1830 reagisce al regime autoritario di quest'ultima con la rivoluzione (1830-31) cui partecipa anche l'italiano Gerolamo Ramorino (1792-1849); ma il fallimento, seguito da una dura repressione, provoca una vasta emigrazione politica che si collega alla «Giovine Europa» mazziniana.
Il 1848 vede alcuni esuli polacchi prendere parte attiva alle rivoluzioni di molti paesi. Così a Roma il poeta Adam Mickiewicz (1798-1855) (foto) organizza la Legione Polacca in aiuto degli insorti milanesi; Chrzanowski combatte tra le file dell'esercito sardo; Mieroslawski (1814-1878) organizza l'insurrezione della Posnania e i generali Józet Bem (1794-1850) e Lienzyk Dembinski (1791-1864) contribuiscono alla rivoluzione ungherese.
Negli anni successivi, sull'esempio di quanto era avvenuto in Italia con Garibaldi, continua in Polonia la preparazione di tentativi rivoluzionari. La rivolta del 1863, cui partecipa un Corpo di volontari italiani guidati dal garibaldino Francesco Nullo (1826-1863), vede l'adesione di più ampi strati della popolazione, ma il fallimento dell'impresa sancisce, anche in questo Paese, la fine delle iniziative rivoluzionarie.


Il 1848 vede anche in Ungheria un tentativo rivoluzionario capeggiato da Lajos Kossuth (1802-1894) (foto) che, fin dal 1832, svolgeva opera di sensibilizzazione dell'opinione pubblica.
Appoggiato dall'esercito vittorioso, Kossuth il 14 aprile 1849 è infatti eletto Governatore d'Ungheria e contemporaneamente è dichiarata decaduta la dinastia degli Asburgo. Ma l'intervento della Russia a fianco dell'Austria fa fallire, nell'agosto successivo, l'impresa. Kossuth, in contatto con Mazzini e Garibaldi, viene in Italia insieme ai generali (foto bandiera) Gyorgy Klapka (1820-1892),Alessandro Teleki (1821-1892), Stefano Türr (1825-1890), che parteciperanno alle nostre guerre d'indipendenza combattendo anche nella spedizione dei Mille. Kossuth si stabilirà a Torino dove morrà nel 1894.
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