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Sala 14IL PIEMONTE DOPO NOVARA |
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In
seguito alle vicende del 1848-49, si assiste in quasi
tutti gli stati italiani ad un generale ritorno a regimi assolutistici:
il governo del Lombardo-Veneto si trasforma in una vera e propria dittatura
militare affidata a Radetzky, e in buona parte dell'Italia centrale si insediano
truppe austriache a garanzia dell'ordine restaurato. Il Regno delle Due
Sicilie ed il Regno di Sardegna sono i soli a rimanere fuori da questa,
sebbene con orientamenti politici completamente diversi. L'unico sovrano
che mantiene fede allo Statuto è, come si è visto, Vittorio
EmanueleSuperata la crisi del '49, il ministero d'Azeglio procede ad importanti riforme legislative: con le leggi proposte dal guardasigilli Siccardi (1850), vengono aboliti il foro ecclesiastico, il diritto d'asilo e si limitano le proprietà del clero. |
| Sulle pareti si notano il testo della Santa Sede
relativo alla Legge Siccardi e, poco distante, un ritratto di Camillo
Benso di Cavour (3) A questo punto, il conservatorismo liberale di d'Azeglio si rivela inadeguato alla situazione e Cavour, attuando il connubio del centro-destra col centro-sinistra di Urbano Rattazzi (1808-1873), diviene primo ministro nel novembre 1852. |
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Nel decennio fra il 1849 ed il 1859 il Piemonte si distingue per il dinamismo del suo sviluppo economico. La politica liberistica attuata da Cavour è uno degli elementi fondamentali di questo slancio, tuttavia non pochi sono gli ostacoli che il primo ministro deve superare: dall'opposizione della sinistra democratica di Angelo Brofferio (1802-1866) e Lorenzo Valerio (4) (1810-1865), molto incredula di fronte al suo liberismo, alla destra clericale, molto forte in Senato; lo stesso Re non sempre gli è favorevole. Le difficoltà sono superate grazie all'appoggio parlamentare di Urbano Rattazzi, sicché diventa possibile giungere ad una riforma tributaria che accresce le disponibilità di bilancio, si concludono nuovi trattati con l'estero che favoriscono l'esportazione dei prodotti piemontesi e l'aumento dell'importazione di materie prime e di macchine utensili, mentre viene stimolata la crescita della siderurgia e dell'industria meccanica. L' impulso dato all 'attività bancaria, la vasta opera di ampliamento del sistema stradale, ferroviario e portuale sono tra gli aspetti più importanti della politica di rinnovamento condotta da Cavour in campo economico: li vediamo esemplificati da grafici, materiali e giornali esposti nelle bacheche centrali, fra cui è di rilievo il primo scritto di Cavour sulle ferrovie ed una interessante documentazione sul traforo del Fréjus, con alcuni disegni della macchina perforatrice. |
Nella
sala spicca il grande telaio a navetta volante (foto).
Si tratta di un esempio interessante di passaggio dalla produzione artigianale alla produzione meccanica durante lo sviluppo industriale. Questo telaio, nato per essere usato contemporaneamente da due persone, viene modificato per essere utilizzato da una sola dopo la scoperta della navetta volante e vi viene applicato un congegno meccanico che consente di eseguire il tessuto jacquard. Anche l'agricoltura é modernizzata con interventi diversi, fra cui la costruzione di un'ampia rete di canali di irrigazione nel Vercellese ed un abbozzo di nuovo catasto agrario. Questa politica di sviluppo economico provoca una trasformazione sociale, che porta in primo piano la borghesia imprenditoriale. Un fatto nuovo è costituito dal moltiplicarsi delle Società Operaie di Mutuo Soccorso che passano da 17 nel 1849 a 98 su 158 in Italia. |
Al prestigio generale del Piemonte contribuisce enormemente l'essere diventato la seconda patria di molti esuli italiani. Negli anni che vanno dal 1848 al 1859 ottengono, infatti, asilo in Piemonte tra le 20 e le 30.000 persone. Esse animano la cultura e la politica del regno sorretta dai maggiori giornalisti del tempo (9) che danno vita con i loro scritti ad un libero dibattito democratico a sostegno dello sviluppo economico e sociale del paese. Fra
gli intellettuali di maggiore spicco si ricorda il
giurista Pasquale Stanislao Mancini (1817-1888), gli economisti Francesco
Ferrara ed Antonio Scialoja
(1856-1933), i filosofi Terenzio Mamiani
(1799-1885) e Bertrando Spaventa (1817-1883) il critico letterario Francesco
De Sanctis (1817-1883) ed il letterato Nicolò
Tommaseo (1802-1874) e Giuseppe
Verdi (1813-1901). Il grande musicista (foto) aderisce
alla politica di Cavour, ed é eletto deputato di San Donnino (l'attuale
Fiorenzuola), sarà poi nominato Senatore. |